De Luca ancora un rinvio per l’incompatibilità, per il Governatore della Campania se ne parlerà a maggio 2016

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De Luca ancora un rinvio per l’incompatibilità, si aspetterà la Corte Costituzionale, quindi almeno per il maggio 2016, fra non poche polemiche, e Vincenzo De Luca ex sindaco di Salerno rimarrà  a fare il Governatore della Campania in attesa anche dell’appello che ci sarà a gennaio, se la sentenza sarà favorevole, e veloce, si risolveranno tutti i suoi problemi di incompatibilità, almeno al momento, ma rimangono appese una miriadi di questioni procedurali e giudiziarie , tipo al momento della carica era o non era incompatibile? Ma ecco come lo tratteggia Luigi Roano su Il Mattino mentre sulla incompatibilità c’è un’ulteriore rinvio del Tribunale che attende l’esito della Consulta. La sveglia suona alle 7 come tutte le mattine, e quella che inizia è un’altra giornata illuminata da un sole primaverile che quasi fa dimenticare che Natale è alle porte e fa sembrare invisibili anche le luci di artista della sua Salerno. Sarà per tutto questo scintillio, o perché ritiene che «un eletto del popolo» non possa essere estromesso per legge dall’incarico, ma il governatore Vincenzo De Luca non sembra preoccuparsi del fatto che a 50 chilometri da casa sua, a Napoli, il tribunale civile sta decidendo sulla sua sospensione da presidente della Regione in base alla legge Severino. Sospensione che se arrivasse, lo costringerebbe allo sfratto dall’ente di Santa Lucia chissà per quanti mesi. Allora è impermeabile a tutto il governatore? O è il classico suo eterno sfidare uomini e cose? Insomma, davvero De Luca non sente l’attesa per una sentenza così importante che potrebbe cambiare il suo destino e quello dell’ ente che amministra? «L’unica attesa che sento è quella per il bambino Gesù» va ripetendo in questi giorni a chi gli chiede con quale stato d’animo aspetta la decisione dei giudici. E quando cominciano a trapelare indiscrezioni, sul calare della sera, su un verdetto che gli potrebbe essere favorevole, che potrebbe slittare a maggio, mese molto vicino a quello che farebbe scattare la prescrizione per i reati di cui è accusato ed è stato condannato, non si smuove di un millimetro. A radio Kiss Kiss Napoli, nel consueto appuntamento radiofonico del martedì, spiega: «Sono assolutamente tranquillo e sereno, ho detto da sempre che questo era un falso problema, quando i cittadini si esprimono noi andiamo avanti, come è giusto fare in un Paese democratico». Quasi un’altra sfida. Tant’è, ora occorre riavvolgere il nastro di una giornata comunque particolare, fatta di sensazioni, qualcuno dice addirittura premonizioni o di certezze assolutamente individuali, ma De Luca a via Santa Lucia non ci arriva proprio. Punta direttamente alla sede del Consiglio regionale al Centro Direzionale, dove alle 10 è in programma la seduta per l’approvazione del bilancio, il primo della sua era. Arriva in un’aula deserta per primo e prende posto, attende circa mezz’ora (senza innervorsirsi) l’arrivo degli altri consiglieri, e così decolla la maratona per una manovra che vela la bellezza di 25 miliardi, mica bruscolini! Discute animatamente, dispensa con il movimento della testa l’assenso o meno sulle richieste dei consiglieri dell’opposizione: si sbraccia, spiega, replica, risponde, insomma fa il De Luca tout court. Ecco, la maratona in aula è il momento, diciamo, così, nel quale De Luca sbatte in faccia al mondo le sue sicurezze, e a chi si aspetta suoi tentennamenti, il governatore offre la sua figura in pasto ai fotografi che impazziscono e scaricano centinaia di flash. Non lo turba la Severino, non lo turba il bilancio. L’unica cosa davvero bollente è il telefono, chissà se sono i suoi avvocati che lo aggiornano sul fronte del tribunale. Certo è che intorno alle 13, quando il presidente dell’Assemblea regionale Rosetta D’Amelio mette tutti in pausa pranzo, De Luca si mette sotto braccio del capogruppo del Pd Mario Casillo e va mangiare una pizza fritta alla Masardona. Si fa immortalare con il titolare della bottega delle pizze, una delle più famose non solo a Napoli, e consuma la sua pausa pranzo addentando un’autentica bontà. Come dire che a lui l’appetito non lo toglie nessuno, né il tribunale né il bilancio. Il governatore non barcolla, questa la cifra umana e politica che viene fuori dalla giornata di ieri. Non è in difficoltà, punta a lavorare. Dallo scranno della presidenza dell’Assemblea regionale è intervenuto tantissime volte per spiegare la ragionevolezza della manovra di bilancio, del perché di certe scelte. È quasi notte quando quelle indiscrezioni sul rinvio a maggio della decisione sembrano certezze. Sostanzialmente sarebbe una vittoria. Il tribunale dove si stanno decidendo le sue sorti è a poche decine di metri dal Consiglio regionale, De Luca, questa la sensazione, è però distante molto, ma molto di più da quelle aule, sia con la testa che con lo spirito. Il cuore? Lo ha gettato oltre l’ostacolo da molti anni: è una corsa ad handicap da sempre la vita del governatore e non intende mollare adesso che il gioco si fa duro. Il fiatone fino a oggi, del resto, lo ha fatto venire ad altri. Ma come è andata lo spiega Giuseppe Crimaldi Il provvedimento non è stato ancora depositato ma la decisione sarebbe stata presa. Al termine di una camera di consiglio durata quasi cinque ore i giudici della prima sezione civile del Tribunale di Napoli avrebbero deciso di rinviare la decisione sulla sospensione del governatore De Luca in attesa della pronuncia della Consulta sulla legittimità della legge Severino. Termina così una lunga giornata scandita da attese, voci e indiscrezioni che anticipano ciò che già stamattina dovrebbe essere ufficializzato attraverso la notifica del provvedimento alle parti interessate: al collegio di avvocati che assistono il governatore della Regione Campania e a quelli che rappresentano in aula un gruppo di ex consiglieri regionali del centrodestra e del Movimento per i diritti del cittadino. De Luca resterebbe così governatore. Almeno – sempre stando alle anticipazioni raccolte dal nostro giornale – per altri cinque mesi, e cioè fino al maggio del 2016. Questo significa che la decisione del Tribunale di Napoli sulla sospensione di De Luca dalla carica ai sensi della legge Severino, e per effetto della condanna a un anno per uso d’ufficio, slitta ad un momento che si immagina successivo ad una tappa fondamentale di tutta la vicenda: e cioè la pronuncia sulla legittimità costituzionale della stessa legge da parte della Consulta. È vero: manca ancora la data di fissazione dei giudici della Corte Costituzionale; ma quello di cinque mesi resta pur sempre un lasso di tempo sufficiente a immaginare che entro quel termine una pronuncia da Roma arriverà. Va ricordato che entro l’8 gennaio per il presidente della Regione Campania (condannato in primo grado per abuso d’ufficio a un anno di reclusione per la realizzazione del termovalorizzatore a Salerno) inizierà il processo d’appello. Ma procediamo con ordine. Per tutta la giornata di ieri le parti interessate nel giudizio hanno atteso il deposito della decisione del collegio presieduto da Umberto Antico. Al lavoro, ancora una volta, i giudici della prima civile, anche se questa volta nella terna giudicante mancavano i nomi dei due giudici “a latere” (a cominciare da Anna Scognamiglio, indagata nel procedimento penale che vede coinvolto anche il marito e dello stesso De Luca) che nel luglio scorso si espressero accogliendo il ricorso di De Luca per la sospensione degli effetti della Severino. Ma a fine giornata la decisione del rinvio non viene ufficializzata. E questo induce uno dei difensori di De Luca – l’avvocato Lorenzo Lentini – a usare poche a prudentissime parole: «Non abbiamo alcun riscontro alla notizia di un rinvio a maggio – dice – e pertanto non commentiamo ciò che non conosciamo». Massima cautela, dunque. Non nasconde irritazione, invece, l’avvocato Gianluigi Pellegrino, rappresentante del Movimento difesa del cittadino. «Noi avvocati non abbiamo ricevuto alcuna notifica – spiega – e non ci risulta alcun deposito di decisione. Se il rinvio fosse vero, lascerebbe in piedi un’ordinanza cautelare emessa da un magistrato in clamorosa posizione di incompatibilità e per la quale proprio oggi il Pg della Cassazione ha avviato l’azione disciplinare. Con questo annunciato rinvio si vuole perpetrare una situazione di clamorosa illegittimità: e tutti gli atti emessi da De Luca sono da chiunque impugnabili».

De Luca ancora un rinvio per l'incompatibilità, si aspetterà la Corte Costituzionale, quindi almeno per il maggio 2016, fra non poche polemiche, e Vincenzo De Luca ex sindaco di Salerno rimarrà  a fare il Governatore della Campania in attesa anche dell'appello che ci sarà a gennaio, se la sentenza sarà favorevole, e veloce, si risolveranno tutti i suoi problemi di incompatibilità, almeno al momento, ma rimangono appese una miriadi di questioni procedurali e giudiziarie , tipo al momento della carica era o non era incompatibile? Ma ecco come lo tratteggia Luigi Roano su Il Mattino mentre sulla incompatibilità c'è un'ulteriore rinvio del Tribunale che attende l'esito della Consulta. La sveglia suona alle 7 come tutte le mattine, e quella che inizia è un’altra giornata illuminata da un sole primaverile che quasi fa dimenticare che Natale è alle porte e fa sembrare invisibili anche le luci di artista della sua Salerno. Sarà per tutto questo scintillio, o perché ritiene che «un eletto del popolo» non possa essere estromesso per legge dall’incarico, ma il governatore Vincenzo De Luca non sembra preoccuparsi del fatto che a 50 chilometri da casa sua, a Napoli, il tribunale civile sta decidendo sulla sua sospensione da presidente della Regione in base alla legge Severino. Sospensione che se arrivasse, lo costringerebbe allo sfratto dall’ente di Santa Lucia chissà per quanti mesi. Allora è impermeabile a tutto il governatore? O è il classico suo eterno sfidare uomini e cose? Insomma, davvero De Luca non sente l’attesa per una sentenza così importante che potrebbe cambiare il suo destino e quello dell’ ente che amministra? «L’unica attesa che sento è quella per il bambino Gesù» va ripetendo in questi giorni a chi gli chiede con quale stato d’animo aspetta la decisione dei giudici. E quando cominciano a trapelare indiscrezioni, sul calare della sera, su un verdetto che gli potrebbe essere favorevole, che potrebbe slittare a maggio, mese molto vicino a quello che farebbe scattare la prescrizione per i reati di cui è accusato ed è stato condannato, non si smuove di un millimetro. A radio Kiss Kiss Napoli, nel consueto appuntamento radiofonico del martedì, spiega: «Sono assolutamente tranquillo e sereno, ho detto da sempre che questo era un falso problema, quando i cittadini si esprimono noi andiamo avanti, come è giusto fare in un Paese democratico». Quasi un’altra sfida. Tant’è, ora occorre riavvolgere il nastro di una giornata comunque particolare, fatta di sensazioni, qualcuno dice addirittura premonizioni o di certezze assolutamente individuali, ma De Luca a via Santa Lucia non ci arriva proprio. Punta direttamente alla sede del Consiglio regionale al Centro Direzionale, dove alle 10 è in programma la seduta per l’approvazione del bilancio, il primo della sua era. Arriva in un’aula deserta per primo e prende posto, attende circa mezz’ora (senza innervorsirsi) l’arrivo degli altri consiglieri, e così decolla la maratona per una manovra che vela la bellezza di 25 miliardi, mica bruscolini! Discute animatamente, dispensa con il movimento della testa l’assenso o meno sulle richieste dei consiglieri dell’opposizione: si sbraccia, spiega, replica, risponde, insomma fa il De Luca tout court. Ecco, la maratona in aula è il momento, diciamo, così, nel quale De Luca sbatte in faccia al mondo le sue sicurezze, e a chi si aspetta suoi tentennamenti, il governatore offre la sua figura in pasto ai fotografi che impazziscono e scaricano centinaia di flash. Non lo turba la Severino, non lo turba il bilancio. L’unica cosa davvero bollente è il telefono, chissà se sono i suoi avvocati che lo aggiornano sul fronte del tribunale. Certo è che intorno alle 13, quando il presidente dell’Assemblea regionale Rosetta D’Amelio mette tutti in pausa pranzo, De Luca si mette sotto braccio del capogruppo del Pd Mario Casillo e va mangiare una pizza fritta alla Masardona. Si fa immortalare con il titolare della bottega delle pizze, una delle più famose non solo a Napoli, e consuma la sua pausa pranzo addentando un’autentica bontà. Come dire che a lui l’appetito non lo toglie nessuno, né il tribunale né il bilancio. Il governatore non barcolla, questa la cifra umana e politica che viene fuori dalla giornata di ieri. Non è in difficoltà, punta a lavorare. Dallo scranno della presidenza dell’Assemblea regionale è intervenuto tantissime volte per spiegare la ragionevolezza della manovra di bilancio, del perché di certe scelte. È quasi notte quando quelle indiscrezioni sul rinvio a maggio della decisione sembrano certezze. Sostanzialmente sarebbe una vittoria. Il tribunale dove si stanno decidendo le sue sorti è a poche decine di metri dal Consiglio regionale, De Luca, questa la sensazione, è però distante molto, ma molto di più da quelle aule, sia con la testa che con lo spirito. Il cuore? Lo ha gettato oltre l’ostacolo da molti anni: è una corsa ad handicap da sempre la vita del governatore e non intende mollare adesso che il gioco si fa duro. Il fiatone fino a oggi, del resto, lo ha fatto venire ad altri. Ma come è andata lo spiega Giuseppe Crimaldi Il provvedimento non è stato ancora depositato ma la decisione sarebbe stata presa. Al termine di una camera di consiglio durata quasi cinque ore i giudici della prima sezione civile del Tribunale di Napoli avrebbero deciso di rinviare la decisione sulla sospensione del governatore De Luca in attesa della pronuncia della Consulta sulla legittimità della legge Severino. Termina così una lunga giornata scandita da attese, voci e indiscrezioni che anticipano ciò che già stamattina dovrebbe essere ufficializzato attraverso la notifica del provvedimento alle parti interessate: al collegio di avvocati che assistono il governatore della Regione Campania e a quelli che rappresentano in aula un gruppo di ex consiglieri regionali del centrodestra e del Movimento per i diritti del cittadino. De Luca resterebbe così governatore. Almeno – sempre stando alle anticipazioni raccolte dal nostro giornale – per altri cinque mesi, e cioè fino al maggio del 2016. Questo significa che la decisione del Tribunale di Napoli sulla sospensione di De Luca dalla carica ai sensi della legge Severino, e per effetto della condanna a un anno per uso d’ufficio, slitta ad un momento che si immagina successivo ad una tappa fondamentale di tutta la vicenda: e cioè la pronuncia sulla legittimità costituzionale della stessa legge da parte della Consulta. È vero: manca ancora la data di fissazione dei giudici della Corte Costituzionale; ma quello di cinque mesi resta pur sempre un lasso di tempo sufficiente a immaginare che entro quel termine una pronuncia da Roma arriverà. Va ricordato che entro l’8 gennaio per il presidente della Regione Campania (condannato in primo grado per abuso d’ufficio a un anno di reclusione per la realizzazione del termovalorizzatore a Salerno) inizierà il processo d’appello. Ma procediamo con ordine. Per tutta la giornata di ieri le parti interessate nel giudizio hanno atteso il deposito della decisione del collegio presieduto da Umberto Antico. Al lavoro, ancora una volta, i giudici della prima civile, anche se questa volta nella terna giudicante mancavano i nomi dei due giudici "a latere" (a cominciare da Anna Scognamiglio, indagata nel procedimento penale che vede coinvolto anche il marito e dello stesso De Luca) che nel luglio scorso si espressero accogliendo il ricorso di De Luca per la sospensione degli effetti della Severino. Ma a fine giornata la decisione del rinvio non viene ufficializzata. E questo induce uno dei difensori di De Luca – l’avvocato Lorenzo Lentini – a usare poche a prudentissime parole: «Non abbiamo alcun riscontro alla notizia di un rinvio a maggio – dice – e pertanto non commentiamo ciò che non conosciamo». Massima cautela, dunque. Non nasconde irritazione, invece, l’avvocato Gianluigi Pellegrino, rappresentante del Movimento difesa del cittadino. «Noi avvocati non abbiamo ricevuto alcuna notifica – spiega – e non ci risulta alcun deposito di decisione. Se il rinvio fosse vero, lascerebbe in piedi un’ordinanza cautelare emessa da un magistrato in clamorosa posizione di incompatibilità e per la quale proprio oggi il Pg della Cassazione ha avviato l’azione disciplinare. Con questo annunciato rinvio si vuole perpetrare una situazione di clamorosa illegittimità: e tutti gli atti emessi da De Luca sono da chiunque impugnabili».