Orta di Atella. Professore rimprovera studenti, aggredito con calci e pugni dal branco. Finisce ricoverato in ospedale

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Orta di Atella. Il branco contro il professore, colpevole di aver rimproverato uno di loro. Per questo un docente dell’Istituto tecnico commerciale «Gallo» di Aversa, L.P. di 53 anni, è stato pestato selvaggiamente da un gruppo di alunni dell’istituto, che si sono accaniti su di lui con calci e pugni fino a spedirlo in ospedale con un preoccupante ematoma interno a un occhio. Per ora è stato individuato con certezza un solo studente di 16 anni, ma gli autori del raid sarebbero almeno quattro. Una vicenda rimasta finora nel silenzio, tanto che lo stesso provveditore di Caserta, Vincenzo Romano, ammette di non essere stato informato su un caso «di una gravità inaudita», rimarca, annunciando la massima severità. Giovedì scorso al palazzetto dello sport di Orta di Atella, gli allievi della sede centrale della Ragioneria di Aversa erano stati invitati a partecipare ad un incontro amichevole di calcetto con gli alunni della sede associata di Orta di Atella, nell’ambito delle iniziative previste per la settimana dello studente. E l’incontro si è effettivamente svolto, ma in un clima di tenore opposto rispetto alla promozione dei valori dello sporte della condivisione. Sugli spalti c’erano circa 200 spettatori, che per tutto il tempo hanno inveito e insultato i ragazzi della sede centrale. Seppur appartenenti allo stesso istituto, erano infatti considerati «nemici». L’inferno però si è scatenato a fine gara: «Mentre ci recavamo nello spogliatoio – racconta il prof aggredito – siamo stati oggetto di lanci di pezzi di legno e ripetuti sputi da parte di un gruppo numeroso di presunti alunni della sede di Orta di Atella. Ho provato a riprendere uno di questi ragazzi e prendendolo per un braccio ho tentato di accompagnarlo da qualcuno dei miei colleghi della sede. A questo punto sono stato aggredito da diverse persone che hanno cominciato a colpirmi con violenza al viso, tanto da procurarmi una grossa tumefazione all’occhio sinistro». Un insegnante percosso e umiliato dai ragazzi del suo istituto, solidali tra loro in una assurda vendetta. Ma non è bastato, come spiega il docente, pronto a denunciare gli alunni: «Per evitare che la situazione potesse ulteriormente degenerare – dice – abbiamo richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, innanzitutto a tutela dell’incolumità degli altri alunni. Abbiamo potuto lasciare il palazzetto dello sport di Orta di Atella solo dopo circa un’ora, scortati da un’auto della polizia, visto che numerosi presenti avevano iniziato un vero e proprio assedio dell’edificio, impedendoci di andare via. Siamo rimasti chiusi negli spogliatoi e nemmeno i colleghi di Orta sono riusciti a placare gli animi». E da ultimo c’è stata anche la beffa: «La mia auto è stata danneggiata con calci nelle portiere ed è stato distrutto lo specchietto retrovisore». Dopo essere riuscito a raggiungere la sede di Aversa sotto scorta e dopo aver lasciato al sicuro gli alunni che avevano giocato, L.P. è andato all’ospedale «Moscati» di Aversa per farsi curare. Qui gli hanno riscontrato un ematoma e una tumefazione all’occhio e al volto. Ieri però la scoperta più preoccupante, al termine di un’ulteriore visita al reparto di oculistica dell’ospedale di Caserta: i medici sono preoccupati per l’ematoma interno dell’occhio. Sempre ieri al «Gallo» era previsto un consiglio d’istituto sul tema. Ma è saltato per la mancanza di alcuni membri, rinviato a questa mattina. Per ora è stata aperta un’istruttoria per individuare con esattezza chi ha partecipato al raid. «Faremo chiarezza», fa sapere il provveditore Romano, che oggi chiederà un’informativa dettagliata sulla vicenda e anche sul silenzio calato finora: «Si fa fatica a commentare – aggiunge – è una violenza che non resterà impunita». Vincenza Di Ronza è invece la preside del «Gallo», che conta oltre 1200 alunni provenienti da tutto l’agro aversano e anche dall’hinterland napoletano. Lei condanna l’episodio, anche se sui provvedimenti da prendere rinvia alle decisioni del consiglio d’istituto. Finora, a sei giorni dall’accaduto, nessun ragazzo è stato punito per l’aggressione al professore. «Sull’intera vicenda è stata aperta un’istruttoria – spiega la preside – Stiamo cercando di risalire con precisione agli autori di questa azione indegna. Questa scuola ha sempre condannato ogni forma di violenza. Ora vogliamo colpire chi ha avuto responsabilità. Manteniamo alta l’attenzione e non rimarremo passivi». (Lorenzo Iuliano – Il Mattino)

 

Orta di Atella. Il branco contro il professore, colpevole di aver rimproverato uno di loro. Per questo un docente dell’Istituto tecnico commerciale «Gallo» di Aversa, L.P. di 53 anni, è stato pestato selvaggiamente da un gruppo di alunni dell’istituto, che si sono accaniti su di lui con calci e pugni fino a spedirlo in ospedale con un preoccupante ematoma interno a un occhio. Per ora è stato individuato con certezza un solo studente di 16 anni, ma gli autori del raid sarebbero almeno quattro. Una vicenda rimasta finora nel silenzio, tanto che lo stesso provveditore di Caserta, Vincenzo Romano, ammette di non essere stato informato su un caso «di una gravità inaudita», rimarca, annunciando la massima severità. Giovedì scorso al palazzetto dello sport di Orta di Atella, gli allievi della sede centrale della Ragioneria di Aversa erano stati invitati a partecipare ad un incontro amichevole di calcetto con gli alunni della sede associata di Orta di Atella, nell’ambito delle iniziative previste per la settimana dello studente. E l’incontro si è effettivamente svolto, ma in un clima di tenore opposto rispetto alla promozione dei valori dello sporte della condivisione. Sugli spalti c’erano circa 200 spettatori, che per tutto il tempo hanno inveito e insultato i ragazzi della sede centrale. Seppur appartenenti allo stesso istituto, erano infatti considerati «nemici». L’inferno però si è scatenato a fine gara: «Mentre ci recavamo nello spogliatoio – racconta il prof aggredito – siamo stati oggetto di lanci di pezzi di legno e ripetuti sputi da parte di un gruppo numeroso di presunti alunni della sede di Orta di Atella. Ho provato a riprendere uno di questi ragazzi e prendendolo per un braccio ho tentato di accompagnarlo da qualcuno dei miei colleghi della sede. A questo punto sono stato aggredito da diverse persone che hanno cominciato a colpirmi con violenza al viso, tanto da procurarmi una grossa tumefazione all’occhio sinistro». Un insegnante percosso e umiliato dai ragazzi del suo istituto, solidali tra loro in una assurda vendetta. Ma non è bastato, come spiega il docente, pronto a denunciare gli alunni: «Per evitare che la situazione potesse ulteriormente degenerare – dice – abbiamo richiesto l’intervento delle forze dell’ordine, innanzitutto a tutela dell’incolumità degli altri alunni. Abbiamo potuto lasciare il palazzetto dello sport di Orta di Atella solo dopo circa un’ora, scortati da un’auto della polizia, visto che numerosi presenti avevano iniziato un vero e proprio assedio dell’edificio, impedendoci di andare via. Siamo rimasti chiusi negli spogliatoi e nemmeno i colleghi di Orta sono riusciti a placare gli animi». E da ultimo c’è stata anche la beffa: «La mia auto è stata danneggiata con calci nelle portiere ed è stato distrutto lo specchietto retrovisore». Dopo essere riuscito a raggiungere la sede di Aversa sotto scorta e dopo aver lasciato al sicuro gli alunni che avevano giocato, L.P. è andato all’ospedale «Moscati» di Aversa per farsi curare. Qui gli hanno riscontrato un ematoma e una tumefazione all’occhio e al volto. Ieri però la scoperta più preoccupante, al termine di un’ulteriore visita al reparto di oculistica dell’ospedale di Caserta: i medici sono preoccupati per l’ematoma interno dell’occhio. Sempre ieri al «Gallo» era previsto un consiglio d’istituto sul tema. Ma è saltato per la mancanza di alcuni membri, rinviato a questa mattina. Per ora è stata aperta un’istruttoria per individuare con esattezza chi ha partecipato al raid. «Faremo chiarezza», fa sapere il provveditore Romano, che oggi chiederà un’informativa dettagliata sulla vicenda e anche sul silenzio calato finora: «Si fa fatica a commentare – aggiunge – è una violenza che non resterà impunita». Vincenza Di Ronza è invece la preside del «Gallo», che conta oltre 1200 alunni provenienti da tutto l’agro aversano e anche dall’hinterland napoletano. Lei condanna l’episodio, anche se sui provvedimenti da prendere rinvia alle decisioni del consiglio d’istituto. Finora, a sei giorni dall’accaduto, nessun ragazzo è stato punito per l’aggressione al professore. «Sull’intera vicenda è stata aperta un’istruttoria – spiega la preside – Stiamo cercando di risalire con precisione agli autori di questa azione indegna. Questa scuola ha sempre condannato ogni forma di violenza. Ora vogliamo colpire chi ha avuto responsabilità. Manteniamo alta l’attenzione e non rimarremo passivi». (Lorenzo Iuliano – Il Mattino)