Napoli. Urta passeggino sull’autobus, accoltellato. Vittima sotto choc in ospedale: «Mia moglie si era perfino scusata»

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Napoli. L’autobus è affollato e decine di persone con pacchi e buste natalizie sono accalcate sul mezzo. Un signore cerca di salire a bordo con la propria moglie che, inavvertitamente, urta la carrozzina di un neonato. Nel caos si fanno largo i nuovi passeggeri cercando spazio tra la gente ma quando i coniugi chiedono più volte di spostare la carrozzina, quella scena di ordinaria confusione si tramuta in cruda violenza. Il giovane che mantiene il passeggino si scaglia contro la coppia e dalle minacce verbali passa velocemente a calci e pugni contro i due, noncurante della folla che assiste paralizzata all’aggressione. La furia del ragazzo non si placa fino al sangue, quando ferisce il 44enne napoletano con una pugnalata, estraendo il coltellino a serramanico che nascondeva addosso. Questa storia, in stile «arancia meccanica» si è consumata poco dopo le 21.30 in una delle zone più centrali e frequentate della città, su corso Umberto, a bordo dell’autobus della linea 202 che collega piazza Gian Battista Vico con via Medina. L’aggressione, avvenuta domenica sera, è oramai «un episodio indelebile e scioccante» per Antonio, finito in ospedale per difendere la moglie dalle minacce e dall’aggressione di un 18enne. «Quando mia moglie ha leggermente urtato il passeggino ci siamo subito scusati chiedendo gentilmente di farci spazio perché c’era molta folla sul mezzo – spiega l’uomo ancora incredulo per l’accaduto – le nostre parole sono state totalmente ignorate e dopo alcuni insulti rivolti ad entrambi, il giovane ha cercato di colpire mia moglie con uno schiaffo». A quel punto, mentre il bus proseguiva la sua corsa e la folla confusionaria copriva le urla dei due uomini, è scoppiata la colluttazione sfociata nel sangue. «Ho cercato di difendere mia moglie, riparandola e rispondendo ai calci e ai pugni che il ragazzo ci scagliava contro – continua Antonio – all’altezza di via Mezzocannone le porte si sono aperte in corrispondenza della fermata e l’ho trascinato sul marciapiede, è stato allora che ho sentito il bruciore sul braccio sinistro ed ho visto il sangue colarmi addosso». Una volta fuori dall’autobus il giovane ha estratto un coltello a serramanico colpendo ripetutamente sul braccio il 44enne e solo l’intervento di una pattuglia dell’esercito italiano, allertata da alcuni passanti che avevano visto i due azzuffarsi, ha evitato che quella violenza potesse finire in tragedia. I militari hanno separato i due consegnandoli, qualche istante dopo, alla volante della polizia in forza all’Ufficio Prevenzione Generale e allertando l’ambulanza per soccorrere il ferito. I poliziotti dell’unità operativa guidata da Michele Spina, hanno bloccato e identificato il 18enne napoletano, incensurato, e rinvenuto il coltello ancora sporco di sangue che aveva nascosto all’interno degli slip. L’aggressore è stato denunciato per il reato di lesioni aggravate mentre la vittima ha riportato ferite da taglio al braccio sinistro e la frattura di due costole. L’episodio da «arancia meccanica» dei due coniugi napoletani non è che uno dei dati da inserire nel «bollettino di guerra» che rendiconta 130 episodi di violenza che si sono verificati dall’inizio dell’anno, a bordo degli autobus o contro gli autisti. «Nonostante il protocollo siglato dalle forze dell’ordine con l’Anm – denuncia Adolfo Vallini, coordinatore provinciale Usb – continua ad aumentare l’escalation di violenza metropolitana che si amplifica nei periodi di festa». (Melina Chiapparino – Il Mattino) 

Napoli. L’autobus è affollato e decine di persone con pacchi e buste natalizie sono accalcate sul mezzo. Un signore cerca di salire a bordo con la propria moglie che, inavvertitamente, urta la carrozzina di un neonato. Nel caos si fanno largo i nuovi passeggeri cercando spazio tra la gente ma quando i coniugi chiedono più volte di spostare la carrozzina, quella scena di ordinaria confusione si tramuta in cruda violenza. Il giovane che mantiene il passeggino si scaglia contro la coppia e dalle minacce verbali passa velocemente a calci e pugni contro i due, noncurante della folla che assiste paralizzata all’aggressione. La furia del ragazzo non si placa fino al sangue, quando ferisce il 44enne napoletano con una pugnalata, estraendo il coltellino a serramanico che nascondeva addosso. Questa storia, in stile «arancia meccanica» si è consumata poco dopo le 21.30 in una delle zone più centrali e frequentate della città, su corso Umberto, a bordo dell’autobus della linea 202 che collega piazza Gian Battista Vico con via Medina. L’aggressione, avvenuta domenica sera, è oramai «un episodio indelebile e scioccante» per Antonio, finito in ospedale per difendere la moglie dalle minacce e dall’aggressione di un 18enne. «Quando mia moglie ha leggermente urtato il passeggino ci siamo subito scusati chiedendo gentilmente di farci spazio perché c’era molta folla sul mezzo – spiega l’uomo ancora incredulo per l’accaduto – le nostre parole sono state totalmente ignorate e dopo alcuni insulti rivolti ad entrambi, il giovane ha cercato di colpire mia moglie con uno schiaffo». A quel punto, mentre il bus proseguiva la sua corsa e la folla confusionaria copriva le urla dei due uomini, è scoppiata la colluttazione sfociata nel sangue. «Ho cercato di difendere mia moglie, riparandola e rispondendo ai calci e ai pugni che il ragazzo ci scagliava contro – continua Antonio – all’altezza di via Mezzocannone le porte si sono aperte in corrispondenza della fermata e l’ho trascinato sul marciapiede, è stato allora che ho sentito il bruciore sul braccio sinistro ed ho visto il sangue colarmi addosso». Una volta fuori dall’autobus il giovane ha estratto un coltello a serramanico colpendo ripetutamente sul braccio il 44enne e solo l’intervento di una pattuglia dell’esercito italiano, allertata da alcuni passanti che avevano visto i due azzuffarsi, ha evitato che quella violenza potesse finire in tragedia. I militari hanno separato i due consegnandoli, qualche istante dopo, alla volante della polizia in forza all’Ufficio Prevenzione Generale e allertando l’ambulanza per soccorrere il ferito. I poliziotti dell’unità operativa guidata da Michele Spina, hanno bloccato e identificato il 18enne napoletano, incensurato, e rinvenuto il coltello ancora sporco di sangue che aveva nascosto all’interno degli slip. L’aggressore è stato denunciato per il reato di lesioni aggravate mentre la vittima ha riportato ferite da taglio al braccio sinistro e la frattura di due costole. L’episodio da «arancia meccanica» dei due coniugi napoletani non è che uno dei dati da inserire nel «bollettino di guerra» che rendiconta 130 episodi di violenza che si sono verificati dall’inizio dell’anno, a bordo degli autobus o contro gli autisti. «Nonostante il protocollo siglato dalle forze dell’ordine con l’Anm – denuncia Adolfo Vallini, coordinatore provinciale Usb – continua ad aumentare l’escalation di violenza metropolitana che si amplifica nei periodi di festa». (Melina Chiapparino – Il Mattino)