C’è un’altra Juve che vale 163 milioni

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Da Neto a Morata, quante stelle tra gli esclusi col Carpi Campioni che in moltissimi altri club sarebbero titolari

 

C’è una Juve che ha vinto sette partite consecutive e che ha praticamente rintuzzato il distacco dall’Inter capolista, tornando prepotentemente in corsa per il titolo. E c’è un’altra Juve che è pronta ad aiutarla nell’impresa con minuti, prestazioni e gol. E’ la Juve 2 composta da quelle che, per comodità, vengono chiamate «seconde linee» ma che in realtà sono, per qualità e valore di mercato, altri undici titolari che hanno semplicemente un minutaggio ridotto rispetto ai compagni. E che, in qualsiasi altra squadra, sarebbero presenze fisse nelle scelte dell’allenatore. Ma, si sa, nelle squadre top la concorrenza è altissima e può succedere che Alvaro Morata, il terzo colpo più costoso della gestione Agnelli dopo Paulo Dybala e Alex Sandro, non sia in questo momento, proprio come il terzino brasiliano, un titolare fisso.  
 
FRECCIA. Per intendersi, la formazione che abbiamo scelto era per dieci undicesimi in panchina a Carpi, a parte Roberto Pereyra, infortunato. Al posto dell’argentino c’era Simone Padoin, «tuttofare» graditissimo ad Allegri. Senza dimenticare Hernanes nel ruolo di trequartista e la… panchina di Mario Lemina, gioiello francese arrivato in prestito dal Marsiglia (con diritto di riscatto fissato a 10 milioni) , che, al pari Pereyra, tornerà a disposizione nel 2016. Sarà un’altra freccia importante all’arco di Max, che ha sempre riconosciuto un ruolo decisivo ai bianconeri subentranti a partita in corso: «Devono sempre determinare».  
 
TRAGUARDO. Avranno certamente altre chance da gennaio in poi, visto che tornerà la Coppa Italia, in attesa della Champions League. Più impegni ravvicinati, più occasioni per tutti di mettersi in mostra. In generale il valore di mercato di questa formazione è di 163 milioni, ammontare che corrisponde a una rosa in grado di affrontare certamente a buon livello, l’Europa League. Ebbene, questo è il tesoro su cui Allegri può contare nella seconda parte della stagione in cui, classifica alla mano, la Juve potrà andare all’assalto del quinto scudetto consecutivo. Un traguardo impensabile solo un mese fa, e invece la risalita in classifica c’è stata, accompagnata dal cammino in Champions League che ha portato alla qualificazione agli ottavi di finale con un turno di anticipo, e dal raggiungimento dei quarti di Coppa Italia con il rotondo successo nel derby sul Torino. In tutto questo percorso ci sono i mattoncini portati alla causa dalla «Juve 2», in campionato come in Europa e nella coppa nazionale. 
 
SUPER COPPIA. Cosa dire, infatti, di una «seconda squadra» che può contare su una coppia d’attacco formata da Alvaro Morata a Simone Zaza. Lo spagnolo, pagato 20 milioni nell’estate 2014, è fermo a 3 gol, ed è da ritrovare sotto l’aspetto realizzativo, ma ha collezionato comunque 22 presenze sui 25 impegni totali. L’ex Sassuolo di caps ne ha soltanto 10 ma ha segnato già 5 reti, distribuite su tutte le tre competizioni, e ha una media di un gol ogni 73 minuti. Roba da centravanti di razza. A suggerire, abbiamo appunto Hernanes (costato 11 milioni più 2 di bonus), mentre la diga mediana intreccia qualità e sostanza con Pereyra, Sturaro e Kwadwo Asamoah, con Lemina, Padoin e il giovane Mattia Vitale, spesso convocato in questa prima parte di stagione, come alternative.  
 
ESTERNI. Di alto livello è anche il reparto difensivo. Tra i pali c’è Neto, strappato a zero la scorsa estate alla Fiorentina e valutato 8 milioni dal mercato, che finora ha avuto soltanto due opportunità. Il brasiliano sarebbe titolare in qualsiasi altra squadra di serie A e piace anche all’estero. In difesa, poi, la sicurezza Martin Caceres e il giovane Daniele Rugani (riscattato già lo scorso gennaio dall’Empoli per 5 milioni, ora quotato 20 milioni) come perni centrali. Sugli esterni Stephan Lichtsteiner e Alex Sandro, coppia che Allegri alterna con regolarità con Juan Cuadrado e Patrice Evra. Ecco, dunque, un’altra ricchezza della Juve: una rosa profonda con tante alternative di valore. Anche questo è un ingrediente scudetto.  

fonte:corrieredellosport

 
Da Neto a Morata, quante stelle tra gli esclusi col Carpi Campioni che in moltissimi altri club sarebbero titolari
 
C'è una Juve che ha vinto sette partite consecutive e che ha praticamente rintuzzato il distacco dall'Inter capolista, tornando prepotentemente in corsa per il titolo. E c'è un'altra Juve che è pronta ad aiutarla nell'impresa con minuti, prestazioni e gol. E' la Juve 2 composta da quelle che, per comodità, vengono chiamate «seconde linee» ma che in realtà sono, per qualità e valore di mercato, altri undici titolari che hanno semplicemente un minutaggio ridotto rispetto ai compagni. E che, in qualsiasi altra squadra, sarebbero presenze fisse nelle scelte dell'allenatore. Ma, si sa, nelle squadre top la concorrenza è altissima e può succedere che Alvaro Morata, il terzo colpo più costoso della gestione Agnelli dopo Paulo Dybala e Alex Sandro, non sia in questo momento, proprio come il terzino brasiliano, un titolare fisso.  
 
FRECCIA. Per intendersi, la formazione che abbiamo scelto era per dieci undicesimi in panchina a Carpi, a parte Roberto Pereyra, infortunato. Al posto dell’argentino c'era Simone Padoin, «tuttofare» graditissimo ad Allegri. Senza dimenticare Hernanes nel ruolo di trequartista e la… panchina di Mario Lemina, gioiello francese arrivato in prestito dal Marsiglia (con diritto di riscatto fissato a 10 milioni) , che, al pari Pereyra, tornerà a disposizione nel 2016. Sarà un'altra freccia importante all'arco di Max, che ha sempre riconosciuto un ruolo decisivo ai bianconeri subentranti a partita in corso: «Devono sempre determinare».  
 
TRAGUARDO. Avranno certamente altre chance da gennaio in poi, visto che tornerà la Coppa Italia, in attesa della Champions League. Più impegni ravvicinati, più occasioni per tutti di mettersi in mostra. In generale il valore di mercato di questa formazione è di 163 milioni, ammontare che corrisponde a una rosa in grado di affrontare certamente a buon livello, l'Europa League. Ebbene, questo è il tesoro su cui Allegri può contare nella seconda parte della stagione in cui, classifica alla mano, la Juve potrà andare all'assalto del quinto scudetto consecutivo. Un traguardo impensabile solo un mese fa, e invece la risalita in classifica c'è stata, accompagnata dal cammino in Champions League che ha portato alla qualificazione agli ottavi di finale con un turno di anticipo, e dal raggiungimento dei quarti di Coppa Italia con il rotondo successo nel derby sul Torino. In tutto questo percorso ci sono i mattoncini portati alla causa dalla «Juve 2», in campionato come in Europa e nella coppa nazionale. 
 
SUPER COPPIA. Cosa dire, infatti, di una «seconda squadra» che può contare su una coppia d'attacco formata da Alvaro Morata a Simone Zaza. Lo spagnolo, pagato 20 milioni nell'estate 2014, è fermo a 3 gol, ed è da ritrovare sotto l'aspetto realizzativo, ma ha collezionato comunque 22 presenze sui 25 impegni totali. L'ex Sassuolo di caps ne ha soltanto 10 ma ha segnato già 5 reti, distribuite su tutte le tre competizioni, e ha una media di un gol ogni 73 minuti. Roba da centravanti di razza. A suggerire, abbiamo appunto Hernanes (costato 11 milioni più 2 di bonus), mentre la diga mediana intreccia qualità e sostanza con Pereyra, Sturaro e Kwadwo Asamoah, con Lemina, Padoin e il giovane Mattia Vitale, spesso convocato in questa prima parte di stagione, come alternative.  
 
ESTERNI. Di alto livello è anche il reparto difensivo. Tra i pali c'è Neto, strappato a zero la scorsa estate alla Fiorentina e valutato 8 milioni dal mercato, che finora ha avuto soltanto due opportunità. Il brasiliano sarebbe titolare in qualsiasi altra squadra di serie A e piace anche all'estero. In difesa, poi, la sicurezza Martin Caceres e il giovane Daniele Rugani (riscattato già lo scorso gennaio dall'Empoli per 5 milioni, ora quotato 20 milioni) come perni centrali. Sugli esterni Stephan Lichtsteiner e Alex Sandro, coppia che Allegri alterna con regolarità con Juan Cuadrado e Patrice Evra. Ecco, dunque, un'altra ricchezza della Juve: una rosa profonda con tante alternative di valore. Anche questo è un ingrediente scudetto.  
fonte:corrieredellosport