Sorrento e Piano di Sorrento :flop asta

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Oggi 20 dicembre 2015 ore 10:00 consegna delle offerte dei beni comunali all’asta,ed alle 11:00 apertura delle offerte. Consegnate ben solo due buste una per il terreno montarselo,e l’altra per il negozio Rosy. Pensavano di far cassa invece è stato un flop,contenti gli inquilini dei rispettivi beni messa all’asta, una marcia indietro dei ripensamenti.degli amministratori, lo stesso è avvenuto a Piano di Sorrento in Via San Michele, bisogna pensarci bene a vendere   beni che ti danno profitti. Mario Pandolfi

SORRENTO. Si è rivelata negativa anche per il Comune di Sorrento la messa in vendita dei beni comunali prevista per ieri mattina. 
Il Comune sorrentino, infatti, aveva posto all’asta meno di un mese fa ben 18 cespiti patrimoniali di varia natura per una base di guadagno complessiva stimata attorno ai 4 milioni di euro. 
Come la vicina Piano di Sorrento però, anche in questo caso la gara ad evidenza pubblica per l’alienazione dei beni si è risolta molto al di sotto delle aspettattive. Sui 18 beni in vendita solo 2 sono stati considerati interessanti tanto da ricevere almeno un’offerta da parte di potenziali acquirenti. 
Venduto, difatti, il locale commerciale posto a piazza Tasso n°29, locato e con scadenza nel 2019 che è stato acquistato dalla società in nome collettivo “Casco di Alfonso Cascone” per una cifra di 351.500,50 (50.000 euro sopra la base d’asta) e l’appezzamento di terreno in località Montariello, libero da vincoli, per 72.500,00 euro (2.500 euro in più rispetto alla base d’asta) acquistato da Quinzio Morelli.
Nessuna offerta invece per gli altri 16 lotti, riguardanti locali commerciali, depositi, appezzamenti di terreno e varie aree comunali, la cui asta è andata completamente deserta. 
Su un potenziale introito di 4 milioni di euro, dunque, ad entrare nelle casse comunali solo un decimo di quanto previsto, ossia poco più di 400 mila euro.
Un supporto in meno per far quadrare i conti comunali in vista dell’obbligo del rispetto del patto di stabilità. Fonte: Le Cronache Articolo di: Costanza Martina Vitale

 

Venduti solo due immobili sui diciotto messi all’asta, per un incasso di circa 420mila euro contro gli oltre 4,5milioni previsti alla vigilia. Si è rivelato un flop il bando per la cessione di alcuni beni del patrimonio del Comune di Sorrento. Ieri mattina sono state aperte le buste con le offerte pervenute agli uffici di piazza Sant’Antonino entro i termini stabiliti. In realtà la commissione nominata per valutare le proposte di acquisto non ha dovuto assolvere ad un compito particolarmente gravoso, considerando che i suoi componenti hanno dovuto aprire appena due plichi. Sui 18 immobili in vendita, infatti, per 16 lotti non è pervenuta alcuna manifestazione di interesse, con la gara, quindi, come si dice in questi casi, andata deserta.

Ceduto, invece, un locale commerciale che sorge al civico 29 della centralissima piazza Tasso per 351mila euro, contro il valore a base d’asta di 300mila euro. L’altra proprietà che il Comune è riuscito a vendere è un appezzamento di terreno, coltivato ad agrumeto, che sorge in località Montariello. In questo caso il prezzo iniziale era fissato in 70mila euro, con l’aggiudicazione avvenuta dietro pagamento da parte del nuovo proprietario di 72mila e 500 euro.

Tra i beni comunali rimasti invenduti perché non sono state presentate offerte, ci sono alcuni immobili di particolare pregio. Si tratta di cespiti per i quali è stato fissato un prezzo alquanto elevato, anche per Sorrento, dove per acquistare uno dei negozi del centro si arriva a spendere oltre i 10-12mila euro a metro quadrato, mentre per le abitazioni bisogna sborsare anche 8mila euro a metro quadro. Nell’elenco dei beni andati all’asta e che non hanno trovato acquirenti, solo per fare un esempio, figura un locale commerciale di piazza Tasso il cui prezzo base è di oltre un milione di euro. Ma ci sono anche altri immobili con un valore stimato che ammonta a svariate centinaia di migliaia di euro.

Ora, così come prevede il Regolamento comunale che disciplina la vendita dei beni comunali, l’amministrazione sorrentina può mettere nuovamente all’asta i cespiti invenduti, però con un prezzo base ribassato del 20 per cento rispetto a quello stabilito nel primo bando.

 

Oggi 20 dicembre 2015 ore 10:00 consegna delle offerte dei beni comunali all'asta,ed alle 11:00 apertura delle offerte. Consegnate ben solo due buste una per il terreno montarselo,e l'altra per il negozio Rosy. Pensavano di far cassa invece è stato un flop,contenti gli inquilini dei rispettivi beni messa all'asta, una marcia indietro dei ripensamenti.degli amministratori, lo stesso è avvenuto a Piano di Sorrento in Via San Michele, bisogna pensarci bene a vendere   beni che ti danno profitti. Mario Pandolfi

SORRENTO. Si è rivelata negativa anche per il Comune di Sorrento la messa in vendita dei beni comunali prevista per ieri mattina. 
Il Comune sorrentino, infatti, aveva posto all’asta meno di un mese fa ben 18 cespiti patrimoniali di varia natura per una base di guadagno complessiva stimata attorno ai 4 milioni di euro. 
Come la vicina Piano di Sorrento però, anche in questo caso la gara ad evidenza pubblica per l’alienazione dei beni si è risolta molto al di sotto delle aspettattive. Sui 18 beni in vendita solo 2 sono stati considerati interessanti tanto da ricevere almeno un’offerta da parte di potenziali acquirenti. 
Venduto, difatti, il locale commerciale posto a piazza Tasso n°29, locato e con scadenza nel 2019 che è stato acquistato dalla società in nome collettivo “Casco di Alfonso Cascone” per una cifra di 351.500,50 (50.000 euro sopra la base d’asta) e l’appezzamento di terreno in località Montariello, libero da vincoli, per 72.500,00 euro (2.500 euro in più rispetto alla base d’asta) acquistato da Quinzio Morelli.
Nessuna offerta invece per gli altri 16 lotti, riguardanti locali commerciali, depositi, appezzamenti di terreno e varie aree comunali, la cui asta è andata completamente deserta. 
Su un potenziale introito di 4 milioni di euro, dunque, ad entrare nelle casse comunali solo un decimo di quanto previsto, ossia poco più di 400 mila euro.
Un supporto in meno per far quadrare i conti comunali in vista dell’obbligo del rispetto del patto di stabilità. Fonte: Le Cronache Articolo di: Costanza Martina Vitale

 

Venduti solo due immobili sui diciotto messi all’asta, per un incasso di circa 420mila euro contro gli oltre 4,5milioni previsti alla vigilia. Si è rivelato un flop il bando per la cessione di alcuni beni del patrimonio del Comune di Sorrento. Ieri mattina sono state aperte le buste con le offerte pervenute agli uffici di piazza Sant’Antonino entro i termini stabiliti. In realtà la commissione nominata per valutare le proposte di acquisto non ha dovuto assolvere ad un compito particolarmente gravoso, considerando che i suoi componenti hanno dovuto aprire appena due plichi. Sui 18 immobili in vendita, infatti, per 16 lotti non è pervenuta alcuna manifestazione di interesse, con la gara, quindi, come si dice in questi casi, andata deserta.

Ceduto, invece, un locale commerciale che sorge al civico 29 della centralissima piazza Tasso per 351mila euro, contro il valore a base d’asta di 300mila euro. L’altra proprietà che il Comune è riuscito a vendere è un appezzamento di terreno, coltivato ad agrumeto, che sorge in località Montariello. In questo caso il prezzo iniziale era fissato in 70mila euro, con l’aggiudicazione avvenuta dietro pagamento da parte del nuovo proprietario di 72mila e 500 euro.

Tra i beni comunali rimasti invenduti perché non sono state presentate offerte, ci sono alcuni immobili di particolare pregio. Si tratta di cespiti per i quali è stato fissato un prezzo alquanto elevato, anche per Sorrento, dove per acquistare uno dei negozi del centro si arriva a spendere oltre i 10-12mila euro a metro quadrato, mentre per le abitazioni bisogna sborsare anche 8mila euro a metro quadro. Nell’elenco dei beni andati all’asta e che non hanno trovato acquirenti, solo per fare un esempio, figura un locale commerciale di piazza Tasso il cui prezzo base è di oltre un milione di euro. Ma ci sono anche altri immobili con un valore stimato che ammonta a svariate centinaia di migliaia di euro.

Ora, così come prevede il Regolamento comunale che disciplina la vendita dei beni comunali, l’amministrazione sorrentina può mettere nuovamente all’asta i cespiti invenduti, però con un prezzo base ribassato del 20 per cento rispetto a quello stabilito nel primo bando.