Fiorentina una vittoria da grande squadra

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La gioia di Ilicic dopo il gol del 2-0, il primo su azione per lo sloveno 

 

Firenze 
una vittoria da grande

Splendida reazione dopo due ko Kalinic-Ilicic, Viola da applausi

 

 

Non molla, la squadra viola rimane lì e intende provare fino in fondo a tenere i ritmi scudetto. Vince, anzi stravince con il Chievo, senza lasciare niente agli avversari. Sousa la rianima e le restituisce tutte le qualità che l’intero mondo del calcio le stava riconoscendo. La sua qualità coniugata con un temperamento da protagonista assoluta. La Fiorentina archivia così, seppur con sofferenza, l’eliminazione dalla Coppa Italia e ritorna la protagonista che è sempre stata in campionato. Dominio totale. Sousa scuote e risveglia la sua squadra. Che sicuramente ha addosso le tossine di una stagione corsa a grande velocità, ma che ha anche la testa di una squadra solida, matura, cattiva quando c’è da essere cattivi. Il Chievo viene «spazzato» via senza lasciargli neppure un autentico tiro in porta. Una Fiorentina padrona in ogni settore del campo. Un uomo simbolo: ancora una volta Bernardeschi. Formidabile. Comprensibile che piaccia a tutti. Pure ad Ancelotti che va al Bayern. Toccherà ai fratelli Della Valle tentare la difesa di un gioiello che ha davvero potenzialità immense. Poi una difesa che ha lasciato pochissimo (un errore di rilancio di Tatarusanu e poco altro), un centrocampo con due cerniere (Badelj e Vecino) che fa della continuità e della praticità le sue armi principali, con una punta (Kalinic) che segna e sa fare reparto da solo. Senza dimenticarsi l’estroso Ilicic che ieri ha segnato anche su azione dopo essersi dimostrato un killer dal dischetto. La verità è che non c’è mai stata gara. Sette gol per Ilicic, 10 per Kalinic, i gol segnati in campionato. La Fiorentina ha fatto 22 sui 27 punti disponibili al Franchi. Per Sousa tredicesima vittoria stagionale. In otto delle ultime undici gare casalinghe per i viola porta inviolata. I viola in campionato segnano da 24 gare.  

 

 
LE SCELTE. La gara è stata a senso unico. Il Chievo praticamente mai ha saputo opporsi. Travolto, anzi soffocato, come se la squadra viola si fosse trasformata in una sorta di pitone viola. Ipnotizzati e poi lentamente stritolati. Sousa ha ottenuto esattamente quello che voleva: stimolare l’orgoglio dei propri giocatori. Tutti hanno dato il meglio. Stanchi? Sì, ma capaci di estrarre dai polmoni l’ultimo… fiato. Poi Bernardeschi. Già, perché il «ragazzo che gioca bene» è di quelli, come Florenzi, che possono davvero dare qualcosa in più. Cuore, tanto. Ha dato il via a tutte le azioni più pericolose? Vero, ma non è solo questo. Perché ha pure lottato arretrando per dare una mano a Roncaglia. 

 
IMPERATIVO VITTORIA. In apertura il saluto del Franchi a Marasco, «cantastorie» recentemente scomparso. Sousa punta sullo «zoccolo viola»: torna Roncaglia, doppio mediano con Badelj e Vecino, Alonso che spinge a sinistra e Bernardeschi a destra. Ilicic dietro a Kalinic. E Rossi? In panchina. Quando pare possa entrare, quando si scalda sotto la curva Fiesole, gli ultrà gli cantano: «Il Fenomeno, il Fenomeno ce l’abbiamo noi…». Ma l’arrivederci pare sempre più probabile: da una parte c’è la Fiorentina di Sousa e dall’altra c’è lui. Le premesse sono chiare: La Fiorentina ha bisogno assoluto di una vittoria per stemperare la delusione di Coppa Italia e per restare dietro all’Inter. Maran ha un Chievo che nelle ultime quattro gare ne ha vinte tre e che fuori ha fatto gli stessi punti (11) rispetto ai match interni. Ma a Firenze deluderà.  

 

 
LA PARTITA. Niente per dieci minuti e poi delizioso passaggio in profondità di Ilicic che Alonso non sfrutta. Al 12′ ancora Ilicic, tutto da solo, grande conclusione dalla distanza e grande deviazione di Bizzarri. Al 20′ passa la Fiorentina. Gran merito di Bernardeschi, palla in profondità per Kalinic che conclude sul primo palo e la palla supera Bizzarri passandogli tra le gambe. Al 28′ bella e sfortunata punizione di Ilicic. Al 33′ i viola raddoppiano, ancora Bernardeschi (formidabile) per Ilicic che si accentra e conclude (leggero tocco di Gamberini), palla che sale e poi scende in porta. Chievo in ginocchio. Ripresa con pochi brividi: al 30′ Bizzarri miracoloso su conclusione dalla distanza di Borja Valero. Poi? La Fiorentina ha controllato il nulla veronese.  
fonte:corrieredellosport

 

La gioia di Ilicic dopo il gol del 2-0, il primo su azione per lo sloveno 
 
Firenze 
una vittoria da grande
Splendida reazione dopo due ko Kalinic-Ilicic, Viola da applausi
 
 
Non molla, la squadra viola rimane lì e intende provare fino in fondo a tenere i ritmi scudetto. Vince, anzi stravince con il Chievo, senza lasciare niente agli avversari. Sousa la rianima e le restituisce tutte le qualità che l’intero mondo del calcio le stava riconoscendo. La sua qualità coniugata con un temperamento da protagonista assoluta. La Fiorentina archivia così, seppur con sofferenza, l’eliminazione dalla Coppa Italia e ritorna la protagonista che è sempre stata in campionato. Dominio totale. Sousa scuote e risveglia la sua squadra. Che sicuramente ha addosso le tossine di una stagione corsa a grande velocità, ma che ha anche la testa di una squadra solida, matura, cattiva quando c’è da essere cattivi. Il Chievo viene «spazzato» via senza lasciargli neppure un autentico tiro in porta. Una Fiorentina padrona in ogni settore del campo. Un uomo simbolo: ancora una volta Bernardeschi. Formidabile. Comprensibile che piaccia a tutti. Pure ad Ancelotti che va al Bayern. Toccherà ai fratelli Della Valle tentare la difesa di un gioiello che ha davvero potenzialità immense. Poi una difesa che ha lasciato pochissimo (un errore di rilancio di Tatarusanu e poco altro), un centrocampo con due cerniere (Badelj e Vecino) che fa della continuità e della praticità le sue armi principali, con una punta (Kalinic) che segna e sa fare reparto da solo. Senza dimenticarsi l’estroso Ilicic che ieri ha segnato anche su azione dopo essersi dimostrato un killer dal dischetto. La verità è che non c’è mai stata gara. Sette gol per Ilicic, 10 per Kalinic, i gol segnati in campionato. La Fiorentina ha fatto 22 sui 27 punti disponibili al Franchi. Per Sousa tredicesima vittoria stagionale. In otto delle ultime undici gare casalinghe per i viola porta inviolata. I viola in campionato segnano da 24 gare.  
 

 
LE SCELTE. La gara è stata a senso unico. Il Chievo praticamente mai ha saputo opporsi. Travolto, anzi soffocato, come se la squadra viola si fosse trasformata in una sorta di pitone viola. Ipnotizzati e poi lentamente stritolati. Sousa ha ottenuto esattamente quello che voleva: stimolare l’orgoglio dei propri giocatori. Tutti hanno dato il meglio. Stanchi? Sì, ma capaci di estrarre dai polmoni l’ultimo… fiato. Poi Bernardeschi. Già, perché il «ragazzo che gioca bene» è di quelli, come Florenzi, che possono davvero dare qualcosa in più. Cuore, tanto. Ha dato il via a tutte le azioni più pericolose? Vero, ma non è solo questo. Perché ha pure lottato arretrando per dare una mano a Roncaglia. 

 
IMPERATIVO VITTORIA. In apertura il saluto del Franchi a Marasco, «cantastorie» recentemente scomparso. Sousa punta sullo «zoccolo viola»: torna Roncaglia, doppio mediano con Badelj e Vecino, Alonso che spinge a sinistra e Bernardeschi a destra. Ilicic dietro a Kalinic. E Rossi? In panchina. Quando pare possa entrare, quando si scalda sotto la curva Fiesole, gli ultrà gli cantano: «Il Fenomeno, il Fenomeno ce l’abbiamo noi…». Ma l’arrivederci pare sempre più probabile: da una parte c’è la Fiorentina di Sousa e dall’altra c’è lui. Le premesse sono chiare: La Fiorentina ha bisogno assoluto di una vittoria per stemperare la delusione di Coppa Italia e per restare dietro all’Inter. Maran ha un Chievo che nelle ultime quattro gare ne ha vinte tre e che fuori ha fatto gli stessi punti (11) rispetto ai match interni. Ma a Firenze deluderà.  
 

 
LA PARTITA. Niente per dieci minuti e poi delizioso passaggio in profondità di Ilicic che Alonso non sfrutta. Al 12' ancora Ilicic, tutto da solo, grande conclusione dalla distanza e grande deviazione di Bizzarri. Al 20' passa la Fiorentina. Gran merito di Bernardeschi, palla in profondità per Kalinic che conclude sul primo palo e la palla supera Bizzarri passandogli tra le gambe. Al 28' bella e sfortunata punizione di Ilicic. Al 33' i viola raddoppiano, ancora Bernardeschi (formidabile) per Ilicic che si accentra e conclude (leggero tocco di Gamberini), palla che sale e poi scende in porta. Chievo in ginocchio. Ripresa con pochi brividi: al 30' Bizzarri miracoloso su conclusione dalla distanza di Borja Valero. Poi? La Fiorentina ha controllato il nulla veronese.  

fonte:corrieredellosport