Falsi invalidi e quelli veri. Riceviamo lo sfogo di un giovane invalido

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Riceviamo e pubblichiamo

Salve, mi chiamo Vincenzo ed anch’io sono un mal capitato della malasanità ed il risultato è che ora sono una sedia a rotelle. Siamo i più svantaggiati in tutto e per tutto, io ho 25 anni e non so come funziona la vita esterna, niente ci appartiene, partendo dalle strade e finendo alle cose più banali. Mi domando vale la pena di viverla questa vita che è stata tanto desiderata e poi e bastato un’ora di ritardo per complicare me e la mia famiglia? Beh, una sola cosa è certa, che da quando sono nato i problemi ci accompagnano sempre, io sono felice che il governo si stia impegnando per scovare i falsi invalidi, ma a quelli veri ci pensa? Perchè non basta un assegno di accompagnamento per stare puliti di coscienza, ma bisogna provvedere anche al resto cioè un lavoro per chi può ed un alloggio, perchè non ci siano le prime barriere in casa e poi siamo stanchi di passare da un alloggio all’altro e sentirsi dire “mi dispiace, ma lei è un disabile? Ed allora non se ne fa niente”. Diteci voi cosa dobbiamo fare e come dobbiamo affrontare queste cose?????