Lavezzi, sogno napoletano: stop del club. De Laurentiis non pensa di fare tornare il Pocho: ha 31 anni e stipendio alto

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Non perde una partita del Napoli in tv, le telefonate con amici napoletani ed ex compagni azzurri sono frequenti, l’idea di acquistare una casa nella città che lo ha ospitato per cinque anni è sempre viva. Ezequiel Lavezzi, detto il Pocho, gioca dal 2012 nel Paris St. Germain, tuttavia la prima squadra europea della sua carriera gli è rimasta nel cuore. Nella prossima estate, dopo aver compiuto 31 anni, si svincolerà. Nessuna possibilità di rinnovo con il club campione di Francia: il rapporto con l’allenatore Blanc – libero del Napoli di Ranieri nella stagione ’91-’92, un campione incompreso – è ai minimi termini. Lavezzi avrebbe anche pensato di tornare a Napoli, ma il suo sogno non si realizzerà. «Non mi vogliono», ha detto con un sorriso un po’ ironico e un po’ amaro agli amici napoletani che vanno spesso a Parigi per abbracciarlo. Lo ha confermato anche il procuratore Alejandro Junior Mazzoni in una recente intervista: «De Laurentiis ha altre idee e ha escluso il ritorno di Lavezzi. Ma per lui Napoli resterebbe la prima scelta». Il Pocho non vive male a Parigi, ci mancherebbe. Splendida casa, lussuoso parco auto (arrivate da Napoli). Ha cercato di integrarsi, perfino partecipando a un corso per sommelier. Ma le sensazioni non sono quelle che gli ha trasmesso la città in cui arrivò a 26 anni dopo aver vinto il campionato argentino con il San Lorenzo, la squadra di cui è tifoso Papa Francesco. Lunghi capelli su quel viso da indio, non aveva tanti tatuaggi come ora. Un colpo di mercato realizzato da De Laurentiis su indicazione dell’ex direttore generale Marino: pagato 6 milioni, sarebbe stato rivenduto a 32 dopo cinque anni. L’idea di lasciare Parigi non è scattata dopo gli attentati del 13 novembre, quell’attacco terroristico che ha spaventato alcuni compagni di Lavezzi (c’era chi, impegnato con la propria nazionale all’estero, aveva pensato di non tornare nella capitale) e che ha spinto i dirigenti del Psg ad affidare a un discreto bodyguard la sicurezza di ogni calciatore. No, il Pocho aveva deciso da tempo e l’idea di ripercorrere la strada verso Napoli dopo il divorzio dell’estate 2012 – cifra della cessione concordata nella clausola rescissoria firmata un anno prima, quando a De Laurentiis apparve chiaro che un ciclo stava per chiudersi – gli sarebbe piaciuta, anche perché avrebbe giocato con Higuain, suo compagno nella Seleccion argentina vicecampione del mondo. Ma il segnale atteso non è arrivato. Questo perché De Laurentiis è contrario a calciatori over 30 e ai ritorni. Ha fatto per fortuna un’eccezione nel caso di Pepe Reina, 33 anni, rivisto tra i pali del Napoli dopo una stagione da incubo vissuta con Rafael e Andujar alle spalle di questa difesa sbandata. E poi c’è il contratto. Lavezzi guadagna cinque milioni di euro e, ingaggiato a costo zero da un nuovo club, chiederebbe uno stipendio superiore. Così si sono aperte altre piste per il Pocho. Due in Italia: Juventus e Inter. C’è stato un incontro tra Mazzoni e i manager bianconeri Marotta e Paratici. Mancini è da sempre estimatore di Lavezzi: lo avrebbe voluto nella sua prima Inter e lo cercò quando guidava il City. A Milano, peraltro, l’argentino ha casa e amici veri come il vicepresidente nerazzurro Javier Zanetti, l’ex capitano della squadra del Triplete, e Lorenzo Tonetti, il patron del ristorante «Da Giannino». E poi c’è un’altra suggestiva ipotesi, forse più concreta: il Barcellona di Messi e Mascherano, simboli dell’Argentina con cui Lavezzi è arrivato alle finali di Mondiali e Coppa America, perse ai supplementari contro la Germania e ai rigori contro il Cile. Comunque vada, dovunque si trasferisca, «Napoli resta la mia casa». (Il Mattino)

Non perde una partita del Napoli in tv, le telefonate con amici napoletani ed ex compagni azzurri sono frequenti, l'idea di acquistare una casa nella città che lo ha ospitato per cinque anni è sempre viva. Ezequiel Lavezzi, detto il Pocho, gioca dal 2012 nel Paris St. Germain, tuttavia la prima squadra europea della sua carriera gli è rimasta nel cuore. Nella prossima estate, dopo aver compiuto 31 anni, si svincolerà. Nessuna possibilità di rinnovo con il club campione di Francia: il rapporto con l'allenatore Blanc – libero del Napoli di Ranieri nella stagione '91-'92, un campione incompreso – è ai minimi termini. Lavezzi avrebbe anche pensato di tornare a Napoli, ma il suo sogno non si realizzerà. «Non mi vogliono», ha detto con un sorriso un po' ironico e un po' amaro agli amici napoletani che vanno spesso a Parigi per abbracciarlo. Lo ha confermato anche il procuratore Alejandro Junior Mazzoni in una recente intervista: «De Laurentiis ha altre idee e ha escluso il ritorno di Lavezzi. Ma per lui Napoli resterebbe la prima scelta». Il Pocho non vive male a Parigi, ci mancherebbe. Splendida casa, lussuoso parco auto (arrivate da Napoli). Ha cercato di integrarsi, perfino partecipando a un corso per sommelier. Ma le sensazioni non sono quelle che gli ha trasmesso la città in cui arrivò a 26 anni dopo aver vinto il campionato argentino con il San Lorenzo, la squadra di cui è tifoso Papa Francesco. Lunghi capelli su quel viso da indio, non aveva tanti tatuaggi come ora. Un colpo di mercato realizzato da De Laurentiis su indicazione dell’ex direttore generale Marino: pagato 6 milioni, sarebbe stato rivenduto a 32 dopo cinque anni. L'idea di lasciare Parigi non è scattata dopo gli attentati del 13 novembre, quell’attacco terroristico che ha spaventato alcuni compagni di Lavezzi (c’era chi, impegnato con la propria nazionale all’estero, aveva pensato di non tornare nella capitale) e che ha spinto i dirigenti del Psg ad affidare a un discreto bodyguard la sicurezza di ogni calciatore. No, il Pocho aveva deciso da tempo e l'idea di ripercorrere la strada verso Napoli dopo il divorzio dell'estate 2012 – cifra della cessione concordata nella clausola rescissoria firmata un anno prima, quando a De Laurentiis apparve chiaro che un ciclo stava per chiudersi – gli sarebbe piaciuta, anche perché avrebbe giocato con Higuain, suo compagno nella Seleccion argentina vicecampione del mondo. Ma il segnale atteso non è arrivato. Questo perché De Laurentiis è contrario a calciatori over 30 e ai ritorni. Ha fatto per fortuna un’eccezione nel caso di Pepe Reina, 33 anni, rivisto tra i pali del Napoli dopo una stagione da incubo vissuta con Rafael e Andujar alle spalle di questa difesa sbandata. E poi c'è il contratto. Lavezzi guadagna cinque milioni di euro e, ingaggiato a costo zero da un nuovo club, chiederebbe uno stipendio superiore. Così si sono aperte altre piste per il Pocho. Due in Italia: Juventus e Inter. C'è stato un incontro tra Mazzoni e i manager bianconeri Marotta e Paratici. Mancini è da sempre estimatore di Lavezzi: lo avrebbe voluto nella sua prima Inter e lo cercò quando guidava il City. A Milano, peraltro, l'argentino ha casa e amici veri come il vicepresidente nerazzurro Javier Zanetti, l'ex capitano della squadra del Triplete, e Lorenzo Tonetti, il patron del ristorante «Da Giannino». E poi c'è un'altra suggestiva ipotesi, forse più concreta: il Barcellona di Messi e Mascherano, simboli dell’Argentina con cui Lavezzi è arrivato alle finali di Mondiali e Coppa America, perse ai supplementari contro la Germania e ai rigori contro il Cile. Comunque vada, dovunque si trasferisca, «Napoli resta la mia casa». (Il Mattino)

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