Salerno Luci d’ Artista in un mese ottocentomila turisti

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La quantità di assessori schierati sul tavolo della sala giunta è tale da far raggiungere all’organo esecutivo il numero legale per deliberare. Ma nella grande stanza delle riunioni di palazzo di città c’è altro da fare: presentare un primo report di Luci d’artista. Numeri, dati, ma anche valutazioni e bilanci. Un riassunto, in sostanza, di quanto emerso finora dal dibattito in atto. Al di là delle cifre, però, la sintesi del successo presentato dalla «squadra che lavora nel backstage di Luci d’artista» è racchiusa tutta in una esclamazione di Augusto De Pascale: «Salerno non è più la città di De Luca, ma la città delle luci». Già, perché quelli snocciolati ieri mattina sono numeri importanti. Numeri in scia con quelli già annunciati dal sindaco Enzo Napoli e dallo stesso governatore Vincenzo De Luca venerdì scorso. Arricchiti, naturalmente, dalle presenze dell’ultimo fine settimana. Sarebbero, secondo i dati forniti dal Comune, tra i 750mila e gli 800mila i visitatori e i turisti che, fin dall’accensione delle luminarie, avrebbero visitato Salerno per godersi lo spettacolo natalizio. «Gli stessi iniziali detrattori della manifestazione – afferma orgoglioso Napoli – man mano si stanno ricredendo. Abbiamo avuto delle iniziali criticità dovute a una problematica con i vigili urbani che però si è risolta, spinti, tutti, dal senso di responsabilità nei confronti della nostra città. La civitas rimane la nostra stella polare – precisa – Abbiamo registrato turisti da ogni dove, anche da città straniere. Un incredibile fiume pacifico di gente invade la città». E, come sempre, il facente funzioni non fa mancare l’elogio al suo predecessore: «Devo rimarcare fino alla nausea che in questa kermesse c’è la vista lunga che ha avuto De Luca nel corso delle sue consiliature: ha individuato una possibilità di sviluppo per la nostra città». Tuttavia, protagonista della sintesi dell’andazzo della decima edizione della manifestazione non è un singolo, ma «una sorta di squadra che lavora nel backstage». A partire dagli assessori Ermanno Guerra e Mimmo De Maio, subentrati quest’anno rispettivamente a Enzo Maraio e a Luca Cascone alla mobilità e al turismo. «Salerno è una meta turistica per Luci d’artista e per tutte le altre attività, e ne abbiamo avuto sentore forte alla recente fiera del turismo di Rimini: non c’era operatore che non identificasse Salerno con la città delle luci – spiega Guerra – È cresciuta l’immagine di Salerno e oggi Luci d’artista rafforza l’immagine della città negli altri mesi dell’anno e, viceversa, le iniziative che si svolgono negli altri mesi rilanciano le luminarie. Ogni iniziativa – prosegue – che si svolge in città nel periodo invernale viene pensata in funzione delle luci. Tutto quanto arriva alla nostra attenzione è così: ci è arrivata anche la proposta di una maratona delle luci». I numeri, in effetti, danno ragione all’assessore: «92 mila i pernottamenti nella sola città, dati Ept, con un sold out nei fine settimana», rimarca Guerra. «E i Comuni limitrofi mi parlano anche di un riscontro avuto dagli alberghi presenti sui loro territori». A questi numeri si aggiungono 20mila crocieristi. Non solo: 2400 bus sono giunti finora con prenotazione e, statisticamente, altrettanti senza prenotazione. «Il rapporto tra prenotati e non prenotati – spiega Massimiliano Giordano, amministratore unico di Salerno Mobilità – è di uno a uno. Cioè, grazie ai meccanismi di risparmio previsti per chi prenota, quest’anno prenota un bus su due. Questo ci permette di organizzare meglio l’accoglienza». In totale, a oggi, sono 3500 i pullman che hanno già prenotato fino alla fine della kermesse. Agli attuali 2400, cioè, se ne aggiungono già altri 1100 circa. Altri numeri arrivano dall’assessore De Maio, soddisfatto del piano della mobilità messo in campo, tanto più che «abbiamo dovuto governare anche grandi eventi concomitanti», quali il giubileo. «A dimostrazione – afferma – che le criticità iniziali erano dovute allo sciopero dei vigili urbani». E, in assenza di De Luca, è lui a tirare fuori la parola «miracolo» in riferimento alla gestione dell’evento. L’assessore con delega alla mobilità si sofferma sulle cifre: «260mila presenze solo di visitatori da bus. E significativa quest’anno è stata la presenza dei camper, un flusso esponenziale rispetto agli anni precedenti, visibile, oltre che nelle aree attrezzate, anche all’Arechi. Abbiamo anche fatto una prima valutazione delle presenze attraverso le linee ferroviarie: calcolando una media del 50% della capienza dei treni, abbiamo una presenza di passeggeri complessivi di 150mila presenze. Il numero totale di presenze, comprese quelle di chi arriva in auto, si attesta sulle 750mila, 800mila persone». E conclude: «Credo che nessuno possa dire, con onestà intellettuale, che non abbiamo fatto un vero e proprio miracolo». A giovare alla gestione del traffico e della mobilità hanno contribuito altri due fattori: «Le presenze infrasettimanali dei bus, finora 450, che rappresentano la vera novità dell’anno. Grazie a uno sconto del 50% sui costi fino al venerdì – spiega Giordano – uno su cinque bus evitano di venire nel weekend. Non solo, altro fatto importante è l’apertura ai pullman del parcheggio di via Vinciprova. 100 bus parcheggiati in centro alleggeriscono le navette e non creano ressa in metropolitana». A fare il punto sul numero delle persone in strada, invece, è De Pascale: «500 persone, tra forze dell’ordine, protezione civile e volontari. Un’unità di gioia, non di crisi». E continua: «Quest’anno, grazie all’aiuto che abbiamo chiesto alla Regione e che, chissà come mai, ci ha concesso, siamo arrivati anche ad avere in strada 90 volontari tra protezione civile e associazioni ». Chi non scherza è Gerardo Calabrese: «Se c’è una denuncia da fare è per procurato allarme. Perché, a dispetto di quanto s’è detto, i giorni di sforamento per il Pm10 registrati dalla centralina dell’Arpac di via Vernieri non superano il limite dei 35 consentiti dalla legge». Ad oggi, infatti, se ne contano 31. «Se si confrontano i dati di quest’anno con quelli degli altri anni, si vede che sono più bassi». Giovanna Di Giorgio , Il Mattino

La quantità di assessori schierati sul tavolo della sala giunta è tale da far raggiungere all’organo esecutivo il numero legale per deliberare. Ma nella grande stanza delle riunioni di palazzo di città c’è altro da fare: presentare un primo report di Luci d’artista. Numeri, dati, ma anche valutazioni e bilanci. Un riassunto, in sostanza, di quanto emerso finora dal dibattito in atto. Al di là delle cifre, però, la sintesi del successo presentato dalla «squadra che lavora nel backstage di Luci d’artista» è racchiusa tutta in una esclamazione di Augusto De Pascale: «Salerno non è più la città di De Luca, ma la città delle luci». Già, perché quelli snocciolati ieri mattina sono numeri importanti. Numeri in scia con quelli già annunciati dal sindaco Enzo Napoli e dallo stesso governatore Vincenzo De Luca venerdì scorso. Arricchiti, naturalmente, dalle presenze dell’ultimo fine settimana. Sarebbero, secondo i dati forniti dal Comune, tra i 750mila e gli 800mila i visitatori e i turisti che, fin dall’accensione delle luminarie, avrebbero visitato Salerno per godersi lo spettacolo natalizio. «Gli stessi iniziali detrattori della manifestazione – afferma orgoglioso Napoli – man mano si stanno ricredendo. Abbiamo avuto delle iniziali criticità dovute a una problematica con i vigili urbani che però si è risolta, spinti, tutti, dal senso di responsabilità nei confronti della nostra città. La civitas rimane la nostra stella polare – precisa – Abbiamo registrato turisti da ogni dove, anche da città straniere. Un incredibile fiume pacifico di gente invade la città». E, come sempre, il facente funzioni non fa mancare l’elogio al suo predecessore: «Devo rimarcare fino alla nausea che in questa kermesse c’è la vista lunga che ha avuto De Luca nel corso delle sue consiliature: ha individuato una possibilità di sviluppo per la nostra città». Tuttavia, protagonista della sintesi dell’andazzo della decima edizione della manifestazione non è un singolo, ma «una sorta di squadra che lavora nel backstage». A partire dagli assessori Ermanno Guerra e Mimmo De Maio, subentrati quest’anno rispettivamente a Enzo Maraio e a Luca Cascone alla mobilità e al turismo. «Salerno è una meta turistica per Luci d’artista e per tutte le altre attività, e ne abbiamo avuto sentore forte alla recente fiera del turismo di Rimini: non c’era operatore che non identificasse Salerno con la città delle luci – spiega Guerra – È cresciuta l’immagine di Salerno e oggi Luci d’artista rafforza l’immagine della città negli altri mesi dell’anno e, viceversa, le iniziative che si svolgono negli altri mesi rilanciano le luminarie. Ogni iniziativa – prosegue – che si svolge in città nel periodo invernale viene pensata in funzione delle luci. Tutto quanto arriva alla nostra attenzione è così: ci è arrivata anche la proposta di una maratona delle luci». I numeri, in effetti, danno ragione all’assessore: «92 mila i pernottamenti nella sola città, dati Ept, con un sold out nei fine settimana», rimarca Guerra. «E i Comuni limitrofi mi parlano anche di un riscontro avuto dagli alberghi presenti sui loro territori». A questi numeri si aggiungono 20mila crocieristi. Non solo: 2400 bus sono giunti finora con prenotazione e, statisticamente, altrettanti senza prenotazione. «Il rapporto tra prenotati e non prenotati – spiega Massimiliano Giordano, amministratore unico di Salerno Mobilità – è di uno a uno. Cioè, grazie ai meccanismi di risparmio previsti per chi prenota, quest’anno prenota un bus su due. Questo ci permette di organizzare meglio l’accoglienza». In totale, a oggi, sono 3500 i pullman che hanno già prenotato fino alla fine della kermesse. Agli attuali 2400, cioè, se ne aggiungono già altri 1100 circa. Altri numeri arrivano dall’assessore De Maio, soddisfatto del piano della mobilità messo in campo, tanto più che «abbiamo dovuto governare anche grandi eventi concomitanti», quali il giubileo. «A dimostrazione – afferma – che le criticità iniziali erano dovute allo sciopero dei vigili urbani». E, in assenza di De Luca, è lui a tirare fuori la parola «miracolo» in riferimento alla gestione dell’evento. L’assessore con delega alla mobilità si sofferma sulle cifre: «260mila presenze solo di visitatori da bus. E significativa quest’anno è stata la presenza dei camper, un flusso esponenziale rispetto agli anni precedenti, visibile, oltre che nelle aree attrezzate, anche all’Arechi. Abbiamo anche fatto una prima valutazione delle presenze attraverso le linee ferroviarie: calcolando una media del 50% della capienza dei treni, abbiamo una presenza di passeggeri complessivi di 150mila presenze. Il numero totale di presenze, comprese quelle di chi arriva in auto, si attesta sulle 750mila, 800mila persone». E conclude: «Credo che nessuno possa dire, con onestà intellettuale, che non abbiamo fatto un vero e proprio miracolo». A giovare alla gestione del traffico e della mobilità hanno contribuito altri due fattori: «Le presenze infrasettimanali dei bus, finora 450, che rappresentano la vera novità dell’anno. Grazie a uno sconto del 50% sui costi fino al venerdì – spiega Giordano – uno su cinque bus evitano di venire nel weekend. Non solo, altro fatto importante è l’apertura ai pullman del parcheggio di via Vinciprova. 100 bus parcheggiati in centro alleggeriscono le navette e non creano ressa in metropolitana». A fare il punto sul numero delle persone in strada, invece, è De Pascale: «500 persone, tra forze dell’ordine, protezione civile e volontari. Un’unità di gioia, non di crisi». E continua: «Quest’anno, grazie all’aiuto che abbiamo chiesto alla Regione e che, chissà come mai, ci ha concesso, siamo arrivati anche ad avere in strada 90 volontari tra protezione civile e associazioni ». Chi non scherza è Gerardo Calabrese: «Se c’è una denuncia da fare è per procurato allarme. Perché, a dispetto di quanto s’è detto, i giorni di sforamento per il Pm10 registrati dalla centralina dell’Arpac di via Vernieri non superano il limite dei 35 consentiti dalla legge». Ad oggi, infatti, se ne contano 31. «Se si confrontano i dati di quest’anno con quelli degli altri anni, si vede che sono più bassi». Giovanna Di Giorgio , Il Mattino

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