Dall’ECO della Pulcarelli: Cambia rotta….segui l’onda blu

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L’Area Marina Protetta “Punta Campanella “in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole , Ambientali e Forestali hanno indetto un convegno sulle risorse del mare :”Cambia rotta…segui l’onda blu”. a cui , in una sezione dedicata ai ragazzi, abbiamo partecipato anche noi alunni dell’Istituto “Pulcarelli-Pastena”. Il giorno 4 dicembre ci siamo recati a Villa Angelina in Massa Lubrense. Ci siamo fermati su un’amena terrazza fiorita, dalla cui balconata in lontananza si osservavano maestosi l’isola di Capri e il Vesuvio. L’ambiente era dei più belli e già faceva prevedere l’interesse e la vivacità dell’incontro a cui avremmo partecipato di lì a poco. Ci ha accolti la dottssa. Sessa Linda, collaboratrice del Parco Marino, che, una volta entrati in una bella sala, ci presentati il sign. Giustiniani Michele Presidente del Parco, il Direttore, sign Miccio Antonino e il sign. Agostino Baldisseri, pescatore dei nostri borghi marinari. Il Parco Marino comprende i Comuni di : Vico Equense, Piano di Sorrento, Sant’Agnello, Sorrento, Massa Lubrense, Positano. L’area protetta “Punta Campanella” viene visionata periodicamente da esperti subacquei. A causa di predatori e del riscaldamento globale, quest’ambiente sta cambiando la sua fisionomia, compromettendone la vita vegetale e animale. Ciò ha influenza sull’economia della penisola, perché si è visto che stanno scomparendo alcune specie di pesci e invece se ne trovano altri che hanno il loro habitat in acque più calde. La dott.ssa facendo intervenire anche noi alunni in questa interessante presentazione, ci ha esortato a fare la spesa di alcuni prodotti nel loro periodo. Una spesa a chilometro 0. I nostri genitori comprano i prodotti della terra direttamente dal contadino, allo stesso modo bisogna fare quando compriamo il pesce e acquistare le varie tipologie nel periodo opportuno. È consigliabile comprare il pesce povero, che è detto così perché costa poco, ma è ricco di omega 3. Questo è chiamato anche pesce accidentale, perché non viene mangiato in grande quantità. Il pesce che non dovrebbe mai mancare sulla nostra tavola è il pesce azzurro: alici o sardine, vope, triglie di scoglio o di sabbia che è molto più bianco, sgombri, pesce bandiera, letterati che prendono il nome dalle striature che hanno sul dorso simili alle lettere greche, merluzzo, pesce pappagallo. E tra quelli più costosi: ricciole, dentici, orate, gamberi, sogliole. La dottoressa ci invita a non comprare i “bianchetti”, che non si potrebbero pescare e vendere, perché sono pesci ancora piccoli che devono compiere il loro ciclo vitale fino a diventare pesci grandi; tra questi anche il dentice.
Passati in un’altra sala il signor Agostino ci mostra varie specie di pesce che aveva preso al mattino: pesce serra detto anche bandiera, sauro, spigola, palamito…
Poi ci ha mostrato gli attrezzi che utilizza nel suo mestiere:
1) NASSA: si utilizza per prendere i gamberetti, quelli della nostra zona sono particolari. Una volta entrati non escono più perchè la nassa diventa una trappola, infatti essi saltano obliquamente.
La nassa è rotonda ed è fatta di fuscelle o mortelle che hanno un odore diverso rispetto a quelle in plastica dove facendo un esperimento si è visto che i gamberetti non entravano. Le nasse possono rimanere in acqua dai 15-20 giorni e dopo devono mettersi al secco ad asciugare.

2) NASSA CILINDRICA: fatta di plastica può rimanere in acqua molto tempo, è adatta per pescare i polpi, addirittura di 10kg. Un volta entrato il polpo non esce più perché procede solo dritto.
3) ESCHE: si comprano, è necessario che siano salate, perché emanano un buon profumo che attira gli altri pesci all’amo e poi si conservano al lungo
4) TOTANARA: serve a prendere totani con esche salate.
5) CARAVUOGLIO: è un filo lungo che si adagia sul fondo, con dei piombi all’estremità ed dei filamenti che ora sono di plastica ma un tempo erano di stoffa; serve per prendere i polpi
6) CUCELLA: è un attrezzo che serve per cucire le reti
7) RETE TRIMAGLIA: formata da tre reti, una a destra una al centro e una a sinistra, serve per prendere scorfani e triglie che così restano chiusi all’interno.si pesca dalla barca.
Il pesce azzurro vive in superficie .
Infine ci sono i pesci di paranza che si prendono con le reti a strascico.
8) COFFA: è una lenza lunga 100m. Si parte con un segnale, ogni amo ha un’esca

Nella parte finale della manifestazione, lo chef Domenico De Gregorio e il suo aiutante Sergio hanno arricchito queste conoscenze con una rappresentazione culinaria, friggendo delicati pezzetti di pesce, e offrendoli a tutti. Il pesce bandiera è un pesce povero, in antichità i pescatori lo ributtavano a mare perché la gente non lo comprava, ritenendolo poco nutriente.
Notizia importante che ci hanno dato è la presenza di una larva parassitaria, che è all’interno di alcuni pesci. Si chiama ANISAKIS che se ingerita, si attacca all’intestino umano e provoca gravi danni. Per farla morire, bisogna fare l’ABBATTITURA, che consiste nel congelamento del pesce per minimo 24 h ameno 20°C. Se il pesce si mangia cotto deve cuocere a 180°C. La maggior parte dei pesci hanno un secondo nome latino.L’Area Marina Protetta “Punta Campanella “in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole , Ambientali e Forestali hanno indetto un convegno sulle risorse del mare :”Cambia rotta…segui l’onda blu”. a cui , in una sezione dedicata ai ragazzi, abbiamo partecipato anche noi alunni dell’Istituto “Pulcarelli-Pastena”. Il giorno 4 dicembre ci siamo recati a Villa Angelina in Massa Lubrense. Ci siamo fermati su un’amena terrazza fiorita, dalla cui balconata in lontananza si osservavano maestosi l’isola di Capri e il Vesuvio. L’ambiente era dei più belli e già faceva prevedere l’interesse e la vivacità dell’incontro a cui avremmo partecipato di lì a poco. Ci ha accolti la dottssa. Sessa Linda, collaboratrice del Parco Marino, che, una volta entrati in una bella sala, ci presentati il sign. Giustiniani Michele Presidente del Parco, il Direttore, sign Miccio Antonino e il sign. Agostino Baldisseri, pescatore dei nostri borghi marinari. Il Parco Marino comprende i Comuni di : Vico Equense, Piano di Sorrento, Sant’Agnello, Sorrento, Massa Lubrense, Positano. L’area protetta “Punta Campanella” viene visionata periodicamente da esperti subacquei. A causa di predatori e del riscaldamento globale, quest’ambiente sta cambiando la sua fisionomia, compromettendone la vita vegetale e animale. Ciò ha influenza sull’economia della penisola, perché si è visto che stanno scomparendo alcune specie di pesci e invece se ne trovano altri che hanno il loro habitat in acque più calde. La dott.ssa facendo intervenire anche noi alunni in questa interessante presentazione, ci ha esortato a fare la spesa di alcuni prodotti nel loro periodo. Una spesa a chilometro 0. I nostri genitori comprano i prodotti della terra direttamente dal contadino, allo stesso modo bisogna fare quando compriamo il pesce e acquistare le varie tipologie nel periodo opportuno. È consigliabile comprare il pesce povero, che è detto così perché costa poco, ma è ricco di omega 3. Questo è chiamato anche pesce accidentale, perché non viene mangiato in grande quantità. Il pesce che non dovrebbe mai mancare sulla nostra tavola è il pesce azzurro: alici o sardine, vope, triglie di scoglio o di sabbia che è molto più bianco, sgombri, pesce bandiera, letterati che prendono il nome dalle striature che hanno sul dorso simili alle lettere greche, merluzzo, pesce pappagallo. E tra quelli più costosi: ricciole, dentici, orate, gamberi, sogliole. La dottoressa ci invita a non comprare i “bianchetti”, che non si potrebbero pescare e vendere, perché sono pesci ancora piccoli che devono compiere il loro ciclo vitale fino a diventare pesci grandi; tra questi anche il dentice.
Passati in un’altra sala il signor Agostino ci mostra varie specie di pesce che aveva preso al mattino: pesce serra detto anche bandiera, sauro, spigola, palamito…
Poi ci ha mostrato gli attrezzi che utilizza nel suo mestiere:
1) NASSA: si utilizza per prendere i gamberetti, quelli della nostra zona sono particolari. Una volta entrati non escono più perchè la nassa diventa una trappola, infatti essi saltano obliquamente.
La nassa è rotonda ed è fatta di fuscelle o mortelle che hanno un odore diverso rispetto a quelle in plastica dove facendo un esperimento si è visto che i gamberetti non entravano. Le nasse possono rimanere in acqua dai 15-20 giorni e dopo devono mettersi al secco ad asciugare.

2) NASSA CILINDRICA: fatta di plastica può rimanere in acqua molto tempo, è adatta per pescare i polpi, addirittura di 10kg. Un volta entrato il polpo non esce più perché procede solo dritto.
3) ESCHE: si comprano, è necessario che siano salate, perché emanano un buon profumo che attira gli altri pesci all’amo e poi si conservano al lungo
4) TOTANARA: serve a prendere totani con esche salate.
5) CARAVUOGLIO: è un filo lungo che si adagia sul fondo, con dei piombi all’estremità ed dei filamenti che ora sono di plastica ma un tempo erano di stoffa; serve per prendere i polpi
6) CUCELLA: è un attrezzo che serve per cucire le reti
7) RETE TRIMAGLIA: formata da tre reti, una a destra una al centro e una a sinistra, serve per prendere scorfani e triglie che così restano chiusi all’interno.si pesca dalla barca.
Il pesce azzurro vive in superficie .
Infine ci sono i pesci di paranza che si prendono con le reti a strascico.
8) COFFA: è una lenza lunga 100m. Si parte con un segnale, ogni amo ha un’esca

Nella parte finale della manifestazione, lo chef Domenico De Gregorio e il suo aiutante Sergio hanno arricchito queste conoscenze con una rappresentazione culinaria, friggendo delicati pezzetti di pesce, e offrendoli a tutti. Il pesce bandiera è un pesce povero, in antichità i pescatori lo ributtavano a mare perché la gente non lo comprava, ritenendolo poco nutriente.
Notizia importante che ci hanno dato è la presenza di una larva parassitaria, che è all’interno di alcuni pesci. Si chiama ANISAKIS che se ingerita, si attacca all’intestino umano e provoca gravi danni. Per farla morire, bisogna fare l’ABBATTITURA, che consiste nel congelamento del pesce per minimo 24 h ameno 20°C. Se il pesce si mangia cotto deve cuocere a 180°C. La maggior parte dei pesci hanno un secondo nome latino.

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