CON UNA STIMOLANTE SERATA IN ONORE DI LUCIO DALLA, POMPEI HA INAUGURATO IL CARTELLONE DEGLI EVENTI NATALIZI 2015/2016.

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Con una stimolante serata culturale, in onore di Lucio Dalla, Pompei ha inaugurato, presso la Sala Consiliare del Palazzo Municipale, il ricco cartellone degli eventi natalizi 2015/2016. La manifestazione, promossa dall’Amministrazione Comunale, è stata introdotta e moderata da un intervento, molto significativo e puntuale, dell’assessore agli Affari Generali, avvocato Margherita Beatrice, la quale, nel presentare il romanzo biografico di Raffaele Lauro, “Caruso The Song – Lucio Dalla e Sorrento”, ha ricostruito lo storico rapporto del grande cantautore bolognese con Pompei, sia con la Pompei religiosa che con la Pompei archeologica, iniziato nel 1971, con la presenza “portoghese” al concerto dei Pink Floyd, e proseguito, nel 2005, con il suo concerto, tenuto al Teatro Grande, dal titolo “Non mi basti mai!”. “Nel corso del quale – ha concluso Beatrice – Dalla eseguì, rielaborati, alcuni brani classici di Mozart e di Vivaldi, anticipazione della più complessa rielaborazione della Tosca pucciniana, dimostrando così un’eccezionale poliedricità musicale”. Il sindaco, Ferdinando Uliano, ha ringraziato calorosamente Lauro per aver offerto, con la sua opera, l’opportunità, a Pompei, di ricordare Lucio Dalla, un grande artista, la cui opera ha rappresentato la colonna sonora dell’esistenza di molte generazioni di italiani. In particolare, Uliano ha sottolineato l’anticonformismo provocatorio del “giullare di Dio”, che, solo apparentemente, si poneva in contrasto con la sua visione di credente. Un vero fuoco di artificio, di seguito, lo scintillante intervento dell’avvocato Arturo Sorrentino, amico di lunga data dello scrittore, il quale, dopo avere elogiato lo stile narrativo e i contenuti inediti dell’opera di Lauro, definita profonda, colta e avvincente, accessibile a tutti e di fluidissima lettura (questo libro si beve in un sorso!), ha radiografato alcuni aspetti peculiari della personalità di Dalla: la dimensione meridionale, protesa perennemente alla ricerca dell’amicizia, da onorare sempre e da non tradire mai (lo dimostrò anche quando Craxi cadde in disgrazia!), e alla ricerca della famiglia matriarcale, di cui avvertiva la mancanza; la dimensione omosessuale, che volle tutelare nel pudore, nell’intimità e nella totale riservatezza, difendendo la sacralità della propria identità sessuale. Un vero saggio di cultura musicale e di sociologia, la relazione del giornalista Rocco Traisci, il quale ha definito Dalla non solo un semplice, ancorché grande, cantautore italiano, ma un autentico “maestro” per le nuove generazioni, i cui testi poetici “andrebbero stampati, commentati e studiati nelle scuole”. “Lucio narrava, con i testi della sue canzoni, talvolta in maniera visionaria e profetica – ha precisato Traisci – la realtà del quotidiano, le cose che succedevano tutti i giorni. Lo testimoniano canzoni famose, come ‘Come è profondo il mare’ o ‘L’anno che verrà’, e molte altre, del tutto sconosciute al grande pubblico, che andrebbero riscoperte. Ecco perché questo libro di Lauro è strategico. Una pietra miliare nella bibliografia dalliana. Non rappresenta, quindi, la solita monografia, ma apre la mente del lettore alle sfumature sconosciute, al mondo segreto e fa cogliere, attraverso la dimensione meridionale dell’artista, quella internazionale, da intellettuale e da musicista, non da semplice cantante pop, ma da rivoluzionario della musica rock. I cantanti rock di oggi, per me, sono tutti figli di Dalla”. Traisci ha, infine, tratteggiato, da par suo, le affinità elettive tra Lucio Dalla e Matteo Salvatore: entrambi autodidatti; entrambi legati alla realtà, passati dall’indigenza al successo; entrambi rivoluzionari e anticonformisti. Lauro, nel ringraziare l’Amministrazione Comunale, ha voluto sottolineare come la tappa pompeiana, nel tour dalliano, non poteva mancare, per tutte le ragioni richiamate dagli amministratori e dai brillanti relatori. Non ha voluto mancare di sottolineare anche, come il suo legame con Pompei, sia passato non solo attraverso Dalla, ma anche tramite il profondo legame dei suoi genitori con la devozione alla Madonna di Pompei. “Di Dalla, vi parlerò, tra poco – ha chiuso lo scrittore – con le immagini e con la musica del mio docufilm, diretto con il cuore”. E il pubblico pompeiano ha mostrato di apprezzare anche l’opera filmica, festeggiando, con affetto, l’autore, alla fine della proiezione del docufilm “Lucio Dalla e Sorrento – I Luoghi dell’Anima”.Con una stimolante serata culturale, in onore di Lucio Dalla, Pompei ha inaugurato, presso la Sala Consiliare del Palazzo Municipale, il ricco cartellone degli eventi natalizi 2015/2016. La manifestazione, promossa dall’Amministrazione Comunale, è stata introdotta e moderata da un intervento, molto significativo e puntuale, dell’assessore agli Affari Generali, avvocato Margherita Beatrice, la quale, nel presentare il romanzo biografico di Raffaele Lauro, “Caruso The Song – Lucio Dalla e Sorrento”, ha ricostruito lo storico rapporto del grande cantautore bolognese con Pompei, sia con la Pompei religiosa che con la Pompei archeologica, iniziato nel 1971, con la presenza “portoghese” al concerto dei Pink Floyd, e proseguito, nel 2005, con il suo concerto, tenuto al Teatro Grande, dal titolo “Non mi basti mai!”. “Nel corso del quale – ha concluso Beatrice – Dalla eseguì, rielaborati, alcuni brani classici di Mozart e di Vivaldi, anticipazione della più complessa rielaborazione della Tosca pucciniana, dimostrando così un’eccezionale poliedricità musicale”. Il sindaco, Ferdinando Uliano, ha ringraziato calorosamente Lauro per aver offerto, con la sua opera, l’opportunità, a Pompei, di ricordare Lucio Dalla, un grande artista, la cui opera ha rappresentato la colonna sonora dell’esistenza di molte generazioni di italiani. In particolare, Uliano ha sottolineato l’anticonformismo provocatorio del “giullare di Dio”, che, solo apparentemente, si poneva in contrasto con la sua visione di credente. Un vero fuoco di artificio, di seguito, lo scintillante intervento dell’avvocato Arturo Sorrentino, amico di lunga data dello scrittore, il quale, dopo avere elogiato lo stile narrativo e i contenuti inediti dell’opera di Lauro, definita profonda, colta e avvincente, accessibile a tutti e di fluidissima lettura (questo libro si beve in un sorso!), ha radiografato alcuni aspetti peculiari della personalità di Dalla: la dimensione meridionale, protesa perennemente alla ricerca dell’amicizia, da onorare sempre e da non tradire mai (lo dimostrò anche quando Craxi cadde in disgrazia!), e alla ricerca della famiglia matriarcale, di cui avvertiva la mancanza; la dimensione omosessuale, che volle tutelare nel pudore, nell’intimità e nella totale riservatezza, difendendo la sacralità della propria identità sessuale. Un vero saggio di cultura musicale e di sociologia, la relazione del giornalista Rocco Traisci, il quale ha definito Dalla non solo un semplice, ancorché grande, cantautore italiano, ma un autentico “maestro” per le nuove generazioni, i cui testi poetici “andrebbero stampati, commentati e studiati nelle scuole”. “Lucio narrava, con i testi della sue canzoni, talvolta in maniera visionaria e profetica – ha precisato Traisci – la realtà del quotidiano, le cose che succedevano tutti i giorni. Lo testimoniano canzoni famose, come ‘Come è profondo il mare’ o ‘L’anno che verrà’, e molte altre, del tutto sconosciute al grande pubblico, che andrebbero riscoperte. Ecco perché questo libro di Lauro è strategico. Una pietra miliare nella bibliografia dalliana. Non rappresenta, quindi, la solita monografia, ma apre la mente del lettore alle sfumature sconosciute, al mondo segreto e fa cogliere, attraverso la dimensione meridionale dell’artista, quella internazionale, da intellettuale e da musicista, non da semplice cantante pop, ma da rivoluzionario della musica rock. I cantanti rock di oggi, per me, sono tutti figli di Dalla”. Traisci ha, infine, tratteggiato, da par suo, le affinità elettive tra Lucio Dalla e Matteo Salvatore: entrambi autodidatti; entrambi legati alla realtà, passati dall’indigenza al successo; entrambi rivoluzionari e anticonformisti. Lauro, nel ringraziare l’Amministrazione Comunale, ha voluto sottolineare come la tappa pompeiana, nel tour dalliano, non poteva mancare, per tutte le ragioni richiamate dagli amministratori e dai brillanti relatori. Non ha voluto mancare di sottolineare anche, come il suo legame con Pompei, sia passato non solo attraverso Dalla, ma anche tramite il profondo legame dei suoi genitori con la devozione alla Madonna di Pompei. “Di Dalla, vi parlerò, tra poco – ha chiuso lo scrittore – con le immagini e con la musica del mio docufilm, diretto con il cuore”. E il pubblico pompeiano ha mostrato di apprezzare anche l’opera filmica, festeggiando, con affetto, l’autore, alla fine della proiezione del docufilm “Lucio Dalla e Sorrento – I Luoghi dell’Anima”.

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