Sanità Campania arriva il Commissario Joseph Polimeni

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NAPOLI – Dopo sei mesi finalmente arriva la svolta: c’è il nuovo commissario ad acta per la sanità in Campania. È stato scelto, la sua nomina è stata ufficializzata oggi in consiglio dei ministri. Si tratta di Joseph Polimeni, doppia cittadinanza italiana e americana, attuale direttore generale dell’Asl di Lucca. Una vita trascorsa in Toscana, nessun rapporto con la Campania. Polimeni avrà un vice: Claudio D’Amario sarà subcommissario. I due nomi sono stati portati in consiglio dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, dopo averli concordati con il presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca. La ratifica del consiglio completa un iter complesso e anche lungo, a tratti tortuoso. Non è stato semplice arrivare a nomi condivisi, per due motivi. Perché De Luca ha insistito a lungo sulla totale discontinuità rispetto al passato e perché gli apparati del ministero volevano non restare esclusi dalla nomina. Sia la Regione, sia la Salute hanno cercato a loro volta di fare sponda con il dicastero dell’Economia (che resta centrale nel sistema del piano di rientro), mentre Palazzo Chigi a sua volta non voleva restare tagliato fuori. Un puzzle complesso, effetto anche della normativa in materia nel frattempo ulteriormente modificata. La sanità in Campania – ma anche in altre regioni – è commissariata dal 2007, da quando è entrata nel piano di rientro del debito. Effetto delle spese pazze degli anni precedenti, di un crac annunciato e poi effettivamente avvenuto. Lo Stato ha continuato a tenere su il sistema, con i flussi economici, ma ha preteso un piano che fosse al risparmio e ha imposto che ad interessarsi dell’attuazione dello stesso fosse un commissario, radicando la figura in capo a quella del presidente della Regione. Con le nuove elezioni regionali è entrata in vigore una nuova normativa che sdoppia la figura, escludendo i governatori. Da qui la nomina di un commissario ex novo, con un processo quanto più condiviso possibile tra centro e periferia. Una figura fondamentale: ogni decisione nel settore della sanità è impossibile da prendersi se non in presenza del commissario che deve armonizzarla nell’ambito del piano di rientro. Un commissariamento progressivamente residuale ma appunto fondamentale. Non è stato semplice arrivare al nome di Polimeni e del suo vice. Sono circolati moltissime indiscrezioni fin dal giorno successivo all’elezione di De Luca. Nomi di ex commissari o anche di subcommissari in carica con la gestione di Caldoro. Il chiacchiericcio ha virato ad un certo punto verso Salerno, per la matrice appunta salernitana del governatore. Ma sono nomi che non sono mai stati sul tappeto per davvero. Non c’è stato mai un confronto su nomi veri tra gli uffici di gabinetto della Regione e del ministero della Salute; la discussione è avvenuta sui giornali e in circuiti prettamente politici. Sono passati sei mesi senza un nulla di fatto non per incomprensioni politiche ma perché era difficile mettere a fuoco i profili professionali dei prescelti essendo stata introdotta un’assoluta novità e cioè l’assenza del governatore. Una scelta complessa anche dal punto di vista tecnico-giuridico. Nelle ultime settimane c’è stata un’accelerazione anche perché cominciavano ad arrivare forti le proteste degli operatori del settore e perché i recenti tagli agli orari di lavoro hanno determinato ulteriori e gravi problemi alla sanità campana. Per il nuovo commissario una brutta gatta da pelare, non sarà semplice far quadrare il cerchio. Da questo punto di vista, come ha spiegato De Luca ai suoi interlocutori romani, la Campania farà da battistrada. Anche l’abolizione dell’Arsan va in questa direzione.Il Mattino

NAPOLI – Dopo sei mesi finalmente arriva la svolta: c'è il nuovo commissario ad acta per la sanità in Campania. È stato scelto, la sua nomina è stata ufficializzata oggi in consiglio dei ministri. Si tratta di Joseph Polimeni, doppia cittadinanza italiana e americana, attuale direttore generale dell'Asl di Lucca. Una vita trascorsa in Toscana, nessun rapporto con la Campania. Polimeni avrà un vice: Claudio D'Amario sarà subcommissario. I due nomi sono stati portati in consiglio dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, dopo averli concordati con il presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca. La ratifica del consiglio completa un iter complesso e anche lungo, a tratti tortuoso. Non è stato semplice arrivare a nomi condivisi, per due motivi. Perché De Luca ha insistito a lungo sulla totale discontinuità rispetto al passato e perché gli apparati del ministero volevano non restare esclusi dalla nomina. Sia la Regione, sia la Salute hanno cercato a loro volta di fare sponda con il dicastero dell'Economia (che resta centrale nel sistema del piano di rientro), mentre Palazzo Chigi a sua volta non voleva restare tagliato fuori. Un puzzle complesso, effetto anche della normativa in materia nel frattempo ulteriormente modificata. La sanità in Campania – ma anche in altre regioni – è commissariata dal 2007, da quando è entrata nel piano di rientro del debito. Effetto delle spese pazze degli anni precedenti, di un crac annunciato e poi effettivamente avvenuto. Lo Stato ha continuato a tenere su il sistema, con i flussi economici, ma ha preteso un piano che fosse al risparmio e ha imposto che ad interessarsi dell’attuazione dello stesso fosse un commissario, radicando la figura in capo a quella del presidente della Regione. Con le nuove elezioni regionali è entrata in vigore una nuova normativa che sdoppia la figura, escludendo i governatori. Da qui la nomina di un commissario ex novo, con un processo quanto più condiviso possibile tra centro e periferia. Una figura fondamentale: ogni decisione nel settore della sanità è impossibile da prendersi se non in presenza del commissario che deve armonizzarla nell’ambito del piano di rientro. Un commissariamento progressivamente residuale ma appunto fondamentale. Non è stato semplice arrivare al nome di Polimeni e del suo vice. Sono circolati moltissime indiscrezioni fin dal giorno successivo all’elezione di De Luca. Nomi di ex commissari o anche di subcommissari in carica con la gestione di Caldoro. Il chiacchiericcio ha virato ad un certo punto verso Salerno, per la matrice appunta salernitana del governatore. Ma sono nomi che non sono mai stati sul tappeto per davvero. Non c’è stato mai un confronto su nomi veri tra gli uffici di gabinetto della Regione e del ministero della Salute; la discussione è avvenuta sui giornali e in circuiti prettamente politici. Sono passati sei mesi senza un nulla di fatto non per incomprensioni politiche ma perché era difficile mettere a fuoco i profili professionali dei prescelti essendo stata introdotta un’assoluta novità e cioè l’assenza del governatore. Una scelta complessa anche dal punto di vista tecnico-giuridico. Nelle ultime settimane c’è stata un’accelerazione anche perché cominciavano ad arrivare forti le proteste degli operatori del settore e perché i recenti tagli agli orari di lavoro hanno determinato ulteriori e gravi problemi alla sanità campana. Per il nuovo commissario una brutta gatta da pelare, non sarà semplice far quadrare il cerchio. Da questo punto di vista, come ha spiegato De Luca ai suoi interlocutori romani, la Campania farà da battistrada. Anche l’abolizione dell’Arsan va in questa direzione.Il Mattino