Napoli. San Carlo, prima blindata per «Carmen». Metal detector e controlli. Mattarella e Franceschini in sala

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Napoli. Al San Carlo come alla Scala. Controlli a tappeto su tutti gli ingressi, gli spettatori sottoposti a metal detector, porte aperte fin dalle 19 per facilitare l’ingresso del pubblico. Sarà una «prima» blindata quella della «Carmen» diretta da Zubin Mehta in programma domenica, presente il Capo dello Stato Sergio Mattarella ma anche molti vip e rappresentanti delle istituzioni. L’elenco si va infittendo di giorno in giorno mano a mano che arrivano le conferme. E dopo il ministro Franceschini, sicura anche la presenza del vicepresidente del Csm Legnini, di Gianni Letta, dell’ex ministro Severino, dell’ambasciatore a Londra Terracciano, di Carla Fracci e della signora Pucci, invitata da Mehta e dalla moglie Nancy. La presenza di Mattarella, già al San Carlo lo scorso settembre in occasione della sua prima visita a Napoli e dell’anteprima del docufilm «Il senso del Mattino» realizzato dalla factory del Giffoni Film Festival, impone infatti misure straordinarie, soprattutto dopo i tragici attentati di Parigi. La prefettura, che coordina tutti gli interventi, ha predisposto un severo d’ordine che interesserà tutta la zona intorno al teatro. Abbonati, possessori di biglietto per la serata, invitati, sono stati raggiunti da una circolare del San Carlo in cui si chiede a tutti di anticipare il più possibile l’arrivo in teatro. I controlli, infatti, potrebbero bloccare l’afflusso e impedire il regolare inizio dello spettacolo. Per questo l’orario consigliato d’arrivo è quello delle 19.30, un’ora prima dell’alzata del sipario. Ma già dalle 19 le porte saranno aperte. Proprio mentre sarà ancora in corso la partita Napoli-Roma allo stadio San Paolo dove pure saranno impiegate in massa le forze dell’ordine. E molti tifosi dovranno dunque scegliere tra il calcio e la lirica. Alle 20.30, con il Presidente nel palco reale, il via. L’Inno di Mameli e poi la musica di Bizet, il dramma della bella gitana di Siviglia che seduce Don Josè, poi lo lascia per il torero Escamillo generando la furibonda gelosia dell’amante abbandonato. Opera amatissima a Napoli e molto attesa, trasmessa in diretta su Rai 5 e Rairadio 3. Alla prova la spagnola Marìa José Montiel (e Clementine Margaine) nei panni di Carmen, mentre il soprano Eleonora Buratto (e Jessica Nuccio) interpretano il ruolo di Micaela, Brian Jagde e Andeka Gorrotxategui si alterneranno nei panni di Don José, e Kostas Smoriginas sarà Escamillo (sostituito nel secondo cast da Ruben Amoretti). Ieri successo anche della seconda prova generale aperta; all’esterno del teatro, sull’impalcatura più alta dei lavori di restauro, la protesta di un gruppo di disoccupati. Impegnato sul palco il secondo cast e, sul podio, Jacques Delacôte che ha seguito l’allestimento delle prove in assenza di Mehta, impegnato in questi giorni all’Opera di Firenze con la messa in scena del «Rigoletto». Ma ancora oggi e domani tutto lo staff del regista Finzi Pasca sarà impegnato nel curare il perfetto funzionamento dei dettagli dello spettacolo. Uno spettacolo fatto soprattutto di luci, dodicimila le lampadine utilizzate per realizzare gli archi luminosi del primo e dell’ultimo atto che ricordano le tante feste nel nostro Sud. Ma ha fatto discutere la presenza di mimi vestiti di nero con bandana e volto a tratti coperto, un costume che rimandava vagamente alla divisa dei tagliagole dell’Isis. Tutto esaurito in prevendita, a grande richiesta è stata aggiunta una replica straordinaria per il giorno 22. (Donatella Longobardi – Il Mattino) 

Napoli. Al San Carlo come alla Scala. Controlli a tappeto su tutti gli ingressi, gli spettatori sottoposti a metal detector, porte aperte fin dalle 19 per facilitare l'ingresso del pubblico. Sarà una «prima» blindata quella della «Carmen» diretta da Zubin Mehta in programma domenica, presente il Capo dello Stato Sergio Mattarella ma anche molti vip e rappresentanti delle istituzioni. L'elenco si va infittendo di giorno in giorno mano a mano che arrivano le conferme. E dopo il ministro Franceschini, sicura anche la presenza del vicepresidente del Csm Legnini, di Gianni Letta, dell'ex ministro Severino, dell'ambasciatore a Londra Terracciano, di Carla Fracci e della signora Pucci, invitata da Mehta e dalla moglie Nancy. La presenza di Mattarella, già al San Carlo lo scorso settembre in occasione della sua prima visita a Napoli e dell'anteprima del docufilm «Il senso del Mattino» realizzato dalla factory del Giffoni Film Festival, impone infatti misure straordinarie, soprattutto dopo i tragici attentati di Parigi. La prefettura, che coordina tutti gli interventi, ha predisposto un severo d'ordine che interesserà tutta la zona intorno al teatro. Abbonati, possessori di biglietto per la serata, invitati, sono stati raggiunti da una circolare del San Carlo in cui si chiede a tutti di anticipare il più possibile l'arrivo in teatro. I controlli, infatti, potrebbero bloccare l'afflusso e impedire il regolare inizio dello spettacolo. Per questo l'orario consigliato d'arrivo è quello delle 19.30, un'ora prima dell'alzata del sipario. Ma già dalle 19 le porte saranno aperte. Proprio mentre sarà ancora in corso la partita Napoli-Roma allo stadio San Paolo dove pure saranno impiegate in massa le forze dell'ordine. E molti tifosi dovranno dunque scegliere tra il calcio e la lirica. Alle 20.30, con il Presidente nel palco reale, il via. L'Inno di Mameli e poi la musica di Bizet, il dramma della bella gitana di Siviglia che seduce Don Josè, poi lo lascia per il torero Escamillo generando la furibonda gelosia dell'amante abbandonato. Opera amatissima a Napoli e molto attesa, trasmessa in diretta su Rai 5 e Rairadio 3. Alla prova la spagnola Marìa José Montiel (e Clementine Margaine) nei panni di Carmen, mentre il soprano Eleonora Buratto (e Jessica Nuccio) interpretano il ruolo di Micaela, Brian Jagde e Andeka Gorrotxategui si alterneranno nei panni di Don José, e Kostas Smoriginas sarà Escamillo (sostituito nel secondo cast da Ruben Amoretti). Ieri successo anche della seconda prova generale aperta; all’esterno del teatro, sull’impalcatura più alta dei lavori di restauro, la protesta di un gruppo di disoccupati. Impegnato sul palco il secondo cast e, sul podio, Jacques Delacôte che ha seguito l'allestimento delle prove in assenza di Mehta, impegnato in questi giorni all'Opera di Firenze con la messa in scena del «Rigoletto». Ma ancora oggi e domani tutto lo staff del regista Finzi Pasca sarà impegnato nel curare il perfetto funzionamento dei dettagli dello spettacolo. Uno spettacolo fatto soprattutto di luci, dodicimila le lampadine utilizzate per realizzare gli archi luminosi del primo e dell'ultimo atto che ricordano le tante feste nel nostro Sud. Ma ha fatto discutere la presenza di mimi vestiti di nero con bandana e volto a tratti coperto, un costume che rimandava vagamente alla divisa dei tagliagole dell’Isis. Tutto esaurito in prevendita, a grande richiesta è stata aggiunta una replica straordinaria per il giorno 22. (Donatella Longobardi – Il Mattino)