Sarno. Bandiera Isis davanti alla porta del giudice di pace. Bravata o il gesto di un fanatico integralista islamico?

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Sarno. Ignoti piantano una bandiera del’Is accanto all’entrata degli uffici del giudice di pace. È accaduto ieri mattina. All’apertura degli uffici di Prolungamento Matteotti, il ritrovamento di un vessillo nero, identico alla bandiera del califfato islamico di Abu Bakr al-Baghdadi, piantato in un’aiuola accanto ad un albero proprio alla sinistra dell’entrata del plesso. La bandiera è stata riprodotta fedelmente su un drappo di stoffa nero sul quale sono state impresse, con un pennarello, le due frasi presenti su quella dello stato islamico: La ilàha illa Allàh, ossia “Non c’è divinità se non Dio” e Muhammad rasùl Allàh, ossia “Maometto è l’Inviato di Dio”. Immediatamente sono intervenuti gli uomini della stazione dei carabinieri capeggiati dal maresciallo Alfredo Costantini, che hanno sequestrato e controllato la bandiera. Le frasi impresse sul drappo, dopo un’attenta analisi, sembrano essere state scritte in maniera corretta. L’atto sarebbe stato compiuto di notte e si presuppone che si siano introdotti all’interno della struttura scavalcando i cancelli. Non è difficile introdursi nella sede del giudice di pace, nella quale non sono presenti nemmeno le telecamere della videosorveglianza. Non si sa se il tutto sia frutto di una bravata o se dietro tutto questo ci sia davvero qualche estremista islamico. In città è forte la loro presenza e proprio Sarno, qualche settimana fa, fu scelta per essere la città che si ergeva a simbolo della lotta al terrorismo con una manifestazione pacifica contro l’ISIS e contro chi accomunava questi terroristi ai musulmani. A parlare dell’accaduto è proprio Larbi Dernati, organizzatore della manifestazione e attivista, che afferma: «Oramai stanno facendo di tutto per infangare la nostra religione. Sono sconcertato rispetto a questa situazione e davvero non riesco a capire come si possano fare gesti del genere». Anche Mohammed El Allali, giovane ingegnere punto di riferimento della comunità musulmana locale «non riesce a definire questo gesto». «Sicuramente sarà una bravata – afferma Mohammed – ed invito tutti a non preoccuparsi, anche se è difficile spesso capire qual è il limite tra lo scherzo e la realtà, soprattutto in queste cose. Dopo i fatti di Parigi le persone ti guardano con occhi schivi, ma vivo da tanti anni in questo paese e con me tanti miei connazionali che sono ben integrati, come i miei figli che posso dire sono italiani». Intanto l’inchiesta è passata nelle mani della Dda di Salerno e c’è da sottolineare che qualche tempo fa, proprio a Sarno, vennero sequestrate delle carte di identità intestate a cittadini stranieri, quasi tutti musulmani. (Maria Manzo – La Città di Salerno) 

Sarno. Ignoti piantano una bandiera del’Is accanto all’entrata degli uffici del giudice di pace. È accaduto ieri mattina. All’apertura degli uffici di Prolungamento Matteotti, il ritrovamento di un vessillo nero, identico alla bandiera del califfato islamico di Abu Bakr al-Baghdadi, piantato in un’aiuola accanto ad un albero proprio alla sinistra dell’entrata del plesso. La bandiera è stata riprodotta fedelmente su un drappo di stoffa nero sul quale sono state impresse, con un pennarello, le due frasi presenti su quella dello stato islamico: La ilàha illa Allàh, ossia “Non c'è divinità se non Dio” e Muhammad rasùl Allàh, ossia “Maometto è l’Inviato di Dio”. Immediatamente sono intervenuti gli uomini della stazione dei carabinieri capeggiati dal maresciallo Alfredo Costantini, che hanno sequestrato e controllato la bandiera. Le frasi impresse sul drappo, dopo un’attenta analisi, sembrano essere state scritte in maniera corretta. L’atto sarebbe stato compiuto di notte e si presuppone che si siano introdotti all’interno della struttura scavalcando i cancelli. Non è difficile introdursi nella sede del giudice di pace, nella quale non sono presenti nemmeno le telecamere della videosorveglianza. Non si sa se il tutto sia frutto di una bravata o se dietro tutto questo ci sia davvero qualche estremista islamico. In città è forte la loro presenza e proprio Sarno, qualche settimana fa, fu scelta per essere la città che si ergeva a simbolo della lotta al terrorismo con una manifestazione pacifica contro l’ISIS e contro chi accomunava questi terroristi ai musulmani. A parlare dell’accaduto è proprio Larbi Dernati, organizzatore della manifestazione e attivista, che afferma: «Oramai stanno facendo di tutto per infangare la nostra religione. Sono sconcertato rispetto a questa situazione e davvero non riesco a capire come si possano fare gesti del genere». Anche Mohammed El Allali, giovane ingegnere punto di riferimento della comunità musulmana locale «non riesce a definire questo gesto». «Sicuramente sarà una bravata – afferma Mohammed – ed invito tutti a non preoccuparsi, anche se è difficile spesso capire qual è il limite tra lo scherzo e la realtà, soprattutto in queste cose. Dopo i fatti di Parigi le persone ti guardano con occhi schivi, ma vivo da tanti anni in questo paese e con me tanti miei connazionali che sono ben integrati, come i miei figli che posso dire sono italiani». Intanto l’inchiesta è passata nelle mani della Dda di Salerno e c’è da sottolineare che qualche tempo fa, proprio a Sarno, vennero sequestrate delle carte di identità intestate a cittadini stranieri, quasi tutti musulmani. (Maria Manzo – La Città di Salerno) 

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