Napoli. Crollo a Veterinaria, aperta inchiesta: ipotesi infiltrazioni. Decisiva la relazione dei Vigili del Fuoco

0

C’è l’indagine. La Procura della Repubblica di Napoli ha aperto un fascicolo sulla voragine e i crolli in via Santa Maria degli Angeli, quelli che mercoledì hanno causato il cedimento di una parte della sede della facoltà di Veterinaria nel cuore della città. L’indagine sarà coordinata dal pool guidato dal procuratore aggiunto Luigi Frunzio. La macchina investigativa si è subito messa in moto, come da prassi in casi di questo tipo. Così come accadde dopo il crollo di un’ala dello storico palazzo Guevara de Bovino alla Riviera di Chiaia il 4 marzo del 2013, o dopo la frana a Posillipo con il cedimento del muro di contenimento su due edifici alle rampe di Sant’Antonio il primo aprile scorso. La Napoli che si sbriciola finisce quindi, ancora una volta, negli atti di un’inchiesta della magistratura. Si attendono i risultati dei sopralluoghi svolti dai Vigili del Fuoco e i primi accertamenti eseguiti dalla polizia giudiziaria per imprimere una direzione al lavoro degli inquirenti. Per ora si è in una fase esplorativa, che vale a individuare tutti i soggetti potenzialmente interessati o da coinvolgere nei fatti al centro delle indagini, il che non vuol dire potenziali indagati. Non è ancora la fase delle responsabilità ipotizzate, questa. E l’indagine che si prevede sarà di tipo tecnico, per cui ci si aspetta di doversi avvalere delle consulenze e dei pareri di professionisti del settore, ingegneri ed esperti. Per questo è necessaria questa fase preliminare in cui verificare i soggetti potenzialmente interessati a partecipare, eventualmente con consulenti propri, ai sopralluoghi e ad atti considerati irripetibili. Al vaglio ci sono le competenze sulla manutenzione della strada e delle strutture interessate dai crolli, e poi la storia dei luoghi e gli interventi che si sono susseguiti negli anni. Si cercano indizi e informazioni che potrebbero essere utili a capire come e perché si è verificato il cedimento. Una tragedia sfiorata, come è stata definita da più parti. Indagine doverosa quella avviata dalla Procura della Repubblica e che abbraccia anche gli interrogativi sollevati dal sindaco Luigi De Magistris sull’incidenza che potrebbero aver avuto i materiali o le tecniche utilizzati per edificare. «Vedere un collasso strutturale di quelle proporzioni ci fa interrogare anche sui materiali che vengono utilizzati perché quel palazzo è recente» ha dichiarato il primo cittadino, sollevando la necessità, da parte del Governo, di un «intervento straordinario» e di un investimento «considerevole» di denaro pubblico al fine di «salvare la natura e il paesaggio, intervenire contro il dissesto idrogeologico e sul fronte dell’edilizia pubblica e monumentale e tornare a incentivare i privati per la manutenzione dei loro edifici» piuttosto che le «trivellazioni o la deregulation sulle cementificazioni che possono contribuire a un ulteriore dissesto del Paese». La palazzina, crollando, ha trascinato con sé anche parte di un edificio limitrofo in uso destinato ad attività di studio. De Magistris – a quanto appreso – ha chiamato il rettore dell’Ateneo e il preside di Facoltà esprimendogli «solidarietà e offrendo la disponibilità a impiegare forze e strutture del Comune». «Quando accadono simili fatti – ha dichiarato – più enti e articolazioni devono fare tutti gli accertamenti del caso» in aiuto alla magistratura. E mentre il sindaco de Magistris pensa a un coinvolgimento di Regione e associazioni di imprenditori in una sorta di «progetto Sirena, con forme diverse e misure di incentivazione per la manutenzione degli edifici», la Procura ha avviato un’inchiesta a tutto tondo: sotto la lente di ingrandimento finiscono gli edifici crollati (dove avevano sede uffici e dipartimenti della facoltà di Veterinaria), la strada su cui sono stati costruiti (in cui si è aperta una voragine) e quello che c’è sotto (il sottosuolo di quella porzione di città). L’obiettivo degli inquirenti è individuare le cause e determinare se, e in quale misura, possano aver contribuito eventuali responsabilità. Per fortuna non ci sono stati feriti né vittime. E la sicurezza resta una priorità: compatibilmente con le esigenze investigative, si provvederà infatti a mettere in sicurezza tutta la zona. L’area coinvolta dai crolli è incastrata tra case e palazzi in un rione molto popolato e, ovviamente, bisogna scongiurare il rischio di altri cedimenti. (Viviana Lanza – Il Mattino)

C’è l’indagine. La Procura della Repubblica di Napoli ha aperto un fascicolo sulla voragine e i crolli in via Santa Maria degli Angeli, quelli che mercoledì hanno causato il cedimento di una parte della sede della facoltà di Veterinaria nel cuore della città. L’indagine sarà coordinata dal pool guidato dal procuratore aggiunto Luigi Frunzio. La macchina investigativa si è subito messa in moto, come da prassi in casi di questo tipo. Così come accadde dopo il crollo di un’ala dello storico palazzo Guevara de Bovino alla Riviera di Chiaia il 4 marzo del 2013, o dopo la frana a Posillipo con il cedimento del muro di contenimento su due edifici alle rampe di Sant’Antonio il primo aprile scorso. La Napoli che si sbriciola finisce quindi, ancora una volta, negli atti di un’inchiesta della magistratura. Si attendono i risultati dei sopralluoghi svolti dai Vigili del Fuoco e i primi accertamenti eseguiti dalla polizia giudiziaria per imprimere una direzione al lavoro degli inquirenti. Per ora si è in una fase esplorativa, che vale a individuare tutti i soggetti potenzialmente interessati o da coinvolgere nei fatti al centro delle indagini, il che non vuol dire potenziali indagati. Non è ancora la fase delle responsabilità ipotizzate, questa. E l’indagine che si prevede sarà di tipo tecnico, per cui ci si aspetta di doversi avvalere delle consulenze e dei pareri di professionisti del settore, ingegneri ed esperti. Per questo è necessaria questa fase preliminare in cui verificare i soggetti potenzialmente interessati a partecipare, eventualmente con consulenti propri, ai sopralluoghi e ad atti considerati irripetibili. Al vaglio ci sono le competenze sulla manutenzione della strada e delle strutture interessate dai crolli, e poi la storia dei luoghi e gli interventi che si sono susseguiti negli anni. Si cercano indizi e informazioni che potrebbero essere utili a capire come e perché si è verificato il cedimento. Una tragedia sfiorata, come è stata definita da più parti. Indagine doverosa quella avviata dalla Procura della Repubblica e che abbraccia anche gli interrogativi sollevati dal sindaco Luigi De Magistris sull’incidenza che potrebbero aver avuto i materiali o le tecniche utilizzati per edificare. «Vedere un collasso strutturale di quelle proporzioni ci fa interrogare anche sui materiali che vengono utilizzati perché quel palazzo è recente» ha dichiarato il primo cittadino, sollevando la necessità, da parte del Governo, di un «intervento straordinario» e di un investimento «considerevole» di denaro pubblico al fine di «salvare la natura e il paesaggio, intervenire contro il dissesto idrogeologico e sul fronte dell'edilizia pubblica e monumentale e tornare a incentivare i privati per la manutenzione dei loro edifici» piuttosto che le «trivellazioni o la deregulation sulle cementificazioni che possono contribuire a un ulteriore dissesto del Paese». La palazzina, crollando, ha trascinato con sé anche parte di un edificio limitrofo in uso destinato ad attività di studio. De Magistris – a quanto appreso – ha chiamato il rettore dell’Ateneo e il preside di Facoltà esprimendogli «solidarietà e offrendo la disponibilità a impiegare forze e strutture del Comune». «Quando accadono simili fatti – ha dichiarato – più enti e articolazioni devono fare tutti gli accertamenti del caso» in aiuto alla magistratura. E mentre il sindaco de Magistris pensa a un coinvolgimento di Regione e associazioni di imprenditori in una sorta di «progetto Sirena, con forme diverse e misure di incentivazione per la manutenzione degli edifici», la Procura ha avviato un’inchiesta a tutto tondo: sotto la lente di ingrandimento finiscono gli edifici crollati (dove avevano sede uffici e dipartimenti della facoltà di Veterinaria), la strada su cui sono stati costruiti (in cui si è aperta una voragine) e quello che c’è sotto (il sottosuolo di quella porzione di città). L’obiettivo degli inquirenti è individuare le cause e determinare se, e in quale misura, possano aver contribuito eventuali responsabilità. Per fortuna non ci sono stati feriti né vittime. E la sicurezza resta una priorità: compatibilmente con le esigenze investigative, si provvederà infatti a mettere in sicurezza tutta la zona. L’area coinvolta dai crolli è incastrata tra case e palazzi in un rione molto popolato e, ovviamente, bisogna scongiurare il rischio di altri cedimenti. (Viviana Lanza – Il Mattino)