Sarri: «Mi aspetto una reazione forte dalla squadra. Dobbiamo dimostrare di aver capito gli errori»

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Più che un fastidioso impegno di metà settimana la sfida di Europa League contro il Legia Varsavia può essere l’occasione per cancellare lo scivolone di Bologna e ricaricarsi in vista della Roma. Sarri spinge per tenere alta la tensione. «Vogliamo essere la squadra con i migliori numeri d’Europa ». Qual è il criterio di scelta in base al minutaggio? «Influiscono gli impegni di coppa e della nazionale. Jorginho ha giocato in campionato e non in Europa League e nazionale, Koulibaly e Hamsik invece in questo mese hanno già messo insieme 600-650: una bestemmia, non si capisce come un giocatore che arriva a fine anno a 7mila minuti possa poi giocare il campionato d’Europa. Contro il Legia, comunque, riposeranno in quattro» (Higuain, Reina, Hamsik e Ghoulam non sono stati convocati). Quanto l’ha fatta arrabbiare il ko diBologna? «Ci può stare di perdere sempre e comunque, non mi è piaciuto però il tipo di partita. Mi sono arrabbiato perché non siamo riusciti ad esprimere il nostro calcio che prevede grande attenzione e applicazione. Il nostro modo di difendere non è stato quello solito, non è mancata la qualità ma l’applicazione non solo in fase difensiva ma anche nei momenti in cui abbiamo perso palla». Finora poco turnover in campionato, d’ora in poi ci sarà qualche cambio in formazione? «Non ne ho idea perché sto pensando a chi deve giocare contro il Legia. Per quanto riguarda Bologna mi sembrava normale, venendo da una vittoria come quella contro l’Inter e con sei giorni di riposo, riproporre la stessa formazione. Per le scelte dipende sempre da quello che noto in allenamento e in partita. L’ossatura per grandi linee è questa, poi vedremo se cambiare qualcosa». Cosa s’attende dalla partita contro il Legia? «Ogni partita va aggredita e affrontata con entusiasmo altrimenti la subisci: mi piacerebbe che questa contro il Legia dia un segnale immediato e cioè che la squadra capisca di aver sbagliato a Bologna e sia pronta subito a rimediare con l’orgoglio di giocare una partita importante». Qual è la dimensione del Napoli? «Il Napoli è una squadra che arriva da un quinto posto in un campionato meno competitivo perché quest’anno ci sono più squadre attrezzate per l’alta classifica. Certo, non saremo felici di arrivare settimi, bisogna affrontare ogni partita come se fosse quella dell’anno. Inutile pensare ora di essere più o meno forti di squadre che hanno numeri economici nettamente superiori e altre che hanno fatto un mercato importante. Siamo una squadra alla quale non può essere data una responsabilità forte a livello di pronostici perché non sarebbe concettualmente giusto. Ogni partita andrà affrontata con l’obiettivo nell’anima e la voglia del cuore e così si potrà raccogliere molto». Contro il Legia, più Callejon o più Insigne da prima punta? «Potrebbe essere El Kaddouri». (Roberto Ventre – Il Mattino) 

Più che un fastidioso impegno di metà settimana la sfida di Europa League contro il Legia Varsavia può essere l’occasione per cancellare lo scivolone di Bologna e ricaricarsi in vista della Roma. Sarri spinge per tenere alta la tensione. «Vogliamo essere la squadra con i migliori numeri d’Europa ». Qual è il criterio di scelta in base al minutaggio? «Influiscono gli impegni di coppa e della nazionale. Jorginho ha giocato in campionato e non in Europa League e nazionale, Koulibaly e Hamsik invece in questo mese hanno già messo insieme 600-650: una bestemmia, non si capisce come un giocatore che arriva a fine anno a 7mila minuti possa poi giocare il campionato d’Europa. Contro il Legia, comunque, riposeranno in quattro» (Higuain, Reina, Hamsik e Ghoulam non sono stati convocati). Quanto l’ha fatta arrabbiare il ko diBologna? «Ci può stare di perdere sempre e comunque, non mi è piaciuto però il tipo di partita. Mi sono arrabbiato perché non siamo riusciti ad esprimere il nostro calcio che prevede grande attenzione e applicazione. Il nostro modo di difendere non è stato quello solito, non è mancata la qualità ma l’applicazione non solo in fase difensiva ma anche nei momenti in cui abbiamo perso palla». Finora poco turnover in campionato, d’ora in poi ci sarà qualche cambio in formazione? «Non ne ho idea perché sto pensando a chi deve giocare contro il Legia. Per quanto riguarda Bologna mi sembrava normale, venendo da una vittoria come quella contro l’Inter e con sei giorni di riposo, riproporre la stessa formazione. Per le scelte dipende sempre da quello che noto in allenamento e in partita. L’ossatura per grandi linee è questa, poi vedremo se cambiare qualcosa». Cosa s’attende dalla partita contro il Legia? «Ogni partita va aggredita e affrontata con entusiasmo altrimenti la subisci: mi piacerebbe che questa contro il Legia dia un segnale immediato e cioè che la squadra capisca di aver sbagliato a Bologna e sia pronta subito a rimediare con l’orgoglio di giocare una partita importante». Qual è la dimensione del Napoli? «Il Napoli è una squadra che arriva da un quinto posto in un campionato meno competitivo perché quest’anno ci sono più squadre attrezzate per l’alta classifica. Certo, non saremo felici di arrivare settimi, bisogna affrontare ogni partita come se fosse quella dell’anno. Inutile pensare ora di essere più o meno forti di squadre che hanno numeri economici nettamente superiori e altre che hanno fatto un mercato importante. Siamo una squadra alla quale non può essere data una responsabilità forte a livello di pronostici perché non sarebbe concettualmente giusto. Ogni partita andrà affrontata con l’obiettivo nell’anima e la voglia del cuore e così si potrà raccogliere molto». Contro il Legia, più Callejon o più Insigne da prima punta? «Potrebbe essere El Kaddouri». (Roberto Ventre – Il Mattino)