La Salernitana domenica gioca a Vicenza con l’imperativo di conquistare punti salvezza

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Non ci piace fare tabelle”, però serve stavolta, per rendersi conto che “vietato sbagliare” non è la solita espressione da dare in pasto semplicisticamente. Un rush finale di anno solare e di girone d’andata che la Salernitana dovrà attraversare in apnea, con l’obbligo di recuperare un briciolo di posizioni di classifica, in modo da andare alla sosta con un po’ più di tranquillità.

Sei partite per tracciare il primo, vero bilancio ad esattamente metà campionato ed in vista della campagna rafforzamenti invernale. “Su sei gare dobbiamo vincerne almeno tre: non ci piace fare conti ma è così”, ha detto senza mezzi termini l’esperto Maurizio Lanzaro dopo il kappaò in casa dello Spezia in Tim Cup. Vicenza-Livorno-Ascoli, il trittico di partite in sette giorni tra il 6 e il 12 (forse il 13) dicembre: due fuori, col Picchio in casa, poi la trasferta di Modena (19 dicembre), il match interno col Cagliari (24 dicembre ma passibile di rinvio, forse a gennaio) e la chiusura a Como il 27.

Quattro trasferte, due soli impegni casalinghi a chiudere il 2015, cosa che rende ancor più difficile – ma non impossibile – la missione. Se la quota salvezza sicura (o quasi) è unanimemente riconosciuta in 50 punti complessivi, la Salernitana dovrebbe arrivare al giro di boa almeno con la metà di punti in tasca, ovvero 25. Ed oggi che i granata ne hanno 15, dovrebbero totalizzarne 10 da qui a fine mese. Appunto, vincere la metà degli impegni e trovare un pareggio, pure: vuol dire, stando alla ricetta di Lanzaro, non fallire i due match casalinghi e cercare 4 punti nelle altrettante trasferte rimaste. “Non ci piace fare tabelle”, però a volte serve.
Bernardini prova a forzare, Torrente ci spera: se recupera si passa al 5-3-2
Venerdì d’antivigilia, venerdì di prove e di valutazioni. Quella odierna sarà una giornata alquanto importante per la truppa gli ordini di mister Vincenzo Torrente (che intanto si è spostata da Pescia a Ponte Buggianese per gli allenamenti), che come al solito sgrana il rosario e fa la conta dei superstiti, in vista degli impegni probanti contro Vicenza e Livorno. Ma andiamo per gradi, poichè alla sfida dell’Armando Picchi la Torrente band inizierà a pensarci da domenica alle 17, più o meno. Ora testa all’appuntamento del Menti, quantomai fondamentale per il prosieguo della stagione. Il trainer cetarese spera di recuperare Alessandro Bernardini già per il prossimo weekend e non per la gara in Toscana: il calciatore sta decisamente meglio, un leggero dolore lo avverte ancora ma è del tutto normale. Dovesse farcela il centrale di Domodossola a scendere in campo contro i biancorossi, Torrente varerebbe un nuovo assetto tattico, spesso salvagente di parecchi allenatori (specialmente in granata): il 5-3-2. O 3-5-2, che dir si voglia. Lanzaro, Bernardini, Empereur, questa la difesa che “sogna” Torrente. Uno spartito tattico nuovo, mai adottato fino a questo momento per ovvi motivi. Attendere e ripartire, difendendo con un uomo in più e cercando di limitare le scorribande di gente come Galano e Giacomelli. Al vaglio anche l’opzione 4-4-2, seppur il cetarese potrebbe rinunciarvi senza particolari problemi, memore della disfatta in terra pitagorica che tanti strascichi ha portato con sè. Tutto dipenderà dalle condizioni di Bernardini: se l’ex labronico risulterà abile ed arruolabile, spazio al modulo che in Italia partorì Bearzot (insieme alla zona mista, ndr). Un ritorno al passato per rendere meno amaro il presente. E soprattutto il futuro.
fonte solosalerno.it
articolo inserito dal salernitana club costiera amalfitanaNon ci piace fare tabelle”, però serve stavolta, per rendersi conto che “vietato sbagliare” non è la solita espressione da dare in pasto semplicisticamente. Un rush finale di anno solare e di girone d’andata che la Salernitana dovrà attraversare in apnea, con l’obbligo di recuperare un briciolo di posizioni di classifica, in modo da andare alla sosta con un po’ più di tranquillità.

Sei partite per tracciare il primo, vero bilancio ad esattamente metà campionato ed in vista della campagna rafforzamenti invernale. “Su sei gare dobbiamo vincerne almeno tre: non ci piace fare conti ma è così”, ha detto senza mezzi termini l’esperto Maurizio Lanzaro dopo il kappaò in casa dello Spezia in Tim Cup. Vicenza-Livorno-Ascoli, il trittico di partite in sette giorni tra il 6 e il 12 (forse il 13) dicembre: due fuori, col Picchio in casa, poi la trasferta di Modena (19 dicembre), il match interno col Cagliari (24 dicembre ma passibile di rinvio, forse a gennaio) e la chiusura a Como il 27.

Quattro trasferte, due soli impegni casalinghi a chiudere il 2015, cosa che rende ancor più difficile – ma non impossibile – la missione. Se la quota salvezza sicura (o quasi) è unanimemente riconosciuta in 50 punti complessivi, la Salernitana dovrebbe arrivare al giro di boa almeno con la metà di punti in tasca, ovvero 25. Ed oggi che i granata ne hanno 15, dovrebbero totalizzarne 10 da qui a fine mese. Appunto, vincere la metà degli impegni e trovare un pareggio, pure: vuol dire, stando alla ricetta di Lanzaro, non fallire i due match casalinghi e cercare 4 punti nelle altrettante trasferte rimaste. “Non ci piace fare tabelle”, però a volte serve.
Bernardini prova a forzare, Torrente ci spera: se recupera si passa al 5-3-2
Venerdì d’antivigilia, venerdì di prove e di valutazioni. Quella odierna sarà una giornata alquanto importante per la truppa gli ordini di mister Vincenzo Torrente (che intanto si è spostata da Pescia a Ponte Buggianese per gli allenamenti), che come al solito sgrana il rosario e fa la conta dei superstiti, in vista degli impegni probanti contro Vicenza e Livorno. Ma andiamo per gradi, poichè alla sfida dell’Armando Picchi la Torrente band inizierà a pensarci da domenica alle 17, più o meno. Ora testa all’appuntamento del Menti, quantomai fondamentale per il prosieguo della stagione. Il trainer cetarese spera di recuperare Alessandro Bernardini già per il prossimo weekend e non per la gara in Toscana: il calciatore sta decisamente meglio, un leggero dolore lo avverte ancora ma è del tutto normale. Dovesse farcela il centrale di Domodossola a scendere in campo contro i biancorossi, Torrente varerebbe un nuovo assetto tattico, spesso salvagente di parecchi allenatori (specialmente in granata): il 5-3-2. O 3-5-2, che dir si voglia. Lanzaro, Bernardini, Empereur, questa la difesa che “sogna” Torrente. Uno spartito tattico nuovo, mai adottato fino a questo momento per ovvi motivi. Attendere e ripartire, difendendo con un uomo in più e cercando di limitare le scorribande di gente come Galano e Giacomelli. Al vaglio anche l’opzione 4-4-2, seppur il cetarese potrebbe rinunciarvi senza particolari problemi, memore della disfatta in terra pitagorica che tanti strascichi ha portato con sè. Tutto dipenderà dalle condizioni di Bernardini: se l’ex labronico risulterà abile ed arruolabile, spazio al modulo che in Italia partorì Bearzot (insieme alla zona mista, ndr). Un ritorno al passato per rendere meno amaro il presente. E soprattutto il futuro.
fonte solosalerno.it
articolo inserito dal salernitana club costiera amalfitana