La Fai Cisl Campania si mobilita per la forestazione

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SALERNO – Creare un nuovo soggetto sul territorio che comprenda le comunità montane gestite in ambito provinciale, per unificare compiti e funzioni di questi organismi con quelli dei parchi nazionali. Il tutto in nome dello snellimento istituzionale e dell’efficienza, per porre in sinergia le potenzialità delle risorse economiche del Psr e far rimanere il settore della forestazione in Campania nella sfera pubblica. E’ questo quanto è emerso stamane, al Grand Hotel Salerno, nel convegno organizzato dalla Fai Cisl Campania, dove gli esponenti sindacali cislini si sono confrontati con i vertici della Regione Campania sul futuro della forestazione. Al meeting erano presenti il segretario regionale della Fai Cisl Campania, Carlo Colarusso, il numero uno nazionale della Fai, Augusto Cianfoni, il segretario regionale della Cisl Campania, Lina Lucci, l’assessore regionale all’Agricoltura, Vito Amendolara, ed il vice presidente della Regione Campania, Giuseppe De Mita. A fare gli onori di casa ci ha pensato Carmine Santese, massimo esponente della Fai Cisl salernitana. Al dibattito sono intervenuti anche l’esponente del Pd, Corrado Martinangelo, l’assessore provinciale all’Agricoltura, Mario Miano, ed il segretario della Cisl salernitana, Giovanni Giudice. In una sala ‘Tafuri’ piena come non mai si è tenuto un confronto schietto e civile, iniziato con un ricordo commovente del sindaco di Pollica Acciaroli ed ex numero uno della comunità montana Alento – Montestella, Angelo Vassallo, che il sindacato cislino ha onorato con un minuto di silenzio. Non è mancata però neanche la tensione. Infatti, un lavoratore presente al congresso, che non riceve lo stipendio da maggio, ha attaccato duramente Amendolara e De Mita dicendo che “non si vive di sole promesse e che i forestali stanno morendo di fame perchè anche fare la spesa è diventato difficile”. Ma poi gli animi si sono rasserenati e, grazie anche alla mediazione vertici regionali della Cisl, il convegno è continuato senza altri problemi. “Questi enti ora sono nel mirino dei tagli e le Regioni sono chiamate in causa a dare risposte concrete”, ha affermato il segretario Colarusso. “Il settore della forestazione ha avuto importanza nel passato e lo avrà anche nel futuro. C’è bisogno di riforme importanti per dare nuova linfa al comparto. I problemi dei lavoratori forestali non sono meno importanti di quelli impegnati nei trasporti e della sanità. Forniamo un servizio importante sul 70% del territorio regionale e per noi viene speso solo l’1% del bilancio regionale. Questo settore ha dato una spinta occupazionale in zone dove altri comparti non hanno offerto grandi occasioni alla popolazione”. Per Colarusso la forestazione resta una priorità per la Campania e chiede al governo regionale risposte serie: “Bisogna riportare in ambito provinciale il settore forestale, superando il concetto di interprovincialità scaturito dalla legge regionale per il riordino delle comunità montane. Quella normativa, concepita dall’ex vice presidente regionale Valiante, è scellerata perchè ha creato tante disfunzioni organizzative. Questi tagli hanno reso incerto futuro delle comunità montane. Siamo consapevoli che è necessario una riduzione dei costi e siamo disponibili come Fai Cisl a trattare. Ma è indispensabile che si garantisca la continuità del lavoro, anche per rendere produttiva la forestazione, promuovere lo sviluppo della filiera ‘foresta-legno-energia’ e il turismo di montagna. Nel 2002 i lavoratori impegnati erano 3721, oggi sono 3000. Basta con i tagli indiscriminati, bisogna garantire l’occupazione prima di tutto”. A rispondere al segretario della Fai Cisl regionale ci ha pensato l’assessore Amendolara: “La forestazione è solo il punto terminale di un progetto importante. E’ impensabile concepire una privatizzazione di questo settore. Non voglio essere retorico, ma paghiamo gli errori del passato e non è un caso che siamo la Regione più commissariata d’Italia. L’inganno è stato accorpare questo comparto con l’agricoltura, riducendo ai minimi termini anche quest’ultimo settore. I forestali sono al primo posto dell’agenda politca regionale, perchè ogni giorno i lavoratori impegnati in questo comparto prestano un’opera fondamentale per la società campana. Qui il bilancio non c’entra, voi siete indispensabili per la Campania. Fino ad ora è stata effettuata la cosiddetta politica dello struzzo, in cui si accendevano mutui anche non avendo fondi che poi venivano puntalmente messi a bilancio. Tutto questo è un atto illegale. Il presidente Caldoro ha appena firmato il decreto che sbloccherà i 15 milioni di euro per pagare i vostri stipendi. E’ solo una boccata d’ossigeno, ma il problema non è risolto. A breve arriveranno gli altri 35 milioni. La vostra vicenda è differente da quella che interessa gli Lsu, voi siete più importanti”. Pungente come sempre è stato l’intervento del numero uno della Cisl Campania, Lina Lucci, che non le ha mandate a dire alla classe politica regionale: “Ci troviamo in questa situazione perchè negli anni scorsi non abbiamo avuto un governo regionale all’altezza, ma neanche l’opposizione ha fatto qualcosa per migliorare le cose. Con questi 15 milioni di euro avete dimostrato di avere a cuore il problema”, ha affermato la Lucci rivolgendosi a De Mita e Amendolara, “ma saremo sempre vigili e monitoreremo la situazione. Non siamo più disposti a sopportare queste cose. Se dobbiamo chiedere ai lavoratori di fare dei sacrifici ci aspettiamo un comportamento esemplare dalla politica. Questo è l’ultimo convegno sulla forestazione. Se non avremo risposte concrete la Cisl si mobiliterà come sa fare”. E l’impegno della politica regionale non è tardato ad arrivare: “La forestazione serve”, ha affermato il vice presidente della Regione Campania, Giuseppe De Mita. “Tra le tante istituzioni inutili quelle che non andavano riformate erano proprie le comunità montane, perchè sono in grado di fornire più servizi alla cittadinanza. Garantiremo gli stipendi del 2010, non so come ma lo faremo. Abbiamo assunto un impegno e lo porteremo a termine”.

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