Araputo Zen Live a Porto Petraio

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Sabato 12 dicembre 2015 ore 21:00 ARAPUTO ZEN in concert a PORTO PETRAIO (Salita Petraio n. 18/D) nell’ambito della III edizione della rassegna “TRAIN DE VIE – Musica su Rotaie”. Contributo al live Euro 10,00; gradita la prenotazione.

LA FORMAZIONE: Dario De Luca (chitarre)
Valerio Middione (chitarre)
Alfredo Pumilia (violino)
Bruno Belardi (contrabbasso)
Pasquale Benincasa (batteria, percussioni e vibrafono)

Prosegue la III edizione di “Train de Vie – Musica su Rotaie”, kermesse ospitata da PORTO PETRAIO e voluta dall’etichetta AGUALOCA RECORDS con la direzione artistica di DAVIDE MASTROPAOLO. Solita formula: opening aperitif ore 20:00, star live concert ore 21:00.
L’appuntamento di dicembre è con la miscela musicale degli “ARAPUTO ZEN”, il cui sound abbraccia vari stili: dal tango alla musica balcanica, passando per la classica, il rock, la musica popolare e il jazz.
“Araputo Zen”, nome particolare e sui generis, lo si deve all’ex contrabbassista, Gianfranco Coppola, che, in una serata d’estate mentre il gruppo si esibiva a Otranto (non a caso l’album d’esordio si chiama “Hydruntum” dalla denominazione latina della splendida cittadina pugliese), esclamò proprio “sè Araput’ o’ Zen”, a sottolineare la buona riuscita della performance. Da allora la band si è portata dietro questo nome che idealmente sta a testimoniare l’energia e la vitalità trascinanti di ogni suo live.
Il quintetto ha elaborato un linguaggio musicale che fonde diverse influenze dando vita a un prisma sonoro ibrido, meticcio, eterodosso e artisticamente onnivoro. La sua sintassi artistica è in grado di sposare codici differenti senza mai rinunciare a un pizzico di magia tutta partenopea.
Un progetto nato e cresciuto proprio per le strade di Napoli, fatto di brani inediti, stile gipsy, jazz manouche, nostalgie tanghere, echi della tradizione balcanica, lievi impennate rock, ritmiche sostenute e coinvolgenti, reminiscenze gitane, scortate da una linea melodica accattivante, mai dimentica del repertorio folk nostrano. I pezzi sono tutti composti da Dario De Luca, tranne “Pezzo in Sol”, scritto a quattro mani, e “Giacomino”, venuto fuori dalla vena del violinista Alfredo Pumilia.
Grinta, freschezza, creatività e dinamismo sono tra gli elementi chiave di un progetto dietro cui c’è una ricerca indefessa, “durata circa quattro anni” – come spiega De Luca – “in cui sono nati i brani del disco. Non sapevamo di arrivare a incidere quest’album, è avvenuto tutto naturalmente, anche se io covo il desiderio di comporre da quando avevo sedici anni. Tra l’altro, stiamo già lavorando all’uscita del secondo cd che è quasi completo e che forse inizieremo a registrare dopo l’estate.” “Questo è un lavoro” – continua De Luca – “che si rivolge a tutti: dal musicista all’appassionato, al semplice ascoltatore. L’intenzione è quella di arrivare a chiunque con il nostro sound… Ci ispiriamo a grandi maestri come Piazzolla, Miles Davis, Zappa, Led Zeppelin, Freddy Mercury, John Zorn, oltre ovviamente a protagonisti della scena musicale napoletana, ma sempre rileggendo tutto in maniera nuova e personale.”
Buono anche l’interplay tra i performer in una formazione in cui nessuna voce ha il sopravvento sull’altra. Una loro esibizione riesce a trascinare la platea in una spirale di suoni, ritmi e cadenze cui non ci si può sottrarre facilmente.
Peculiarità, queste, che si ritrovano tutte nella prima fatica discografica degli Araputo, “HYDRUNTUM”, autoprodotta, distribuita da AUDIOGLOBE e in uscita a dicembre 2015. Otto tracce che descrivono un racconto in musica delle esperienze del quintetto confluite, dopo tanta attività performativa e anni di sperimentazione, in questo cd, che segna solo la prima tappa di un iter promettente.
Gli Araputo si sono esibiti, oltre che in tantissimi club cittadini e non solo, al “Corricella in Jazz” a Procida nell’estate 2014 in line up con gli Slivovitz e Giovanni Block. Al “Ludovico Van festival” svariati anni fa. Sempre nel 2014 all’AMalfi Joung & Jazz e, nell’ estate 2013, per gli Arsenali di Amalfi in collaborazione con l’associazione INcanti di Sirene. E ancora. Al teatro Trianon nell’ambito della manifestazione per i gruppi emergenti “Palco Libero”, e al Foyer del teatro Bellini in line up con Giovanni Truppi e Macromatic.

Prossima data di “Train de Vie – Musica su Rotaie”: 9 gennaio 2016 con ZÉ PERDIGÃO, ambasciatore del fado di Coimbra, che suonerà in Quartet.

Track list “HYDRUNTUM”:
Pezzo in Sol
11 Marzo 1921
Accadueo
Hydruntum
Madre
Giacomino
Antesaecula 112
Crisi di Pan&co.

Info e prenotazioni: “PORTO PETRAIO” (Salita Petraio 18/D, ad. stazione Petraio Funicolare Centrale, www.portopetraio.com);
Davide Mastropaolo “Agualoca Records”: +39334/8366202, info@agualocarecords.com, www.agualocarecords.comSabato 12 dicembre 2015 ore 21:00 ARAPUTO ZEN in concert a PORTO PETRAIO (Salita Petraio n. 18/D) nell’ambito della III edizione della rassegna “TRAIN DE VIE – Musica su Rotaie”. Contributo al live Euro 10,00; gradita la prenotazione.

LA FORMAZIONE: Dario De Luca (chitarre)
Valerio Middione (chitarre)
Alfredo Pumilia (violino)
Bruno Belardi (contrabbasso)
Pasquale Benincasa (batteria, percussioni e vibrafono)

Prosegue la III edizione di “Train de Vie – Musica su Rotaie”, kermesse ospitata da PORTO PETRAIO e voluta dall’etichetta AGUALOCA RECORDS con la direzione artistica di DAVIDE MASTROPAOLO. Solita formula: opening aperitif ore 20:00, star live concert ore 21:00.
L’appuntamento di dicembre è con la miscela musicale degli “ARAPUTO ZEN”, il cui sound abbraccia vari stili: dal tango alla musica balcanica, passando per la classica, il rock, la musica popolare e il jazz.
“Araputo Zen”, nome particolare e sui generis, lo si deve all’ex contrabbassista, Gianfranco Coppola, che, in una serata d’estate mentre il gruppo si esibiva a Otranto (non a caso l’album d’esordio si chiama “Hydruntum” dalla denominazione latina della splendida cittadina pugliese), esclamò proprio “sè Araput’ o’ Zen”, a sottolineare la buona riuscita della performance. Da allora la band si è portata dietro questo nome che idealmente sta a testimoniare l’energia e la vitalità trascinanti di ogni suo live.
Il quintetto ha elaborato un linguaggio musicale che fonde diverse influenze dando vita a un prisma sonoro ibrido, meticcio, eterodosso e artisticamente onnivoro. La sua sintassi artistica è in grado di sposare codici differenti senza mai rinunciare a un pizzico di magia tutta partenopea.
Un progetto nato e cresciuto proprio per le strade di Napoli, fatto di brani inediti, stile gipsy, jazz manouche, nostalgie tanghere, echi della tradizione balcanica, lievi impennate rock, ritmiche sostenute e coinvolgenti, reminiscenze gitane, scortate da una linea melodica accattivante, mai dimentica del repertorio folk nostrano. I pezzi sono tutti composti da Dario De Luca, tranne “Pezzo in Sol”, scritto a quattro mani, e “Giacomino”, venuto fuori dalla vena del violinista Alfredo Pumilia.
Grinta, freschezza, creatività e dinamismo sono tra gli elementi chiave di un progetto dietro cui c’è una ricerca indefessa, “durata circa quattro anni” – come spiega De Luca – “in cui sono nati i brani del disco. Non sapevamo di arrivare a incidere quest’album, è avvenuto tutto naturalmente, anche se io covo il desiderio di comporre da quando avevo sedici anni. Tra l’altro, stiamo già lavorando all’uscita del secondo cd che è quasi completo e che forse inizieremo a registrare dopo l’estate.” “Questo è un lavoro” – continua De Luca – “che si rivolge a tutti: dal musicista all’appassionato, al semplice ascoltatore. L’intenzione è quella di arrivare a chiunque con il nostro sound… Ci ispiriamo a grandi maestri come Piazzolla, Miles Davis, Zappa, Led Zeppelin, Freddy Mercury, John Zorn, oltre ovviamente a protagonisti della scena musicale napoletana, ma sempre rileggendo tutto in maniera nuova e personale.”
Buono anche l’interplay tra i performer in una formazione in cui nessuna voce ha il sopravvento sull’altra. Una loro esibizione riesce a trascinare la platea in una spirale di suoni, ritmi e cadenze cui non ci si può sottrarre facilmente.
Peculiarità, queste, che si ritrovano tutte nella prima fatica discografica degli Araputo, “HYDRUNTUM”, autoprodotta, distribuita da AUDIOGLOBE e in uscita a dicembre 2015. Otto tracce che descrivono un racconto in musica delle esperienze del quintetto confluite, dopo tanta attività performativa e anni di sperimentazione, in questo cd, che segna solo la prima tappa di un iter promettente.
Gli Araputo si sono esibiti, oltre che in tantissimi club cittadini e non solo, al “Corricella in Jazz” a Procida nell’estate 2014 in line up con gli Slivovitz e Giovanni Block. Al “Ludovico Van festival” svariati anni fa. Sempre nel 2014 all’AMalfi Joung & Jazz e, nell’ estate 2013, per gli Arsenali di Amalfi in collaborazione con l’associazione INcanti di Sirene. E ancora. Al teatro Trianon nell’ambito della manifestazione per i gruppi emergenti “Palco Libero”, e al Foyer del teatro Bellini in line up con Giovanni Truppi e Macromatic.

Prossima data di “Train de Vie – Musica su Rotaie”: 9 gennaio 2016 con ZÉ PERDIGÃO, ambasciatore del fado di Coimbra, che suonerà in Quartet.

Track list “HYDRUNTUM”:
Pezzo in Sol
11 Marzo 1921
Accadueo
Hydruntum
Madre
Giacomino
Antesaecula 112
Crisi di Pan&co.

Info e prenotazioni: “PORTO PETRAIO” (Salita Petraio 18/D, ad. stazione Petraio Funicolare Centrale, www.portopetraio.com);
Davide Mastropaolo “Agualoca Records”: +39334/8366202, info@agualocarecords.com, www.agualocarecords.com