Cava de Tirreni, ospedale senza medici verso la chiusura

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Senza medici, ospedale verso la chiusura di Davide Speranza L’ospedale di Maria Santissima Incoronata dell’Olmo ancora al centro dell’attenzione, a causa dell’entrata in vigore della Legge 30 ottobre 2014 n.161 che, secondo la normativa europea, determina rispetto al personale sanitario il rispetto delle undici ore di riposo consecutivo ogni 24 ore e di non superare le 48 ore lavorative settimanali, con pausa obbligatoria tra due turni in corsia. Tuttavia, queste norme hanno comportato problemi per alcuni reparti ospedalieri a causa dell’organizzazione interna non in linea con le nuove linee di indirizzo. Sulla questione, l’intero consiglio comunale, durante l’assise di ieri mattina, si è eretto a difesa dell’edificio cavese. All’unanimità i consiglieri hanno infatti votato un ordine del giorno nel quale, con forza, hanno ribadito le ragioni della difesa dello storico ospedale di Cava de’ Tirreni ed in particolare del reparto di Ginecologia Ostetricia, messo a rischio dal pensionamento di due ginecologi e dall’attuazione della normativa europea relativa ai turni di lavoro. Il consiglio comunale ha chiesto alla direzione generale del Ruggi D’Aragona di coprire al più presto l’organico del reparto di Ginecologia e Ostetricia per consentirne il regolare funzionamento, anche perché quello cavese sarebbe l’unico reparto in tutta l’Azienda Ospedaliera Universitaria ad avere un primario di ruolo e che serve un bacino di utenza di circa 92 mila abitanti, tra Cava de’ Tirreni e Costiera Amalfitana, con una popolazione pediatrica da 0 a 14 anni di ben 14 mila unità. Inoltre, il nosocomio metelliano è stato insignito, per due anni consecutivi, nel 2013 e nel 2014, del “Bollino Rosa”, quale ospedale amico della donna, a testimonianza della preparazione e dell’efficienza dimostrata. Inoltre, nell’Atto di programmazione aziendale, adottato nel 2013, ed in attesa di approvazione dalla regione Campania, il Maria Santissima Incoronata dell’Olmo è stato individuato quale “ospedale della donna e del bambino”. «Un momento di unità – sottolinea il presidente del Consiglio comunale, Lorena Iuliano – di grande significato, non solo politico amministrativo, ma che testimonia la forza e la determinazione di tutta la città. Sui bisogni primari dei cittadini cavesi, quale soprattutto il diritto alla salute, il consiglio comunale ha sempre mostrato la totale unanimità e convergenza ed anche questa volta di fronte a questa ennesima emergenza, faremo fino in fondo la nostra parte. Noi, tutti insieme – conclude la Iuliano – rappresentiamo i nostri concittadini che chiedono venga riconosciuto un patrimonio, quello del nostro ospedale, che da secoli garantisce assistenza e cura di alto livello e con grandi professionalità». A farle eco, il sindaco Vincenzo Servalli. «Sono certo che nessuno si potrà prendere la responsabilità di non prendere in considerazione la volontà di una città e di un consiglio comunale, espressa in maniera così forte e istituzionale. L’ipotesi che la nostra richiesta non venga accolta non la prendo in considerazione». Dopo le dimissioni, di qualche giorni fa, del chirurgo oncologo Luigi Cremone, la chiusura del reparto di Ginecologia sarebbe un ulteriore disastro sanitario. La Città di Salerno

Senza medici, ospedale verso la chiusura di Davide Speranza L’ospedale di Maria Santissima Incoronata dell’Olmo ancora al centro dell’attenzione, a causa dell’entrata in vigore della Legge 30 ottobre 2014 n.161 che, secondo la normativa europea, determina rispetto al personale sanitario il rispetto delle undici ore di riposo consecutivo ogni 24 ore e di non superare le 48 ore lavorative settimanali, con pausa obbligatoria tra due turni in corsia. Tuttavia, queste norme hanno comportato problemi per alcuni reparti ospedalieri a causa dell’organizzazione interna non in linea con le nuove linee di indirizzo. Sulla questione, l’intero consiglio comunale, durante l’assise di ieri mattina, si è eretto a difesa dell’edificio cavese. All’unanimità i consiglieri hanno infatti votato un ordine del giorno nel quale, con forza, hanno ribadito le ragioni della difesa dello storico ospedale di Cava de’ Tirreni ed in particolare del reparto di Ginecologia Ostetricia, messo a rischio dal pensionamento di due ginecologi e dall’attuazione della normativa europea relativa ai turni di lavoro. Il consiglio comunale ha chiesto alla direzione generale del Ruggi D’Aragona di coprire al più presto l’organico del reparto di Ginecologia e Ostetricia per consentirne il regolare funzionamento, anche perché quello cavese sarebbe l’unico reparto in tutta l’Azienda Ospedaliera Universitaria ad avere un primario di ruolo e che serve un bacino di utenza di circa 92 mila abitanti, tra Cava de’ Tirreni e Costiera Amalfitana, con una popolazione pediatrica da 0 a 14 anni di ben 14 mila unità. Inoltre, il nosocomio metelliano è stato insignito, per due anni consecutivi, nel 2013 e nel 2014, del “Bollino Rosa”, quale ospedale amico della donna, a testimonianza della preparazione e dell’efficienza dimostrata. Inoltre, nell’Atto di programmazione aziendale, adottato nel 2013, ed in attesa di approvazione dalla regione Campania, il Maria Santissima Incoronata dell’Olmo è stato individuato quale “ospedale della donna e del bambino”. «Un momento di unità – sottolinea il presidente del Consiglio comunale, Lorena Iuliano – di grande significato, non solo politico amministrativo, ma che testimonia la forza e la determinazione di tutta la città. Sui bisogni primari dei cittadini cavesi, quale soprattutto il diritto alla salute, il consiglio comunale ha sempre mostrato la totale unanimità e convergenza ed anche questa volta di fronte a questa ennesima emergenza, faremo fino in fondo la nostra parte. Noi, tutti insieme – conclude la Iuliano – rappresentiamo i nostri concittadini che chiedono venga riconosciuto un patrimonio, quello del nostro ospedale, che da secoli garantisce assistenza e cura di alto livello e con grandi professionalità». A farle eco, il sindaco Vincenzo Servalli. «Sono certo che nessuno si potrà prendere la responsabilità di non prendere in considerazione la volontà di una città e di un consiglio comunale, espressa in maniera così forte e istituzionale. L’ipotesi che la nostra richiesta non venga accolta non la prendo in considerazione». Dopo le dimissioni, di qualche giorni fa, del chirurgo oncologo Luigi Cremone, la chiusura del reparto di Ginecologia sarebbe un ulteriore disastro sanitario. La Città di Salerno