Salernitana: servono uomini veri ma bisogna anche saperli mettere in campo

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Ebbene si, dopo 15 partite siamo già al “quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”, una frase fatta che nel calcio suona a mo’ di grido di battaglia. Frase che fa il paio con uomini veri e attributi, espressioni usate da Torrente dopo il ko, l’ennesimo tra le mura amiche. Dalla sporca dozzina di varrelliana memoria agli uomini veri di Torrente. Sembra l’ultimo atto del mister di Cetara che si gioca tutto o quasi in nove giorni. Tre partite a distanza ravvicinata che serviranno alla società per capire, analizzare, valutare. Per ora il mister di Cetara ha l’attenuante degli infortuni in serie. Attenuante che non può durare a lungo se non si fanno punti e si rischia di restare troppo indietro nella corsa per la salvezza. Venerdì la Salernitana si è fatta mortificare a domicilio da una Pro Vercelli per nulla irresistibile.

Cercasi Salernitana disperatamente, niente da fare, è data per dispersa. Il grafico sembra quello di un’azienda che dopo aver assaporato momenti d’oro è incappata in una crisi irreversibile fino a giungere sull’orlo del crack. Quello di venerdì era un appuntamento assolutamente da non bucare. Negli intenti della vigilia c’era la voglia di spaccare tutto e riportarsi nel mondo dei vivi, ma passando dalle parole ai fatti ci siamo accorti che c’è qualcosa che va e quasi tutto che non va. Fragilissima e timida in difesa, stanca e senza idee a centrocampo, addirittura non pervenuta in attacco ad eccezione di Donnarumma.
La squadra di Foscarini ha cancellato quanto di buono fatto dai granata nei precedenti 180 minuti. Contro Vicenza e Livorno, serve lottare con umiltà e fare punti per togliersi da quella deprimente posizione di classifica e riacquistare fiducia. Serve la grinta, ora, serve l’esperienza. Serve tirare fuori i fatidici “attributi” come ha detto Torrente. Ed allora bando alle ciance ed ai preziosismi: in campo, da subito, uomini di temperamento e giovani che hanno voglia di fare azzerando rendite di posizione e gerarchie da spogliatoio. In campo solo chi se la sente e sta meglio. Comincia un mini ciclo di gare delicatissimo. Ora non servono i buoni propositi, quelli non non portano punti in classifica. La grinta e i gol, si.

SALERNONOTIZIEEbbene si, dopo 15 partite siamo già al “quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”, una frase fatta che nel calcio suona a mo’ di grido di battaglia. Frase che fa il paio con uomini veri e attributi, espressioni usate da Torrente dopo il ko, l’ennesimo tra le mura amiche. Dalla sporca dozzina di varrelliana memoria agli uomini veri di Torrente. Sembra l’ultimo atto del mister di Cetara che si gioca tutto o quasi in nove giorni. Tre partite a distanza ravvicinata che serviranno alla società per capire, analizzare, valutare. Per ora il mister di Cetara ha l’attenuante degli infortuni in serie. Attenuante che non può durare a lungo se non si fanno punti e si rischia di restare troppo indietro nella corsa per la salvezza. Venerdì la Salernitana si è fatta mortificare a domicilio da una Pro Vercelli per nulla irresistibile.

Cercasi Salernitana disperatamente, niente da fare, è data per dispersa. Il grafico sembra quello di un’azienda che dopo aver assaporato momenti d’oro è incappata in una crisi irreversibile fino a giungere sull’orlo del crack. Quello di venerdì era un appuntamento assolutamente da non bucare. Negli intenti della vigilia c’era la voglia di spaccare tutto e riportarsi nel mondo dei vivi, ma passando dalle parole ai fatti ci siamo accorti che c’è qualcosa che va e quasi tutto che non va. Fragilissima e timida in difesa, stanca e senza idee a centrocampo, addirittura non pervenuta in attacco ad eccezione di Donnarumma.
La squadra di Foscarini ha cancellato quanto di buono fatto dai granata nei precedenti 180 minuti. Contro Vicenza e Livorno, serve lottare con umiltà e fare punti per togliersi da quella deprimente posizione di classifica e riacquistare fiducia. Serve la grinta, ora, serve l’esperienza. Serve tirare fuori i fatidici “attributi” come ha detto Torrente. Ed allora bando alle ciance ed ai preziosismi: in campo, da subito, uomini di temperamento e giovani che hanno voglia di fare azzerando rendite di posizione e gerarchie da spogliatoio. In campo solo chi se la sente e sta meglio. Comincia un mini ciclo di gare delicatissimo. Ora non servono i buoni propositi, quelli non non portano punti in classifica. La grinta e i gol, si.

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