Capri contro la centrale elettrica della Sippic, va dismessa

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Torna in campo l’ex sindaco di Capri Ciro Lembo che è stato eletto presidente dell’associazione “Chi…ama Capri” al lancio dello slogan «Mai più combustioni a Capri». L’associazione, nata nel 2007, ha nominato anche i nuovi componenti del consiglio direttivo Mirko Avellino, Giuseppe De Simone, Graziano Simeoli e Nabil Pulita di Legambiente. L’associazione, circa 300 iscritti, ha avviato un intenso dibattito in particolare sulla centrale elettrica della Sippic, sotto sequestro penale da parte della magistratura e soggetta ad amministrazione controllata con due commissari nominati dal prefetto. E tra commissariamento e sequestro continua intanto il progetto Terna che dovrà allacciare l’isola di Capri alla rete di distribuzione elettrica nazionale con la realizzazione di un elettrodotto sottomarino, giunto alla fase finale. Nell’assemblea di sabato, il neo presidente ha lanciato alcuni dubbi sul progetto finale anche perché essendo Terna una società di distribuzione di energia il cavo, che parte da Torre Annunziata, dopo la trasformazione da 150mila volts a 6mila, dovrà arrivare nella centrale che rimarrà in vita come “riserva a freddo”. Ciro Lembo ha espresso una serie di riserve. Il dubbio è relativo all’arrivo del secondo cavo proveniente dalla terraferma che completerà il progetto come anello di collegamento allacciando l’isola di Capri a due punti diversi: la centrale di Torre Annunziata e quella di Sorrento. Secondo l’ex sindaco, non ci sarà più la necessità di mantenere in vita la centrale Sippic. L’assemblea ha votato all’unanimità un ordine del giorno che sarà portato all’attenzione delle due amministrazioni nel quale si chiede «l’esclusione di qualsiasi ipotesi di mantenimento e/o adeguamento della centrale termoelettrica contrariamente a quanto invece proposto dall’attuale commissario straordinario della centrale alle due amministrazioni comunali dove viene avanzata l’ipotesi di acquisto di nuovi motori e quindi il mantenimento in vita della centrale; tra l’altro in stridente controtendenza con le nuove fonti energetiche che guardano alla green economy». Inoltre una proposta viene avanzata alla sola amministrazione di Capri ed è quella di «predisporre un piano di recupero e disinquinamento e la variazione del piano regolatore vigente dell’attuale zona da area industriale ad area urbanizzata». Annamiaria Boniello, Il Mattino

Torna in campo l'ex sindaco di Capri Ciro Lembo che è stato eletto presidente dell’associazione "Chi…ama Capri" al lancio dello slogan «Mai più combustioni a Capri». L’associazione, nata nel 2007, ha nominato anche i nuovi componenti del consiglio direttivo Mirko Avellino, Giuseppe De Simone, Graziano Simeoli e Nabil Pulita di Legambiente. L’associazione, circa 300 iscritti, ha avviato un intenso dibattito in particolare sulla centrale elettrica della Sippic, sotto sequestro penale da parte della magistratura e soggetta ad amministrazione controllata con due commissari nominati dal prefetto. E tra commissariamento e sequestro continua intanto il progetto Terna che dovrà allacciare l’isola di Capri alla rete di distribuzione elettrica nazionale con la realizzazione di un elettrodotto sottomarino, giunto alla fase finale. Nell’assemblea di sabato, il neo presidente ha lanciato alcuni dubbi sul progetto finale anche perché essendo Terna una società di distribuzione di energia il cavo, che parte da Torre Annunziata, dopo la trasformazione da 150mila volts a 6mila, dovrà arrivare nella centrale che rimarrà in vita come “riserva a freddo”. Ciro Lembo ha espresso una serie di riserve. Il dubbio è relativo all’arrivo del secondo cavo proveniente dalla terraferma che completerà il progetto come anello di collegamento allacciando l’isola di Capri a due punti diversi: la centrale di Torre Annunziata e quella di Sorrento. Secondo l’ex sindaco, non ci sarà più la necessità di mantenere in vita la centrale Sippic. L’assemblea ha votato all’unanimità un ordine del giorno che sarà portato all’attenzione delle due amministrazioni nel quale si chiede «l’esclusione di qualsiasi ipotesi di mantenimento e/o adeguamento della centrale termoelettrica contrariamente a quanto invece proposto dall’attuale commissario straordinario della centrale alle due amministrazioni comunali dove viene avanzata l’ipotesi di acquisto di nuovi motori e quindi il mantenimento in vita della centrale; tra l’altro in stridente controtendenza con le nuove fonti energetiche che guardano alla green economy». Inoltre una proposta viene avanzata alla sola amministrazione di Capri ed è quella di «predisporre un piano di recupero e disinquinamento e la variazione del piano regolatore vigente dell'attuale zona da area industriale ad area urbanizzata». Annamiaria Boniello, Il Mattino