Discovering Positano. La storia della sopravvivenza, la storia di tutti noi. VIDEO

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Oggi 30 novembre, Discovering dà voce a chi non ha mai avuto voce in capitolo.
Quando leggiamo un libro di storia, sentiamo sempre parlare di re e regine, principi e principesse, conti e contesse, baroni e baronesse, e così via. Sentiamo i professori parlare di ardimentose imprese compiute da grandi generali e condottieri. In effetti anche questa rubrica l’ha fatto, nel suo piccolo, perché abbiamo parlato di Imperatori, di Re, di Abati e di Signori. Ma siamo sicuri che la disciplina storica si basi unicamente sugli eventi che riguardano costoro? Questo dubbio mi sovvenne in occasione della mia tesi di laurea: “Dinamiche dell’insediamento di Positano nella struttura del Ducato medievale di Amalfi”. Infatti non è necessario il metodo critico, se non “scientifico”, di leggere la storia. Dopo due anni, allora, ho pensato bene di scrivere “Le origini di Positano” per poter dar voce anche a contadini e pescatori, perché sono stati loro a scrivere la storia, ed in particolare la storia di Positano. Se è nata Positano, lo dobbiamo solo a loro e non sono necessarie fonti per questo argomento, ma basta soltanto osservare l’ambiente circostante. A me basta affacciarmi alla finestra per capire che se non guardo dove metto bene i piedi, finisco a mare o in qualche appezzamento di terreno, fatto su macere, dopo anni e anni di lavoro e di fatica nei campi. Se volete una conferma di quello che sto scrivendo, allora parlate con i vostri nonni: essi vi daranno ragione, raccontandovi un pezzo della loro autobiografia durante gli anni del Secondo Dopoguerra. Anni che dire difficili mi sembra riduttivo, essi furono durissimi. Non avendo vissuto quegli anni, non posso descriverli, perché non troverei le parole per narrare una storia fatta di miseria estrema, fame da lupi e povertà assoluta. Ed allora mi sono affidato ad una espressione, o meglio ad una locuzione, che mi disse poco più di un anno fa uno storico pescatore di Positano, una pietra miliare della Positano novecentesca, Salvatore Capraro: la storia che vi racconteranno i vostri nonni si chiama la “storia della sopravvivenza”, una storia che nessun libro ha mai raccontato.
Il video “La festa dello Sbarco dei Saraceni 2” è sul canale Youtube Positanonews tv.
Gennaro Cuccaro, Associazione Positano Arte e Cultura.

Today, on November 30, Discovering gives voice to those who have never had any say in the matter.
When we read an history book, we always talk about Kings and Queens, Princes and princesses, counts and countesses, barons and baronesse, and so on. We hear teachers talk about daring undertakings made by major generals and leaders. In fact, even this column has done, in its small, because we talked about emperors, Kings, of Abbots and Lords. But are we sure that the historical discipline is based only on historical events that concern them? This doubt I remembered on my thesis: “Dinamiche dell’insediamento di Positano nella struttura del Ducato medievale di Amalfi”. Infact it isn’t necessary the critical method, if not “scientific”, of reading the history. After two years, then, I thought well to write “The origins of Positano” to give a voice to peasants and fishermen, because they were their to write the history, and in particular the history of Positano. If was born Positano, we owe it to them and do not need sources for this topic, but just only observe their surroundings. Just take me to the window to understand that if I do not watch where I put my feet well, I end up at sea or in any plot of land, made on macere, after years and years of work and toil in the fields. If you want a confirmation of what I’m writing, then talk to your grandparents: they give you reason, telling you about a piece of their autobiography in the years after Second World War. What about difficult years seem reductive, they were harsh. Not having lived through those years, I can’t describe them, because I would not find the words to tell a story of extreme misery, hunger and absolute poverty. And then I was entrusted to an expression, or rather to a phrase, which told me a little over a year ago an historical fisherman of Positano, a cornerstone of twentieth century Positano, Salvatore Capraro: the story that your grandparents will tell you is called the “story of survival”, a story that no book has ever told.
Video “La festa dello Sbarco dei Saraceni 2” is on Youtube channel Positanonews tv.
Gennaro Cuccaro, Association Positano Arte e Cultura.Oggi 30 novembre, Discovering dà voce a chi non ha mai avuto voce in capitolo.
Quando leggiamo un libro di storia, sentiamo sempre parlare di re e regine, principi e principesse, conti e contesse, baroni e baronesse, e così via. Sentiamo i professori parlare di ardimentose imprese compiute da grandi generali e condottieri. In effetti anche questa rubrica l’ha fatto, nel suo piccolo, perché abbiamo parlato di Imperatori, di Re, di Abati e di Signori. Ma siamo sicuri che la disciplina storica si basi unicamente sugli eventi che riguardano costoro? Questo dubbio mi sovvenne in occasione della mia tesi di laurea: “Dinamiche dell’insediamento di Positano nella struttura del Ducato medievale di Amalfi”. Infatti non è necessario il metodo critico, se non “scientifico”, di leggere la storia. Dopo due anni, allora, ho pensato bene di scrivere “Le origini di Positano” per poter dar voce anche a contadini e pescatori, perché sono stati loro a scrivere la storia, ed in particolare la storia di Positano. Se è nata Positano, lo dobbiamo solo a loro e non sono necessarie fonti per questo argomento, ma basta soltanto osservare l’ambiente circostante. A me basta affacciarmi alla finestra per capire che se non guardo dove metto bene i piedi, finisco a mare o in qualche appezzamento di terreno, fatto su macere, dopo anni e anni di lavoro e di fatica nei campi. Se volete una conferma di quello che sto scrivendo, allora parlate con i vostri nonni: essi vi daranno ragione, raccontandovi un pezzo della loro autobiografia durante gli anni del Secondo Dopoguerra. Anni che dire difficili mi sembra riduttivo, essi furono durissimi. Non avendo vissuto quegli anni, non posso descriverli, perché non troverei le parole per narrare una storia fatta di miseria estrema, fame da lupi e povertà assoluta. Ed allora mi sono affidato ad una espressione, o meglio ad una locuzione, che mi disse poco più di un anno fa uno storico pescatore di Positano, una pietra miliare della Positano novecentesca, Salvatore Capraro: la storia che vi racconteranno i vostri nonni si chiama la “storia della sopravvivenza”, una storia che nessun libro ha mai raccontato.
Il video “La festa dello Sbarco dei Saraceni 2” è sul canale Youtube Positanonews tv.
Gennaro Cuccaro, Associazione Positano Arte e Cultura.

Today, on November 30, Discovering gives voice to those who have never had any say in the matter.
When we read an history book, we always talk about Kings and Queens, Princes and princesses, counts and countesses, barons and baronesse, and so on. We hear teachers talk about daring undertakings made by major generals and leaders. In fact, even this column has done, in its small, because we talked about emperors, Kings, of Abbots and Lords. But are we sure that the historical discipline is based only on historical events that concern them? This doubt I remembered on my thesis: “Dinamiche dell’insediamento di Positano nella struttura del Ducato medievale di Amalfi”. Infact it isn’t necessary the critical method, if not “scientific”, of reading the history. After two years, then, I thought well to write “The origins of Positano” to give a voice to peasants and fishermen, because they were their to write the history, and in particular the history of Positano. If was born Positano, we owe it to them and do not need sources for this topic, but just only observe their surroundings. Just take me to the window to understand that if I do not watch where I put my feet well, I end up at sea or in any plot of land, made on macere, after years and years of work and toil in the fields. If you want a confirmation of what I’m writing, then talk to your grandparents: they give you reason, telling you about a piece of their autobiography in the years after Second World War. What about difficult years seem reductive, they were harsh. Not having lived through those years, I can’t describe them, because I would not find the words to tell a story of extreme misery, hunger and absolute poverty. And then I was entrusted to an expression, or rather to a phrase, which told me a little over a year ago an historical fisherman of Positano, a cornerstone of twentieth century Positano, Salvatore Capraro: the story that your grandparents will tell you is called the “story of survival”, a story that no book has ever told.
Video “La festa dello Sbarco dei Saraceni 2” is on Youtube channel Positanonews tv.
Gennaro Cuccaro, Association Positano Arte e Cultura.