Sarri l’allenatore che a Napoli sta vincendo piu’ di tutti

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Si chiama Sarri, vince partite. E a Napoli lo sta facendo con una continuità impressionante, con buona pace di chi prima di lui s’è accomodato su quella panchina. Diciotto gare, 13 vittorie e una sola sconfitta, una capacità di arrivare al successo pari al 72,2%. Un abisso, se si pensa oltre la soglia del cinquanta per cento s’è spinto il solo Benitez, ma di poco, mentre Mazzarri (che pure ha regalato a De Laurentiis il primo trofeo) e Reja, chi più e chi meno, ci si sono avvicinati per difetto. Proviamo a tradurre queste percentuali in immagini concrete.

Partiamo dalla combinazione minima, due partite: con Reja e Mazzarri, tendenzialmente, arriva una vittoria, mentre con Donadoni (suo il regno più breve e anche il ruolino peggiore) per ottenere il medesimo risultato può essere necessario giocare altre due partite (26,3% di successi, cioè uno ogni quattro partite). Torniamo alla coppia minima, due gare: con Reja e Mazzarri arriva una vittoria, ma se in panchina c’è Sarri allora è ampiamente garantito il secondo successo giocando anche la terza gara della serie. Il vincente. Lasciamo le immagini e torniamo alle percentuali. Guida Sarri, seguito da Rafa Benitez con il 54,4% di successi, quindi Mazzarri (48,9%) che è quello ad aver messo insieme più panchine di tutti, quindi Reja (41,5%) e Donadoni (26,3%), che nella primavera 2008 ha sostituito Reja e a ottobre dello stesso anno ha lasciato il posto a Mazzarri. A proposito di Reja, va sottolineato quanto il suo dato migliori tenendo conto di tutte le 129 panchine alla guida del Napoli, includendo anche gli anni della C1 e della B: le vittorie complessive salgono così a 60 con il 46,5% di vittorie. Se consideriamo i risultati utili, la sequenza del podio non cambia. Ovviamente Sarri è irraggiungibile, avendo all’attivo una sola sconfitta. Quindi ecco Rafa Benitez, che è quello con la minor propensione ai ko (sono il 22,3% delle sue 112 panchine azzurre) davanti a Mazzarri (24,2% di sconfitte spalmate su 182 gare). Il tecnico livornese, ex Inter, è di conseguenza anche quello che ha pareggiato di più (49 gare in tutto, pari al 26,9%) dopo Donadoni (6 pareggi in 19 partite, 31,6%). Le sequenze. La straordinaria percentuale di vittorie di Sarri può in parte essere spiegata anche con l’esiguo “campione” a disposizione: se fossimo alle proiezioni elettorali all’aperture delle urne, diremmo di avere i dati relativi a pochissime sezioni. Fatta questa premessa, doverosa per i suoi predecessori, c’è però un altro dato inequivocabile che premia Sarri: è sua la migliore performance, dal ritorno in Serie A, considerando le prime 18 gare ufficiali dei cinque allenatori che si sono avvicendati in panchina. Sarri ha ottenuto 13 vittorie (5 su 5 in Europa League) su 18 partite, con una sola sconfitta, all’esordio contro il Sassuolo. Nessuno ha fatto meglio sia come successi che come numero complessivo di risultati utili, che nel suo caso sono 17 e tutti consecutivi. Ci sono andati vicino Reja, all’avvio della stagione 2008-09, e Benitez nel suo primo anno di Napoli, 2013-14: 12 vittorie a testa, ma già un significativo numero di sconfitte all’attivo tra le quali, per il tecnico spagnolo, quella pesantissima nel preliminare di Champions con l’Athletic Bilbao che agli azzurri costò tantissimo. Quella stagione si chiuse con la conquista della Coppa Italia, lo stesso trofeo già alzato da Mazzarri due anni prima, proprio al termine di un’annata che per lui si era aperta con la sua peggiore sequenza sulle 18 gare (7 vittorie, 7 pareggi e 4 sconfitte). Proprio Mazzarri era quello che aveva fatto meglio, fino all’arrivo di Sarri, in termini di risultati utili nel medesimo blocco di partite: 16 su 18, però costruiti con 4 vittorie in meno a scapito di 3 pareggi e un ko in più. fonte:corrieredellosport

Si chiama Sarri, vince partite. E a Napoli lo sta facendo con una continuità impressionante, con buona pace di chi prima di lui s’è accomodato su quella panchina. Diciotto gare, 13 vittorie e una sola sconfitta, una capacità di arrivare al successo pari al 72,2%. Un abisso, se si pensa oltre la soglia del cinquanta per cento s’è spinto il solo Benitez, ma di poco, mentre Mazzarri (che pure ha regalato a De Laurentiis il primo trofeo) e Reja, chi più e chi meno, ci si sono avvicinati per difetto. Proviamo a tradurre queste percentuali in immagini concrete.

Partiamo dalla combinazione minima, due partite: con Reja e Mazzarri, tendenzialmente, arriva una vittoria, mentre con Donadoni (suo il regno più breve e anche il ruolino peggiore) per ottenere il medesimo risultato può essere necessario giocare altre due partite (26,3% di successi, cioè uno ogni quattro partite). Torniamo alla coppia minima, due gare: con Reja e Mazzarri arriva una vittoria, ma se in panchina c’è Sarri allora è ampiamente garantito il secondo successo giocando anche la terza gara della serie. Il vincente. Lasciamo le immagini e torniamo alle percentuali. Guida Sarri, seguito da Rafa Benitez con il 54,4% di successi, quindi Mazzarri (48,9%) che è quello ad aver messo insieme più panchine di tutti, quindi Reja (41,5%) e Donadoni (26,3%), che nella primavera 2008 ha sostituito Reja e a ottobre dello stesso anno ha lasciato il posto a Mazzarri. A proposito di Reja, va sottolineato quanto il suo dato migliori tenendo conto di tutte le 129 panchine alla guida del Napoli, includendo anche gli anni della C1 e della B: le vittorie complessive salgono così a 60 con il 46,5% di vittorie. Se consideriamo i risultati utili, la sequenza del podio non cambia. Ovviamente Sarri è irraggiungibile, avendo all’attivo una sola sconfitta. Quindi ecco Rafa Benitez, che è quello con la minor propensione ai ko (sono il 22,3% delle sue 112 panchine azzurre) davanti a Mazzarri (24,2% di sconfitte spalmate su 182 gare). Il tecnico livornese, ex Inter, è di conseguenza anche quello che ha pareggiato di più (49 gare in tutto, pari al 26,9%) dopo Donadoni (6 pareggi in 19 partite, 31,6%). Le sequenze. La straordinaria percentuale di vittorie di Sarri può in parte essere spiegata anche con l’esiguo “campione” a disposizione: se fossimo alle proiezioni elettorali all’aperture delle urne, diremmo di avere i dati relativi a pochissime sezioni. Fatta questa premessa, doverosa per i suoi predecessori, c’è però un altro dato inequivocabile che premia Sarri: è sua la migliore performance, dal ritorno in Serie A, considerando le prime 18 gare ufficiali dei cinque allenatori che si sono avvicendati in panchina. Sarri ha ottenuto 13 vittorie (5 su 5 in Europa League) su 18 partite, con una sola sconfitta, all’esordio contro il Sassuolo. Nessuno ha fatto meglio sia come successi che come numero complessivo di risultati utili, che nel suo caso sono 17 e tutti consecutivi. Ci sono andati vicino Reja, all’avvio della stagione 2008-09, e Benitez nel suo primo anno di Napoli, 2013-14: 12 vittorie a testa, ma già un significativo numero di sconfitte all’attivo tra le quali, per il tecnico spagnolo, quella pesantissima nel preliminare di Champions con l’Athletic Bilbao che agli azzurri costò tantissimo. Quella stagione si chiuse con la conquista della Coppa Italia, lo stesso trofeo già alzato da Mazzarri due anni prima, proprio al termine di un’annata che per lui si era aperta con la sua peggiore sequenza sulle 18 gare (7 vittorie, 7 pareggi e 4 sconfitte). Proprio Mazzarri era quello che aveva fatto meglio, fino all’arrivo di Sarri, in termini di risultati utili nel medesimo blocco di partite: 16 su 18, però costruiti con 4 vittorie in meno a scapito di 3 pareggi e un ko in più. fonte:corrieredellosport