Chiriches Da titolare a riserva, il rumeno un gol per lasciare il segno

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Lampo Chiriches e la partita è chiusa.Il difensore rumeno la gira in porta su calcio d’angolo battuto da Valdifiori, Callejon la manca e lui buca Bruzzese, scrollandosi dalle spalle molte cose: la panchina,i dubbi,e le offese dei tifosi del Tottenham.(Decisivo.Smagliante protagonista a Verona, gioca la sua quarta partita europea e segna con una girata su corner il suo primo gol azzurro. Controlla Vossen e poi si spinge in attacco.Un solo errore quando sia ddormenta sul pallone che gli porta via. Difesa alta e perfetta che mette dieci volte in offside gli attaccanti belgi.

Strinic e Maggio, che ritorni Chalobah prende coraggio

Conil lavoro di Sarri crescono anche le seconde linee

L’arbitro Avram impreciso in un match facile L’arbitro romeno Avram offre una prestazione poco brillante.Al 23′ Izquierdo entra in ritardo e in scivolata su Maggio atterrandolo al limite dell’area. L’arbitro senza esitare estrae il giallo.Decisione ineccepibile.Al 24′ su lungo lancio dalle retrovie, Vossenè considerato in gioco dall’assistente V.Avram.Resta qualche dubbio sulla posizione di partenza del belga.Al 29’e al 32′ sempre l’assistente Avram ferma prima Izquierdo e poi al 34′ Vossen per fuorigioco:chiamate corrette .Al  36’David Lopez trattiene Simons a centrocampo.Giallo severo. Al 38′ contatto Izquierdo-Maggio in area belga con il partenopeo che cade. L’arbitro prima esita e poi su suggerimento dell’addizionale ammonisce il partenopeo per un cenno di protesta.Discutibile.Al 39′ Izquierdoè colto in offside: c’è. Nella ripresa al 3′ Izquierdo è fermato pe rfuorigioco dall’assistente Nagy: ok.Al 10′ Vossene al 12’V.Vasquez vengono colti  in offside: ci sono.Al 17′ Maggio rischia il secondo giallo e l’espulsione quando trattiene deciso Izquierdoche resiste bene alla carica.

Invincibile: e che sia gara vera o «finta», che ci siano i titolari o le loro alternative, che spunti l’Inter all’orizzonte e che serva poco questa nottata, il Napoli non fa sconti. Imbattibile: e che sia campionato o Europa League, che ci sia il sacro furore agonistico o l’attesa per una partitissima che sta per arrivare (lunedì sera al San Paolo), che ci siano i fenomeni o che manchino otto titolari (e si chiuda senza punte), la storia non cambia: 1-0 a Bruges, diciassettesimo risultato utile consecutivo, quinta vittoria in questo Vecchio Continente che allunga la striscia ed un sorriso ora largo così. Fiction.

Per darle un tono, un coro, c’è folla all’esterno, ben al di là della zona di sicurezza, e son voci (belghe) che arrivano nel «Breydelstadion», simulando il pubblico che non c’è. Ma il Napoli è lì, con le sue «controfigure», una squadra rivoltata nei suoi otto-undicesimi rispetto a Verona (e probabilmente all’Inter) ma sempre capace di recitare a memoria, di starsene confinato nella padronanza del proprio palleggio che in avvio produce subito un 56% di possesso palla e che non concede mai chanches agli avversari. Vantaggio. Si capisce ch’è dura, ma per il Bruges, e la rivoluzione obbligata di Sarri non inganna, non offre controdeduzioni, non smentisce ciò che si sa: poi, è chiaro, diventa tutto meno agevole, soprattutto la rifinitura dell’azione, ma Gabriel non sporca la maglia e Preud’homme non ha l’opportunità di crederci. Il tridente è «sporco» e vabbè: Hamsik s’inventa una interpretazione un po’ libera, El Kaddouri non rimedia illuminazione che sostengano le proprie idee, Callejon non ha campo – né movenze o attitudine – per essere centravanti ed allora ci pesa Chiriches (minuto 41′) sul cross di Valdifiori dalla bandierina, con l’irruzione di un panzer che vale l’1-0.

Ma già prima è stato solo Napoli, trascinante in Maggio o anche in David Lopez, che (11′) fa barcollare il palo di sostegno. Poi, gestione del clima, d’una serata surreale (stadio vuoto per questioni di sicurezza), d’un calcio che resta tale nelle intenzioni e nella espressione (però mai esagerata) d’una squadra che sa di Sarri. Lo slancio. L’abisso rimane, perché quando il Napoli allunga il Bruges fatica a stargli dietro e non c’è verso di modificare l’inerzia della partita, che però implode, che El Kaddouri (6′) tiene aperta, con un destro fuori di un’unghia e che Preud’homme vorrebbe ritoccare mescolandosi un po’, con tracce di 4-2-3-1 che però evaporano. L’Inter è nella testa, bisogna dosare le energie, togliere Hamsik – ad esempio – e con lui Callejon e lo chiameremo ancora tridente, con Hysaj e Ghlulam a fare gli esterni alti offensivi ed El Kaddouri che diventa – ma seriamente – il centravanti: c’è la traccia di calcio che rimane, persino la percussione dell’algerino che spinge Bruzzese ad un volo fotografico e l’ennesima iniziativa di Maggio, che non trova lo «scarico». E’ dimostrazione sostanziale di superiorità ed anche un incoraggiante segnale per Sarri, che può accogliere con soddisfazione i segnali speditegli dal Napoli-2: certo, lo spettacolo è differente, ma le condizioni (tutte) non consentono di spingersi al di là del senso pratico. I numeri. E allora, controllare, però senza mai rinunciare, perché c’è una filosofia da assecondare ed una mentalità da «allenare», anche se è stravolgimento tecnico, senza punte effettive in campo: Maggio però è incurante, «legge» la sovrapposizione di Hysaj, per poco non lo manda al raddoppio. Sono dettagli d’una notte ch’è nerazzura, anche all’orizzonte. fonte:corrieredellosport

Lampo Chiriches e la partita è chiusa.Il difensore rumeno la gira in porta su calcio d’angolo battuto da Valdifiori, Callejon la manca e lui buca Bruzzese, scrollandosi dalle spalle molte cose: la panchina,i dubbi,e le offese dei tifosi del Tottenham.(Decisivo.Smagliante protagonista a Verona, gioca la sua quarta partita europea e segna con una girata su corner il suo primo gol azzurro. Controlla Vossen e poi si spinge in attacco.Un solo errore quando sia ddormenta sul pallone che gli porta via. Difesa alta e perfetta che mette dieci volte in offside gli attaccanti belgi.

Strinic e Maggio, che ritorni Chalobah prende coraggio

Conil lavoro di Sarri crescono anche le seconde linee

L’arbitro Avram impreciso in un match facile L’arbitro romeno Avram offre una prestazione poco brillante.Al 23' Izquierdo entra in ritardo e in scivolata su Maggio atterrandolo al limite dell'area. L'arbitro senza esitare estrae il giallo.Decisione ineccepibile.Al 24' su lungo lancio dalle retrovie, Vossenè considerato in gioco dall'assistente V.Avram.Resta qualche dubbio sulla posizione di partenza del belga.Al 29'e al 32' sempre l'assistente Avram ferma prima Izquierdo e poi al 34' Vossen per fuorigioco:chiamate corrette .Al  36'David Lopez trattiene Simons a centrocampo.Giallo severo. Al 38' contatto Izquierdo-Maggio in area belga con il partenopeo che cade. L'arbitro prima esita e poi su suggerimento dell'addizionale ammonisce il partenopeo per un cenno di protesta.Discutibile.Al 39' Izquierdoè colto in offside: c'è. Nella ripresa al 3' Izquierdo è fermato pe rfuorigioco dall'assistente Nagy: ok.Al 10' Vossene al 12'V.Vasquez vengono colti  in offside: ci sono.Al 17' Maggio rischia il secondo giallo e l'espulsione quando trattiene deciso Izquierdoche resiste bene alla carica.

Invincibile: e che sia gara vera o «finta», che ci siano i titolari o le loro alternative, che spunti l’Inter all’orizzonte e che serva poco questa nottata, il Napoli non fa sconti. Imbattibile: e che sia campionato o Europa League, che ci sia il sacro furore agonistico o l’attesa per una partitissima che sta per arrivare (lunedì sera al San Paolo), che ci siano i fenomeni o che manchino otto titolari (e si chiuda senza punte), la storia non cambia: 1-0 a Bruges, diciassettesimo risultato utile consecutivo, quinta vittoria in questo Vecchio Continente che allunga la striscia ed un sorriso ora largo così. Fiction.

Per darle un tono, un coro, c’è folla all’esterno, ben al di là della zona di sicurezza, e son voci (belghe) che arrivano nel «Breydelstadion», simulando il pubblico che non c’è. Ma il Napoli è lì, con le sue «controfigure», una squadra rivoltata nei suoi otto-undicesimi rispetto a Verona (e probabilmente all’Inter) ma sempre capace di recitare a memoria, di starsene confinato nella padronanza del proprio palleggio che in avvio produce subito un 56% di possesso palla e che non concede mai chanches agli avversari. Vantaggio. Si capisce ch’è dura, ma per il Bruges, e la rivoluzione obbligata di Sarri non inganna, non offre controdeduzioni, non smentisce ciò che si sa: poi, è chiaro, diventa tutto meno agevole, soprattutto la rifinitura dell’azione, ma Gabriel non sporca la maglia e Preud’homme non ha l’opportunità di crederci. Il tridente è «sporco» e vabbè: Hamsik s’inventa una interpretazione un po’ libera, El Kaddouri non rimedia illuminazione che sostengano le proprie idee, Callejon non ha campo – né movenze o attitudine – per essere centravanti ed allora ci pesa Chiriches (minuto 41') sul cross di Valdifiori dalla bandierina, con l’irruzione di un panzer che vale l’1-0.

Ma già prima è stato solo Napoli, trascinante in Maggio o anche in David Lopez, che (11') fa barcollare il palo di sostegno. Poi, gestione del clima, d’una serata surreale (stadio vuoto per questioni di sicurezza), d’un calcio che resta tale nelle intenzioni e nella espressione (però mai esagerata) d’una squadra che sa di Sarri. Lo slancio. L’abisso rimane, perché quando il Napoli allunga il Bruges fatica a stargli dietro e non c’è verso di modificare l’inerzia della partita, che però implode, che El Kaddouri (6') tiene aperta, con un destro fuori di un’unghia e che Preud’homme vorrebbe ritoccare mescolandosi un po’, con tracce di 4-2-3-1 che però evaporano. L’Inter è nella testa, bisogna dosare le energie, togliere Hamsik – ad esempio – e con lui Callejon e lo chiameremo ancora tridente, con Hysaj e Ghlulam a fare gli esterni alti offensivi ed El Kaddouri che diventa – ma seriamente – il centravanti: c’è la traccia di calcio che rimane, persino la percussione dell’algerino che spinge Bruzzese ad un volo fotografico e l’ennesima iniziativa di Maggio, che non trova lo «scarico». E’ dimostrazione sostanziale di superiorità ed anche un incoraggiante segnale per Sarri, che può accogliere con soddisfazione i segnali speditegli dal Napoli-2: certo, lo spettacolo è differente, ma le condizioni (tutte) non consentono di spingersi al di là del senso pratico. I numeri. E allora, controllare, però senza mai rinunciare, perché c’è una filosofia da assecondare ed una mentalità da «allenare», anche se è stravolgimento tecnico, senza punte effettive in campo: Maggio però è incurante, «legge» la sovrapposizione di Hysaj, per poco non lo manda al raddoppio. Sono dettagli d’una notte ch’è nerazzura, anche all’orizzonte. fonte:corrieredellosport