Castellammare. La ditta “Ego Eco” non paga gli stipendi, l’immondizia invade la città

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Castellammare di Stabia. Raccolta dei rifiuti a rilento: in città sono comparsi cumuli di spazzatura in periferia ed in centro. L’ennesima crisi (la terza del 2015) è causata da un ritardo nel pagamento degli stipendi dei lavoratori della ditta “Ego Eco”, in stato di agitazione. Il Comune ha bloccato il pagamento del canone all’azienda poiché non in regola con la documentazione necessaria ma ha assicurato ai dipendenti che le spettanze potrebbero essere stanziate direttamente dall’ente. Il commissario prefettizio Claudio Vaccaro avrebbe deciso di interessare la prefettura di Napoli. Ma non basta. I lavoratori hanno sottoscritto una diffida nei confronti di palazzo Farnese riguardo la corresponsione dei canoni. «I lavoratori – si legge nel documento – intimano all’amministrazione comunale di sospendere la corresponsione dei canoni all’impresa Ego Eco a titolo cautelare, stante la manifesta inadempienza rispetto agli obblighi assunti, per un importo stimato di circa due milioni di euro». A tanto ammonterebbe, infatti, il debito verso gli operai per il mancato pagamento degli stipendi di ottobre e per diversi altri mancati versamenti, tra cui quello al fondo Previambiente. Il servizio di raccolta rifiuti, che “Ego Eco” gestirà in regime di proroga fino al 30 novembre, è oggetto di una procedura negoziata per un nuovo affidamento per la durata di sei mesi. «Si sta ripetendo – hanno scritto i lavoratori – la situazione già registrata alcuni mesi fa nella quale, grazie soprattutto al fattivo intervento della Prefettura, si pervenne ad una soluzione: in cambio dell’assicurazione da parte dell’amministrazione di corrispondere il canone mensile al ricevimento della fattura, la “Ego Eco” provvedeva a corrispondere le retribuzioni correnti impegnandosi alla rapida soluzione delle altre posizioni debitorie (società finanziarie e Fondo Pensioni Previambiente). L’impegno non solo non è stato onorato ma addirittura la posizione debitoria di “Ego Eco” si è incrementata. “Ego Eco” si è limitata alla semplice corresponsione delle retribuzioni correnti, al fine di evitare reazioni del personale». Le accuse dei lavoratori non si fermano. «Appare del tutto pacifico – conclude la lettera – come l’operato dell’impresa sia rivolto esclusivamente ad incassare i canoni, limitando al massimo i pagamenti. A riprova il fatto che a seguito dell’impossibilità dell’amministrazione di pagare il canone per la mancata documentazione della regolarità contributiva di “Ego Eco”, quest’ultima non ha corrispostole retribuzioni in modo da utilizzare le inevitabili reazioni dei lavoratori come deterrente nei confronti dell’amministrazione». (Francesco Ferrigno – Il Mattino)  

Castellammare di Stabia. Raccolta dei rifiuti a rilento: in città sono comparsi cumuli di spazzatura in periferia ed in centro. L’ennesima crisi (la terza del 2015) è causata da un ritardo nel pagamento degli stipendi dei lavoratori della ditta “Ego Eco”, in stato di agitazione. Il Comune ha bloccato il pagamento del canone all’azienda poiché non in regola con la documentazione necessaria ma ha assicurato ai dipendenti che le spettanze potrebbero essere stanziate direttamente dall’ente. Il commissario prefettizio Claudio Vaccaro avrebbe deciso di interessare la prefettura di Napoli. Ma non basta. I lavoratori hanno sottoscritto una diffida nei confronti di palazzo Farnese riguardo la corresponsione dei canoni. «I lavoratori – si legge nel documento – intimano all'amministrazione comunale di sospendere la corresponsione dei canoni all'impresa Ego Eco a titolo cautelare, stante la manifesta inadempienza rispetto agli obblighi assunti, per un importo stimato di circa due milioni di euro». A tanto ammonterebbe, infatti, il debito verso gli operai per il mancato pagamento degli stipendi di ottobre e per diversi altri mancati versamenti, tra cui quello al fondo Previambiente. Il servizio di raccolta rifiuti, che “Ego Eco” gestirà in regime di proroga fino al 30 novembre, è oggetto di una procedura negoziata per un nuovo affidamento per la durata di sei mesi. «Si sta ripetendo – hanno scritto i lavoratori – la situazione già registrata alcuni mesi fa nella quale, grazie soprattutto al fattivo intervento della Prefettura, si pervenne ad una soluzione: in cambio dell’assicurazione da parte dell’amministrazione di corrispondere il canone mensile al ricevimento della fattura, la “Ego Eco” provvedeva a corrispondere le retribuzioni correnti impegnandosi alla rapida soluzione delle altre posizioni debitorie (società finanziarie e Fondo Pensioni Previambiente). L’impegno non solo non è stato onorato ma addirittura la posizione debitoria di “Ego Eco” si è incrementata. “Ego Eco” si è limitata alla semplice corresponsione delle retribuzioni correnti, al fine di evitare reazioni del personale». Le accuse dei lavoratori non si fermano. «Appare del tutto pacifico – conclude la lettera – come l’operato dell’impresa sia rivolto esclusivamente ad incassare i canoni, limitando al massimo i pagamenti. A riprova il fatto che a seguito dell’impossibilità dell’amministrazione di pagare il canone per la mancata documentazione della regolarità contributiva di “Ego Eco”, quest’ultima non ha corrispostole retribuzioni in modo da utilizzare le inevitabili reazioni dei lavoratori come deterrente nei confronti dell’amministrazione». (Francesco Ferrigno – Il Mattino)