El kaddouri Per me, belga e musulmano, è la partita più difficile

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Omar El Kaddouri è nato a  Bruxelles da genitori marocchini: stasera giocherà titolare ma non può essere contento.In un intervista al mattino da sfogo a tutta la sua rabbia. 

segnale forte lo aveva dato con il tweet dei giorni scorsi. Anzi, un segnale fortissimo. Lui, Omar El Kaddouri, marocchino del Napoli, da sette anni Italia, nato a Bruxelles, casa e affetti a Schaerbeek, località a due passi da Molembek,il quartiere musulmano dove è scattata la caccia ai terroristi dopo gli attentati a Parigi. Un tweet netto,chiaro,postato il 14novembre, poche ore dopo la tragedia nella capitale francese. Una ferma condanna agli attentati terroristici.«Ieri sera l’umanità è stata attaccata da assassini fanatici che nulla hanno a che fare con l’Islame con noi musulmani. E chi ora manda messaggi di razzismo verso tutta la comunità islamica non ha capito nulla di tutto ciò che è veramente l’Islam?».

Torniamo ai fatti drammatici di Parigi, ci spiega il suo stato d’animo per quanto successo? «L’ho fatto attraverso il tweet, ho voluto  far capire che quello che era accaduto a Parigi dispiaceva a me e a tutti i musulmani del mondo e che non accettiamo quello cheè successo.Nessuno di noi lo accetta».

Perché  ha scelto di fare un tweet permandare il suo messaggio? «L’ho fatto perché volevo far sentire che quanto accaduto a Parigi è stato bruttissimo: l’ho fatto a nomi di tanti musulmani e spero che il messaggio sia arrivato».

Questa partita a Bruges avrebbe voluto viverla diversamente. «Chiaramente. Si gioca a centochilometri da casa mia: sono contento per questo ma non in pieno perché oggi,  non potrò vedere i miei amici e mie ifamiliari perché non potranno assistere alla partita».

È la prima volta che torna a giocare inBelgio? «È la seconda volta che ci torno in sette anni d’Italia».

Adesso cosa prova:ha paura per questa serata a Bruges? «Adesso qui sono concentrato solo sulla partita, come tutti i miei compagni. I pensieri sono esclusivamente a quello che dovremo fare in campo.Da questo punto di vista non cambia niente per me. Quella a Bruges è   la solita vigilia».

Proviamo aparlare di calcio? «Certo. Sono molto contento di essere rimasto aNapoli, adesso sto anche giocando e ovviamente va ancora meglio e spero di trovare sempre più spazio».

Il Napoli è già qualificato, difficile trovare il massimo degli stimoli contro il Bruges. «Nonè vero, noi calciatori nonvogliamo perdere neanche una partitella amichevole,figuriamoci una gara di Europa League.Ci teniamo eccome af are bene e abbiamo sicuramente tanti stimoli». Per lui sono tanti in più.

fonte:ilmatiino

Omar El Kaddouri è nato a  Bruxelles da genitori marocchini: stasera giocherà titolare ma non può essere contento.In un intervista al mattino da sfogo a tutta la sua rabbia. 

segnale forte lo aveva dato con il tweet dei giorni scorsi. Anzi, un segnale fortissimo. Lui, Omar El Kaddouri, marocchino del Napoli, da sette anni Italia, nato a Bruxelles, casa e affetti a Schaerbeek, località a due passi da Molembek,il quartiere musulmano dove è scattata la caccia ai terroristi dopo gli attentati a Parigi. Un tweet netto,chiaro,postato il 14novembre, poche ore dopo la tragedia nella capitale francese. Una ferma condanna agli attentati terroristici.«Ieri sera l'umanità è stata attaccata da assassini fanatici che nulla hanno a che fare con l'Islame con noi musulmani. E chi ora manda messaggi di razzismo verso tutta la comunità islamica non ha capito nulla di tutto ciò che è veramente l'Islam?».

Torniamo ai fatti drammatici di Parigi, ci spiega il suo stato d'animo per quanto successo? «L'ho fatto attraverso il tweet, ho voluto  far capire che quello che era accaduto a Parigi dispiaceva a me e a tutti i musulmani del mondo e che non accettiamo quello cheè successo.Nessuno di noi lo accetta».

Perché  ha scelto di fare un tweet permandare il suo messaggio? «L'ho fatto perché volevo far sentire che quanto accaduto a Parigi è stato bruttissimo: l'ho fatto a nomi di tanti musulmani e spero che il messaggio sia arrivato».

Questa partita a Bruges avrebbe voluto viverla diversamente. «Chiaramente. Si gioca a centochilometri da casa mia: sono contento per questo ma non in pieno perché oggi,  non potrò vedere i miei amici e mie ifamiliari perché non potranno assistere alla partita».

È la prima volta che torna a giocare inBelgio? «È la seconda volta che ci torno in sette anni d'Italia».

Adesso cosa prova:ha paura per questa serata a Bruges? «Adesso qui sono concentrato solo sulla partita, come tutti i miei compagni. I pensieri sono esclusivamente a quello che dovremo fare in campo.Da questo punto di vista non cambia niente per me. Quella a Bruges è   la solita vigilia».

Proviamo aparlare di calcio? «Certo. Sono molto contento di essere rimasto aNapoli, adesso sto anche giocando e ovviamente va ancora meglio e spero di trovare sempre più spazio».

Il Napoli è già qualificato, difficile trovare il massimo degli stimoli contro il Bruges. «Nonè vero, noi calciatori nonvogliamo perdere neanche una partitella amichevole,figuriamoci una gara di Europa League.Ci teniamo eccome af are bene e abbiamo sicuramente tanti stimoli». Per lui sono tanti in più.

fonte:ilmatiino