Ranieri,la Juve puo’ battere il City e ritornare in corsa per lo scudetto

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Claudio Ranieri in un intervista al corriere dello sport parla della Juve e del suo primato in classifica

Claudio Ranieri, 64 anni: il suo Leicester City è al comando in Premier League con 28 punti in 13 partite

 Leicester al comando della Premier League con 28 punti, Manchester United dietro a un punto, Manchester City ancora più indietro insieme all’Arsenal a due punti, Tottenham al quinto posto a quattro punti. Sabato in Inghilterra è in programma Leicester-Manchester United e stasera a Torino si gioca Juventus-Manchester City. Si confondono il passato italiano, il presente inglese e il futuro europeo di Claudio Ranieri, l’allenatore del Testaccio che guida il campionato d’Inghilterra.

Ranieri, come si dice in inglese “salutate la capolista”? «Say hello to the table-topper. Però non suona come in Italia…».

Come si sente da allenatore al comando? «E’ una bella sensazione, ma la vivo con serenità, so che il Leicester è stato costruito per obiettivi diversi, non per vincere la Premier».

Non le viene romanticamente in sogno il Verona di Bagnoli? «No. E non perché non sia romantico. In Premier League non ci sono delle potenze, ma delle super-potenze, formazioni che possono vincere sia il campionato che la Champions. Poi, come dico sempre, se i nostri tifosi sognano sono contento. Io sono qui anche per questo». A Manchester hanno speso centinaia di milioni, deve fare uno strano effetto, e non certo piacevole, vedere il Leicester davanti. «Sono tutt’e due più forti di noi. L’United è meno bello ma più solido del City, ha una compattezza straordinaria. Però Pellegrini ha dei giocatori fantastici».

Più forti di quelli della Juve? «Se pensiamo alla gara d’andata di Champions la risposta è no. A Manchester la Juve ha fatto una partita eccellente, non ha sbagliato niente sul piano tecnico e tattico».

Può ripeterla nel suo stadio? «E’ un momento diverso per tutt’e due. Il City sembra, dico sembra, in frenata. In campionato ha perso 1-4 in casa col Liverpool, sconfitta pesante, e nelle ultime quattro partite ha vinto solo una volta». Anche la Juve è indietro in campionato. «Sì, però sta risalendo, la vittoria sul Milan dà forza, e siccome la Serie A non ha padroni sono sicuro che riuscirà a recuperare altro terreno e a rientrare in corsa per lo scudetto».

Juve-Manchester City può essere una partita di spettacolo? «Sì, perché in campo ci sono giocatori straordinari. Penso a Pogba e Yaya Touré».

Sono simili? «Per potenza muscolare e per fisico direi di sì».

Che giocatore è Touré? «Uno dei migliori centrocampisti della Champions. Quando lo incontri, ti fa paura. E’ un armadio che si muove con una tecnica pazzesca e con una velocità micidiale. E’ un uomo-squadra».

E’ l’avversario che la Juve deve temere di più? «La Juve deve giocare come fa ormai da un po’ di tempo a questa parte, con le sue certezze, le sue convinzioni. E’ una squadra ordinata e organizzata bene, con un attacco agile e tecnico con Dybala e Morata, attacco che prende potenza quando gioca Mandzukic».

Si può dire che tutt’e due, Juve e City, sono squadre da Coppa più che da campionato? «E’ difficile dirlo. Del Manchester, però, si può pensare che sia più attratto dalla Champions che dalla Premier, anche se in campionato è solo a due punti da noi».

Qual è il suo punto debole? «Non ne ha. E’ coperta benissimo in tutti i reparti». L’attacco però è esaltante. «Aguero, Silva, Nasri, De Bruyne, Bony, Sterling, la qualità è tanta, ma tanta davvero». La prossima partita del Leicester è sabato prossimo contro il Manchester United. «E da quel giorno entriamo in un ciclo di gare che diranno con esattezza quanto vale la nostra squadra. In ordine: United, Swansea in trasferta, Chelsea, Everton e Liverpool tutt’e due in trasferta. Di più: il Liverpool ad Anfield Road il 26 dicembre e il Manchester City in casa nostra tre giorni dopo. Sono curioso di vedere come reagirà la squadra alle prime sconfitte, perché arriveranno di sicuro. Certo, se vale la reazione durante una stessa partita, visto quante volte abbiamo rimontato in Premier, non siamo messi male. Abbiamo due caratteristiche forti: lo spirito di squadra e la velocità di esecuzione. Vardy e Mahrez sono i pezzi migliori, ma giocano così bene perché alle spalle hanno una squadra vera».

Ci sembra di capire che teme di più l’United con la sua compattezza che il City con la sua bellezza. «No. Sono due squadre diverse, ma forti nella stessa maniera». Fonte:corrieredellosport

Claudio Ranieri in un intervista al corriere dello sport parla della Juve e del suo primato in classifica

Claudio Ranieri, 64 anni: il suo Leicester City è al comando in Premier League con 28 punti in 13 partite

 Leicester al comando della Premier League con 28 punti, Manchester United dietro a un punto, Manchester City ancora più indietro insieme all’Arsenal a due punti, Tottenham al quinto posto a quattro punti. Sabato in Inghilterra è in programma Leicester-Manchester United e stasera a Torino si gioca Juventus-Manchester City. Si confondono il passato italiano, il presente inglese e il futuro europeo di Claudio Ranieri, l’allenatore del Testaccio che guida il campionato d’Inghilterra.

Ranieri, come si dice in inglese “salutate la capolista”? «Say hello to the table-topper. Però non suona come in Italia…».

Come si sente da allenatore al comando? «E’ una bella sensazione, ma la vivo con serenità, so che il Leicester è stato costruito per obiettivi diversi, non per vincere la Premier».

Non le viene romanticamente in sogno il Verona di Bagnoli? «No. E non perché non sia romantico. In Premier League non ci sono delle potenze, ma delle super-potenze, formazioni che possono vincere sia il campionato che la Champions. Poi, come dico sempre, se i nostri tifosi sognano sono contento. Io sono qui anche per questo». A Manchester hanno speso centinaia di milioni, deve fare uno strano effetto, e non certo piacevole, vedere il Leicester davanti. «Sono tutt’e due più forti di noi. L’United è meno bello ma più solido del City, ha una compattezza straordinaria. Però Pellegrini ha dei giocatori fantastici».

Più forti di quelli della Juve? «Se pensiamo alla gara d’andata di Champions la risposta è no. A Manchester la Juve ha fatto una partita eccellente, non ha sbagliato niente sul piano tecnico e tattico».

Può ripeterla nel suo stadio? «E’ un momento diverso per tutt’e due. Il City sembra, dico sembra, in frenata. In campionato ha perso 1-4 in casa col Liverpool, sconfitta pesante, e nelle ultime quattro partite ha vinto solo una volta». Anche la Juve è indietro in campionato. «Sì, però sta risalendo, la vittoria sul Milan dà forza, e siccome la Serie A non ha padroni sono sicuro che riuscirà a recuperare altro terreno e a rientrare in corsa per lo scudetto».

Juve-Manchester City può essere una partita di spettacolo? «Sì, perché in campo ci sono giocatori straordinari. Penso a Pogba e Yaya Touré».

Sono simili? «Per potenza muscolare e per fisico direi di sì».

Che giocatore è Touré? «Uno dei migliori centrocampisti della Champions. Quando lo incontri, ti fa paura. E’ un armadio che si muove con una tecnica pazzesca e con una velocità micidiale. E’ un uomo-squadra».

E’ l’avversario che la Juve deve temere di più? «La Juve deve giocare come fa ormai da un po’ di tempo a questa parte, con le sue certezze, le sue convinzioni. E’ una squadra ordinata e organizzata bene, con un attacco agile e tecnico con Dybala e Morata, attacco che prende potenza quando gioca Mandzukic».

Si può dire che tutt’e due, Juve e City, sono squadre da Coppa più che da campionato? «E’ difficile dirlo. Del Manchester, però, si può pensare che sia più attratto dalla Champions che dalla Premier, anche se in campionato è solo a due punti da noi».

Qual è il suo punto debole? «Non ne ha. E’ coperta benissimo in tutti i reparti». L’attacco però è esaltante. «Aguero, Silva, Nasri, De Bruyne, Bony, Sterling, la qualità è tanta, ma tanta davvero». La prossima partita del Leicester è sabato prossimo contro il Manchester United. «E da quel giorno entriamo in un ciclo di gare che diranno con esattezza quanto vale la nostra squadra. In ordine: United, Swansea in trasferta, Chelsea, Everton e Liverpool tutt’e due in trasferta. Di più: il Liverpool ad Anfield Road il 26 dicembre e il Manchester City in casa nostra tre giorni dopo. Sono curioso di vedere come reagirà la squadra alle prime sconfitte, perché arriveranno di sicuro. Certo, se vale la reazione durante una stessa partita, visto quante volte abbiamo rimontato in Premier, non siamo messi male. Abbiamo due caratteristiche forti: lo spirito di squadra e la velocità di esecuzione. Vardy e Mahrez sono i pezzi migliori, ma giocano così bene perché alle spalle hanno una squadra vera».

Ci sembra di capire che teme di più l’United con la sua compattezza che il City con la sua bellezza. «No. Sono due squadre diverse, ma forti nella stessa maniera». Fonte:corrieredellosport

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