Barcellona -Roma 6-1 – Giallorossi umiliati da Messi e Suarez -le pagelle

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 «Al Camp Nou è dura per tutti». Suarez: «Un Barcellona perfetto» Szczesny intercetta il rigore di Neymar: prodezza inutile

 Garcia: “Impossibile battere questo Barcellona”

Il tecnico francese: “Sono stratosferici, ci voleva un miracolo”

  Un Barcellona travolgente, che festeggia nel migliore dei modi il rientro da titolare di Messi e vola negli ottavi di finali di Champions come prima nel girone. E’ stata una notte speciale al Camp Nou, con i tifosi estasiati dai numeri dei fuoriclasse blaugrana reduci dal grande trionfo nel Clasico al Bernabeu contro il Real Madrid. Luis Enrique è felicissimo a fine partita: «La Roma ci ha affrontato nel nostro miglior momento e non è facile per nessuno venire a giocare al Camp Nou. Il miglior Barcellona della storia? Non lo so, lascio giudicare ai giornalisti, noi dobbiamo pensare solo a giocare e a vincere più titoli possibile. Sappiamo che siamo ancora a inizio stagione e dobbiamo ancora crescere. L’ultima sfida con il Bayer? Per me è una grande soddisfazione sapere che la qualificazione della Roma non dipende da cosa farà il Barcellona, giocheremo senza pressione ma per vincere, come è sempre nella nostra filosofia. Neymar dispiaciuto per non aver segnato? No, ha fatto tanti gol finora e continuerà a segnare ancora molto».

SUAREZ. Soddisfatto per la doppietta e per la vittoria Luis Suarez: «Il Barcellona ha giocato una partita perfetta. Per me non importano gol e assist, quello che conta è aiutare la squadra a vincere. Abbiamo avuto molti spazi nel primo tempo e abbiamo messo al sicuro il risultato. Noi siamo tutti giocatori che pensano soprattutto alla squadra, non agli individualismi. E’ stata una gioia rivedere Messi, lui è il migliore di tutti e ha giocato una grande partita».

MERCATO. Il Barcellona, intanto, già guarda avanti e pensa al mercato di gennaio. «Se ci sarà la possibilità non perderemo l’occasione per perfezionare la rosa con qualche innesto», ha detto Luis Enrique. Già, l’agognato primo gennaio, che con il suo scoccare libererà, finalmente, Arda Turan (28 anni) e Aleix Vidal (26), prelevati rispettivamente dall’Atletico Madrid e dal Siviglia la scorsa estate, ma prigionieri della sentenza Fifa che impedisce ai blaugrana di tesserare nuovi rinforzi fino al prossimo San Silvestro, a causa dell’irregolare compravendita di minorenni extracomunitari. A quanto pare, però, l’atteso arruolamento del fantasista turco e dello sgusciante esterno destro non accontentano Lucho, che per l’immediato pretende uno sforzo dalla società, per colmare il vuoto lasciato da Pedro (28), passato al Chelsea negli ultimi scampoli dell’ultimo mercato. I possibili sostituti, i canterani di belle speranze Munir (20) e Sandro (20), infatti, hanno profondamente deluso. Nei quasi due mesi di assenza forzata di Messi, hanno sprecato la chance che ha offerto loro Luis Enrique, riuscendo nel miracolo di non segnare neppure una rete, nonostante le numerose palle gol limpide confezionate dai compagni. gli obiettivi. La prima opzione dell’ex tecnico della Roma, non è un mistero, è il pupillo Nolito (29), ma il Celta non pare disposto a fare uno sconto sulla clausola rescissoria da 18 milioni. Di qui l’idea di puntare, nell’ordine, sul miglior rookie della Major League americana, Sebastian Giovinco (28), sull’exnapoletano Lavezzi (30), che a giugno va in scadenza con il Paris Saint Germain, o sul clamoroso ritorno di Gerard Deulofeu (21), che tanto bene sta facendo nella sua seconda esperienza all’Everton di Roberto Martinez. Rimandati all’estate, invece, i colpi più dispendiosi. C’è, infatti, da iniziare a pensare alla successione del divino Andres Iniesta (31), che comunque, da quanto visto nell’ultimo Clásico, può garantire ancora almeno un paio di stagione a livello top. Tra i papabili, ai soliti Pogba (22) e Verratti (23), si sarebbero aggiunti il romanista Pjanic (25) e Ruben Nevez (18), che nonostante la verde età si è già guadagnato un ruolo da intoccabile nel Porto di Julen Lopetegui.

L’ennesima umiliazione europea – perché ci sono precedenti sbtorici per i giallorossi – è arrivata a Barcellona, alla fine di una serata incubo. Il 6-1 finale, come ha sinceramente detto Maicon al novantesimo, va addirittura stretto a Messi e compagni, che a ogni azione hanno dato l’impressione di poter far gol. Anzi no: ad ogni azione, e questo è inaccettabile, hanno dato l’impressione di poter scherzare con gli avversari, trasformando la partita in un allenamento. Una mortificazione inaccettabile, anche contro la squadra campione d’Europa. Si può perdere, contro una corazzata che ne ha fatti quattro appena tre giorni fa al Real Madrid, ma è il modo che non può passare inosservato. Per un club che vuole darsi un’immagine, una dimensione mondiale. Messi, Neymar, Suarez, giocavano e sorridevano: si trovavano con una facilità addirittura imbarazzante. E nessuno, di fronte a un crollo così, speriamo obietterà che la Roma ha comunque il passaggio del turno a portata di mano, grazie al pareggio tra Bate e Bayer. Perché c’è un nome, il nome della Roma, che va preservato: dopo il 7-1 con il Bayern dello scorso anno, è arrivato invece un altro ko di proporzioni simili e soprattutto frutto di uno svolgimento a senso unico. Devono dare spiegazioni i giocatori, di una partita così arrendevole. Non può sottrarsi alle sue responsabilità Garcia, che a livello europeo ha comunque un rendimento allarmante. Faceva effetto vedere Luis Enrique, il primo allenatore del nuovo corso romanista, parlottare quasi distratto in panchina. Faceva impressione quella Roma, senza carattere e senza orgoglio. Sapevamo quanto fossero bravi i campioni del Barcellona. Ma non immaginavamo che Adriano fosse il primo a scattare sul rigore ribattuto da Szczesny: lui, il “gregario” del Barça, sul 5-0 era ancora quello che ci credeva di più.

MARCATORI: 15’ ARBITRO: Cakir (Tur) 6,5. Arbitri d’area: Gocek e Simsek. Guardalinee: Duran e Ongun. Quarto uomo: Eysoy. AMMONITI: 40’ pt Piquè (B), 12’ st Dani Alves, 17’ st Vainqueur (R), 19’ st Messi (B) per gioco scorretto. NOTE: Spettatori: 71.433. Al 32’ st Szczesny ha parato il rigore di Neymar, al 37’ st

FLORENZI 6 Se piace proprio al Barcellona una ragione c’è: per dinamismo, personalità e incidenza nella partita è il miglior giocatore della Roma. E’ l’unico, non per caso, a sfregiare i guanti di Ter Stegen quando ancora il risultato è vagamente in discussione.

ITURBE (1′ st) 6 La reazione che non ti aspetti, nonostante l’ingresso a giochi fatti. Aveva conosciuto Messi da avversario con le giovanili argentine, al Camp Nou si toglie lo sfizio di provocarne un’ammonizione. Sono soddisfazioni. In più crea diverse difficoltà alla difesa del Barcellona, che non prende gol da sei partite.

DZEKO 5,5 Incredulo davanti a tanta grazia, si pappa il gol del possibile 1-0, in completa libertà contro Ter Stegen. Non sarebbe cambiato molto, magari, ma un piccolo rimpianto alla Roma resta. In una notte frustrante, la sua cosa migliore è un assist per Iago Falque sullo 0-3. Nel finale sbaglia pure il rigore che si era procurato ma si riscatta con la testata del 6-1 all’ultimo secondo.

NAINGGOLAN 5,5 Comincia bene, mettendo Dzeko davanti a Ter Stegen. E anche dopo si cala con dedizione in un contesto improponibile: contro il centrocampo del Barcellona, anche senza Iniesta, la lotta nel palleggio è persa in partenza. Garcia gli risparmia il secondo tempo perché è diffidato e contro il Bate Borisov servirà molto di più.

RüDIGER 5 Di fisico si fa sempre rispettare. E nella scelta della posizione, nei tempi, non commette errori significativi. Però non si può chiedere a lui di frenare l’emorragia difensiva quando gli altri vanno a mille all’ora.

DIGNE 5 Gli capita spesso un avversario speciale: Messi. Sballottato da ogni parte, regge con dignità per un tempo e poi cede.

VAINQUEUR (13′ st) 5 Entra sullo 0-4 e in pochi minuti rimedia un’ammonizione. Poi può poco. UçAN (30′ st) 5 Assurdo il fallo su Neymar che costa il 6-0.

SZCZESNY 5 Gli entrano dentro casa senza che possa difendersi. Salva l’ego parando il rigore di Neymar. E non è nemmeno fortunato perché sulla ribattuta piomba Adriano, già obiettivo di mercato del direttore sportivo Sabatini.

MAICON 5 Era passato di qua sulla strada per il Triplete interista, stavolta sono gli altri a passargli attraverso. Non riesce neppure a produrre le sue accelerazioni, se non in un’occasione: lì Busquets lo stende.

MANOLAS 4,5 Tiene la linea difensiva moderatamente alta, per provare a contenere gli inserimenti centrali. Ma il Barcellona trova grandi spazi sui lati…

PJANIC 4,5 Aveva chiesto pubblicamente di giocarsela e faceva sul serio. Piazzato tra una linea e l’altra, prova coraggiosamente ad alzare il pressing ma contro i mostri è uno sforzo inutile. Sbaglia molti appoggi che di solito gli vengono facili. In fase difensiva poi viene quasi calpestato.

KEITA 4,5 Applaudito dagli tifosi, torna capitano nello stadio più importante della sua vita. Ma giocare dall’altra parte è una fatica infinita, tanto più a 35 anni.

IAGO FALQUE 4,5 Si capisce in fretta chi sia il terzino tra lui e Dani Alves. E nel ribaltamento dei ruoli è quello che soccombe. E’ in ritardo su tutti e due i gol che facilitano la serata del Barcellona. E spreca il comodo 3-1 nel secondo tempo. Avrebbe voluto qualcosa di meglio contro la squadra che lo ha visto nascere.

L’arbitro CAKIR 6,5 La partita non richiede particolari interventi: giusti i due rigori. Da rivedere qualche fuorigioco, se vogliamo sottilizzare. Manca un’ammonizione a Busquets per una dura entrata su Maicon.

BARCELLONA LUIS SUAREZ 8 Una rete da bomber consumato, un perfetto assist per il raddoppio del redivivo Messi e la splendida volée che gli vale la doppietta personale. Il Pistolero viaggia a un gol a partita in Champions. Ha una marcia in più, fa la differenza, è in condizioni specIali.

MESSI 8 Di nuovo titolare a poco meno di due mesi dall’infortunio al collaterale, si dimostra subito attivo e spaventa Szczesny con una giocata delle sue. Un gol mancato, un paio di numeri, l’assist per Piqué, il delizioso tocco sotto che sortisce il raddoppio blaugrana e la zampata rapace del 5-0. La Pulce è tornata

. BUSQUETS 8 L’intelligenza tattica fatta persona. Chiusure puntuali, un occhio di riguardo per Dzeko sulle palle lunghe, lanci millimetrici in avanti. Se il Barça, a tratti, dà la sensazione di giocare con un paio di uomini in più, gran parte del merito è suo. Copre e riparte, recupera tanti palloni e li distribuisce con saggezza, ci mette cuore e senso tattico. Una pedina che garantisce peso specifico. Non sorprende se a risultato acquisito, Luis Enrique gli risparmi il secondo tempo in vista dei prossimi impegni nella Liga.

NEYMAR 7,5 Il lancio vertiginoso per Dani Alves, che poi scarica per Suarez in occasione del primo gol, vale da solo il prezzo del biglietto. Dà il via anche alla combinazione flipper del 2-0 e alla giocata del tris. E pazienza se fallisce il rigore che gli regala l’amico Leo. C’è di nuovo Messi, ma Neymar continua a fare il leader. Intesa perfetta con l’argentino, giocate meravigliose, il Camp Nou è stregato dai colpi del brasiliano, alla sua terza stagione con la maglia del Barcellona.

DANI ALVES 7 Devastante l’incursione che permette a Suarez di sbloccare il risultato. Una spina nel fianco per la difesa giallorossa. Accelera e arriva sul fondo: con i suoi blitz rende il gioco del Barcellona ancora più imprevedibile. PIQUÉ 7 Nessuna sbavatura, nelle retrovie e, poi, quel gol tanto cercato che non era arrivato nel Clásico. Esce tra gli applausi del Camp Nou dopo il gol. Beniamino catalano.

SERGI ROBERTO 7 Il vero grande acquisto di un mercato congelato. Dinamico, razionale, in grado di coprire diversi ruoli e di mettersi sempre al servizio dei suoi compagni. Anche contro la Roma riesce a garantire un contributo prezioso e a mantenere le promesse.

RAKITIC 7 Quantità e qualità. Una manna per Luis Enrique averlo recuperato dopo un paio di settimane ai box per un problema al polpaccio.

TER STEGEN 6,5 Inoperoso per lunghi tratti della gara, sfoggia due grandi interventi al termine del primo tempo e respinge il rigore di Dzeko, che solo alla fine riesce a trafiggerlo.

ADRIANO (19’st) 6,5 Il romanista mancato, entra a risultato già ampiamente acquisito e chiude il set sulla ribattuta del rigore fallito da Neymar. JORDI ALBA 6,5 Meno spericolato del consueto, presidia con grande attenzione la fascia mancina. Soldatino.

VERMAELEN 6 Diligente, si giova dell’aiuto di Busquets nelle marcatura su Dzeko e si concede pure un paio di capatine in avanti. Cala nel finale, in cui causa il rigore e si fa sfuggire il goleador Dzeko.

SAMPER (1’st) 6 Subentra, ad inizio ripresa, a un superbo Sergio Busquets. Non sfigura, ma è ben altra cosa rispetto al titolare di cattedra. Ha vent’anni e proviene dalla cantera del Barcellona.

BARTRA (11’st) 6 Escluso a sorpresa dalla lista dei convocati per il Clásico, si consola con una positiva mezz’oretta contro i giallorossi.

 «Al Camp Nou è dura per tutti». Suarez: «Un Barcellona perfetto» Szczesny intercetta il rigore di Neymar: prodezza inutile

 Garcia: "Impossibile battere questo Barcellona"

Il tecnico francese: "Sono stratosferici, ci voleva un miracolo"

  Un Barcellona travolgente, che festeggia nel migliore dei modi il rientro da titolare di Messi e vola negli ottavi di finali di Champions come prima nel girone. E’ stata una notte speciale al Camp Nou, con i tifosi estasiati dai numeri dei fuoriclasse blaugrana reduci dal grande trionfo nel Clasico al Bernabeu contro il Real Madrid. Luis Enrique è felicissimo a fine partita: «La Roma ci ha affrontato nel nostro miglior momento e non è facile per nessuno venire a giocare al Camp Nou. Il miglior Barcellona della storia? Non lo so, lascio giudicare ai giornalisti, noi dobbiamo pensare solo a giocare e a vincere più titoli possibile. Sappiamo che siamo ancora a inizio stagione e dobbiamo ancora crescere. L’ultima sfida con il Bayer? Per me è una grande soddisfazione sapere che la qualificazione della Roma non dipende da cosa farà il Barcellona, giocheremo senza pressione ma per vincere, come è sempre nella nostra filosofia. Neymar dispiaciuto per non aver segnato? No, ha fatto tanti gol finora e continuerà a segnare ancora molto».

SUAREZ. Soddisfatto per la doppietta e per la vittoria Luis Suarez: «Il Barcellona ha giocato una partita perfetta. Per me non importano gol e assist, quello che conta è aiutare la squadra a vincere. Abbiamo avuto molti spazi nel primo tempo e abbiamo messo al sicuro il risultato. Noi siamo tutti giocatori che pensano soprattutto alla squadra, non agli individualismi. E’ stata una gioia rivedere Messi, lui è il migliore di tutti e ha giocato una grande partita».

MERCATO. Il Barcellona, intanto, già guarda avanti e pensa al mercato di gennaio. «Se ci sarà la possibilità non perderemo l'occasione per perfezionare la rosa con qualche innesto», ha detto Luis Enrique. Già, l'agognato primo gennaio, che con il suo scoccare libererà, finalmente, Arda Turan (28 anni) e Aleix Vidal (26), prelevati rispettivamente dall'Atletico Madrid e dal Siviglia la scorsa estate, ma prigionieri della sentenza Fifa che impedisce ai blaugrana di tesserare nuovi rinforzi fino al prossimo San Silvestro, a causa dell'irregolare compravendita di minorenni extracomunitari. A quanto pare, però, l'atteso arruolamento del fantasista turco e dello sgusciante esterno destro non accontentano Lucho, che per l'immediato pretende uno sforzo dalla società, per colmare il vuoto lasciato da Pedro (28), passato al Chelsea negli ultimi scampoli dell'ultimo mercato. I possibili sostituti, i canterani di belle speranze Munir (20) e Sandro (20), infatti, hanno profondamente deluso. Nei quasi due mesi di assenza forzata di Messi, hanno sprecato la chance che ha offerto loro Luis Enrique, riuscendo nel miracolo di non segnare neppure una rete, nonostante le numerose palle gol limpide confezionate dai compagni. gli obiettivi. La prima opzione dell'ex tecnico della Roma, non è un mistero, è il pupillo Nolito (29), ma il Celta non pare disposto a fare uno sconto sulla clausola rescissoria da 18 milioni. Di qui l'idea di puntare, nell'ordine, sul miglior rookie della Major League americana, Sebastian Giovinco (28), sull'exnapoletano Lavezzi (30), che a giugno va in scadenza con il Paris Saint Germain, o sul clamoroso ritorno di Gerard Deulofeu (21), che tanto bene sta facendo nella sua seconda esperienza all'Everton di Roberto Martinez. Rimandati all'estate, invece, i colpi più dispendiosi. C'è, infatti, da iniziare a pensare alla successione del divino Andres Iniesta (31), che comunque, da quanto visto nell'ultimo Clásico, può garantire ancora almeno un paio di stagione a livello top. Tra i papabili, ai soliti Pogba (22) e Verratti (23), si sarebbero aggiunti il romanista Pjanic (25) e Ruben Nevez (18), che nonostante la verde età si è già guadagnato un ruolo da intoccabile nel Porto di Julen Lopetegui.

L’ennesima umiliazione europea – perché ci sono precedenti sbtorici per i giallorossi – è arrivata a Barcellona, alla fine di una serata incubo. Il 6-1 finale, come ha sinceramente detto Maicon al novantesimo, va addirittura stretto a Messi e compagni, che a ogni azione hanno dato l’impressione di poter far gol. Anzi no: ad ogni azione, e questo è inaccettabile, hanno dato l’impressione di poter scherzare con gli avversari, trasformando la partita in un allenamento. Una mortificazione inaccettabile, anche contro la squadra campione d’Europa. Si può perdere, contro una corazzata che ne ha fatti quattro appena tre giorni fa al Real Madrid, ma è il modo che non può passare inosservato. Per un club che vuole darsi un’immagine, una dimensione mondiale. Messi, Neymar, Suarez, giocavano e sorridevano: si trovavano con una facilità addirittura imbarazzante. E nessuno, di fronte a un crollo così, speriamo obietterà che la Roma ha comunque il passaggio del turno a portata di mano, grazie al pareggio tra Bate e Bayer. Perché c’è un nome, il nome della Roma, che va preservato: dopo il 7-1 con il Bayern dello scorso anno, è arrivato invece un altro ko di proporzioni simili e soprattutto frutto di uno svolgimento a senso unico. Devono dare spiegazioni i giocatori, di una partita così arrendevole. Non può sottrarsi alle sue responsabilità Garcia, che a livello europeo ha comunque un rendimento allarmante. Faceva effetto vedere Luis Enrique, il primo allenatore del nuovo corso romanista, parlottare quasi distratto in panchina. Faceva impressione quella Roma, senza carattere e senza orgoglio. Sapevamo quanto fossero bravi i campioni del Barcellona. Ma non immaginavamo che Adriano fosse il primo a scattare sul rigore ribattuto da Szczesny: lui, il “gregario” del Barça, sul 5-0 era ancora quello che ci credeva di più.

MARCATORI: 15’ ARBITRO: Cakir (Tur) 6,5. Arbitri d’area: Gocek e Simsek. Guardalinee: Duran e Ongun. Quarto uomo: Eysoy. AMMONITI: 40’ pt Piquè (B), 12’ st Dani Alves, 17’ st Vainqueur (R), 19’ st Messi (B) per gioco scorretto. NOTE: Spettatori: 71.433. Al 32’ st Szczesny ha parato il rigore di Neymar, al 37’ st

FLORENZI 6 Se piace proprio al Barcellona una ragione c'è: per dinamismo, personalità e incidenza nella partita è il miglior giocatore della Roma. E' l'unico, non per caso, a sfregiare i guanti di Ter Stegen quando ancora il risultato è vagamente in discussione.

ITURBE (1' st) 6 La reazione che non ti aspetti, nonostante l'ingresso a giochi fatti. Aveva conosciuto Messi da avversario con le giovanili argentine, al Camp Nou si toglie lo sfizio di provocarne un'ammonizione. Sono soddisfazioni. In più crea diverse difficoltà alla difesa del Barcellona, che non prende gol da sei partite.

DZEKO 5,5 Incredulo davanti a tanta grazia, si pappa il gol del possibile 1-0, in completa libertà contro Ter Stegen. Non sarebbe cambiato molto, magari, ma un piccolo rimpianto alla Roma resta. In una notte frustrante, la sua cosa migliore è un assist per Iago Falque sullo 0-3. Nel finale sbaglia pure il rigore che si era procurato ma si riscatta con la testata del 6-1 all'ultimo secondo.

NAINGGOLAN 5,5 Comincia bene, mettendo Dzeko davanti a Ter Stegen. E anche dopo si cala con dedizione in un contesto improponibile: contro il centrocampo del Barcellona, anche senza Iniesta, la lotta nel palleggio è persa in partenza. Garcia gli risparmia il secondo tempo perché è diffidato e contro il Bate Borisov servirà molto di più.

RüDIGER 5 Di fisico si fa sempre rispettare. E nella scelta della posizione, nei tempi, non commette errori significativi. Però non si può chiedere a lui di frenare l'emorragia difensiva quando gli altri vanno a mille all'ora.

DIGNE 5 Gli capita spesso un avversario speciale: Messi. Sballottato da ogni parte, regge con dignità per un tempo e poi cede.

VAINQUEUR (13' st) 5 Entra sullo 0-4 e in pochi minuti rimedia un'ammonizione. Poi può poco. UçAN (30' st) 5 Assurdo il fallo su Neymar che costa il 6-0.

SZCZESNY 5 Gli entrano dentro casa senza che possa difendersi. Salva l'ego parando il rigore di Neymar. E non è nemmeno fortunato perché sulla ribattuta piomba Adriano, già obiettivo di mercato del direttore sportivo Sabatini.

MAICON 5 Era passato di qua sulla strada per il Triplete interista, stavolta sono gli altri a passargli attraverso. Non riesce neppure a produrre le sue accelerazioni, se non in un'occasione: lì Busquets lo stende.

MANOLAS 4,5 Tiene la linea difensiva moderatamente alta, per provare a contenere gli inserimenti centrali. Ma il Barcellona trova grandi spazi sui lati…

PJANIC 4,5 Aveva chiesto pubblicamente di giocarsela e faceva sul serio. Piazzato tra una linea e l'altra, prova coraggiosamente ad alzare il pressing ma contro i mostri è uno sforzo inutile. Sbaglia molti appoggi che di solito gli vengono facili. In fase difensiva poi viene quasi calpestato.

KEITA 4,5 Applaudito dagli tifosi, torna capitano nello stadio più importante della sua vita. Ma giocare dall'altra parte è una fatica infinita, tanto più a 35 anni.

IAGO FALQUE 4,5 Si capisce in fretta chi sia il terzino tra lui e Dani Alves. E nel ribaltamento dei ruoli è quello che soccombe. E' in ritardo su tutti e due i gol che facilitano la serata del Barcellona. E spreca il comodo 3-1 nel secondo tempo. Avrebbe voluto qualcosa di meglio contro la squadra che lo ha visto nascere.

L'arbitro CAKIR 6,5 La partita non richiede particolari interventi: giusti i due rigori. Da rivedere qualche fuorigioco, se vogliamo sottilizzare. Manca un'ammonizione a Busquets per una dura entrata su Maicon.

BARCELLONA LUIS SUAREZ 8 Una rete da bomber consumato, un perfetto assist per il raddoppio del redivivo Messi e la splendida volée che gli vale la doppietta personale. Il Pistolero viaggia a un gol a partita in Champions. Ha una marcia in più, fa la differenza, è in condizioni specIali.

MESSI 8 Di nuovo titolare a poco meno di due mesi dall'infortunio al collaterale, si dimostra subito attivo e spaventa Szczesny con una giocata delle sue. Un gol mancato, un paio di numeri, l'assist per Piqué, il delizioso tocco sotto che sortisce il raddoppio blaugrana e la zampata rapace del 5-0. La Pulce è tornata

. BUSQUETS 8 L'intelligenza tattica fatta persona. Chiusure puntuali, un occhio di riguardo per Dzeko sulle palle lunghe, lanci millimetrici in avanti. Se il Barça, a tratti, dà la sensazione di giocare con un paio di uomini in più, gran parte del merito è suo. Copre e riparte, recupera tanti palloni e li distribuisce con saggezza, ci mette cuore e senso tattico. Una pedina che garantisce peso specifico. Non sorprende se a risultato acquisito, Luis Enrique gli risparmi il secondo tempo in vista dei prossimi impegni nella Liga.

NEYMAR 7,5 Il lancio vertiginoso per Dani Alves, che poi scarica per Suarez in occasione del primo gol, vale da solo il prezzo del biglietto. Dà il via anche alla combinazione flipper del 2-0 e alla giocata del tris. E pazienza se fallisce il rigore che gli regala l'amico Leo. C'è di nuovo Messi, ma Neymar continua a fare il leader. Intesa perfetta con l’argentino, giocate meravigliose, il Camp Nou è stregato dai colpi del brasiliano, alla sua terza stagione con la maglia del Barcellona.

DANI ALVES 7 Devastante l'incursione che permette a Suarez di sbloccare il risultato. Una spina nel fianco per la difesa giallorossa. Accelera e arriva sul fondo: con i suoi blitz rende il gioco del Barcellona ancora più imprevedibile. PIQUÉ 7 Nessuna sbavatura, nelle retrovie e, poi, quel gol tanto cercato che non era arrivato nel Clásico. Esce tra gli applausi del Camp Nou dopo il gol. Beniamino catalano.

SERGI ROBERTO 7 Il vero grande acquisto di un mercato congelato. Dinamico, razionale, in grado di coprire diversi ruoli e di mettersi sempre al servizio dei suoi compagni. Anche contro la Roma riesce a garantire un contributo prezioso e a mantenere le promesse.

RAKITIC 7 Quantità e qualità. Una manna per Luis Enrique averlo recuperato dopo un paio di settimane ai box per un problema al polpaccio.

TER STEGEN 6,5 Inoperoso per lunghi tratti della gara, sfoggia due grandi interventi al termine del primo tempo e respinge il rigore di Dzeko, che solo alla fine riesce a trafiggerlo.

ADRIANO (19'st) 6,5 Il romanista mancato, entra a risultato già ampiamente acquisito e chiude il set sulla ribattuta del rigore fallito da Neymar. JORDI ALBA 6,5 Meno spericolato del consueto, presidia con grande attenzione la fascia mancina. Soldatino.

VERMAELEN 6 Diligente, si giova dell'aiuto di Busquets nelle marcatura su Dzeko e si concede pure un paio di capatine in avanti. Cala nel finale, in cui causa il rigore e si fa sfuggire il goleador Dzeko.

SAMPER (1'st) 6 Subentra, ad inizio ripresa, a un superbo Sergio Busquets. Non sfigura, ma è ben altra cosa rispetto al titolare di cattedra. Ha vent’anni e proviene dalla cantera del Barcellona.

BARTRA (11'st) 6 Escluso a sorpresa dalla lista dei convocati per il Clásico, si consola con una positiva mezz'oretta contro i giallorossi.