Terme Agnano, Marrone (Confapi): unica strada è pubblico-privato e puntare su turismo di lusso

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NAPOLI – “Il rilancio delle Terme di Agnano è uscito dal dibattito politico cittadino e regionale. Si tratta di un errore grave perché, così, Napoli rinuncia volontariamente ai grandi flussi nazionali e internazionali del turismo termale che fanno ricchi altri Comuni come Chianciano Terme o Ischia”. A dirlo è Raffaele Marrone, presidente del gruppo Giovani Confapi di Napoli. “I bandi andati deserti sono il risultato di una predisposizione sbagliata da parte dell’Ente pubblico che non dà serie possibilità a chi, ‘follemente’, vuole ancora investire sul proprio territorio sapendo di scontrarsi con una mission impossible causa l’assenza di servizi (e non solo) nei confini della struttura – ha continuato Marrone –. Inoltre, l’apertura (anche mentale) a un serio programma di partenariato pubblico-privato assicurerebbe sicuri cambiamenti e riqualificazione di aree e strutture e, a cascata, un incremento di occupazione e di altri fattori importanti rispetto allo stallo presente”. “C’è dunque bisogno di un cambio di passo perché, rispetto a dieci/quindici anni fa, è mutato il mercato e sono cambiati i clienti. Puntare sul turismo di lusso, come pure qualche investitore ha recentemente ipotizzato, potrebbe rappresentare una risposta all’obbligo morale, oltre che civico, di non lasciar morire un centro di eccellenza che, all’estero, – ha concluso Marrone – sarebbe considerato un vero e proprio patrimonio della comunità cittadina”. Napoli, 23 novembre 2015 – L’ufficio stampa.NAPOLI – “Il rilancio delle Terme di Agnano è uscito dal dibattito politico cittadino e regionale. Si tratta di un errore grave perché, così, Napoli rinuncia volontariamente ai grandi flussi nazionali e internazionali del turismo termale che fanno ricchi altri Comuni come Chianciano Terme o Ischia”. A dirlo è Raffaele Marrone, presidente del gruppo Giovani Confapi di Napoli. “I bandi andati deserti sono il risultato di una predisposizione sbagliata da parte dell’Ente pubblico che non dà serie possibilità a chi, ‘follemente’, vuole ancora investire sul proprio territorio sapendo di scontrarsi con una mission impossible causa l’assenza di servizi (e non solo) nei confini della struttura – ha continuato Marrone –. Inoltre, l’apertura (anche mentale) a un serio programma di partenariato pubblico-privato assicurerebbe sicuri cambiamenti e riqualificazione di aree e strutture e, a cascata, un incremento di occupazione e di altri fattori importanti rispetto allo stallo presente”. “C’è dunque bisogno di un cambio di passo perché, rispetto a dieci/quindici anni fa, è mutato il mercato e sono cambiati i clienti. Puntare sul turismo di lusso, come pure qualche investitore ha recentemente ipotizzato, potrebbe rappresentare una risposta all’obbligo morale, oltre che civico, di non lasciar morire un centro di eccellenza che, all’estero, – ha concluso Marrone – sarebbe considerato un vero e proprio patrimonio della comunità cittadina”. Napoli, 23 novembre 2015 – L’ufficio stampa.

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