Scavi di Pompei. Bonificata area archeologica grazie ad un cane antiterrorismo dei carabinieri alla ricerca di esplosivo

0

La sicurezza degli scavi di Pompei è stata affidata al fiuto di Bono, il pastore tedesco antiterrorismo in dotazione ai carabinieri di Napoli. A sorpresa ieri è scattata la prima bonifica del sito. Nella mappa degli obiettivi sensibili dell’Isis in Italia, a rischio attentati, ci sono gli scavi archeologici di Pompei. Simbolo della cultura occidentale in assoluto e luogo di aggregazione universale, in quanto visitato, ogni giorno, da migliaia di cittadini americani, tedeschi, inglesi, francesi, spagnoli e, soprattutto, russi. La città sepolta è sorvegliata speciale tanto che ieri mattina, prima dell’apertura del sito, il pastore tedesco «antiterrorista» Bono dell’unità cinofila dei carabinieri di Napoli, ha passato al setaccio tutte le domus degli scavi alla ricerca di esplosivo. Controllati tutti i varchi: Porta Marina Superiore, piazza Esedra e Porta Anfiteatro, il Tempio di Venere. Il cane, specializzato a scovare esplosivi nei punti più nascosti, si è inoltrato nella zona dei Teatri, nelle domus lungo via dell’Abbondanza, nelle Terme Suburbane, al Foro, nell’Anfiteatro, nella Palestra Grande e nel punto di ristoro dell’Autogrill. La ricerca di eventuali ordigni è stata svolta esclusivamente dal pastore tedesco che ha fiutato tra i mosaici dei pavimenti delle domus e tra l’erba incolta in diversi punti della città archeologica interdetta al pubblico. I punti più controllati sono stati quelli non coperti dalle telecamere. Ad esempio la zona della domus di «Nettuno», in via Consolare nell’area tra Porta Ercolano e via delle Terme, dalla quale nel marzo del 2014 venne rubato il famoso affresco della dea «Artemide». E se è stato possibile rubare un pezzo d’arte di inestimabile valore senza essere visti è facile per chiunque addentrarsi negli scavi, magari acquistando il biglietto, e lasciare un pacco esplosivo. Alcuni turisti sarebbero favorevoli all’impiego dei metal detector agli ingressi del sito. Solo nel caso in cui Bono avesse abbaiato con forza ed indicato un punto dell’area archeologica – eventuale nascondiglio di una bomba – sarebbero partiti controlli più serrati fino all’evacuazione degli scavi. Ma per fortuna non si è verificato alcun allarme. La bonifica anti-esplosivi rientra nel piano di prevenzione antiterrorismo attivata dal governo italiano. Controlli che continueranno in maniera sistematica e programmata anche nei prossimi mesi e fino a cessato allarme. Non è mancato lo stupore e la paura tra i turisti. C’è chi ha creduto che fosse in atto un attentato terroristico. Chi, invece, pensava che l’ordigno esplosivo ci fosse già e che gli artificieri erano pronti a disinnescarlo. Charlotte e Paulette, di Chamonix – comune francese al confine con Italia e Svizzera – si sono spaventate: «Abbiamo vissuto il dramma dei nostri connazionali attraverso le immagini proiettate dai telegiornali italiani. Nonostante viviamo in Italia da due anni, per motivi di studio, siamo terrorizzate. Siamo venute a visitare gli scavi per rilassarci un po’ e ci siamo imbattute in un piano antiterrorismo». (Susy Malafronte – Il Mattino)

La sicurezza degli scavi di Pompei è stata affidata al fiuto di Bono, il pastore tedesco antiterrorismo in dotazione ai carabinieri di Napoli. A sorpresa ieri è scattata la prima bonifica del sito. Nella mappa degli obiettivi sensibili dell’Isis in Italia, a rischio attentati, ci sono gli scavi archeologici di Pompei. Simbolo della cultura occidentale in assoluto e luogo di aggregazione universale, in quanto visitato, ogni giorno, da migliaia di cittadini americani, tedeschi, inglesi, francesi, spagnoli e, soprattutto, russi. La città sepolta è sorvegliata speciale tanto che ieri mattina, prima dell’apertura del sito, il pastore tedesco «antiterrorista» Bono dell’unità cinofila dei carabinieri di Napoli, ha passato al setaccio tutte le domus degli scavi alla ricerca di esplosivo. Controllati tutti i varchi: Porta Marina Superiore, piazza Esedra e Porta Anfiteatro, il Tempio di Venere. Il cane, specializzato a scovare esplosivi nei punti più nascosti, si è inoltrato nella zona dei Teatri, nelle domus lungo via dell’Abbondanza, nelle Terme Suburbane, al Foro, nell’Anfiteatro, nella Palestra Grande e nel punto di ristoro dell’Autogrill. La ricerca di eventuali ordigni è stata svolta esclusivamente dal pastore tedesco che ha fiutato tra i mosaici dei pavimenti delle domus e tra l’erba incolta in diversi punti della città archeologica interdetta al pubblico. I punti più controllati sono stati quelli non coperti dalle telecamere. Ad esempio la zona della domus di «Nettuno», in via Consolare nell’area tra Porta Ercolano e via delle Terme, dalla quale nel marzo del 2014 venne rubato il famoso affresco della dea «Artemide». E se è stato possibile rubare un pezzo d’arte di inestimabile valore senza essere visti è facile per chiunque addentrarsi negli scavi, magari acquistando il biglietto, e lasciare un pacco esplosivo. Alcuni turisti sarebbero favorevoli all’impiego dei metal detector agli ingressi del sito. Solo nel caso in cui Bono avesse abbaiato con forza ed indicato un punto dell’area archeologica – eventuale nascondiglio di una bomba – sarebbero partiti controlli più serrati fino all’evacuazione degli scavi. Ma per fortuna non si è verificato alcun allarme. La bonifica anti-esplosivi rientra nel piano di prevenzione antiterrorismo attivata dal governo italiano. Controlli che continueranno in maniera sistematica e programmata anche nei prossimi mesi e fino a cessato allarme. Non è mancato lo stupore e la paura tra i turisti. C’è chi ha creduto che fosse in atto un attentato terroristico. Chi, invece, pensava che l’ordigno esplosivo ci fosse già e che gli artificieri erano pronti a disinnescarlo. Charlotte e Paulette, di Chamonix – comune francese al confine con Italia e Svizzera – si sono spaventate: «Abbiamo vissuto il dramma dei nostri connazionali attraverso le immagini proiettate dai telegiornali italiani. Nonostante viviamo in Italia da due anni, per motivi di studio, siamo terrorizzate. Siamo venute a visitare gli scavi per rilassarci un po’ e ci siamo imbattute in un piano antiterrorismo». (Susy Malafronte – Il Mattino)