Successo a Sorrento per lo scrittore Gennaro Fiorillo

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Un incontro originale e pieno di contenuto quello organizzato da Carlo Alfaro con il giovane scrittore stabiese Gennaro Fiorillo il 19 novembre 2015 al Bar Ciao a Viale Nizza a Sorrento, un nuovo modo di fare presentazione di libri: un incontro conviviale, tra amici davanti ad un tavolino di un bar, qualcosa di buono da mangiare, letture di passi e filo diretto con l’autore, domande, curiosità, commenti. Grazie alle letture di Marianna Scarpato, gli amici convenuti sono entrati nel mondo creativo di questo scrittore-rivelazione, che si è formato da autodidatta, e scrive quello che conosce, che ama, che sente. Nato a Castellammare di Stabia il 24 aprile 1983, operaio, sposato con tre bambini, Gennaro Fiorillo scrive libri ispirati alla sua amata città, alle emozioni della vita, l’amore e il dolore, all’eterno conflitto tra bene e male, alla natura e alla camorra… Ciò che scrive non è filtrato dalla letteratura, dalle letture pregresse, dalle influenze di altri: siamo di fronte ad un talento puro. Vincitore di un premio di poesia sull’amore eroico leopardiano e secondo classificato al premio sulla vita di Giacomo Leopardi a Porto Recanati, finalista al premio Falcone e Borsellino, ha pubblicato numerose poesie in antologie contemporanee, e tre romanzi. Il secondo romanzo, “Gli occhi di Zaira”, edito da” Il quaderno edizioni” (dopo l’esordio acerbo con “Il Sole nel cuore”, GDS edizioni), racconta la camorra “vista da dentro”, da un territorio che ne è succube e complice al tempo stesso, sul filo di una disperata storia d’amore tra una ragazza libanese costretta a prostituirsi, perchè considerata pura merce di scambio, materia, moneta, e un ragazzo stabiese che nonostante l’indole buona diventa un boss della malavita, amato da un popolo tradizionalmente ed atavicamente sfiduciato nelle istituzioni. Sullo sfondo, ma in realtà protagonista assoluta, Castellammare di Stabia, con le sue bellezze naturali e storiche, i suoi vicoli, il suo centro antico, il mare, ma soprattutto con i suoi tormenti, teatro di violenza, ingiustizia, rabbia, orrore, morte. Un libro scritto con semplicità, chiarezza, immediatezza, passione. I suoi personaggi sono mossi da emozioni forti, istinti basilari, sensazioni contrastanti, disillusioni e speranza, e la vicenda si dipana tra boss in conflitto, liste segrete di uomini corrotti, inseguimenti, minacce, spaccio di droga, carichi di rifiuti tossici, indagini, trionfo del male. Il protagonista, Tony Montella, appartiene al popolo della strada ed è a quella gente che vorrebbe portare il suo sostegno essendo uno di loro. Ma nel suo territorio, la strada naturale che si trova a percorrere è scalare le vette della camorra locale, convogliando la sua rabbia e la sua forza nella delinquenza e nella violenza, diventando un camorrista, molto amato dalla sua gente che di quella mentalità è profondamente imbevuta. Un territorio avezzo così tanto al male da considerarlo il bene, visto che bene a quella gente dalle istituzioni e dalla legge sembra non essere mai arrivato. Un territorio dove “normalità” sono omertà e connivenza, malavita e traffici illeciti, violenza sulle donne e abusi, morti ammazzati per nulla, ragazzini armati pronti a lavare col sangue anche uno sguardo di troppo…e non è fantasia…Rabbia e amore, violenza e umanità, odio e riscatto sono i sentimenti di un popolo raccontato da uno di loro, cresciuto in luoghi dove la legalità e l’illegalità sono divisi da un filo sottilissimo e dove ci si affida al sole e al mare, e alla propria essenza biologica, per trovare un senso all’esistenza. “Sarà il tempo a ritrovare noi”, il terzo libro di Gennaro Fiorillo, è un “noir” che racconta una storia di puro stile fantasy e mistery sullo sfondo della sua amatissima città, ed è anche un inno all’amore puro e giovanile. Il passato ritorna, è il messaggio del libro. Bussa più volte e non concede sconti, come nella finzione narrativa così nella vita. Come per Marco ed Angela ed una terra che sogna sempre di possedere un domani migliore di oggi. Si rincontreranno Marco ed Angela dopo che l’adolescenza ha scritto pagine intrisi di misteri? Certo. Ma il destino avrà ormai già deciso per loro. Come per la loro terra. A quei due col cuore grande non resta che prenderne atto. E continuare a raccontare. Per sopravvivere. Insomma, una storia d’amore e dolore in una terra d’amore e dolore. Attualmente Gennaro Fiorillo è già impegnato nella stesura del suo quarto romanzo che ha come protagonista Tony Montella, lo stesso del suo secondo romanzo, che affiora anche nel terzo. Forse, il suo alter ego letterario.Un incontro originale e pieno di contenuto quello organizzato da Carlo Alfaro con il giovane scrittore stabiese Gennaro Fiorillo il 19 novembre 2015 al Bar Ciao a Viale Nizza a Sorrento, un nuovo modo di fare presentazione di libri: un incontro conviviale, tra amici davanti ad un tavolino di un bar, qualcosa di buono da mangiare, letture di passi e filo diretto con l’autore, domande, curiosità, commenti. Grazie alle letture di Marianna Scarpato, gli amici convenuti sono entrati nel mondo creativo di questo scrittore-rivelazione, che si è formato da autodidatta, e scrive quello che conosce, che ama, che sente. Nato a Castellammare di Stabia il 24 aprile 1983, operaio, sposato con tre bambini, Gennaro Fiorillo scrive libri ispirati alla sua amata città, alle emozioni della vita, l’amore e il dolore, all’eterno conflitto tra bene e male, alla natura e alla camorra… Ciò che scrive non è filtrato dalla letteratura, dalle letture pregresse, dalle influenze di altri: siamo di fronte ad un talento puro. Vincitore di un premio di poesia sull’amore eroico leopardiano e secondo classificato al premio sulla vita di Giacomo Leopardi a Porto Recanati, finalista al premio Falcone e Borsellino, ha pubblicato numerose poesie in antologie contemporanee, e tre romanzi. Il secondo romanzo, “Gli occhi di Zaira”, edito da” Il quaderno edizioni” (dopo l’esordio acerbo con “Il Sole nel cuore”, GDS edizioni), racconta la camorra “vista da dentro”, da un territorio che ne è succube e complice al tempo stesso, sul filo di una disperata storia d’amore tra una ragazza libanese costretta a prostituirsi, perchè considerata pura merce di scambio, materia, moneta, e un ragazzo stabiese che nonostante l’indole buona diventa un boss della malavita, amato da un popolo tradizionalmente ed atavicamente sfiduciato nelle istituzioni. Sullo sfondo, ma in realtà protagonista assoluta, Castellammare di Stabia, con le sue bellezze naturali e storiche, i suoi vicoli, il suo centro antico, il mare, ma soprattutto con i suoi tormenti, teatro di violenza, ingiustizia, rabbia, orrore, morte. Un libro scritto con semplicità, chiarezza, immediatezza, passione. I suoi personaggi sono mossi da emozioni forti, istinti basilari, sensazioni contrastanti, disillusioni e speranza, e la vicenda si dipana tra boss in conflitto, liste segrete di uomini corrotti, inseguimenti, minacce, spaccio di droga, carichi di rifiuti tossici, indagini, trionfo del male. Il protagonista, Tony Montella, appartiene al popolo della strada ed è a quella gente che vorrebbe portare il suo sostegno essendo uno di loro. Ma nel suo territorio, la strada naturale che si trova a percorrere è scalare le vette della camorra locale, convogliando la sua rabbia e la sua forza nella delinquenza e nella violenza, diventando un camorrista, molto amato dalla sua gente che di quella mentalità è profondamente imbevuta. Un territorio avezzo così tanto al male da considerarlo il bene, visto che bene a quella gente dalle istituzioni e dalla legge sembra non essere mai arrivato. Un territorio dove “normalità” sono omertà e connivenza, malavita e traffici illeciti, violenza sulle donne e abusi, morti ammazzati per nulla, ragazzini armati pronti a lavare col sangue anche uno sguardo di troppo…e non è fantasia…Rabbia e amore, violenza e umanità, odio e riscatto sono i sentimenti di un popolo raccontato da uno di loro, cresciuto in luoghi dove la legalità e l’illegalità sono divisi da un filo sottilissimo e dove ci si affida al sole e al mare, e alla propria essenza biologica, per trovare un senso all’esistenza. “Sarà il tempo a ritrovare noi”, il terzo libro di Gennaro Fiorillo, è un “noir” che racconta una storia di puro stile fantasy e mistery sullo sfondo della sua amatissima città, ed è anche un inno all’amore puro e giovanile. Il passato ritorna, è il messaggio del libro. Bussa più volte e non concede sconti, come nella finzione narrativa così nella vita. Come per Marco ed Angela ed una terra che sogna sempre di possedere un domani migliore di oggi. Si rincontreranno Marco ed Angela dopo che l’adolescenza ha scritto pagine intrisi di misteri? Certo. Ma il destino avrà ormai già deciso per loro. Come per la loro terra. A quei due col cuore grande non resta che prenderne atto. E continuare a raccontare. Per sopravvivere. Insomma, una storia d’amore e dolore in una terra d’amore e dolore. Attualmente Gennaro Fiorillo è già impegnato nella stesura del suo quarto romanzo che ha come protagonista Tony Montella, lo stesso del suo secondo romanzo, che affiora anche nel terzo. Forse, il suo alter ego letterario.