Vico Equense. A Bonea inaugurato largo “San Giuseppe Moscati”

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Vico Equense. Un largo che si trova all’incrocio tra via Madonnella e via San Vito è stato intitolato a San Giuseppe Moscati. L’ha stabilito l’Amministrazione comunale del Sindaco Benedetto Migliaccio con un atto deliberativo di giunta (n. 112 del 17/09/2015). Il giorno dell’inaugurazione non è stato scelto a caso. Il 16 novembre, infatti, ricorre la memoria e la festa liturgica del Santo (il 16 novembre 1975 ebbe luogo la sua beatificazione in Piazza San Pietro e il 16 novembre 1977 avvenne la traslazione dei suoi resti nella Cappella della Visitazione del Gesù Nuovo in Napoli). Ogni anno in questa data la comunità parrocchiale di Bonea festeggia la memoria del Santo presso la Cappella di Santa Maria della Salute, dove il culto inizia già dal 1970. Presenti alla cerimonia d’intitolazione il Sindaco Benedetto Migliaccio e l’Assessore Andrea Buonocore. Moscati è stato più volte a Vico Equense, in particolare nella borgata di Bonea. Il celebre medico negli anni ’20, si recò in visita su richiesta delle signorine Parascandolo al tempo residenti nel Palazzo Parascandolo (oggi Palazzo Scaramellino). Lo dimostra una ricetta autografa, donata in copia all’Archivio e centro studi Moscati sito presso la Chiesa del Gesù Nuovo di Napoli. San Giuseppe Moscati nacque a Benevento il 25 luglio 1880, settimo dei nove figli di Francesco Moscati, brillante magistrato, e Rosa De Luca, dei Marchesi di Roseto, visse quasi sempre a Napoli, la «bella Partenope», come amava ripetere da appassionato di lettere classiche. Si iscrisse a medicina «unicamente per poter lenire il dolore dei sofferenti». Negli ultimi dieci anni di vita prevalse l’impegno scientifico: fu assistente ordinario nell’istituto di chimica fisiologica; aiuto ordinario negli Ospedali riuniti; libero docente di chimica fisiologica e di chimica medica. Alla fine gli venne offerto di diventare ordinario, ma rifiutò per non dover abbandonare del tutto la prassi medica, affermando che il suo posto era accanto all’ammalato. Morì in giovane età, nel 1927 proprio nel suo studio, dove aveva appena cominciato le visite pomeridiane. Dapprima sepolto nel cimitero di Poggioreale, fu successivamente traslato, per la grande venerazione dei fedeli, nella chiesa del Gesù Nuovo. E’ stato proclamato santo da Giovanni Paolo II nel 1987 al termine del sinodo dei vescovi “sulla Vocazione e Missione dei laici nella Chiesa”.

Vico Equense. Un largo che si trova all’incrocio tra via Madonnella e via San Vito è stato intitolato a San Giuseppe Moscati. L’ha stabilito l’Amministrazione comunale del Sindaco Benedetto Migliaccio con un atto deliberativo di giunta (n. 112 del 17/09/2015). Il giorno dell’inaugurazione non è stato scelto a caso. Il 16 novembre, infatti, ricorre la memoria e la festa liturgica del Santo (il 16 novembre 1975 ebbe luogo la sua beatificazione in Piazza San Pietro e il 16 novembre 1977 avvenne la traslazione dei suoi resti nella Cappella della Visitazione del Gesù Nuovo in Napoli). Ogni anno in questa data la comunità parrocchiale di Bonea festeggia la memoria del Santo presso la Cappella di Santa Maria della Salute, dove il culto inizia già dal 1970. Presenti alla cerimonia d’intitolazione il Sindaco Benedetto Migliaccio e l’Assessore Andrea Buonocore. Moscati è stato più volte a Vico Equense, in particolare nella borgata di Bonea. Il celebre medico negli anni ’20, si recò in visita su richiesta delle signorine Parascandolo al tempo residenti nel Palazzo Parascandolo (oggi Palazzo Scaramellino). Lo dimostra una ricetta autografa, donata in copia all’Archivio e centro studi Moscati sito presso la Chiesa del Gesù Nuovo di Napoli. San Giuseppe Moscati nacque a Benevento il 25 luglio 1880, settimo dei nove figli di Francesco Moscati, brillante magistrato, e Rosa De Luca, dei Marchesi di Roseto, visse quasi sempre a Napoli, la «bella Partenope», come amava ripetere da appassionato di lettere classiche. Si iscrisse a medicina «unicamente per poter lenire il dolore dei sofferenti». Negli ultimi dieci anni di vita prevalse l’impegno scientifico: fu assistente ordinario nell’istituto di chimica fisiologica; aiuto ordinario negli Ospedali riuniti; libero docente di chimica fisiologica e di chimica medica. Alla fine gli venne offerto di diventare ordinario, ma rifiutò per non dover abbandonare del tutto la prassi medica, affermando che il suo posto era accanto all’ammalato. Morì in giovane età, nel 1927 proprio nel suo studio, dove aveva appena cominciato le visite pomeridiane. Dapprima sepolto nel cimitero di Poggioreale, fu successivamente traslato, per la grande venerazione dei fedeli, nella chiesa del Gesù Nuovo. E’ stato proclamato santo da Giovanni Paolo II nel 1987 al termine del sinodo dei vescovi “sulla Vocazione e Missione dei laici nella Chiesa”.