Napoli. Emergenza terrorismo. Summit in prefettura: «Più telecamere». Si alza il livello di guardia in porti e stazioni

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Napoli. Potenziare la videosorveglianza, puntare su porti e stazioni, gestire gli investimenti in materia di sicurezza al di là dell’emergenza di questi giorni. Summit a porte chiuse sulla gestione della sicurezza nel dopo Parigi, in uno scenario internazionale che fa i conti con la centralità nello scacchiere mediterraneo di Napoli e della costa campana. Palazzo di governo, in casa del prefetto Gerarda Pantalone ci sono i prefetti delle altre province campane, oltre al presidente della Regione Vincenzo De Luca. Ci sono due novità che potrebbero ridisegnare i poli della sicurezza a Napoli, che saranno ufficializzate sabato mattina in occasione del giuramento dei cadetti della Nunziatella: la scuola militare di Monte di Dio potrebbe diventare una scuola «europea», in grado di offrire un progetto formativo per allievi anche di altre nazioni; a Miano, invece, nella ex caserma Boscariello, dovrebbero essere ospitati uffici strategici della Questura, in grado di disegnare una sorta di polo della polizia in città. Ma a tenere banco nella riunione di ieri mattina, le urgenze dettate dalla strage consumata dall’Isis a Parigi. Uno scenario che ha spinto il presidente della Regione a compiere una ricognizione sul fatto e sul da farsi in materia di sicurezza, quanto basta a verificare gli investimenti da mettere in cantiere alla luce delle risorse disponibili. Spiega il prefetto Gerarda Pantalone: «Ho trovato molto significativo il confronto con le esigenze del territorio, alla luce degli interventi dei cinque prefetti, prima di pianificare gli investimenti, un approccio che evidenzia piena sintonia istituzionale. Siamo sulla strada della concretezza, per una diretta appropriazione del territorio». Ma in cosa consiste la road map stabilita nel corso del summit tenuto nella giornata di ieri? Centrale è la questione della videosorveglianza, sempre e comunque da ricondurre ai cosiddetti fondi pon della sicurezza. Finanziamenti che fanno capo ai piani disegnati addirittura nel 2007, pacchetti di interventi vissuti per fronteggiare e circoscrivere l’emergenza criminale, oggi rivisitati alla luce dell’emergenza terroristica. Porti e stazioni, aeroporti e snodi commerciali sono così al centro del piano di intervento varato da Palazzo Santa Lucia. Scenario globale, gli investimenti puntano ad incidere sul piano della deterrenza e della prevenzione, per garantire un controllo del territorio sempre più articolato e capillare. Sulla scorta delle singole relazioni di polizia, si è fatto il punto del funzionamento delle telecamere nei punti più disparati della regione Campania. Come è noto, Napoli e altri spaccati metropolitani sono un territorio di accoglienza e di smistamento: zone in cui è facile mimetizzarsi, mantenendo stretti contatti con le cellule terroristiche sparse nel mondo. Sul piano della prevenzione si è fatto riferimento anche alla necessità di definire un pacchetto di interventi strutturali nei pressi delle moschee e dei luoghi frequentati immigrati di prima e seconda generazione. E la cronaca giudiziaria di questi anni offre conferme sul piano della prevenzione. Napoli, Salerno e Caserta come centri di smistamento e di formazione. È da queste parti che qualcuno di recente è passato per ottenere documenti falsi e per commerciare armi o «notizie» con soci provenienti da altri contesti caldi. Uno scenario che spinge a fare chiarezza con un doppio livello di finanziamenti a breve e a lungo termine, in stretto raccordo con quanto emerge sul fronte dell’ordine pubblico del territorio. Ed è lo stesso prefetto di Napoli che invita tutti a una riflessione: «Bisogna mantenere la calma, i problemi non vanno banalizzati, ma occorre lavorare per un controllo del territorio sempre più efficace». (Leandro Del Gaudio – Il Mattino) 

Napoli. Potenziare la videosorveglianza, puntare su porti e stazioni, gestire gli investimenti in materia di sicurezza al di là dell’emergenza di questi giorni. Summit a porte chiuse sulla gestione della sicurezza nel dopo Parigi, in uno scenario internazionale che fa i conti con la centralità nello scacchiere mediterraneo di Napoli e della costa campana. Palazzo di governo, in casa del prefetto Gerarda Pantalone ci sono i prefetti delle altre province campane, oltre al presidente della Regione Vincenzo De Luca. Ci sono due novità che potrebbero ridisegnare i poli della sicurezza a Napoli, che saranno ufficializzate sabato mattina in occasione del giuramento dei cadetti della Nunziatella: la scuola militare di Monte di Dio potrebbe diventare una scuola «europea», in grado di offrire un progetto formativo per allievi anche di altre nazioni; a Miano, invece, nella ex caserma Boscariello, dovrebbero essere ospitati uffici strategici della Questura, in grado di disegnare una sorta di polo della polizia in città. Ma a tenere banco nella riunione di ieri mattina, le urgenze dettate dalla strage consumata dall’Isis a Parigi. Uno scenario che ha spinto il presidente della Regione a compiere una ricognizione sul fatto e sul da farsi in materia di sicurezza, quanto basta a verificare gli investimenti da mettere in cantiere alla luce delle risorse disponibili. Spiega il prefetto Gerarda Pantalone: «Ho trovato molto significativo il confronto con le esigenze del territorio, alla luce degli interventi dei cinque prefetti, prima di pianificare gli investimenti, un approccio che evidenzia piena sintonia istituzionale. Siamo sulla strada della concretezza, per una diretta appropriazione del territorio». Ma in cosa consiste la road map stabilita nel corso del summit tenuto nella giornata di ieri? Centrale è la questione della videosorveglianza, sempre e comunque da ricondurre ai cosiddetti fondi pon della sicurezza. Finanziamenti che fanno capo ai piani disegnati addirittura nel 2007, pacchetti di interventi vissuti per fronteggiare e circoscrivere l’emergenza criminale, oggi rivisitati alla luce dell’emergenza terroristica. Porti e stazioni, aeroporti e snodi commerciali sono così al centro del piano di intervento varato da Palazzo Santa Lucia. Scenario globale, gli investimenti puntano ad incidere sul piano della deterrenza e della prevenzione, per garantire un controllo del territorio sempre più articolato e capillare. Sulla scorta delle singole relazioni di polizia, si è fatto il punto del funzionamento delle telecamere nei punti più disparati della regione Campania. Come è noto, Napoli e altri spaccati metropolitani sono un territorio di accoglienza e di smistamento: zone in cui è facile mimetizzarsi, mantenendo stretti contatti con le cellule terroristiche sparse nel mondo. Sul piano della prevenzione si è fatto riferimento anche alla necessità di definire un pacchetto di interventi strutturali nei pressi delle moschee e dei luoghi frequentati immigrati di prima e seconda generazione. E la cronaca giudiziaria di questi anni offre conferme sul piano della prevenzione. Napoli, Salerno e Caserta come centri di smistamento e di formazione. È da queste parti che qualcuno di recente è passato per ottenere documenti falsi e per commerciare armi o «notizie» con soci provenienti da altri contesti caldi. Uno scenario che spinge a fare chiarezza con un doppio livello di finanziamenti a breve e a lungo termine, in stretto raccordo con quanto emerge sul fronte dell’ordine pubblico del territorio. Ed è lo stesso prefetto di Napoli che invita tutti a una riflessione: «Bisogna mantenere la calma, i problemi non vanno banalizzati, ma occorre lavorare per un controllo del territorio sempre più efficace». (Leandro Del Gaudio – Il Mattino) 

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