I giovani incontrano Anselmo d’Aosta

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Oggi alle ore 10,30 nell’Aula Magna dell’ateneo cittadino, Giulio d’Onofrio e Francesco Tomatis introdurranno gli studenti di nove licei di Salerno e Cava de’ Tirreni al Proslogion

Olga Chieffi

Oggi, alle 10.30, presso l’Aula Magna dell’Università di Salerno, si terrà il primo dei quattro incontri in cui si articola il progetto Tradizione e contemporaneità. Letture filosofiche, realizzato in collaborazione tra il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale (DISPAC) dell’Università, la Società Filosofica Italiana, la cui sezione salernitana è presieduta da Giuseppe Cacciatore, e nove Licei di Salerno e provincia, oltre che con il supporto tecnico di ArtiLab.  Il progetto, al quale prenderà parte un folto numero di studenti liceali, si basa su un’esperienza di lettura dei testi, condotta in ambito scolastico dal docente e poi oggetto di approfondimento in un incontro conclusivo alla presenza di due esperti che introducono il dibattito. L’iniziativa intende promuovere un più stretto raccordo tra scuola e università, sia in ordine alle esigenze di formazione degli insegnanti, che devono trovare nell’ università il principale interlocutore scientifico ed istituzionale, sia per quanto riguarda l’orientamento agli studi filosofici, favorendo un’esperienza diretta del pensiero e del linguaggio filosofici proposta attraverso forme di didattica innovative. L’incontro, coordinato da Clementina Cantillo, ha per tema la lettura di brani di Anselmo d’Aosta, commentati da Giulio d’Onofrio e Francesco Tomatis.  Al termine del seminario scientifico sarà tenuta una presentazione dei corsi di studio del DISPAC, in modo da far conoscere ai ragazzi l’offerta formativa di un importante settore di studi, quale quello dei beni culturali, delle arti e dello spettacolo, oltre che della filosofia, dando, inoltre, loro l’opportunità di avvicinarsi più direttamente alla realtà dell’ateneo salernitano. E’ previsto un indirizzo di saluto del Rettore e i saluti istituzionali di Mariagiovanna Riitano (Direttore del DISPAC), Giuseppe Cacciatore (Presidente della sezione salernitana della S.F.I.) e Rosalba Normando (Presidente del CAOT, Centro di orientamento e tutorato di Ateneo). All’incontro parteciperanno Rosa Annunziata in rappresentanza del Liceo “Regina Margherita”, Raffaele Baldi del Liceo “F.Severi”, Katia Grisi e Angelica Tesoniero del Liceo “L. da Vinci” e Angela Rocciola del Liceo “F. De Sanctis”. Gli studenti saranno iniziati al  Proslogion composto presso il monastero di Bec tra il 1077 e il 1078. Il famoso argomento del Proslogion intreccia i due livelli della riflessione unitaria di Anselmo: quello della “sola ragione”, della motivazione critica spinta al massimo della sua necessità implicativa e quello della fede che cerca di comprendersi, in cerca dell’intelligenza della propria misteriosa oscurità. Anselmo crede, ma vuole capire ciò che crede. Assertore di un profondo legame tra fede e intelligenza, egli apre il dialogo con il “non credente” e con l’infedele, sicuro che la mente umana dischiude un itinerario di intelligenza praticabile a chiunque usi la ragione in modo onesto. Perciò egli non teme di riflettere razionalmente pregando il suo Dio: non ha timore di approntare una prova razionale dell’esistenza di Dio nell’invocazione della grazia che deve illuminarlo nel cammino della sua scoperta. La fede viene al pensiero. Il pensiero non disdegna di avanzare nella fede stessa.

 

 

 

Oggi alle ore 10,30 nell’Aula Magna dell’ateneo cittadino, Giulio d’Onofrio e Francesco Tomatis introdurranno gli studenti di nove licei di Salerno e Cava de’ Tirreni al Proslogion

Olga Chieffi

Oggi, alle 10.30, presso l’Aula Magna dell’Università di Salerno, si terrà il primo dei quattro incontri in cui si articola il progetto Tradizione e contemporaneità. Letture filosofiche, realizzato in collaborazione tra il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale (DISPAC) dell’Università, la Società Filosofica Italiana, la cui sezione salernitana è presieduta da Giuseppe Cacciatore, e nove Licei di Salerno e provincia, oltre che con il supporto tecnico di ArtiLab.  Il progetto, al quale prenderà parte un folto numero di studenti liceali, si basa su un’esperienza di lettura dei testi, condotta in ambito scolastico dal docente e poi oggetto di approfondimento in un incontro conclusivo alla presenza di due esperti che introducono il dibattito. L’iniziativa intende promuovere un più stretto raccordo tra scuola e università, sia in ordine alle esigenze di formazione degli insegnanti, che devono trovare nell’ università il principale interlocutore scientifico ed istituzionale, sia per quanto riguarda l’orientamento agli studi filosofici, favorendo un’esperienza diretta del pensiero e del linguaggio filosofici proposta attraverso forme di didattica innovative. L’incontro, coordinato da Clementina Cantillo, ha per tema la lettura di brani di Anselmo d’Aosta, commentati da Giulio d’Onofrio e Francesco Tomatis.  Al termine del seminario scientifico sarà tenuta una presentazione dei corsi di studio del DISPAC, in modo da far conoscere ai ragazzi l’offerta formativa di un importante settore di studi, quale quello dei beni culturali, delle arti e dello spettacolo, oltre che della filosofia, dando, inoltre, loro l’opportunità di avvicinarsi più direttamente alla realtà dell’ateneo salernitano. E’ previsto un indirizzo di saluto del Rettore e i saluti istituzionali di Mariagiovanna Riitano (Direttore del DISPAC), Giuseppe Cacciatore (Presidente della sezione salernitana della S.F.I.) e Rosalba Normando (Presidente del CAOT, Centro di orientamento e tutorato di Ateneo). All’incontro parteciperanno Rosa Annunziata in rappresentanza del Liceo “Regina Margherita”, Raffaele Baldi del Liceo “F.Severi”, Katia Grisi e Angelica Tesoniero del Liceo “L. da Vinci” e Angela Rocciola del Liceo “F. De Sanctis”. Gli studenti saranno iniziati al  Proslogion composto presso il monastero di Bec tra il 1077 e il 1078. Il famoso argomento del Proslogion intreccia i due livelli della riflessione unitaria di Anselmo: quello della “sola ragione”, della motivazione critica spinta al massimo della sua necessità implicativa e quello della fede che cerca di comprendersi, in cerca dell’intelligenza della propria misteriosa oscurità. Anselmo crede, ma vuole capire ciò che crede. Assertore di un profondo legame tra fede e intelligenza, egli apre il dialogo con il “non credente” e con l’infedele, sicuro che la mente umana dischiude un itinerario di intelligenza praticabile a chiunque usi la ragione in modo onesto. Perciò egli non teme di riflettere razionalmente pregando il suo Dio: non ha timore di approntare una prova razionale dell’esistenza di Dio nell’invocazione della grazia che deve illuminarlo nel cammino della sua scoperta. La fede viene al pensiero. Il pensiero non disdegna di avanzare nella fede stessa.