Gentiloni: l’Italia farà di più contro Isis. Mattarella: reagiremo con fermezza. Per il Giubileo vietato volare su Roma

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«Ci sentiamo colpiti insieme ai nostri fratelli e reagiremo insieme». Il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni risponde così, nella sua informativa alla Camera sui fatti di Parigi, alle parole di François Hollande, che ha chiesto un intervento dei Paesi europei al fianco della Francia, ormai «in guerra» contro l’Isis. E dall’Aquila, dove partecipava all’inaugurazione dell’anno accademico, il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha commentato: «Anche noi italiani reagiremo con intransigenza, decisione, fermezza contro questa ondata di violenza, l’oscurantismo e il fondamentalismo». Intervenendo a Montecitorio, il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha annunciato l’innalzamento dei livelli di allerta e la chiusura dello spazio aereo su Roma durante il Giubileo, con particolare attenzione al rischio droni. Gentiloni si dimostra prudente: «L’Italia fa la sua parte. Abbiamo centinaia di militari impegnati in questo lavoro, siamo parte importante della coalizione anti Daesh. Siamo dall’inizio nella coalizione. Le nostre forze armate sono presenti in 280 unità in Iraq, di cui 200 lavorano per addestramento in Kurdistan. Ma l’Italia deve fare di più». Una linea cauta, confermata dal ministro della Difesa, Roberta Pinotti: «Non dobbiamo entrare in una dinamica di conflitto », anche se i raid «non sono un tabù». Prudenza e inviti alla razionalità: «Combattiamo per difendere i nostri valori — dice Gentiloni — ma non dichiarando guerra all’Islam. Lavoreremo per snidare i terroristi, ma senza fare confusione tra criminali e le decine di migliaia di persone in fuga da guerre e dittature». Gentiloni ammette che «il brodo di coltura da cui provengono i terroristi è anche frutto degli errori dell’Occidente». Troppa cautela, secondo Paolo Romani, presidente dei senatori di Forza Italia: «Hollande chiede unità, ora Renzi e il governo spieghino le loro intenzioni». All’informativa alla Camera partecipa anche il ministro dell’Interno che spiega le contromisure: «Il livello di allerta è stato elevato a livello 2, ma non esistono segnali di specifiche iniziative terroristiche contro l’Italia». Anche se Alfano ricorda come la minaccia jihadista sia aumentata anche con la scelta dei «soft target», ovvero di ristoranti, luoghi di aggregazione e stadi. Tanto che una circolare del capo della Polizia, Alessandro Pansa, chiede a questure e prefetture di «innalzare la vigilanza sugli eventi che prevedono un afflusso elevato di persone, dalle partite di calcio ai concerti alle manifestazioni religiose». A cominciare dall’amichevole di stasera tra Italia e Romania, che si giocherà a Bologna in uno stadio blindato. In vista del Giubileo, il ministro dell’Interno ribadisce l’aumento di agenti e militari destinati a Roma: «Abbiamo dispiegato 700 militari. Non vogliamo militarizzare la Capitale, ma disimpegnare le forze di polizia dagli obiettivi sensibili». Rafforzati anche i controlli sui luoghi simbolo del turismo religioso, Padova, Perugia, Loreto e San Giovanni Rotondo. (Alessandro Trocino – Corriere della Sera)

«Ci sentiamo colpiti insieme ai nostri fratelli e reagiremo insieme». Il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni risponde così, nella sua informativa alla Camera sui fatti di Parigi, alle parole di François Hollande, che ha chiesto un intervento dei Paesi europei al fianco della Francia, ormai «in guerra» contro l’Isis. E dall’Aquila, dove partecipava all’inaugurazione dell’anno accademico, il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha commentato: «Anche noi italiani reagiremo con intransigenza, decisione, fermezza contro questa ondata di violenza, l’oscurantismo e il fondamentalismo». Intervenendo a Montecitorio, il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha annunciato l’innalzamento dei livelli di allerta e la chiusura dello spazio aereo su Roma durante il Giubileo, con particolare attenzione al rischio droni. Gentiloni si dimostra prudente: «L’Italia fa la sua parte. Abbiamo centinaia di militari impegnati in questo lavoro, siamo parte importante della coalizione anti Daesh. Siamo dall’inizio nella coalizione. Le nostre forze armate sono presenti in 280 unità in Iraq, di cui 200 lavorano per addestramento in Kurdistan. Ma l’Italia deve fare di più». Una linea cauta, confermata dal ministro della Difesa, Roberta Pinotti: «Non dobbiamo entrare in una dinamica di conflitto », anche se i raid «non sono un tabù». Prudenza e inviti alla razionalità: «Combattiamo per difendere i nostri valori — dice Gentiloni — ma non dichiarando guerra all’Islam. Lavoreremo per snidare i terroristi, ma senza fare confusione tra criminali e le decine di migliaia di persone in fuga da guerre e dittature». Gentiloni ammette che «il brodo di coltura da cui provengono i terroristi è anche frutto degli errori dell’Occidente». Troppa cautela, secondo Paolo Romani, presidente dei senatori di Forza Italia: «Hollande chiede unità, ora Renzi e il governo spieghino le loro intenzioni». All’informativa alla Camera partecipa anche il ministro dell’Interno che spiega le contromisure: «Il livello di allerta è stato elevato a livello 2, ma non esistono segnali di specifiche iniziative terroristiche contro l’Italia». Anche se Alfano ricorda come la minaccia jihadista sia aumentata anche con la scelta dei «soft target», ovvero di ristoranti, luoghi di aggregazione e stadi. Tanto che una circolare del capo della Polizia, Alessandro Pansa, chiede a questure e prefetture di «innalzare la vigilanza sugli eventi che prevedono un afflusso elevato di persone, dalle partite di calcio ai concerti alle manifestazioni religiose». A cominciare dall’amichevole di stasera tra Italia e Romania, che si giocherà a Bologna in uno stadio blindato. In vista del Giubileo, il ministro dell’Interno ribadisce l’aumento di agenti e militari destinati a Roma: «Abbiamo dispiegato 700 militari. Non vogliamo militarizzare la Capitale, ma disimpegnare le forze di polizia dagli obiettivi sensibili». Rafforzati anche i controlli sui luoghi simbolo del turismo religioso, Padova, Perugia, Loreto e San Giovanni Rotondo. (Alessandro Trocino – Corriere della Sera)

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