Finisce in carcere un´intera famiglia di strozzini

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Continua l’azione dei Carabinieri di Battipaglia per contrastare il dilagante fenomeno dell’usura, che per diffusione e penetrazione rischia di mettere a dura prova anche il regolare sviluppo dell’economia dell’intera piana del Sele. Dopo gli arresti compiuti negli ultimi mesi di appartenenti ad organizzazioni camorristiche, che avevano estorto anche con minacce di morte, e qualche volta anche con la violenza fisica, il pagamento delle rate degli interessi usurari alle povere vittime, ad essere arrestato questa volta è un interno nucleo familiare di insospettabili che praticavano prestiti con interessi intorno al 180% annuo. A seguito di articolato servizio di osservazione e controllo, predisposto dai Carabinieri nel prosieguo delle attività che avevano condotto il 3 settembre ad arrestare due camorristi per gli stessi reati, ed a seguito di dettagliata denuncia sporta dal titolare di un esercizio commerciale di Battipaglia, sono finiti in manette L.P., 64enne, A.G., 58enne, e C.P, 38enne (padre, madre e figlia), anche loro titolari di attività commerciale. Sono stati bloccati subito dopo aver ricevuto materiale per costruzione per un valore di 7mila euro, consegnato loro dalla vittima quale controvalore della rata mensile del prestito maggiorato degli interessi usurai. In questo particolare caso, infatti, il pagamento della rata del prestito poteva avvenire non solo in contanti ma anche attraverso la consegna di materiale da rivendere. Letteralmente vessato dalla continua richiesta di restituzione dei soldi o, quanto meno, del pagamento dell’importo degli interessi mensili, l’imprenditore è riuscito a trovare la forza di dire basta rivolgendosi ai Carabinieri, riuscendo cosi a porre termine, nel giro di pochi giorni, grazie all’azione dei Militari, con il costante coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, ad una invivibile situazione di assoggettamento psicologico che durava ormai dal 2004.

Salerno in prima

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