Piano di Sorrento il Parco delle Rose , la gestione, il parcheggio e gli attacchi gratuiti al WWF

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Piano di Sorrento una determina per la gestione del Parco delle Rose sta facendo scatenare commenti infiniti. Una determina di Carlo Pepe, pare senza il supporto di una delibera di Giunta, ha fatto scattare l interrogazione di Anna Iaccarino, situazione confusa che lascerebbe pensare alla volonta’ dell amministrazione Ruggiero di aprire il parco prima delle elezioni in qualsiasi modo, poi un tecnico che parla a sproposito del WWF Penisola Sorrentina che gli ha bloccato i lavori ( lavori che se erano in regola non bastava l ‘ intervento del WWF a fermarli, evidentemente qualcosa non andava!) . In tutto questo il Parco si chiama “agrumeto”, ma l ‘ agrumeto e’ fantasma, nonostante i fondi previsti dalla comunita europea. Claudio d’Esposito è poi intervenuto sulla vicenda

“Gent. mo architetto Attanasio, mio mal grado mi vedo costretto a sottrarre del tempo prezioso alle più importanti quotidiane attività in difesa dell’ambiente per rispondere alla sua senz’altro “poco delirante” nota. Premesso che il parco oggetto dell’affidamento parrebbe essere proprio quello di via S.Michele dove, ormai da anni, con ottusa e tenacia ostinazione l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Ruggiero sta cercando di realizzare l’ennesima inutile autorimessa interrata; è bene ricordare che tale area a verde fu finanziata con fondi europei: ben 2 miliardi di vecchie lire (ottenuti dall’amministrazione Nastro e poi utilizzati dall’amministrazione successiva guidata dal sindaco Geppino Russo) per creare un Parco a Verde e che, a distanza di oltre 15 anni aspetta ancora di essere aperto al pubblico, fatto salvo l’utilizzo natalizio dell’area per un provvisorio, posticcio e costoso (18.000 euro???) Villaggio di Babbo Natale!!! Quel parco, dopo l’esproprio del fondo agricolo e il taglio degli storici agrumi preesistenti, avrebbe dovuto prevedere (come da progetto) la “ricostruzione” dell’agrumeto tipico con tanto di pergolato. Ma invece dei 75 alberi previsti in progetto ne furono piantati circa la metà … alquanto gnomi … e del pergolato (“tipico” anch’esso) nemmeno l’ombra. Dopo oltre un decennio gli sparuti alberi gnomi, divenuti con fatica un po’ meno gnomi negli anni, sono stati poi ulteriormente decimati per far posto alla fontana di ghiaccio, agli scivoli gonfiabili ed altre fantasmagoriche (???) coreografie natalizie del Santa Claus Village … sponsorizzato sempre coi nostri soldi. Dell’agrumeto tipico sembrerebbe rimanere solo il nome, quasi un ironia … a ricordare l’ipocrisia e il distacco dalla natura di un’intera classe politica. E intanto i nostri bambini, che 15 anni fa volevano un parco per giocare e socializzare, oggi vanno in discoteca e all’università!!! Ad ogni buon conto, nonostante tutto e tutti il giardino violentato è ancora lì … con una robusta e secolare magnolia che lo osserva dall’alto della sua chioma già amputata. Caro architetto, se ne faccia una ragione se per “colpa” dei “deliranti motivi” addotti dall’associazione che rappresento il comune non è ancora riuscito, suo malgrado, a sbancare l’intero fondo per sotterrarci le nostre metalliche auto in sosta. Piuttosto, a proposito di spiegazioni, sarebbe interessante sapere cosa ha fatto cambiare idea al progettista che ha ri-progettato più volte la stessa opera con esborso di tempo e soldi della collettività? Inizialmente era un parcheggio con box privati, poi misto… infine pubblico… se non erro? Non voglio credere che a “far cambiare idea” siano state le deliranti osservazioni del WWF o, magari, le deliranti prescrizioni di qualche ente sovraordinato compulsato dai deliranti ambientalisti o dalle deliranti sentenze dell’autorità giudiziaria? In un articolo apparso tempo fa sul quotidiano Agorà (archiviato nella sezione “offese e diffamazioni a mezzo stampa”) il capo dell’UTC , a seguito dell’ennesimo blocco imposto al progetto dalla Soprintendenza dopo la nota WWF, ebbe a dichiarare: “siamo vittime del fanatismo ambientalista”…. ovvero di “nostalgici protettori di una realtà presepiale contrari alla modernità ed al progresso”. In quanto al mio diretto, appassionato e del tutto gratuito interessamento al parco di S.Agnello, finanziato con fondi europei (circa un terzo di quelli presi a Piano di Sorrento 15 anni or sono per realizzare il “parco fantasma”), le basti sapere che se un buon chirurgo plastico, chiunque esso sia, dopo un complesso intervento riesce ad eliminare al meglio le cicatrici dal volto di una persona … ne prendiamo atto … ma ciò non significa che siamo legittimati a sfregiare chiunque … per poi mandarlo dal chirurgo!!! Ma se Ella vuole comprendere in pieno cosa l’amministrazione di S.Agnello sta realizzando sulla superficie di copertura del parcheggio, in variante al “tipico agrumeto” richiesto originariamente dalla Soprintendenza, le tocca aspettare la primavera quando il parco sarà inaugurato e fruibile a tutti. In alternativa può andare a spulciare in qualche cassetto polveroso del comune di Piano e, forse, trovare un analogo progetto presentato dal WWF, su richiesta dell’assessore all’ambiente del tempo, proprio per il parco di Via S.Michele. Cordiali saluti, Claudio d’Esposito – Presidente WWF Terre del Tirreno”.

Piano di Sorrento una determina per la gestione del Parco delle Rose sta facendo scatenare commenti infiniti. Una determina di Carlo Pepe, pare senza il supporto di una delibera di Giunta, ha fatto scattare l interrogazione di Anna Iaccarino, situazione confusa che lascerebbe pensare alla volonta' dell amministrazione Ruggiero di aprire il parco prima delle elezioni in qualsiasi modo, poi un tecnico che parla a sproposito del WWF Penisola Sorrentina che gli ha bloccato i lavori ( lavori che se erano in regola non bastava l ' intervento del WWF a fermarli, evidentemente qualcosa non andava!) . In tutto questo il Parco si chiama "agrumeto", ma l ' agrumeto e' fantasma, nonostante i fondi previsti dalla comunita europea. Claudio d'Esposito è poi intervenuto sulla vicenda

“Gent. mo architetto Attanasio, mio mal grado mi vedo costretto a sottrarre del tempo prezioso alle più importanti quotidiane attività in difesa dell’ambiente per rispondere alla sua senz’altro “poco delirante” nota. Premesso che il parco oggetto dell’affidamento parrebbe essere proprio quello di via S.Michele dove, ormai da anni, con ottusa e tenacia ostinazione l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Ruggiero sta cercando di realizzare l’ennesima inutile autorimessa interrata; è bene ricordare che tale area a verde fu finanziata con fondi europei: ben 2 miliardi di vecchie lire (ottenuti dall’amministrazione Nastro e poi utilizzati dall’amministrazione successiva guidata dal sindaco Geppino Russo) per creare un Parco a Verde e che, a distanza di oltre 15 anni aspetta ancora di essere aperto al pubblico, fatto salvo l’utilizzo natalizio dell’area per un provvisorio, posticcio e costoso (18.000 euro???) Villaggio di Babbo Natale!!! Quel parco, dopo l’esproprio del fondo agricolo e il taglio degli storici agrumi preesistenti, avrebbe dovuto prevedere (come da progetto) la “ricostruzione” dell’agrumeto tipico con tanto di pergolato. Ma invece dei 75 alberi previsti in progetto ne furono piantati circa la metà … alquanto gnomi … e del pergolato (“tipico” anch’esso) nemmeno l’ombra. Dopo oltre un decennio gli sparuti alberi gnomi, divenuti con fatica un po’ meno gnomi negli anni, sono stati poi ulteriormente decimati per far posto alla fontana di ghiaccio, agli scivoli gonfiabili ed altre fantasmagoriche (???) coreografie natalizie del Santa Claus Village … sponsorizzato sempre coi nostri soldi. Dell’agrumeto tipico sembrerebbe rimanere solo il nome, quasi un ironia … a ricordare l’ipocrisia e il distacco dalla natura di un’intera classe politica. E intanto i nostri bambini, che 15 anni fa volevano un parco per giocare e socializzare, oggi vanno in discoteca e all’università!!! Ad ogni buon conto, nonostante tutto e tutti il giardino violentato è ancora lì … con una robusta e secolare magnolia che lo osserva dall’alto della sua chioma già amputata. Caro architetto, se ne faccia una ragione se per “colpa” dei “deliranti motivi” addotti dall’associazione che rappresento il comune non è ancora riuscito, suo malgrado, a sbancare l’intero fondo per sotterrarci le nostre metalliche auto in sosta. Piuttosto, a proposito di spiegazioni, sarebbe interessante sapere cosa ha fatto cambiare idea al progettista che ha ri-progettato più volte la stessa opera con esborso di tempo e soldi della collettività? Inizialmente era un parcheggio con box privati, poi misto… infine pubblico… se non erro? Non voglio credere che a “far cambiare idea” siano state le deliranti osservazioni del WWF o, magari, le deliranti prescrizioni di qualche ente sovraordinato compulsato dai deliranti ambientalisti o dalle deliranti sentenze dell’autorità giudiziaria? In un articolo apparso tempo fa sul quotidiano Agorà (archiviato nella sezione “offese e diffamazioni a mezzo stampa”) il capo dell’UTC , a seguito dell’ennesimo blocco imposto al progetto dalla Soprintendenza dopo la nota WWF, ebbe a dichiarare: “siamo vittime del fanatismo ambientalista”…. ovvero di “nostalgici protettori di una realtà presepiale contrari alla modernità ed al progresso”. In quanto al mio diretto, appassionato e del tutto gratuito interessamento al parco di S.Agnello, finanziato con fondi europei (circa un terzo di quelli presi a Piano di Sorrento 15 anni or sono per realizzare il “parco fantasma”), le basti sapere che se un buon chirurgo plastico, chiunque esso sia, dopo un complesso intervento riesce ad eliminare al meglio le cicatrici dal volto di una persona … ne prendiamo atto … ma ciò non significa che siamo legittimati a sfregiare chiunque … per poi mandarlo dal chirurgo!!! Ma se Ella vuole comprendere in pieno cosa l’amministrazione di S.Agnello sta realizzando sulla superficie di copertura del parcheggio, in variante al “tipico agrumeto” richiesto originariamente dalla Soprintendenza, le tocca aspettare la primavera quando il parco sarà inaugurato e fruibile a tutti. In alternativa può andare a spulciare in qualche cassetto polveroso del comune di Piano e, forse, trovare un analogo progetto presentato dal WWF, su richiesta dell’assessore all’ambiente del tempo, proprio per il parco di Via S.Michele. Cordiali saluti, Claudio d’Esposito – Presidente WWF Terre del Tirreno”.