Attentato a Parigi la testimonianza di Pasquale Miola di Positano

0

Attentato a Parigi la testimonianza di Pasquale Miola di Positano : Michele ciao, ti scrivo da Parigi. Ieri sera stavo cenando con la mia ragazza in un ristorante a 100mt dal bataclan e all’improvviso abbiamo sentito un boato e poi visto un gruppo di persone correre via urlando per la strada. Una ventina di queste si sono rifugiate nel nostro ristorante scatenando il panico. Una ragazza piangeva, aveva una chiazza di sangue sul petto, un altro zoppicava e perdeva sangue dal piede. Il proprietario del ristorante ha chiuso porte e finestre e spento le luci. Non capivamo nulla, urlavano in francese, non avevamo wi-fi. Siamo scesi nella cantina del ristorante per paura che qualcuno potesse entrare e sparare ancora o che potessero arrivare proiettili sui vetri delle finestre… alcuni dei terroristi erano davanti al nostro ristorante armati e si sentivano gli spari. È stato il momento peggiore dove pensavano di non uscire più di lì, le notizie erano poco chiare, eravamo troppe persone e l’aria era troppo tesa, la ragazza era stesa a terra e continuava a perdere sangue. Attraverso il retro della cucina siamo saliti nel palazzo e al terzo piano una signora ha fatto entrare alcuni di noi nel suo appartamento che ci sembrava essere un posto sicuro dove stare fino a quando non sono arrivate le teste di cuoio che ci hanno scortato fuori dal ristorante indirizzandoci in un posto riparato perché in quella zona pensavano che i terroristi potessero sparare sui civili dai tetti dei palazzi. Abbiamo trascorso la notte nel retro di un altro bar a 200mt dalla sparatoria e infine in casa di una ragazza francese che ci ha aiutato a tornare in albergo in sicurezza con un taxi. L’aria a Parigi è molto tesa, le strade sono deserte e noi stiamo cercando il modo di rientrare in Italia

Attentato a Parigi la testimonianza di Pasquale Miola di Positano : Michele ciao, ti scrivo da Parigi. Ieri sera stavo cenando con la mia ragazza in un ristorante a 100mt dal bataclan e all'improvviso abbiamo sentito un boato e poi visto un gruppo di persone correre via urlando per la strada. Una ventina di queste si sono rifugiate nel nostro ristorante scatenando il panico. Una ragazza piangeva, aveva una chiazza di sangue sul petto, un altro zoppicava e perdeva sangue dal piede. Il proprietario del ristorante ha chiuso porte e finestre e spento le luci. Non capivamo nulla, urlavano in francese, non avevamo wi-fi. Siamo scesi nella cantina del ristorante per paura che qualcuno potesse entrare e sparare ancora o che potessero arrivare proiettili sui vetri delle finestre… alcuni dei terroristi erano davanti al nostro ristorante armati e si sentivano gli spari. È stato il momento peggiore dove pensavano di non uscire più di lì, le notizie erano poco chiare, eravamo troppe persone e l'aria era troppo tesa, la ragazza era stesa a terra e continuava a perdere sangue. Attraverso il retro della cucina siamo saliti nel palazzo e al terzo piano una signora ha fatto entrare alcuni di noi nel suo appartamento che ci sembrava essere un posto sicuro dove stare fino a quando non sono arrivate le teste di cuoio che ci hanno scortato fuori dal ristorante indirizzandoci in un posto riparato perché in quella zona pensavano che i terroristi potessero sparare sui civili dai tetti dei palazzi. Abbiamo trascorso la notte nel retro di un altro bar a 200mt dalla sparatoria e infine in casa di una ragazza francese che ci ha aiutato a tornare in albergo in sicurezza con un taxi. L'aria a Parigi è molto tesa, le strade sono deserte e noi stiamo cercando il modo di rientrare in Italia