A Vico Equense nasce “Largo San Giuseppe Moscati”: il 16 novembre la cerimonia di intitolazione

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L’Amministrazione Comunale della Città di Vico Equense, in collaborazione con l’Associazione culturale “Parola all’Eremo” e la Parrocchia di Bonea, realizza l’intitolazione di un piazzale dedicato a San Giuseppe Moscati e la prossima Cerimonia di intitolazione prevista per martedì 16 novembre.
Giuseppe Moscati (1880-1927), oltre ad essere stimato e celebre medico in Napoli (dopo l’insuccesso diagnostico del Professore Antonio Cardarelli fu lui ad essere convocato al capezzale di Enrico Caruso, che era stato già visitato da grandi luminari americani!) associava alla “sublima missione”, come lui stesso definiva l’arte medica, l’attività di docente universitario e di scienziato e ricercatore. Ma in realtà, sono molti di più gli ambiti in cui ha lasciato un’eredità culturale, civile e spirituale.
Avvicinandosi alla sua figura si scopre una personalità eclettica e poliedrica dotata di una cultura e di una sensibilità speciali, grazie alle quali riusciva ad essere adeguato, e potremmo dire “empatico”, in ognuno dei differenti ambiti nei quali si trovava ad operare, a scrivere o a parlare.
Giuseppe Moscati scrisse meravigliose lettere dalle quali traspare la passione ed il legame per la sua terra di Serino in Provincia di Avellino, per i suoi amici (<…i miei amici, che ho avuto il fiuto di bene eleggere> ; <…saper scegliere la catena, di cui divenire un anello>), per la sua Napoli (città di adozione), per la costante ricerca della verità e della giustizia in ambito politico, sociale ed accademico. Passione, entusiasmo e competenza si ritrovano, quindi, anche in settori distanti dagli ambiti della professione medica ed accademica: nelle lettere al Senatore Benedetto Croce in cui protesta contro la Riforma Gentile che a suo dire (e come poi si è verificato!) avrebbe “clinicizzato” gli ospedali “relegando il potere ad una schiera di pochi baroni”; nella lettera al Consiglio Comunale di Napoli circa la discussione su un nuovo piano regolatore urbano, in cui con arguta ironia inveiva contro gli architetti dei “mostriciattoli” di cemento che, già allora, svettavano sulla collina di Napoli; nella celebrazione e commemorazione di grandi personalità e figure del passato. Proprio in riferimento a quest’ultimo ambito in un discorso tenuto in una cerimonia di intitolazione di un epigrafe ebbe a dire: . Questo messaggio sarà quanto mai vero, soprattutto pensando al ricordo del “suo” cuore che visse veramente di “infinito amore”, in occasione dell’intitolazione a lui dedicata del Largo in Bonea di Vico Equense.
Il 16 novembre ricorre la memoria e la festa liturgica del Santo Giuseppe Moscati; il 16 novembre 1975 avvenne la sua beatificazione in Piazza San Pietro; il 16 novembre 1977 avvenne la traslazione dei suoi resti nella Cappella della Visitazione del Gesù Nuovo in Napoli. Ogni anno in questa data la Comunità parrocchiale di Bonea, e con essa la comunità vicana tutta, festeggia la memoria del Santo presso la Cappella di Santa Maria della Salute, dove il culto al Beato Giuseppe Moscati inizia già dal 1970 (quando ancora non era avvenuta la canonizzazione). Infatti, la memoria orale, ed anche quella scritta su “ricette” e “prescrizioni” mediche, collocano il Professore Moscati almeno due volte in questo casale di Vico: la memoria orale delle signorine Parascandalo, residenti presso l’attuale palazzo Scaramellino, che convocarono il Professore per un consulto medico e lo accolsero per una breve sosta di preghiera nell’oratorio di S. Maria della Salute del quale erano anche le custodi; cosi’come l’occasione della vista al padre di don Pinuzzo da Bonea che visitò in Bonea il “28 novembre del 1919” come testimoniato dalla data vergata sulla ricetta medica che stilò in quell’occasione. Le attuali eredi di don Pinuzzo hanno concesso l’esposizione di tale reliquia autografa per la cerimonia di martedì 16 novembre che pertanto potrà essere ammirata da quanti interverranno all’evento.
Proprio queste premesse storiche e sociali hanno consentito che la proposta di intitolazione, avanzata dall’Associazione culturale “Parola all’Eremo”, fosse accolta con molto favore dall’attuale Sindaco di Vico Equense Avv. Benedetto Migliaccio, e da tutta l’Amministrazione cittadina, che ha apprezzato ed appoggiato da subito e con entusiasmo l’iniziativa (realizzando in maniera solerte l’intero iter che ha incluso la delibera della Giunta Comunale e i successivi pareri della Prefettura e degli altri organi preposti a tali procedure) che sarà coronata proprio con l’evento previsto per il giorno 16 novembre durante il quale, dopo il saluto del Sindaco, saranno declamati alcuni brani estratti da lettere e scritti di San Giuseppe Moscati, sarà celebrata la Santa Eucarestia per la memoria liturgica del Santo e sarà inaugurata una effige maiolicata ritraente il Santo ed apposta sulla facciata della cappellina di Santa Maria della Salute (dono dell’Associazione culturale alla Comunità di Bonea ed opera del Maestro Maria Trombetta, conosciuta artista e pittrice vicana che è riuscita a rendere su maiolica un volto del Santo dallo sguardo dolce e riflessivo decisamente originale e di grande impatto visivo).L’Amministrazione Comunale della Città di Vico Equense, in collaborazione con l’Associazione culturale “Parola all’Eremo” e la Parrocchia di Bonea, realizza l’intitolazione di un piazzale dedicato a San Giuseppe Moscati e la prossima Cerimonia di intitolazione prevista per martedì 16 novembre.
Giuseppe Moscati (1880-1927), oltre ad essere stimato e celebre medico in Napoli (dopo l’insuccesso diagnostico del Professore Antonio Cardarelli fu lui ad essere convocato al capezzale di Enrico Caruso, che era stato già visitato da grandi luminari americani!) associava alla “sublima missione”, come lui stesso definiva l’arte medica, l’attività di docente universitario e di scienziato e ricercatore. Ma in realtà, sono molti di più gli ambiti in cui ha lasciato un’eredità culturale, civile e spirituale.
Avvicinandosi alla sua figura si scopre una personalità eclettica e poliedrica dotata di una cultura e di una sensibilità speciali, grazie alle quali riusciva ad essere adeguato, e potremmo dire “empatico”, in ognuno dei differenti ambiti nei quali si trovava ad operare, a scrivere o a parlare.
Giuseppe Moscati scrisse meravigliose lettere dalle quali traspare la passione ed il legame per la sua terra di Serino in Provincia di Avellino, per i suoi amici (<…i miei amici, che ho avuto il fiuto di bene eleggere> ; <…saper scegliere la catena, di cui divenire un anello>), per la sua Napoli (città di adozione), per la costante ricerca della verità e della giustizia in ambito politico, sociale ed accademico. Passione, entusiasmo e competenza si ritrovano, quindi, anche in settori distanti dagli ambiti della professione medica ed accademica: nelle lettere al Senatore Benedetto Croce in cui protesta contro la Riforma Gentile che a suo dire (e come poi si è verificato!) avrebbe “clinicizzato” gli ospedali “relegando il potere ad una schiera di pochi baroni”; nella lettera al Consiglio Comunale di Napoli circa la discussione su un nuovo piano regolatore urbano, in cui con arguta ironia inveiva contro gli architetti dei “mostriciattoli” di cemento che, già allora, svettavano sulla collina di Napoli; nella celebrazione e commemorazione di grandi personalità e figure del passato. Proprio in riferimento a quest’ultimo ambito in un discorso tenuto in una cerimonia di intitolazione di un epigrafe ebbe a dire: . Questo messaggio sarà quanto mai vero, soprattutto pensando al ricordo del “suo” cuore che visse veramente di “infinito amore”, in occasione dell’intitolazione a lui dedicata del Largo in Bonea di Vico Equense.
Il 16 novembre ricorre la memoria e la festa liturgica del Santo Giuseppe Moscati; il 16 novembre 1975 avvenne la sua beatificazione in Piazza San Pietro; il 16 novembre 1977 avvenne la traslazione dei suoi resti nella Cappella della Visitazione del Gesù Nuovo in Napoli. Ogni anno in questa data la Comunità parrocchiale di Bonea, e con essa la comunità vicana tutta, festeggia la memoria del Santo presso la Cappella di Santa Maria della Salute, dove il culto al Beato Giuseppe Moscati inizia già dal 1970 (quando ancora non era avvenuta la canonizzazione). Infatti, la memoria orale, ed anche quella scritta su “ricette” e “prescrizioni” mediche, collocano il Professore Moscati almeno due volte in questo casale di Vico: la memoria orale delle signorine Parascandalo, residenti presso l’attuale palazzo Scaramellino, che convocarono il Professore per un consulto medico e lo accolsero per una breve sosta di preghiera nell’oratorio di S. Maria della Salute del quale erano anche le custodi; cosi’come l’occasione della vista al padre di don Pinuzzo da Bonea che visitò in Bonea il “28 novembre del 1919” come testimoniato dalla data vergata sulla ricetta medica che stilò in quell’occasione. Le attuali eredi di don Pinuzzo hanno concesso l’esposizione di tale reliquia autografa per la cerimonia di martedì 16 novembre che pertanto potrà essere ammirata da quanti interverranno all’evento.
Proprio queste premesse storiche e sociali hanno consentito che la proposta di intitolazione, avanzata dall’Associazione culturale “Parola all’Eremo”, fosse accolta con molto favore dall’attuale Sindaco di Vico Equense Avv. Benedetto Migliaccio, e da tutta l’Amministrazione cittadina, che ha apprezzato ed appoggiato da subito e con entusiasmo l’iniziativa (realizzando in maniera solerte l’intero iter che ha incluso la delibera della Giunta Comunale e i successivi pareri della Prefettura e degli altri organi preposti a tali procedure) che sarà coronata proprio con l’evento previsto per il giorno 16 novembre durante il quale, dopo il saluto del Sindaco, saranno declamati alcuni brani estratti da lettere e scritti di San Giuseppe Moscati, sarà celebrata la Santa Eucarestia per la memoria liturgica del Santo e sarà inaugurata una effige maiolicata ritraente il Santo ed apposta sulla facciata della cappellina di Santa Maria della Salute (dono dell’Associazione culturale alla Comunità di Bonea ed opera del Maestro Maria Trombetta, conosciuta artista e pittrice vicana che è riuscita a rendere su maiolica un volto del Santo dallo sguardo dolce e riflessivo decisamente originale e di grande impatto visivo).