Capaccio. Il Comune trova una sede per il museo Grand Tour presso i locali di Palazzo Bellelli

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Capaccio. Il museo “Grand tour” trova una nuova casa. L’amministrazione, guidata dal sindaco Voza, ha messo a disposizione della Fondazione Vico, presieduta da Vincenzo Pepe, i locali dell’ex asilo comunale all’interno di Palazzo Bellelli, a Capaccio capoluogo. I locali, in parte occupati dall’associazione Agorà, saranno nella disponibilità esclusiva della Fondazione. L’associazione dovrebbe spostarsi in un altro immobile comunale. I locali saranno concessi dall’amministrazione in comodato gratuito. Il trasferimento dovrebbe avvenire entro il 27 novembre data in cui è stato fissato lo sfratto per il museo allestito nel convento di Sant’Antonio. Il museo è destinatario di un provvedimento di sfratto richiesto e ottenuto dall’Istituto religioso dei frati minori ( proprietari dell’immobile) con il quale la Fondazione ha in atto un contenzioso. Qualche mese fa, dopo la bocciatura in Appello del ricorso presentato dalla Fondazione, i legali della Provincia religiosa Salernitano-Lucana dell’Immacolata Concezione riavviarono la procedura per rendere esecutivo il dispositivo sospeso lo scorso mese di luglio dal Tar. Oggi lo sfratto è esecutivo. «Sono grata al Comune – afferma la direttrice Daniela Di Bartolomeo – siamo in trattativa e prima di ufficializzare il trasferimento però è necessario che il contratto sia formalizzato. In questi giorni provvederemo ad avere le autorizzazioni e a ufficializzare l’atto». Il sindaco Voza dunque ha accolto l’appello della Fondazione che, in una nota, aveva chiesto una sede consona dove allestire il museo. Contro la chiusura è stata avviata anche una raccolta di firme. «La vita di un museo, come quella di un archivio o di una biblioteca, è un tesoro che la collettività deve preservare ad ogni costo. Chiudere un museo rappresenterebbe una ferita per l’umanità – si legge nella nota inviata al sindaco Voza – e non possiamo e non dobbiamo permetterlo». A puntare l’indice contro il Comune per come è stata gestita l’intera vicenda del Museo, è il consigliere di opposizione Gennaro De Caro, che annuncia un esposto alla Corte dei Conti. «All’inizio la giunta avviò il procedimento per la destinazione ad uso pubblico di una porzione del Convento da adibire a museo. A distanza di un anno revocò la delibera. Nel frattempo il Consiglio approvava un progetto per l’acquisizione delle aree. Dopo una settimana, la maggioranza dei consiglieri comunali che l’aveva approvato, ne chiedeva l’annullamento in autotutela. Il consiglio del 5 ottobre ha preso atto della delibera impegnandosi ad annullare la delibera consiliare. Ora la giunta si è costituita in giudizio per resistere alla richiesta di annullamento di un atto che il consiglio comunale si è già impegnato ad annullare». (Angela Sabetta – La Città di Salerno)

Capaccio. Il museo “Grand tour” trova una nuova casa. L’amministrazione, guidata dal sindaco Voza, ha messo a disposizione della Fondazione Vico, presieduta da Vincenzo Pepe, i locali dell’ex asilo comunale all’interno di Palazzo Bellelli, a Capaccio capoluogo. I locali, in parte occupati dall’associazione Agorà, saranno nella disponibilità esclusiva della Fondazione. L’associazione dovrebbe spostarsi in un altro immobile comunale. I locali saranno concessi dall’amministrazione in comodato gratuito. Il trasferimento dovrebbe avvenire entro il 27 novembre data in cui è stato fissato lo sfratto per il museo allestito nel convento di Sant’Antonio. Il museo è destinatario di un provvedimento di sfratto richiesto e ottenuto dall’Istituto religioso dei frati minori ( proprietari dell’immobile) con il quale la Fondazione ha in atto un contenzioso. Qualche mese fa, dopo la bocciatura in Appello del ricorso presentato dalla Fondazione, i legali della Provincia religiosa Salernitano-Lucana dell’Immacolata Concezione riavviarono la procedura per rendere esecutivo il dispositivo sospeso lo scorso mese di luglio dal Tar. Oggi lo sfratto è esecutivo. «Sono grata al Comune – afferma la direttrice Daniela Di Bartolomeo – siamo in trattativa e prima di ufficializzare il trasferimento però è necessario che il contratto sia formalizzato. In questi giorni provvederemo ad avere le autorizzazioni e a ufficializzare l’atto». Il sindaco Voza dunque ha accolto l’appello della Fondazione che, in una nota, aveva chiesto una sede consona dove allestire il museo. Contro la chiusura è stata avviata anche una raccolta di firme. «La vita di un museo, come quella di un archivio o di una biblioteca, è un tesoro che la collettività deve preservare ad ogni costo. Chiudere un museo rappresenterebbe una ferita per l’umanità – si legge nella nota inviata al sindaco Voza – e non possiamo e non dobbiamo permetterlo». A puntare l’indice contro il Comune per come è stata gestita l’intera vicenda del Museo, è il consigliere di opposizione Gennaro De Caro, che annuncia un esposto alla Corte dei Conti. «All’inizio la giunta avviò il procedimento per la destinazione ad uso pubblico di una porzione del Convento da adibire a museo. A distanza di un anno revocò la delibera. Nel frattempo il Consiglio approvava un progetto per l’acquisizione delle aree. Dopo una settimana, la maggioranza dei consiglieri comunali che l’aveva approvato, ne chiedeva l’annullamento in autotutela. Il consiglio del 5 ottobre ha preso atto della delibera impegnandosi ad annullare la delibera consiliare. Ora la giunta si è costituita in giudizio per resistere alla richiesta di annullamento di un atto che il consiglio comunale si è già impegnato ad annullare». (Angela Sabetta – La Città di Salerno)