il servizio c’è, ma non si vede

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Ci sono “fotografie” che danno non solo un immagine chiara di ciò che si è, ma anche di ciò che si vive, e della propria storia.
Di questo tempo, di questa realtà, civile, politica, e storica, ne dovremo, così si dice, darne conto al futuro, ma alla fine che importa? L’immagine è tutto, giusto? Che la privatizzazione in Italia, fa più danni che bene, specie in alcuni ex servizi statali è sotto gli occhi di tutti, giusto? Ma neanche questo importa, basta l’immagine, e quando non c’è a volte ci vuole molta immaginazione, fino a sfociare nella fantasia.
Cosa che non mi difetta a dire il vero, e così mentre entro nella posta e aspetto che l’unico sportello aperto, con l’unico impiegato, (per la cronaca Peppe Capuano), cerca di barcamenarsi tra vaglia e operazioni varie, mi guardo la faccia sorridente del manifesto che mi propone di comprare i prodotti banco posta, i servizi, le azioni, di sicuro saranno buone.
Del resto la posta per farmi guadagnare più denaro con l’investimento in borsa, mi fa perdere del tempo, ma che importa? Con i soldi si sa si fa tutto, si compra anche il tempo, e forse tra i vari prodotti che nel catalogo postale messo in attesa dell’unico sportello e dell’unico impiegato, ci sarà un orologio che va all’indietro e quindi quando esco dalla posta non solo avrò fatto ciò che devo, ma addirittura il mio orologio mi dirà che sono entrato alle 10 e sono uscito alle 9,45, alla faccia dell’orario nazionale, non a caso a Positano a breve ci saranno l’ora solare, quella legale e quella postale. Non dimentichiamoci poi dell’educazione che c’è quando gli sportelli si raddoppiano, è commovente l’immagine opulenta che la posta da di se, l’efficienza… le faremo sapere.
L’altro giorno, nella città metropolitana di Nocelle, di cui Positano è una piccola “frazione”, sono stati visti tre postini, ma le deficienze continuano e la posta ancora non arriva come faceva prima, ne nel resto della frazione di cui faccio parte, altri tre sempre lo stesso giorno stavano a Montepertuso, altra metropoli. Alla fine la risposta filosofica della gente supera la fantasia della stessa posta, sfociando nell’ironia fumettistica, “per vendere di più hanno fatto morire Superman, e hanno preso a lavorare i Vendicatori”, ma si sa che, non tutti i supereroi sono uguali, ne i loro poteri.
Poteri che mancano nella lontanissima Salerno, da cui (credo), Positano e le metropoli montane dipendono, pensate che è così lontana che arrivare fino a qui per vedere in quali condizioni è ridotto questo servizio e in quale condizioni, e con quale tempo e mezzi lavorano le persone gli è impossibile, qualcuno ci ha anche provato, ma non è riuscito ad arrivare alla meta, quello che ci riuscirà pubblicherà il milione.
Perché si sa a Positano ci sono i soldi, sono tutti ricchi, le scale sono mobili, e i nostri nonni stanno sempre con i cellulari in mano e per staccarli dal pc mentre sono impegnati con facebook, oppure per usufruire dei servizi online è sempre un impresa, noi non abbiamo gli anziani che aspettano ore in un ufficio mentre chi li accompagna deve cercare di trovare un parcheggio, no! Noi abbiamo i soldi, così tanti che quelli della pensione li lasciamo nella posta a maturare, alcuni purtroppo sono diventati marci, ma si sa è colpa nostra, del resto quando si pensa troppo ai soldi, agli obiettivi e non alle persone, qualcosa si deve pur perdere, vero? Come l’irresponsabile area di Positano, che mentre lecca il gelato, passa l’estate e l’autunno e passa il tempo, e leccando passa la vita.Ci sono “fotografie” che danno non solo un immagine chiara di ciò che si è, ma anche di ciò che si vive, e della propria storia.
Di questo tempo, di questa realtà, civile, politica, e storica, ne dovremo, così si dice, darne conto al futuro, ma alla fine che importa? L’immagine è tutto, giusto? Che la privatizzazione in Italia, fa più danni che bene, specie in alcuni ex servizi statali è sotto gli occhi di tutti, giusto? Ma neanche questo importa, basta l’immagine, e quando non c’è a volte ci vuole molta immaginazione, fino a sfociare nella fantasia.
Cosa che non mi difetta a dire il vero, e così mentre entro nella posta e aspetto che l’unico sportello aperto, con l’unico impiegato, (per la cronaca Peppe Capuano), cerca di barcamenarsi tra vaglia e operazioni varie, mi guardo la faccia sorridente del manifesto che mi propone di comprare i prodotti banco posta, i servizi, le azioni, di sicuro saranno buone.
Del resto la posta per farmi guadagnare più denaro con l’investimento in borsa, mi fa perdere del tempo, ma che importa? Con i soldi si sa si fa tutto, si compra anche il tempo, e forse tra i vari prodotti che nel catalogo postale messo in attesa dell’unico sportello e dell’unico impiegato, ci sarà un orologio che va all’indietro e quindi quando esco dalla posta non solo avrò fatto ciò che devo, ma addirittura il mio orologio mi dirà che sono entrato alle 10 e sono uscito alle 9,45, alla faccia dell’orario nazionale, non a caso a Positano a breve ci saranno l’ora solare, quella legale e quella postale. Non dimentichiamoci poi dell’educazione che c’è quando gli sportelli si raddoppiano, è commovente l’immagine opulenta che la posta da di se, l’efficienza… le faremo sapere.
L’altro giorno, nella città metropolitana di Nocelle, di cui Positano è una piccola “frazione”, sono stati visti tre postini, ma le deficienze continuano e la posta ancora non arriva come faceva prima, ne nel resto della frazione di cui faccio parte, altri tre sempre lo stesso giorno stavano a Montepertuso, altra metropoli. Alla fine la risposta filosofica della gente supera la fantasia della stessa posta, sfociando nell’ironia fumettistica, “per vendere di più hanno fatto morire Superman, e hanno preso a lavorare i Vendicatori”, ma si sa che, non tutti i supereroi sono uguali, ne i loro poteri.
Poteri che mancano nella lontanissima Salerno, da cui (credo), Positano e le metropoli montane dipendono, pensate che è così lontana che arrivare fino a qui per vedere in quali condizioni è ridotto questo servizio e in quale condizioni, e con quale tempo e mezzi lavorano le persone gli è impossibile, qualcuno ci ha anche provato, ma non è riuscito ad arrivare alla meta, quello che ci riuscirà pubblicherà il milione.
Perché si sa a Positano ci sono i soldi, sono tutti ricchi, le scale sono mobili, e i nostri nonni stanno sempre con i cellulari in mano e per staccarli dal pc mentre sono impegnati con facebook, oppure per usufruire dei servizi online è sempre un impresa, noi non abbiamo gli anziani che aspettano ore in un ufficio mentre chi li accompagna deve cercare di trovare un parcheggio, no! Noi abbiamo i soldi, così tanti che quelli della pensione li lasciamo nella posta a maturare, alcuni purtroppo sono diventati marci, ma si sa è colpa nostra, del resto quando si pensa troppo ai soldi, agli obiettivi e non alle persone, qualcosa si deve pur perdere, vero? Come l’irresponsabile area di Positano, che mentre lecca il gelato, passa l’estate e l’autunno e passa il tempo, e leccando passa la vita.

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