Lega Pro – Caserttana da serie B

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Casertana il ritmo è da B

La squadra di Romaniello è la vera sorpresa Ventuno punti su trenta a disposizione. Sei vittorie, tre pareggi ed una sola sconfitta nella sfortunata trasferta di Cosenza. Dodici gol realizzati e appena cinque subiti con una straordinaria media di mezzo gol incassato a partita. Migliore difesa del campionato insieme a Messina e Cosenza. Numeri importanti. Da capogiro se consideriamo la calda estate che ci si è lasciati alle spalle all’ombra della Reggia. Semplicemente la Casertana. Una delle realtà più floride della Lega Pro che, nel giro di quasi quattro anni, è passata dalle sabbie mobili della serie D, in cui era rimasta impelagata per due decenni, ad una graduale scalata delle gerarchie della terza serie. E questo è senza dubbio il punto più alto toccato dal club nella nuova era innescata dall’ambizione del massimo azionista Giovanni Lombardi e dalle abili mani del direttore generale Nicola Pannone. Un progetto diventato sempre più solido e che, negli ultimi mesi, ha visto scendere in campo in prima linea anche il presidente Corvino. Mai così in alto da quel lontano 1990/91 che portò alla seconda storica promozione in serie B. Anzi, scorrendo attentamente i numeri, i campani viaggiano su ritmi ancor più sostenuti di quella storica squadra guidata da Adriano Lombardi. Insomma i risultati del campo non sono mai frutto del caso. Alle spalle c’è programmazione. Paziente e parsimoniosa. Nessun mega ingaggio, nessun protagonista al di fuori delle righe. Il segreto è nel gruppo. In quel “uniti si vince” coniato nella risalita dagli inferi e che torna sempre utile. E in questo contesto il nome di Nicola Romaniello si innesta alla perfezione. Uno che non ama le “chiacchiere”. Se non fosse costretto, eviterebbe volentieri i microfoni. Ama il campo. L’adrenalina della settimana di lavoro. Del calciatore gli è rimasto proprio questo. La voglia di vivere cosa accade nel rettangolo di gioco. Di respirare il profumo dell’erba e quello degli spogliatoi umidi. Il suo passato da calciatore, del resto, non è poi così distante. E, forse, proprio per questo riesce a capire di cosa i suoi uomini hanno bisogno. Tenendo, però, quelle giuste distanze che un allenatore deve necessariamente avere.

ROMANIELLO. E proprio al gruppo Romaniello rivolge il suo pensiero: «Ho la fortuna di allenatore dei calciatori che sudano la maglia – commenta l’allenatore -. Seguivo la Casertana anche lo scorso anno da semplice spettatore e posso dire che alcuni calciatori fanno cose che non gli vedevo mostrare in campo in passato. Questo è il nostro segreto. Tutti sono al servizio della squadra. Fino a quando giocheremo con questo atteggiamento riusciremo a toglierci soddisfazioni importanti». Semplice come pochi, tanto timido davanti a taccuini e telecamere, quanto carico e grintoso in panca. Ma arrivare fin qui non è stato facile. Quando a luglio venne annunciato dalla Casertana come nuovo tecnico in molti rimasero stupiti. Un trainer giovane con soltanto una precedente esperienza in Lega Pro all’Aversa Normanna: «Era normale che la gente avesse qualche dubbio, ma siamo stati bravi a trasformare lo scetticismo in entusiasmo. Ora fa piacere vedere i nostri tifosi gioire. A noi, però, tocca pensare soltanto a lavorare. Nella nostra testa deve esserci soltanto la sfida di Agrigento. Abbiamo dato un segnale importante vincendo contro il Martina Franca con tanta determinazione e trovando la rete in avvio di gara – conclude Romaniello -. Dobbiamo continuare su questa strada. Nel calcio vige la regola della memoria corta e non c’è tempo per guardarsi alle spalle e crogiolarsi di fronte a delle vittorie già conquistate». fonte:corrieredellosport

Casertana il ritmo è da B

La squadra di Romaniello è la vera sorpresa Ventuno punti su trenta a disposizione. Sei vittorie, tre pareggi ed una sola sconfitta nella sfortunata trasferta di Cosenza. Dodici gol realizzati e appena cinque subiti con una straordinaria media di mezzo gol incassato a partita. Migliore difesa del campionato insieme a Messina e Cosenza. Numeri importanti. Da capogiro se consideriamo la calda estate che ci si è lasciati alle spalle all'ombra della Reggia. Semplicemente la Casertana. Una delle realtà più floride della Lega Pro che, nel giro di quasi quattro anni, è passata dalle sabbie mobili della serie D, in cui era rimasta impelagata per due decenni, ad una graduale scalata delle gerarchie della terza serie. E questo è senza dubbio il punto più alto toccato dal club nella nuova era innescata dall'ambizione del massimo azionista Giovanni Lombardi e dalle abili mani del direttore generale Nicola Pannone. Un progetto diventato sempre più solido e che, negli ultimi mesi, ha visto scendere in campo in prima linea anche il presidente Corvino. Mai così in alto da quel lontano 1990/91 che portò alla seconda storica promozione in serie B. Anzi, scorrendo attentamente i numeri, i campani viaggiano su ritmi ancor più sostenuti di quella storica squadra guidata da Adriano Lombardi. Insomma i risultati del campo non sono mai frutto del caso. Alle spalle c'è programmazione. Paziente e parsimoniosa. Nessun mega ingaggio, nessun protagonista al di fuori delle righe. Il segreto è nel gruppo. In quel "uniti si vince" coniato nella risalita dagli inferi e che torna sempre utile. E in questo contesto il nome di Nicola Romaniello si innesta alla perfezione. Uno che non ama le "chiacchiere". Se non fosse costretto, eviterebbe volentieri i microfoni. Ama il campo. L'adrenalina della settimana di lavoro. Del calciatore gli è rimasto proprio questo. La voglia di vivere cosa accade nel rettangolo di gioco. Di respirare il profumo dell'erba e quello degli spogliatoi umidi. Il suo passato da calciatore, del resto, non è poi così distante. E, forse, proprio per questo riesce a capire di cosa i suoi uomini hanno bisogno. Tenendo, però, quelle giuste distanze che un allenatore deve necessariamente avere.

ROMANIELLO. E proprio al gruppo Romaniello rivolge il suo pensiero: «Ho la fortuna di allenatore dei calciatori che sudano la maglia – commenta l'allenatore -. Seguivo la Casertana anche lo scorso anno da semplice spettatore e posso dire che alcuni calciatori fanno cose che non gli vedevo mostrare in campo in passato. Questo è il nostro segreto. Tutti sono al servizio della squadra. Fino a quando giocheremo con questo atteggiamento riusciremo a toglierci soddisfazioni importanti». Semplice come pochi, tanto timido davanti a taccuini e telecamere, quanto carico e grintoso in panca. Ma arrivare fin qui non è stato facile. Quando a luglio venne annunciato dalla Casertana come nuovo tecnico in molti rimasero stupiti. Un trainer giovane con soltanto una precedente esperienza in Lega Pro all'Aversa Normanna: «Era normale che la gente avesse qualche dubbio, ma siamo stati bravi a trasformare lo scetticismo in entusiasmo. Ora fa piacere vedere i nostri tifosi gioire. A noi, però, tocca pensare soltanto a lavorare. Nella nostra testa deve esserci soltanto la sfida di Agrigento. Abbiamo dato un segnale importante vincendo contro il Martina Franca con tanta determinazione e trovando la rete in avvio di gara – conclude Romaniello -. Dobbiamo continuare su questa strada. Nel calcio vige la regola della memoria corta e non c'è tempo per guardarsi alle spalle e crogiolarsi di fronte a delle vittorie già conquistate». fonte:corrieredellosport