Discovering Positano. Positano dai tempi dell’Unità d’Italia al primo Dopoguerra. VIDEO

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Oggi, 9 novembre, Discovering narra di un periodo storico che ci immette nel ‘900. Con l’ingresso delle truppe garibaldine a Napoli, Positano, come tutti i paesi del Meridione, entrò a far parte del Regno d’Italia. I primi anni del Regno, uno Stato molto povero, furono mal sopportati dagli abitanti, i quali si trovarono a dover pagare delle tasse che in precedenza non avevano mai pagato, come ad esempio, restando nel nostro ambito, la tassa sul bollo e sul macinato. Imprevisti e problemi aumentarono nel 1879, anno in cui avvenne una spaventosa tempesta marittima di grandi proporzioni che distrusse le imbarcazioni ed il porto di Amalfi, che era in fase di costruzione. In quegli anni Positano e la Costiera Amalfitana patirono soprusi da parte di bande di briganti, guidate dai ben noti Cicione, Scorticaciuccio e Gianpiero, che si moltiplicarono nel tempo, per l’elevato numero di soldati borbonici, che preferirono restare fedeli al proprio re, piuttosto che servire i Savoia. Il brigantaggio fu una piaga, un vero male sociale, che sembrava accrescersi sempre più visto anche l’atteggiamento dell’esercito piemontese, che si comportò più come forza di occupazione che di unificazione. Si dovette sostenere una lunga e sanguinosa lotta per eliminare questo triste fenomeno. Un evento da ricordare di questi anni fu il completamento della strada litoranea da Vietri sul Mare a Meta di Sorrento , l’attuale S.S. 163, che pose fine al secolare isolamento di Positano raggiungibile sino ad allora solo via mare o attraverso il Sentiero degli Dei. Continuarono anni difficili con un periodo di profonda depressione economica, determinata anche da una crisi da parte dei filatori di seta e di canovaccio, un’arte positanese che trovava le sue radici nel Medioevo, causata dalla caduta delle barriere doganali interne. Poi giunse la Prima Guerra Mondiale, che causò sia diversi morti (sul lato sinistro del nostro campanile c’è una lapide che ricorda i caduti positanesi delle ultime due guerre) sia l’obbligo di leva, che con i Borboni non c’era, all’età di 20 anni e che durava allora per 4 anni. Nonostante tutti i disagi, all’inizio del ‘900 incominciava a far capolino a Positano un termine nuovo: turismo. Questo sconosciuto lemma fece la sua prima e timida apparizione con alcuni personaggi che “riscoprirono” il nostro paese come un angolo di Paradiso che ispirava le diverse correnti di pensiero dell’epoca, quali: il pittore Vincenzo Caprile, allievo della scuola di Morelli, che per circa 50 anni fece la spola tra Napoli, Venezia e Positano, dove aveva la sua casa nel quartiere di Fornillo; un altro pittore, Franco Mancini, detto Il Lord, per la sua arcinota eleganza; lo scrittore e drammaturgo svizzero Gilbert Clavel, al quale dobbiamo il recupero e la ricostruzione in forma pentagonale della Torre di Fornillo da lui acquistata nel 1909; lo scrittore russo Michail Semenov, che acquistò e ristrutturò il mulino di Arienzo; ed il ballerino russo Leònide Massine, che, innamoratosi dei Li Galli, li acquistò per realizzare una scuola internazionale di danza. Nel prossimo articolo parleremo delle ondate migratorie.
Il video “Positano inizio ‘900” è sul canale Youtube Positanonews tv.
Gennaro Cuccaro, Associazione Positano Arte e Cultura.

Today, on November 9, Discovering talks about an historical period that we do enter in ‘900.
With the coming of garibaldian troops to Naples, Positano, as all the countries of the South, became part of the Kingdom of Italy. The early years of the Kingdom, a very poor State, were badly supported by the inhabitants, who found themselves having to pay taxes that previously had never paid, for example, staying in our area, the stamp tax and on the ground. Contingencies and problems increased in 1879, when it was a frightening storm of large proportions that destroyed maritime vessels and the port of Amalfi, which was under construction. During those years, Positano and the Amalfitan Coast suffered harassments by bands of robbers, led by well-known Cicione, Scorticaciuccio and Gianpiero, who multiplied over time, due to the large number of Bourbon soldiers, who preferred to remain loyal to his King, rather than serve the Savoy. The robbery was a plague, a real social evil, which seemed to grow increasingly seen even the attitude of the Piemontese army, which behaved more like occupation force than of unification. It had to sustain a long and bloody struggle to eliminate this sad phenomenon. An event to remember in these years was the completion of the coast road from Vietri sul Mare to Meta di Sorrento, the current S.S. 163, which ended the centuries-old isolation of Positano reachable until then only by sea or through the Path of the Gods. Continued difficult years with a period of deep economic depression, also by a crisis brought about by the spinners of silk and cloth, an art of Positano that was rooted in the middle ages, caused by the collapse of internal customs barriers. Then came the first world war, which caused several deaths (on the left side of our Bell Tower there is a plaque commemorating the fallen of Positano from the last two wars) and the obligation of lever, which with the Bourbons there wasn’t, at the age of 20 years and which lasted for 4 years then. Despite all the difficulties, at the beginning of ‘900 began to peep in Positano a term new: tourism. This unknown lemma made its first timid appearance and with some characters who “rediscovered” our country as a paradise that inspired the different currents of thought at the time, such as the painter Vincenzo Caprile, a pupil of Morelli, who for nearly 50 years he shuttled between Naples, Venice and Positano, where he had his home in the neighborhood of Fornillo; another painter, Franco Mancini, said The Lord, for his famously elegance; the Swiss writer and playwright Gilbert Clavel, to whom we owe the recovery and reconstruction in the pentagonal form of the Tower of Fornillo, bought by him in 1909; the Russian writer Mikhail Semenov, who bought and renovated the mill of Arienzo; and Leònide Massine, Russian dancer who, in love of Li Galli, bought them to achieve an international school of dance. In the next article we will talk about the migratory waves.
Video “Positano inizio ‘900” is on Youtube channel Positanonews tv.
Gennaro Cuccaro, Association Positano Arte e Cultura.Oggi, 9 novembre, Discovering narra di un periodo storico che ci immette nel ‘900. Con l’ingresso delle truppe garibaldine a Napoli, Positano, come tutti i paesi del Meridione, entrò a far parte del Regno d’Italia. I primi anni del Regno, uno Stato molto povero, furono mal sopportati dagli abitanti, i quali si trovarono a dover pagare delle tasse che in precedenza non avevano mai pagato, come ad esempio, restando nel nostro ambito, la tassa sul bollo e sul macinato. Imprevisti e problemi aumentarono nel 1879, anno in cui avvenne una spaventosa tempesta marittima di grandi proporzioni che distrusse le imbarcazioni ed il porto di Amalfi, che era in fase di costruzione. In quegli anni Positano e la Costiera Amalfitana patirono soprusi da parte di bande di briganti, guidate dai ben noti Cicione, Scorticaciuccio e Gianpiero, che si moltiplicarono nel tempo, per l’elevato numero di soldati borbonici, che preferirono restare fedeli al proprio re, piuttosto che servire i Savoia. Il brigantaggio fu una piaga, un vero male sociale, che sembrava accrescersi sempre più visto anche l’atteggiamento dell’esercito piemontese, che si comportò più come forza di occupazione che di unificazione. Si dovette sostenere una lunga e sanguinosa lotta per eliminare questo triste fenomeno. Un evento da ricordare di questi anni fu il completamento della strada litoranea da Vietri sul Mare a Meta di Sorrento , l’attuale S.S. 163, che pose fine al secolare isolamento di Positano raggiungibile sino ad allora solo via mare o attraverso il Sentiero degli Dei. Continuarono anni difficili con un periodo di profonda depressione economica, determinata anche da una crisi da parte dei filatori di seta e di canovaccio, un’arte positanese che trovava le sue radici nel Medioevo, causata dalla caduta delle barriere doganali interne. Poi giunse la Prima Guerra Mondiale, che causò sia diversi morti (sul lato sinistro del nostro campanile c’è una lapide che ricorda i caduti positanesi delle ultime due guerre) sia l’obbligo di leva, che con i Borboni non c’era, all’età di 20 anni e che durava allora per 4 anni. Nonostante tutti i disagi, all’inizio del ‘900 incominciava a far capolino a Positano un termine nuovo: turismo. Questo sconosciuto lemma fece la sua prima e timida apparizione con alcuni personaggi che “riscoprirono” il nostro paese come un angolo di Paradiso che ispirava le diverse correnti di pensiero dell’epoca, quali: il pittore Vincenzo Caprile, allievo della scuola di Morelli, che per circa 50 anni fece la spola tra Napoli, Venezia e Positano, dove aveva la sua casa nel quartiere di Fornillo; un altro pittore, Franco Mancini, detto Il Lord, per la sua arcinota eleganza; lo scrittore e drammaturgo svizzero Gilbert Clavel, al quale dobbiamo il recupero e la ricostruzione in forma pentagonale della Torre di Fornillo da lui acquistata nel 1909; lo scrittore russo Michail Semenov, che acquistò e ristrutturò il mulino di Arienzo; ed il ballerino russo Leònide Massine, che, innamoratosi dei Li Galli, li acquistò per realizzare una scuola internazionale di danza. Nel prossimo articolo parleremo delle ondate migratorie.
Il video “Positano inizio ‘900” è sul canale Youtube Positanonews tv.
Gennaro Cuccaro, Associazione Positano Arte e Cultura.

Today, on November 9, Discovering talks about an historical period that we do enter in ‘900.
With the coming of garibaldian troops to Naples, Positano, as all the countries of the South, became part of the Kingdom of Italy. The early years of the Kingdom, a very poor State, were badly supported by the inhabitants, who found themselves having to pay taxes that previously had never paid, for example, staying in our area, the stamp tax and on the ground. Contingencies and problems increased in 1879, when it was a frightening storm of large proportions that destroyed maritime vessels and the port of Amalfi, which was under construction. During those years, Positano and the Amalfitan Coast suffered harassments by bands of robbers, led by well-known Cicione, Scorticaciuccio and Gianpiero, who multiplied over time, due to the large number of Bourbon soldiers, who preferred to remain loyal to his King, rather than serve the Savoy. The robbery was a plague, a real social evil, which seemed to grow increasingly seen even the attitude of the Piemontese army, which behaved more like occupation force than of unification. It had to sustain a long and bloody struggle to eliminate this sad phenomenon. An event to remember in these years was the completion of the coast road from Vietri sul Mare to Meta di Sorrento, the current S.S. 163, which ended the centuries-old isolation of Positano reachable until then only by sea or through the Path of the Gods. Continued difficult years with a period of deep economic depression, also by a crisis brought about by the spinners of silk and cloth, an art of Positano that was rooted in the middle ages, caused by the collapse of internal customs barriers. Then came the first world war, which caused several deaths (on the left side of our Bell Tower there is a plaque commemorating the fallen of Positano from the last two wars) and the obligation of lever, which with the Bourbons there wasn’t, at the age of 20 years and which lasted for 4 years then. Despite all the difficulties, at the beginning of ‘900 began to peep in Positano a term new: tourism. This unknown lemma made its first timid appearance and with some characters who “rediscovered” our country as a paradise that inspired the different currents of thought at the time, such as the painter Vincenzo Caprile, a pupil of Morelli, who for nearly 50 years he shuttled between Naples, Venice and Positano, where he had his home in the neighborhood of Fornillo; another painter, Franco Mancini, said The Lord, for his famously elegance; the Swiss writer and playwright Gilbert Clavel, to whom we owe the recovery and reconstruction in the pentagonal form of the Tower of Fornillo, bought by him in 1909; the Russian writer Mikhail Semenov, who bought and renovated the mill of Arienzo; and Leònide Massine, Russian dancer who, in love of Li Galli, bought them to achieve an international school of dance. In the next article we will talk about the migratory waves.
Video “Positano inizio ‘900” is on Youtube channel Positanonews tv.
Gennaro Cuccaro, Association Positano Arte e Cultura.