Il Pipita corre forte va a 200 -le pagelle di Napoli – Udinese

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Higuain, con un colpo di biliardo, realizza il gol che decide la partita contro l’Udinese

Higuain va a 200 Il Napoli corre forte 8 Non solo i 200 gol in carriera (15 con il River, 121 con il Real, 64 con il Napoli), ma per Higuain è anche l’ottava stagione (dal 2008-09) che l’argentino arriva in doppia cifra. Con il gol segnato all’Udinese (a cui non aveva ancora segnato) il Pipita è alla settima rete consecutiva al San Paolo (9 gol finora in campionato) e all’undicesima assoluta compresa l’Europa League.

Con il gol all’Udinese il Pipita tocca in carriera la quota prestigiosa

Sesta vittoria nelle ultime sette gare di campionato per il Napoli, che ha perso solo alla prima giornata (1-2 con il Sassuolo, poi 7 vittorie e 4 pareggi). Quinto successo di fila in casa, dove Higuain (200º gol in carriera, primo all’Udinese) ha sempre segnato (8 reti in 6 gare). Reina non prende gol da 4 partite e 377 minuti. Per Colantuono un punto nelle ultime tre partite.  

Lo stratega Sarri centra l’undicesimo risultato utile in campionato C’è un uomo solo al comando, la sua maglia è azzurra, la sua faccia è da “killer”, la sua classe è solenne. C’è un uomo solo che sposta le partite più perfide, se le carica sulle spalle, le impregna del proprio talento e poi le marchia a fuoco: Napoli 1, Udinese 0, nel segno di Higuain, duecento reti (con i club) e non sentirli addosso, perché il graffio che lascia sulla serata vale tre punti, l’undicesimo risultato utile in campionato, la legittimazione al ruolo di protagonista. E’ ancora e sempre Higuain, alla sua settima rete consecutiva al San Paolo, e fanno undici in assoluto, e pure stavolta il diagonale che rimuove qualsiasi preoccupazione è un capolavoro d’un artista nato per (far) sognare.

RESISTENZA ATTIVA. E’ una serata che il Napoli si complica un po’ da sé ed un po’ se la ritrova ingarbugliata da un’Udinese che ha scelto di difendere alto, di pressare in qualsiasi zona del campo, di andare ad uomo sui centrocampisti ed evitando di sbilanciarsi. Ed allora, diviene un braccio di ferro in quella terra di mezzo che è di tutti, perché da una trequarti all’altra è caos (organizzato) e comunque mordi e fuggi, provando soluzioni che suggeriscano vie di fughe, assaltando sulle corsie esterne (che sono di Hysaj e di Ghoulam), danzano intorno a Jorginho che ha sensibilità non solo tecnica.

ALTERNATIVE. Il Napoli allora si rimodella, azzarda, porta Callejon e Insigne all’interno, lascia scivolare Higuain in posizione di “falso nueve”, osa, ha varietà e intuizioni (al 2’: Hamsik dentro per Callejon), ha interpretazioni “singolari” (l’assist di Reina per Insigne al 16’ che non controlla a dovere) ha un pizzico di sorte anche contro (al 20’: magìa di Higuain, controllo e tiro, di un’unghia fuori dallo specchio della porta) ed ha, però, pure una percettibile imprecisione che in tre circostanze, in dieci minuti torridi, quelli che vanno dal 28’ al 38’, sprigionano preoccupazione sul San Paolo ed esaltano il portiere dell’Udinese Karnezis, straordinario sulle conclusioni del Pipita e di Callejon.

ATTACCO. Ma quando si esce dagli spogliatoi, all’Udinese hanno tolto l’aria, perché il Napoli s’è preso tutto il campo, in larghezza e in profondità, va ad aggredire in prossimità dell’area avversaria, sradica l’erba dal San Paolo e il pallone a chi s’azzarda a giocarlo: la ripartenza fatale è un fulmine nella notte e quando Jorginho trova la profondità per il Pipita, qualcosa è possibile, persino il prodigio di stringere con il collo-interno e mandarla lì, nell’angolino lontano. Lo spettacolo esplode ed è calcio da restare incantati, su palla inattiva (al 10’: punizione di Jorginho, volée di Insigne in braccio a Karnezis) o su cambio di campo (al 12’: Insigne per Higuain, cucchiaio ad una ciglia dal palo).

LA “PAURA”. A questo punto (ovviamente) è un’altra partita: l’ha mischiata anche Colantuono, affiancando Aguirre a Thereau, però c’è sempre tanto Napoli, che vacilla (al 20’) sul colpo di testa di Widmer, ma poi prova la gestione attraverso il palleggio, lasciando rifiatare Insigne (per Mertens) e Callejon (con El Kaddouri), togliendosi ampiezza ma godendosi l’equilibrio che serve per evitare pathos, per tenere lontana l’Udinese che intanto ha cominciato almeno a palleggiare, anche se mai concretamente in verticale: però il pallone scivola per qualche volta nell’area di rigore e ci sono partite che si possono rovinare per un caso o per un dettaglio o per un errore che sfugga al contesto. E allora, l’altra faccia del Napoli è quella testimoniata dalla solidità di una difesa che per la settima volta ha sbarrato la propria porta (verrebbe da dire la trequarti), lasciando che resti beatamente solo quell’uomo al comando di sé.

Ghoulam ok Albiol lucido Karnezis c’è Hysaj e Jorginho in luce. Hamsik lotta Widmer esce alla distanza. Badu resiste

 Higuain 7 Il gol è l’espressione più semplice: è spaziale nelle giocate, straordinario nella lettura. Un centravanti al quale andrebbe consegnata (non a Napoli), la 10.

Hysaj 7 Fa saltare il contachilometri, divora la fascia, copre e mostra la saggezza d’un vecchio.

Albiol 7 Governa con lucida intelligenza, mai un passo avanti, mai mezzo dietro. Lo trovi dove serve. Ghoulam 7 L’uomo in più: sfonda a sinistra e se alla distanza va spegnendosi, va giustificato. E’ un essere umano.

Jorginho 7 Illumina, si prende le responsabilità, arma il Pipita: e, quando sbaglia, all’ottatancinquesimo, il San Paolo si stupisce.

Sarri (all.) 7 Pure il Napoli meno travolgente piace, perché usa la testa ancora prima che gli schemi. E la storia ha capitoli ancora bianchi da poter scrivere.

Reina 6,5 La manona quando serve: una sicurezza.

Koulibaly 6,5 Il giallo è una furbata che ne macchia la serata. Niente Verona, alla ripresa. Hamsik 6 Le coperture, innanzitutto, avendo intorno a sé un mucchio di gente.

Callejon 6 E’ indispensabile, pur nella sufficienza: sente di avere le gambe un po’ così e allora lavora per gli altri. Insigne 6 Galleggia ai margini, ha guizzi suoi (il lancio al Pipita) ma meno vibrante che in passato.

Mertens (22’ st) 6 Rarissime iniziative, ma il pressing torna comodo.

Allan 6 L’emozione, la gabbia intorno: miscelate e viene una prestazione “normale”.

UDINESE Karnezis 7 Rinvia l’esecuzione: esce su chiunque, ha i tempi giusti e pure il talento.

Wague 6 Sa come opporsi, sa come fronteggiare e come osare e se perde Higuain non è una colpa…

PIRIS (7’ st) 6 Entra nel momento peggiore però non sfigura.

Widmer 6 Ha gamba, ma deve contenere quella furia di Ghoulam; si riscatta alla distanza, sporcando i guanti di Reina. Badu 6 Su Hamsik, a fare a spallate, riuscendo a resistergli.

Lodi 6 Gli viene chiesto di seguire Jorginho, lo va a prendere altissimo con intraprendenza, ne apprezza le giocate ma con dignità.

Adnan (25′ st) 6 Va in scioltezza, è fresco, cerca compagni che non ci sono. Colantuono (all.) 6 Si difende (innanzitutto): discreta organizzazione là dietro, ma avanti..

. Iturra 5,5 Gli errori che restano, perché si perde nelle uscite palla al piede.

Edenilson 5,5 Eppure potrebbe, ma non riesce: forse è questione di testa.

Felipe 5,5 Lascia che si aprano falle, forse retaggio del giallo al quarto, che un po’ lo condiziona.

Danilo 5 Ondeggia contro il Pipita, lo subisce, poi s’inchina.

Thereau 5 Palloni giocabili pochi, ma lui non si nota, né fa granché.

Aguirre (12′ st) 5 Uno scatto, forse due…

Fernandes 5 Immerso nella terra di nessuno, che non è neanche la sua, e dovrebbe esserlo.

L’arbitro Celi 6 Non lascia tracce, tranne un po’ di pignoleria.

fonte:corrieredellosport

Higuain, con un colpo di biliardo, realizza il gol che decide la partita contro l’Udinese

Higuain va a 200 Il Napoli corre forte 8 Non solo i 200 gol in carriera (15 con il River, 121 con il Real, 64 con il Napoli), ma per Higuain è anche l’ottava stagione (dal 2008-09) che l’argentino arriva in doppia cifra. Con il gol segnato all’Udinese (a cui non aveva ancora segnato) il Pipita è alla settima rete consecutiva al San Paolo (9 gol finora in campionato) e all’undicesima assoluta compresa l’Europa League.

Con il gol all’Udinese il Pipita tocca in carriera la quota prestigiosa

Sesta vittoria nelle ultime sette gare di campionato per il Napoli, che ha perso solo alla prima giornata (1-2 con il Sassuolo, poi 7 vittorie e 4 pareggi). Quinto successo di fila in casa, dove Higuain (200º gol in carriera, primo all’Udinese) ha sempre segnato (8 reti in 6 gare). Reina non prende gol da 4 partite e 377 minuti. Per Colantuono un punto nelle ultime tre partite.  

Lo stratega Sarri centra l’undicesimo risultato utile in campionato C’è un uomo solo al comando, la sua maglia è azzurra, la sua faccia è da “killer”, la sua classe è solenne. C’è un uomo solo che sposta le partite più perfide, se le carica sulle spalle, le impregna del proprio talento e poi le marchia a fuoco: Napoli 1, Udinese 0, nel segno di Higuain, duecento reti (con i club) e non sentirli addosso, perché il graffio che lascia sulla serata vale tre punti, l’undicesimo risultato utile in campionato, la legittimazione al ruolo di protagonista. E’ ancora e sempre Higuain, alla sua settima rete consecutiva al San Paolo, e fanno undici in assoluto, e pure stavolta il diagonale che rimuove qualsiasi preoccupazione è un capolavoro d’un artista nato per (far) sognare.

RESISTENZA ATTIVA. E’ una serata che il Napoli si complica un po’ da sé ed un po’ se la ritrova ingarbugliata da un’Udinese che ha scelto di difendere alto, di pressare in qualsiasi zona del campo, di andare ad uomo sui centrocampisti ed evitando di sbilanciarsi. Ed allora, diviene un braccio di ferro in quella terra di mezzo che è di tutti, perché da una trequarti all’altra è caos (organizzato) e comunque mordi e fuggi, provando soluzioni che suggeriscano vie di fughe, assaltando sulle corsie esterne (che sono di Hysaj e di Ghoulam), danzano intorno a Jorginho che ha sensibilità non solo tecnica.

ALTERNATIVE. Il Napoli allora si rimodella, azzarda, porta Callejon e Insigne all’interno, lascia scivolare Higuain in posizione di “falso nueve”, osa, ha varietà e intuizioni (al 2’: Hamsik dentro per Callejon), ha interpretazioni “singolari” (l’assist di Reina per Insigne al 16’ che non controlla a dovere) ha un pizzico di sorte anche contro (al 20’: magìa di Higuain, controllo e tiro, di un’unghia fuori dallo specchio della porta) ed ha, però, pure una percettibile imprecisione che in tre circostanze, in dieci minuti torridi, quelli che vanno dal 28’ al 38’, sprigionano preoccupazione sul San Paolo ed esaltano il portiere dell’Udinese Karnezis, straordinario sulle conclusioni del Pipita e di Callejon.

ATTACCO. Ma quando si esce dagli spogliatoi, all’Udinese hanno tolto l’aria, perché il Napoli s’è preso tutto il campo, in larghezza e in profondità, va ad aggredire in prossimità dell’area avversaria, sradica l’erba dal San Paolo e il pallone a chi s’azzarda a giocarlo: la ripartenza fatale è un fulmine nella notte e quando Jorginho trova la profondità per il Pipita, qualcosa è possibile, persino il prodigio di stringere con il collo-interno e mandarla lì, nell’angolino lontano. Lo spettacolo esplode ed è calcio da restare incantati, su palla inattiva (al 10’: punizione di Jorginho, volée di Insigne in braccio a Karnezis) o su cambio di campo (al 12’: Insigne per Higuain, cucchiaio ad una ciglia dal palo).

LA “PAURA”. A questo punto (ovviamente) è un’altra partita: l’ha mischiata anche Colantuono, affiancando Aguirre a Thereau, però c’è sempre tanto Napoli, che vacilla (al 20’) sul colpo di testa di Widmer, ma poi prova la gestione attraverso il palleggio, lasciando rifiatare Insigne (per Mertens) e Callejon (con El Kaddouri), togliendosi ampiezza ma godendosi l’equilibrio che serve per evitare pathos, per tenere lontana l’Udinese che intanto ha cominciato almeno a palleggiare, anche se mai concretamente in verticale: però il pallone scivola per qualche volta nell’area di rigore e ci sono partite che si possono rovinare per un caso o per un dettaglio o per un errore che sfugga al contesto. E allora, l’altra faccia del Napoli è quella testimoniata dalla solidità di una difesa che per la settima volta ha sbarrato la propria porta (verrebbe da dire la trequarti), lasciando che resti beatamente solo quell’uomo al comando di sé.

Ghoulam ok Albiol lucido Karnezis c’è Hysaj e Jorginho in luce. Hamsik lotta Widmer esce alla distanza. Badu resiste

 Higuain 7 Il gol è l’espressione più semplice: è spaziale nelle giocate, straordinario nella lettura. Un centravanti al quale andrebbe consegnata (non a Napoli), la 10.

Hysaj 7 Fa saltare il contachilometri, divora la fascia, copre e mostra la saggezza d’un vecchio.

Albiol 7 Governa con lucida intelligenza, mai un passo avanti, mai mezzo dietro. Lo trovi dove serve. Ghoulam 7 L’uomo in più: sfonda a sinistra e se alla distanza va spegnendosi, va giustificato. E’ un essere umano.

Jorginho 7 Illumina, si prende le responsabilità, arma il Pipita: e, quando sbaglia, all’ottatancinquesimo, il San Paolo si stupisce.

Sarri (all.) 7 Pure il Napoli meno travolgente piace, perché usa la testa ancora prima che gli schemi. E la storia ha capitoli ancora bianchi da poter scrivere.

Reina 6,5 La manona quando serve: una sicurezza.

Koulibaly 6,5 Il giallo è una furbata che ne macchia la serata. Niente Verona, alla ripresa. Hamsik 6 Le coperture, innanzitutto, avendo intorno a sé un mucchio di gente.

Callejon 6 E’ indispensabile, pur nella sufficienza: sente di avere le gambe un po’ così e allora lavora per gli altri. Insigne 6 Galleggia ai margini, ha guizzi suoi (il lancio al Pipita) ma meno vibrante che in passato.

Mertens (22’ st) 6 Rarissime iniziative, ma il pressing torna comodo.

Allan 6 L’emozione, la gabbia intorno: miscelate e viene una prestazione “normale”.

UDINESE Karnezis 7 Rinvia l’esecuzione: esce su chiunque, ha i tempi giusti e pure il talento.

Wague 6 Sa come opporsi, sa come fronteggiare e come osare e se perde Higuain non è una colpa…

PIRIS (7’ st) 6 Entra nel momento peggiore però non sfigura.

Widmer 6 Ha gamba, ma deve contenere quella furia di Ghoulam; si riscatta alla distanza, sporcando i guanti di Reina. Badu 6 Su Hamsik, a fare a spallate, riuscendo a resistergli.

Lodi 6 Gli viene chiesto di seguire Jorginho, lo va a prendere altissimo con intraprendenza, ne apprezza le giocate ma con dignità.

Adnan (25' st) 6 Va in scioltezza, è fresco, cerca compagni che non ci sono. Colantuono (all.) 6 Si difende (innanzitutto): discreta organizzazione là dietro, ma avanti..

. Iturra 5,5 Gli errori che restano, perché si perde nelle uscite palla al piede.

Edenilson 5,5 Eppure potrebbe, ma non riesce: forse è questione di testa.

Felipe 5,5 Lascia che si aprano falle, forse retaggio del giallo al quarto, che un po’ lo condiziona.

Danilo 5 Ondeggia contro il Pipita, lo subisce, poi s’inchina.

Thereau 5 Palloni giocabili pochi, ma lui non si nota, né fa granché.

Aguirre (12' st) 5 Uno scatto, forse due…

Fernandes 5 Immerso nella terra di nessuno, che non è neanche la sua, e dovrebbe esserlo.

L'arbitro Celi 6 Non lascia tracce, tranne un po’ di pignoleria.

fonte:corrieredellosport