Milan-Atalanta 0-0 – Belusconi deluso – il baby portiere Donnarumma un diavolo le pagelle

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Tre interventi decisivi del giovane portiere tengono a galla i rossoneri di Mihajlovic

Dopo tre vittorie consecutive il Milan deve rallentare contro una super Atalanta. Decisivo il baby portiere Poteva e doveva essere la partita della svolta, così non è stato. Davanti al presidente Berlusconi, giunto a San Siro con un’ora di anticipo rispetto al fischio d’inizio, il Milan ha perso l’occasione che Mihajlovic aveva sognato e sperato. Merito di una super-Atalanta e del suo allenatore, Edy Reja, che a 70 anni ha ancora lucidità, saggezza e coraggio da vendere.

San Siro ha rifatto timidamente vedere un’affluenza di pubblico più densa del solito. Ma, dopo qualche applauso nel primo tempo, lo 0-0 finale (il primo di questo campionato che è coinciso anche con il primo pareggio a San Siro) ha innescato ancora gli immancabili fischi di delusione. Si salvano Niang e Donnarumma, col secondo autore di almeno due, tre prodezze, che assumono un peso specifico notevole considerando la verdissima età. Niang ok. È stato merito – come detto – anche del redivivo Niang se il Milan, finalmente, ha incominciato a dare spettacolo seppur a sprazzi e senza concretizzare fino in fondo quello che è riuscito a produrre nella fase iniziale della partita. Del resto l’abilità e l’acume tattico di Reja sono da manuale del calcio. Un Milan comunque volitivo ha incontrato oggettive difficoltà a sgretolare la compattezza di un’Atalanta che quando si difende fa reparto unico fra retroguardia e centrocampo.

Dopo appena 20′ Reja è stato costretto al primo cambio (Dramè out per infortunio, al suo posto Bellini). Mihajlovic ha fatto bene a puntare su Niang al rientro dopo un lungo infortunio. Il francese ha decisamente nobilitato il 4-3-3 ed è stato un suo diagonale l’unico pericolo percepito da Sportiello (parata in due tempi) nel primo tempo. 4-2-4. Mihajlovic ha preferito cambiare nell’intervallo De Sciglio (che ha rischiato il doppio «giallo» nel primo tempo) anche perché alla ripresa del campionato (21 novembre, Juventus-Milan) non è sicuro di poter riavere l’infortunato Abate. Il baby-sostituto Calabria ha dovuto fare i conti con lo scatenato Papu Gomez e l’Atalanta ha iniziato il secondo tempo con una marcia in più rispetto a quanto aveva fatto vedere nel primo. Tanto è vero che Mihajlovic dopo appena 19′ ha deciso di richiamare Kucka in panchina per gettare nella mischia Luiz Adriano, armando un 4-2-4 con chiare intenzioni bellicose. Anche perché poco prima Donnarumma aveva compiuto un autentico miracolo su Cigarini che poi sul rimpallo ha alzato sulla traversa. Ancora il portiere milanista (20′) ha salvato prima su Moralez e poi (24′) su Grassi. Insomma, anche l’Atalanta aveva deciso di vincere la partita. Come prevedibile l’autonomia di Niang rischiava di essere limitata. Infatti al 28′ è stato sostituito da Honda che conferma di essere ormai fuori dagli attuali schemi del Milan. Solo Atalanta. Per gran parte del secondo tempo, quindi, in campo c’è stata solo l’Atalanta. Scatenata, come dimostrano le parate di Donnarumma e senza che il Milan potesse, nonostante l’alto potenziale offensivo, creare importanti occasioni da rete. Ci ha pensato Luiz Adriano (poco dopo la mezz’ora) con un colpo di testa intercettato da Cigarini a un passo dalla linea di porta con Sportiello fuori causa. La tensione ha giocato un brutto scherzo a Mihajlovic costretto ad abbandonare il terreno di gioco al 43′ perché allontanato dall’arbitro Giacomelli. Il tecnico milanista è stato segnalato all’arbitro dal quarto uomo (Alassio) perché ha dato un calcio, a bordo campo, una bottiglietta d’acqua. L’arrembaggio finale del Milan è stato drammatico e infruttuoso. Cerci, partito comunque in fuorigioco, ha sprecato (48′) l’ultima occasione mentre l’Atalanta non si è scomposta. Meritando ampiamente il pareggio. Che sta anche stretto..

 

 

Bacca stecca Niang sprint Kucka lento Antonelli attento, Cerci svanisce : l’involuzione continua

DONNARUMMA 7,5 Sale in cattedra nella ripresa, con una respinta prodigiosa su un’incornata di Cigarini, poi chiudendo il suo palo a Moralez e infine abbassando la saracinesca a Grassi.

ANTONELLI 6,5 Il sistema di copertura su Moralez funzionano decisamente meglio rispetto a quello su Gomez (fondamentale una chiusura di tacco nel finale). In avanti, con il campo occupato da Niang, non si vede mai.

NIANG 6,5 Dopo 3 mesi ai box, ha voglia di spaccare il mondo. Parte con il piede sull’acceleratore, sprintando sulla sinistra e sacrificandosi pure in copertura, a dispetto di un’autonomia per forza di cose limitata. E, infatti, nella ripresa cala vistosamente.

MONTOLIVO 6 La manovra scorre lenta e confusa, ma stavolta la colpa è più dei compagni che sua. Paga l’assenza di Bertolacci e Bonaventura, gli altri architetti della squadra.

MEXES 6 Con Gomez che fa spesso il vuoto a destra, tocca a lui uscire a chiudere e non sempre il meccanismo funziona.

ROMAGNOLI 6 Uno svarione su Pinilla in avvio gli toglie sicurezza, tanto da infilare un altro paio di incertezze. Ripresa in trincea, con la copertura del centrocampo che salta.

POLI 5,5 Quando gli spazi si riducono, va in difficoltà. Meglio, invece, nelle poche occasioni in cui il Milan riesce a ripartire. E senza i suoi polmoni, nella ripresa, la squadra rossonera avrebbe sofferto ancora di più.

CERCI 5,5 In avvio, si propone con buona costanza come sfogo per la manovra. E quando punta l’uomo mette in difficoltà qualsiasi avversario. Con il passare dei minuti, però, esce dalla gara, toccando pochissimi palloni.

LUIZ ADRIANO (19′ ST) 5,5 Sfiora il terzo gol di testa su calcio d’angolo, ma Cigarini respinge sulla linea. Per il resto non la becca mai.

CALABRIA (1′ ST) 5 Non combina i disastri di De Sciglio, ma Gomez resta imprendibile anche per lui.

MIHAJLOVIC (ALL.) 5 Le prova tutte, ma emergono i soliti difetti e non possono bastare le assenze di Bonaventura e Bertolacci a giustificarle. E Reja per lui resta un tabù: 2 pareggi e 4 sconfitte.

BACCA 5 Ogni volta che ha il pallone tra i piedi fa paura, soprattutto quando entra in area. Il problema è che non viene alimentato a sufficienza e lui fa poco per farsi vedere.

HONDA (28′ ST) 5 A differenza di Niang non salta mai l’uomo.

KUCKA 5 Impreciso nei passaggi e spesso con foga eccessiva nei contrasti. Il gioco si impantana quando il pallone finisce tra i suoi piedi.

DE SCIGLIO 4,5 La sua involuzione sembra non avere fine. Ma è ancora più inspiegabile il fatto che continui a essere titolare. La sua confusione è evidente, tanto che pochi minuti dopo aver rimediato il primo giallo rischia di beccarsi subito il secondo. Non rientra dopo l’intervallo.

. fonte:corrieredellosport

Tre interventi decisivi del giovane portiere tengono a galla i rossoneri di Mihajlovic

Dopo tre vittorie consecutive il Milan deve rallentare contro una super Atalanta. Decisivo il baby portiere Poteva e doveva essere la partita della svolta, così non è stato. Davanti al presidente Berlusconi, giunto a San Siro con un’ora di anticipo rispetto al fischio d’inizio, il Milan ha perso l’occasione che Mihajlovic aveva sognato e sperato. Merito di una super-Atalanta e del suo allenatore, Edy Reja, che a 70 anni ha ancora lucidità, saggezza e coraggio da vendere.

San Siro ha rifatto timidamente vedere un’affluenza di pubblico più densa del solito. Ma, dopo qualche applauso nel primo tempo, lo 0-0 finale (il primo di questo campionato che è coinciso anche con il primo pareggio a San Siro) ha innescato ancora gli immancabili fischi di delusione. Si salvano Niang e Donnarumma, col secondo autore di almeno due, tre prodezze, che assumono un peso specifico notevole considerando la verdissima età. Niang ok. È stato merito – come detto – anche del redivivo Niang se il Milan, finalmente, ha incominciato a dare spettacolo seppur a sprazzi e senza concretizzare fino in fondo quello che è riuscito a produrre nella fase iniziale della partita. Del resto l’abilità e l’acume tattico di Reja sono da manuale del calcio. Un Milan comunque volitivo ha incontrato oggettive difficoltà a sgretolare la compattezza di un’Atalanta che quando si difende fa reparto unico fra retroguardia e centrocampo.

Dopo appena 20' Reja è stato costretto al primo cambio (Dramè out per infortunio, al suo posto Bellini). Mihajlovic ha fatto bene a puntare su Niang al rientro dopo un lungo infortunio. Il francese ha decisamente nobilitato il 4-3-3 ed è stato un suo diagonale l’unico pericolo percepito da Sportiello (parata in due tempi) nel primo tempo. 4-2-4. Mihajlovic ha preferito cambiare nell’intervallo De Sciglio (che ha rischiato il doppio «giallo» nel primo tempo) anche perché alla ripresa del campionato (21 novembre, Juventus-Milan) non è sicuro di poter riavere l’infortunato Abate. Il baby-sostituto Calabria ha dovuto fare i conti con lo scatenato Papu Gomez e l’Atalanta ha iniziato il secondo tempo con una marcia in più rispetto a quanto aveva fatto vedere nel primo. Tanto è vero che Mihajlovic dopo appena 19' ha deciso di richiamare Kucka in panchina per gettare nella mischia Luiz Adriano, armando un 4-2-4 con chiare intenzioni bellicose. Anche perché poco prima Donnarumma aveva compiuto un autentico miracolo su Cigarini che poi sul rimpallo ha alzato sulla traversa. Ancora il portiere milanista (20') ha salvato prima su Moralez e poi (24') su Grassi. Insomma, anche l’Atalanta aveva deciso di vincere la partita. Come prevedibile l’autonomia di Niang rischiava di essere limitata. Infatti al 28' è stato sostituito da Honda che conferma di essere ormai fuori dagli attuali schemi del Milan. Solo Atalanta. Per gran parte del secondo tempo, quindi, in campo c’è stata solo l’Atalanta. Scatenata, come dimostrano le parate di Donnarumma e senza che il Milan potesse, nonostante l’alto potenziale offensivo, creare importanti occasioni da rete. Ci ha pensato Luiz Adriano (poco dopo la mezz’ora) con un colpo di testa intercettato da Cigarini a un passo dalla linea di porta con Sportiello fuori causa. La tensione ha giocato un brutto scherzo a Mihajlovic costretto ad abbandonare il terreno di gioco al 43' perché allontanato dall’arbitro Giacomelli. Il tecnico milanista è stato segnalato all’arbitro dal quarto uomo (Alassio) perché ha dato un calcio, a bordo campo, una bottiglietta d’acqua. L’arrembaggio finale del Milan è stato drammatico e infruttuoso. Cerci, partito comunque in fuorigioco, ha sprecato (48') l’ultima occasione mentre l’Atalanta non si è scomposta. Meritando ampiamente il pareggio. Che sta anche stretto..

 

 

Bacca stecca Niang sprint Kucka lento Antonelli attento, Cerci svanisce : l’involuzione continua

DONNARUMMA 7,5 Sale in cattedra nella ripresa, con una respinta prodigiosa su un’incornata di Cigarini, poi chiudendo il suo palo a Moralez e infine abbassando la saracinesca a Grassi.

ANTONELLI 6,5 Il sistema di copertura su Moralez funzionano decisamente meglio rispetto a quello su Gomez (fondamentale una chiusura di tacco nel finale). In avanti, con il campo occupato da Niang, non si vede mai.

NIANG 6,5 Dopo 3 mesi ai box, ha voglia di spaccare il mondo. Parte con il piede sull’acceleratore, sprintando sulla sinistra e sacrificandosi pure in copertura, a dispetto di un’autonomia per forza di cose limitata. E, infatti, nella ripresa cala vistosamente.

MONTOLIVO 6 La manovra scorre lenta e confusa, ma stavolta la colpa è più dei compagni che sua. Paga l’assenza di Bertolacci e Bonaventura, gli altri architetti della squadra.

MEXES 6 Con Gomez che fa spesso il vuoto a destra, tocca a lui uscire a chiudere e non sempre il meccanismo funziona.

ROMAGNOLI 6 Uno svarione su Pinilla in avvio gli toglie sicurezza, tanto da infilare un altro paio di incertezze. Ripresa in trincea, con la copertura del centrocampo che salta.

POLI 5,5 Quando gli spazi si riducono, va in difficoltà. Meglio, invece, nelle poche occasioni in cui il Milan riesce a ripartire. E senza i suoi polmoni, nella ripresa, la squadra rossonera avrebbe sofferto ancora di più.

CERCI 5,5 In avvio, si propone con buona costanza come sfogo per la manovra. E quando punta l’uomo mette in difficoltà qualsiasi avversario. Con il passare dei minuti, però, esce dalla gara, toccando pochissimi palloni.

LUIZ ADRIANO (19' ST) 5,5 Sfiora il terzo gol di testa su calcio d’angolo, ma Cigarini respinge sulla linea. Per il resto non la becca mai.

CALABRIA (1' ST) 5 Non combina i disastri di De Sciglio, ma Gomez resta imprendibile anche per lui.

MIHAJLOVIC (ALL.) 5 Le prova tutte, ma emergono i soliti difetti e non possono bastare le assenze di Bonaventura e Bertolacci a giustificarle. E Reja per lui resta un tabù: 2 pareggi e 4 sconfitte.

BACCA 5 Ogni volta che ha il pallone tra i piedi fa paura, soprattutto quando entra in area. Il problema è che non viene alimentato a sufficienza e lui fa poco per farsi vedere.

HONDA (28' ST) 5 A differenza di Niang non salta mai l’uomo.

KUCKA 5 Impreciso nei passaggi e spesso con foga eccessiva nei contrasti. Il gioco si impantana quando il pallone finisce tra i suoi piedi.

DE SCIGLIO 4,5 La sua involuzione sembra non avere fine. Ma è ancora più inspiegabile il fatto che continui a essere titolare. La sua confusione è evidente, tanto che pochi minuti dopo aver rimediato il primo giallo rischia di beccarsi subito il secondo. Non rientra dopo l’intervallo.

. fonte:corrieredellosport