Perde il lavoro e si uccide impiccandosi a un albero

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SALERNO. Da quando aveva perso il lavoro, il cinquantenne Lorenzo Di Domenico era cambiato fino a sprofondare in una depressione sempre più cupa. Quando giovedì sera non lo hanno visto rientrare, moglie e figli hanno subito temuto il peggio e hanno segnalato la scomparsa alle forze dell’ordine. A quell’ora, però, l’uomo era forse già morto: i poliziotti lo hanno trovato ieri mattina, impiccato a un albero sulla strada che porta da Salerno alla frazione Croce di Cava de’ Tirreni, pochi metri più su del castello di Arechi.Di Domenico era stato licenziato l’anno scorso dalla Salerno Container Terminal, dopo che a febbraio un’inchiesta della magistratura aveva svelato il suo coinvolgimento in un traffico di sigarette di contrabbando. A febbraio era finito agli arresti domiciliari insieme ad altri colleghi e l’azienda, che si occupa di movimentazione delle merci al porto commerciale, aveva subito fatto partire i procedimenti disciplinari. Un mese dopo era tornato in libertà e a luglio dell’anno scorso aveva chiuso la vicenda giudiziaria patteggiando una pena di dieci mesi che ormai aveva finito di scontare.
di Clemy De Maio La CittaSALERNO. Da quando aveva perso il lavoro, il cinquantenne Lorenzo Di Domenico era cambiato fino a sprofondare in una depressione sempre più cupa. Quando giovedì sera non lo hanno visto rientrare, moglie e figli hanno subito temuto il peggio e hanno segnalato la scomparsa alle forze dell’ordine. A quell’ora, però, l’uomo era forse già morto: i poliziotti lo hanno trovato ieri mattina, impiccato a un albero sulla strada che porta da Salerno alla frazione Croce di Cava de’ Tirreni, pochi metri più su del castello di Arechi.Di Domenico era stato licenziato l’anno scorso dalla Salerno Container Terminal, dopo che a febbraio un’inchiesta della magistratura aveva svelato il suo coinvolgimento in un traffico di sigarette di contrabbando. A febbraio era finito agli arresti domiciliari insieme ad altri colleghi e l’azienda, che si occupa di movimentazione delle merci al porto commerciale, aveva subito fatto partire i procedimenti disciplinari. Un mese dopo era tornato in libertà e a luglio dell’anno scorso aveva chiuso la vicenda giudiziaria patteggiando una pena di dieci mesi che ormai aveva finito di scontare.
di Clemy De Maio La Citta