Losanna rigetta il ricorso. Rossi partirà da ultimo nel Gp di Valencia: «Sarà dura. Sono deluso ma la gente ha capito»

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E adesso resta da inventare l’impresa. Il Tribunale arbitrale sportivo di Losanna, con una nota sul suo sito web ieri poco dopo le 14, ha informato di aver respinto la richiesta di sospensiva inoltrata da Valentino Rossi contro la penalizzazione per il contatto con Marc Marquez nel Gp di Sepang. Il Dottore partirà quindi dall’ultimo posto in griglia nel Gp di Valencia. Rossi dovrebbe piazzare la sua Yamaha numero 46 davanti a quella di altri 24 piloti, andando a vincere una gara da leggenda dopo aver attraversato la tempesta perfetta di provocazioni e presunti calci. Ma basterebbe anche un undicesimo posto, il minimo sindacale che occorrerebbe per intascarsi il suo decimo titolo mondiale, mettendo in conto le tonnellate di nervosismo e pressioni mediatiche che sono piombate sul casco di Jorge Lorenzo, che a sua volta dovrebbe arrivare non più su del quinto posto. Rossi ha perso il ricorso, ma forse ha ricevuto un assist, proprio come quelli su cui ha costruito una carriera e che gli hanno consentito di demolire psicologicamente gli avversari. «Sarà tutto più difficile e mi dispiace non potermi giocare la chance che mi ero costruito. Ma aver visto che, col passare dei giorni, la gente ha capito quello che è successo a Sepang è una piccola consolazione». Valentino sa che è complicato, ma peri suoi alleati la situazione è addirittura fuori controllo. «Questa situazione non modifica la mia passione o la mia idea sul futuro. Io correrò anche l’anno prossimo. Dopodiché deciderò se continuare o meno». Il re non è all’angolo. Dopo averlo imbottito di evidenti minacce e sterilizzato da ogni minimo sbocco di rabbia, la Federazione Internazionale ieri ha spedito in conferenza stampa uno Jorge Lorenzo ormai scaricato dagli sponsor e sconfessato dalla Yamaha. Soprattutto, spaurito. Lo scorso anno la sua gara è durata appena 19 giri, complice un cambio di moto azzardato alle prime avvisaglie di pioggia, ennesima dimostrazione di un pilota incapace di reggere la pressione e di vincere, almeno quando non riesce a tenere la testa della gara dall’inizio alla fine e in solitaria. Nel 2014 ha dominato Marquez, sentendosi allora a casa su un circuito molto insidioso e ad altissimo rischio di caduta. Peccato che in questa stagione il pilota di Cervera abbia parcheggiato la sua Honda ben sette volte sulla ghiaia. Potrebbe dover scegliere un’andatura accorta, come nella gara del Giappone lo scorso 11 ottobre, dove ottenne un quarto posto di alta ragioneria, al riparo da qualsiasi contatto di gara con Rossi e dal bombardamento mediatico che si attirerebbe contro, il tutto con il main sponsor iberico Repsol già pesantemente innervosito. Se il Tas di Losanna ha scelto di non sovraeccitare nervi tesi, questo è il tempo dei piloti innocui, fuori dalle risse viste finora. Pedrosa, prima di tutto, spagnolo e nel 2014 ottimo terzo e candidato a vincere. Iannone e la sua Ducati, poi, che sembrano schierati dalla parte di Valentino e che potrebbero fare da lepre e trascinare Vale in scia verso la testa della gara. Petrucci, Smith, Vinales e perfino Hayden non avrebbero da che dire nel lasciar spazio a Rossi, impegnati come sono in una serie B del motomondiale che non vuole guai. Il calcolo della probabilità dei bookmaker più quotati danno Jorge Lorenzo favorito, Rossi non è però troppo lontano e tra le scommesse più gettonate c’è quella che la Yamaha numero 46 si trovi nelle prime posizioni già dal quarto giro. Con la moto più a posto su una pista scivolosa e non solo per le polemiche. (Gianluigi Giannetti – Il Mattino)

E adesso resta da inventare l’impresa. Il Tribunale arbitrale sportivo di Losanna, con una nota sul suo sito web ieri poco dopo le 14, ha informato di aver respinto la richiesta di sospensiva inoltrata da Valentino Rossi contro la penalizzazione per il contatto con Marc Marquez nel Gp di Sepang. Il Dottore partirà quindi dall'ultimo posto in griglia nel Gp di Valencia. Rossi dovrebbe piazzare la sua Yamaha numero 46 davanti a quella di altri 24 piloti, andando a vincere una gara da leggenda dopo aver attraversato la tempesta perfetta di provocazioni e presunti calci. Ma basterebbe anche un undicesimo posto, il minimo sindacale che occorrerebbe per intascarsi il suo decimo titolo mondiale, mettendo in conto le tonnellate di nervosismo e pressioni mediatiche che sono piombate sul casco di Jorge Lorenzo, che a sua volta dovrebbe arrivare non più su del quinto posto. Rossi ha perso il ricorso, ma forse ha ricevuto un assist, proprio come quelli su cui ha costruito una carriera e che gli hanno consentito di demolire psicologicamente gli avversari. «Sarà tutto più difficile e mi dispiace non potermi giocare la chance che mi ero costruito. Ma aver visto che, col passare dei giorni, la gente ha capito quello che è successo a Sepang è una piccola consolazione». Valentino sa che è complicato, ma peri suoi alleati la situazione è addirittura fuori controllo. «Questa situazione non modifica la mia passione o la mia idea sul futuro. Io correrò anche l'anno prossimo. Dopodiché deciderò se continuare o meno». Il re non è all'angolo. Dopo averlo imbottito di evidenti minacce e sterilizzato da ogni minimo sbocco di rabbia, la Federazione Internazionale ieri ha spedito in conferenza stampa uno Jorge Lorenzo ormai scaricato dagli sponsor e sconfessato dalla Yamaha. Soprattutto, spaurito. Lo scorso anno la sua gara è durata appena 19 giri, complice un cambio di moto azzardato alle prime avvisaglie di pioggia, ennesima dimostrazione di un pilota incapace di reggere la pressione e di vincere, almeno quando non riesce a tenere la testa della gara dall'inizio alla fine e in solitaria. Nel 2014 ha dominato Marquez, sentendosi allora a casa su un circuito molto insidioso e ad altissimo rischio di caduta. Peccato che in questa stagione il pilota di Cervera abbia parcheggiato la sua Honda ben sette volte sulla ghiaia. Potrebbe dover scegliere un'andatura accorta, come nella gara del Giappone lo scorso 11 ottobre, dove ottenne un quarto posto di alta ragioneria, al riparo da qualsiasi contatto di gara con Rossi e dal bombardamento mediatico che si attirerebbe contro, il tutto con il main sponsor iberico Repsol già pesantemente innervosito. Se il Tas di Losanna ha scelto di non sovraeccitare nervi tesi, questo è il tempo dei piloti innocui, fuori dalle risse viste finora. Pedrosa, prima di tutto, spagnolo e nel 2014 ottimo terzo e candidato a vincere. Iannone e la sua Ducati, poi, che sembrano schierati dalla parte di Valentino e che potrebbero fare da lepre e trascinare Vale in scia verso la testa della gara. Petrucci, Smith, Vinales e perfino Hayden non avrebbero da che dire nel lasciar spazio a Rossi, impegnati come sono in una serie B del motomondiale che non vuole guai. Il calcolo della probabilità dei bookmaker più quotati danno Jorge Lorenzo favorito, Rossi non è però troppo lontano e tra le scommesse più gettonate c'è quella che la Yamaha numero 46 si trovi nelle prime posizioni già dal quarto giro. Con la moto più a posto su una pista scivolosa e non solo per le polemiche. (Gianluigi Giannetti – Il Mattino)