Sparatoria in Afghanistan, morto-uno dei due soldati italiani feriti

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La vittima è l’incursore Alessandro Romani, 36 anni, colpito in un agguato mentre cercava terroristi.
Nell’agguato ferito non gravemente un altro militare

MILANO – È morto uno dei due militari rimasti feriti venerdì mattina nell’Afghanistan occidentale nel corso di una sparatoria. Lo conferma il comando italiano a Herat. Si tratta del tenente Alessandro Romani, 36 anni, del Nono Reggimento Col Moschin.

LA VITTIMA – Romani, considerato un veterano, era un incursore del nono reggimento d’assalto «Col Moschin». Nato a Roma il 18 luglio 1974, aveva numerose, precedenti esperienze in missione all’estero. Al Col Moschin bocche cucite anche se dicono che era tra i migliori, attentissimo, scrupoloso. Si tratta di un nuovo lutto per i nostri soldati in Afghanistan a un anno esatto dalla strage di Kabul, nella quale furono uccisi sei militari della Folgore. Ora un altro parà ha perso la vita.

LA DINAMICA – I due incursori erano stati raggiunti da alcuni colpi d’arma da fuoco durante l’operazione di cattura di alcune persone che poco prima avevano piazzato un ordigno sulla strada nel distretto di Bakwa, nella provincia di Farah. In un primo tempo i militari avevano riferito che i due non erano gravi. L’operatore era intervenuto insieme a un suo collega nell’area di Bakwa a seguito della segnalazione di elementi ostili nell’area, rilevati da un drone Predator. Il distaccamento era decollato dalla base di Farah a bordo di un elicottero Chinook del Reos (Raggruppamento elicotteri per operazioni speciali), scortato da due A-129 Mangusta, per neutralizzare la minaccia. Una volta giunti sul posto, però, i militari sono stati attaccati e feriti entrambi. E lo stesso Chinhook li ha evacuati presso l’ospedale role 2 di Farah. Da subito le condizioni dell’incursore sono apparse gravi, ma non sembrava che fosse in pericolo di vita, in quanto era stato colpito alla spalla. Poi, purtroppo, il quadro clinico si è aggravato in quanto erano stati raggiunti organi vitali e l’operatore è deceduto. L’Italia ha circa 3.300 militari impegnati in Afghanistan nell’ambito della missione Isaf guidata dalla Nato. Collabora anche alla missione Eupol di addestramento della polizia afghana, guidata dall’Unione Europea. Finora avevano perso la vita nel Paese 30 militari italiani. L’ultimo attentato mortale si era verificato a Herat lo scorso luglio, quando due genieri avevano perso la vita in un’esplosione durante l’operazione di disinnesco di un ordigno.

LA TASK FORCE 45 – Si tratta dell’unità di forze speciali italiana su base nono reggimento di cui fanno parte elementi di tutte le forze armate. Sono in tutto circa 200 commandos, che effettuano turni di tre mesi in missione e altrettanti di riposo. È un comando nazionale interforze land oriented (operazioni speciali terrestri) di cui fanno parte gli operatori delle forze speciali di tute le forze armate e al quale contribuiscono anche unità di supporto provenienti dal quarto reggimento alpini paracadutisti Monte Cervino (ranger, ndr.) e da assetti specialistici, a seconda delle esigenze. La Task force 45, dipende direttamente dalla Nato ed è divisa in due task unit. La prima si trova a Herat e la seconda a Farah.

FRATTINI E BERLUSCONI – «Sincero cordoglio e fraterna vicinanza ai familiari» sono stati espressi dal Ministro degli Esteri Franco Frattini nell’apprendere la notizia. «L’Italia – prosegue il ministro – paga oggi un ulteriore, doloroso tributo di sangue perseguendo un obiettivo irrinunciabile per la sicurezza nazionale: contribuire a costruire, con il popolo afghano, un Afghanistan sicuro e stabile dove non vi sia più alcuno spazio per i terroristi ed i nemici della pace». «La missione in Afghanistan – conclude il titolare della Farnesina – ci impone un prezzo alto: in queste tristi circostanze, ne avvertiamo profondamente il peso, e ci sentiamo allo stesso tempo orgogliosi dell’ altissimo senso del dovere e della straordinaria professionalità delle nostre Forze Armate, impegnate in un teatro di vitale importanza strategica». Anche il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha manifestato il suo cordoglio: «Ho appreso con dolore la notizia della morte del Tenente Alessandro Romani, colpito in uno scontro a fuoco in Afghanistan. A lui va il mio profondo ringraziamento e alla sua famiglia il mio più sentito cordoglio».

POTENZIAMENTO – Intanto il ministro della Difesa Ignazio La Russa proprio venerdì ha prefigurato un possibile potenziamento della presenza italiana in Afghanistan. «Ci è stato chiesto un incremento degli addestratori in Afghanistan. Sarà (il presidente del Consiglio Silvio) Berlusconi e il governo a deciderlo. Ma qualora il parere fosse positivo, il ministero della Difesa e le forze armate sono naturalmente pronti a svolgere il loro compito con l’efficacia che è internazionalmente riconosciuta», ha detto La Russa, dopo un incontro con il segretario generale della Nato Anders Fogh Rasmussen. «Si tratterebbe di un incremento quantitativo, perché sul piano qualitativo siamo già al top», ha aggiunto il ministro.

UN ALTRO ATTENTATO – Nel frattempo, a Herat, un ordigno collocato a distanza in un mercato nei pressi della cittadella è esploso provocando tre feriti tra la popolazione locale. La bomba, comandata a distanza, era collocata in una borsa su una bicicletta abbandonata. E nel tardo pomeriggio nella provincia settentrionale afghana di Balkh, un furgoncino adibito al trasporto passeggeri ha urtato una mina provocando la morte di nove persone, tre donne e sei bambini

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Redazione online   fonte:   corriere.it    scelto da michele  De lucia