SUCCESSO DI “NON PICCHIARLA, NON LO MERITA” DI MOCCIA PER LA RASSEGNA DI POSIDONIA VIDEO

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NON PICCHIARLA, NON LO MERITA. Il dramma del femminicidio in Italia. Continua sempre con maggiore qualità e interesse la rassegna “Serate d’ Autore” della associazione Posidonia, con Media Partner Positanonews, la storica associazione ambientalista e culturale della Costa d’ Amalfi , che gestisce la biblioteca comunale, struttura diretta da Antonino d’ Urso e gestita da Adriana Canosa che vanta più di 10 mila volumi. Il libro di Antonio Michele Moccia è stato presentato Venerdì 6 novembre presso il Ristorante  Galleria d’ arte Mediterraneo , fulcro culturale di Fornillo di Vincenzo Esposito, con una presentazione evento e mostra della pittrice Anna Pia Cursale legata al tema, alla serata della rassegna curata dall’architetto Maria Rosaria Manzini, per l’associazione Posidonia, presieduta da Vito Casola, ha fatto da moderatore il direttore di Positanonews avvocato Michele Cinque con introduzione della psicologa Simona d’ Urso per l’associazione Posidonia.  E’ stata una serata molto interessante, una sorta di tavola rotonda sul tema “Abbiamo a che fare con un ottimo caso di data journalism, Moccia è capace di individuare e raccogliere i dati significativi di un tema e riuscirli a divulgarli facendo informazione fornendo nel contempo gli strumenti al lettore per valutare, da libro emerge che la violenza è ancora presente la prevaricazione dell’uomo sulla donna, occorre ancora una rivoluzione culturale. Non bastano le leggi e i diritti riconosciuti, per cui negli ultimi anni vi è stata una rivoluzione dal che la donna era considerata solo un oggetto e inferiore all’uomo, ma occorre che la società cambi e che ci siano forme di aiuto per le donne in difficoltà e quando trovano una violenza la cosa migliore è fuggire da essa” , ha detto Michele Cinque. Interessante l’intervento di Simona d’ Urso “Le donne non vanno lasciate sole, ci sono casi che hanno subito per anni violenze familiari perchè da sole non riuscivano a uscire da questo circuito , anche perchè non volevano ammettere ad altri di aver sbagliato nella scelta di un compagno, solo riuscendo ad allontanarsi ci si può rifare una vita, ci sono violenze di tutti i tipi”  . Il dibattito si è acceso anche con interventi dal pubblico che lo stesso Antonio Moccia ha stimolato “Questo libro è nato dal desiderio di vorrer raccontare un fenomeno grave della nostra società come la violenza sulla donna ed  diventato argomento pregnante” Nel mese dedicato alla lotta e alla prevenzione della violenza di genere, l’Associazione Posidonia vuole farsi partecipe e testimone in prima linea di questa campagna di sensibilizzazione presentando all’interno della rassegna “Serate d’Autore” il libro di Antonio Michele Moccia “Non picchiarla, non lo merita. Il dramma del femminicidio in Italia.” La presentazione sarà accompagnata da una piccola mostra di dipinti con tema la violenza sulle donne. Antonio Moccia, laureato in Lettere e Filosofia e specializzato in Scienze Storiche alla Federico II di Napoli con una tesi su Nicola Cosentino, è un giovane scrittore emergente che ha deciso di raccontare i mali della nostra società. Dopo aver affrontato molteplici temi discussi, tra i quali l’emergenza ambientale che riguarda la nostra regione in “La Terra dei Fuochi” (presentato nell’ambito di Serate d’Autore 2014) ha deciso di occuparsi del tema del femminicidio. “La manifestazione più classica della violenza coniugale risulta un desiderio ossessivo di possesso e dominio. Un uomo più geloso che ragionevole rivendica la proprietà sessuale esclusiva della sua congiunta ed esige dalla stessa sottomissione al fine di poterla sorvegliare senza tregua. Lui la maltratta quando lei afferma la sua indipendenza e quando lei non è abbastanza sottomessa al suo gusto. Accade che lei reagisca. I problemi degli alterchi non sono legati solamente alla gelosia, ma anche ai soldi, ai lavori domestici, ai figli. L’uomo diventa veramente pericoloso quando apprende che lei vuole rompere, che lei è infedele o se lei chiude la relazione definitivamente. Lui annuncia allora che preferisce vederla morta piuttosto che saperla tra le braccia di un altro. Qualche volta l’omicidio è il punto culminante di una lite. Altre volte è il risultato di un progetto a lungo rimuginato. La morte appare come una vendetta perpetrata da un uomo allo stesso tempo rabbioso e disperato al punto di prendere in considerazione il suicidio.” La serata è terminata con un momento conviviale. La foto di apertura è di Massimo Capodanno . Video Maria Rosaria Manzini

NON PICCHIARLA, NON LO MERITA. Il dramma del femminicidio in Italia. Continua sempre con maggiore qualità e interesse la rassegna "Serate d' Autore" della associazione Posidonia, con Media Partner Positanonews, la storica associazione ambientalista e culturale della Costa d' Amalfi , che gestisce la biblioteca comunale, struttura diretta da Antonino d' Urso e gestita da Adriana Canosa che vanta più di 10 mila volumi. Il libro di Antonio Michele Moccia è stato presentato Venerdì 6 novembre presso il Ristorante  Galleria d' arte Mediterraneo , fulcro culturale di Fornillo di Vincenzo Esposito, con una presentazione evento e mostra della pittrice Anna Pia Cursale legata al tema, alla serata della rassegna curata dall'architetto Maria Rosaria Manzini, per l'associazione Posidonia, presieduta da Vito Casola, ha fatto da moderatore il direttore di Positanonews avvocato Michele Cinque con introduzione della psicologa Simona d' Urso per l'associazione Posidonia.  E' stata una serata molto interessante, una sorta di tavola rotonda sul tema "Abbiamo a che fare con un ottimo caso di data journalism, Moccia è capace di individuare e raccogliere i dati significativi di un tema e riuscirli a divulgarli facendo informazione fornendo nel contempo gli strumenti al lettore per valutare, da libro emerge che la violenza è ancora presente la prevaricazione dell'uomo sulla donna, occorre ancora una rivoluzione culturale. Non bastano le leggi e i diritti riconosciuti, per cui negli ultimi anni vi è stata una rivoluzione dal che la donna era considerata solo un oggetto e inferiore all'uomo, ma occorre che la società cambi e che ci siano forme di aiuto per le donne in difficoltà e quando trovano una violenza la cosa migliore è fuggire da essa" , ha detto Michele Cinque. Interessante l'intervento di Simona d' Urso "Le donne non vanno lasciate sole, ci sono casi che hanno subito per anni violenze familiari perchè da sole non riuscivano a uscire da questo circuito , anche perchè non volevano ammettere ad altri di aver sbagliato nella scelta di un compagno, solo riuscendo ad allontanarsi ci si può rifare una vita, ci sono violenze di tutti i tipi"  . Il dibattito si è acceso anche con interventi dal pubblico che lo stesso Antonio Moccia ha stimolato "Questo libro è nato dal desiderio di vorrer raccontare un fenomeno grave della nostra società come la violenza sulla donna ed  diventato argomento pregnante" Nel mese dedicato alla lotta e alla prevenzione della violenza di genere, l’Associazione Posidonia vuole farsi partecipe e testimone in prima linea di questa campagna di sensibilizzazione presentando all’interno della rassegna “Serate d’Autore” il libro di Antonio Michele Moccia “Non picchiarla, non lo merita. Il dramma del femminicidio in Italia.” La presentazione sarà accompagnata da una piccola mostra di dipinti con tema la violenza sulle donne. Antonio Moccia, laureato in Lettere e Filosofia e specializzato in Scienze Storiche alla Federico II di Napoli con una tesi su Nicola Cosentino, è un giovane scrittore emergente che ha deciso di raccontare i mali della nostra società. Dopo aver affrontato molteplici temi discussi, tra i quali l’emergenza ambientale che riguarda la nostra regione in “La Terra dei Fuochi” (presentato nell’ambito di Serate d’Autore 2014) ha deciso di occuparsi del tema del femminicidio. “La manifestazione più classica della violenza coniugale risulta un desiderio ossessivo di possesso e dominio. Un uomo più geloso che ragionevole rivendica la proprietà sessuale esclusiva della sua congiunta ed esige dalla stessa sottomissione al fine di poterla sorvegliare senza tregua. Lui la maltratta quando lei afferma la sua indipendenza e quando lei non è abbastanza sottomessa al suo gusto. Accade che lei reagisca. I problemi degli alterchi non sono legati solamente alla gelosia, ma anche ai soldi, ai lavori domestici, ai figli. L’uomo diventa veramente pericoloso quando apprende che lei vuole rompere, che lei è infedele o se lei chiude la relazione definitivamente. Lui annuncia allora che preferisce vederla morta piuttosto che saperla tra le braccia di un altro. Qualche volta l’omicidio è il punto culminante di una lite. Altre volte è il risultato di un progetto a lungo rimuginato. La morte appare come una vendetta perpetrata da un uomo allo stesso tempo rabbioso e disperato al punto di prendere in considerazione il suicidio.” La serata è terminata con un momento conviviale. La foto di apertura è di Massimo Capodanno . Video Maria Rosaria Manzini